Adozioni a distanza

Le distanze tra i popoli sono state vinte grazie alla forza incredibile dei mezzi di comunicazione, specie la televisione e i giornali. Con l’avventura dell’adozione a distanze, vengono annullate, in qualche modo, le distanze tra famiglie e persone del mondo occidentale, di gran lunga, più avanzato e quelle del mondo africano (nel nostro caso), ancora largamente indietro nello sviluppo. L’adozione a distanza vuol essere prima di tutto un bene da recare ad un bambino bisognoso. E’ vero che non può essere la panacea di tutte le miserie del terzo mondo.

Ma senza di essa, molti bambini di quei posti ingiustamente tenuti sotto la morsa della fame, di malattie e della morte rimangono sempre privi di quel minimo necessario che potrebbe cambiare la loro vita. L’adozione è un’alta testimonianza di civiltà ed un segno tangibile dell’impegno cristiano. Come dire ad un bambino, costretto a nutrirsi nei rifiuti puzzolenti di certi metropoli, che Dio è amore? Il linguaggio dell’adozione non ha bisogna di parole. L’unico fatto che esiste significa tutto, prima per il bambino che ne gioisce e dopo per l’adulto che con cuore gli dona un po’ di se stesso. L’Eco di Kinshasa si dà da fare in questa direzione, proprio nella consapevolezza della grandezza di questo gesto di umanità senza prezzo. Lungo tutto quest’anno 2003, le adesioni sono state numerose. Più di cento schede sono state firmate, alcune a favore dei bambini ospitati alla Maison Enrica, altre per i bambini che vivono situazione di disagio nella propria famiglia.
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