Capitolo 6
Il principe e il povero
Eric continuava a vivere come Ivan Fumarola, quasi si fosse scordato di chi fosse realmente stato. Ad un certo punto, ebbe un incubo tremendo nel quale vedeva che Gioia era risucchiata da un gorgo oscuro, presa da due lunghe mani bianche, ed Eric non sapeva come fare per salvarla.
Si era gi� affezionato a quella ragazzina, e avrebbe fatto di tutto per stare con lei, per giocare insieme ore intere.
All�improvviso non era pi� notte, ma giorno fatto. Dovevano essere circa le dieci. Gioia grid� ad Eric, o meglio ad Ivan, di venire gi� per una sorpresa. Il ragazzo si vest�, fece rapidamente colazione e and� a vedere di cosa si trattava.
Gioia introdusse al ragazzo una ragazza di circa sedici anni, alta quasi come Eric. Aveva capelli lunghi, lisci, biondi, occhi azzurri e un sorriso perfetto. Indossava una maglietta viola a maniche lunghe e dei pantaloni rossi con delle scarpe bianche e rosse.
-Ciao, Ivan!- salut� gentilmente.
-Ehm�piacere di conoscerti�- rispose Eric.
La ragazza guard� Gioia.
-Gioia!- disse. �Avevi detto che ricordava tutto!
-Ora s�..e ora no!- rispose Gioia. �Ehm�Ivan, questa � Giulia, la tua fidanzata!-
-Fidanzata?- domand� Eric. Ma non aveva appena fatto un mese con Valeria? E da dove cavolo era spuntata fuori questa Giulia?
Gioia lasci� soli i due ragazzi, che fecero una passeggiata nelle vicinanze della casa.
-Sono cambiate molte cose dal giorno del tuo incidente.- disse lei.
-Innanzitutto, sono cambiato io!- fece Eric. �� come se qualcosa mi avesse trasformato in un�altra persona, senza sapere chi ero prima.-
-Io�perdonami, Ivan, ma non ce la faccio!- disse Giulia. �Potrei raccontarti per la centesima volta tutto quanto: come ci siamo conosciuti, dove ci siamo conosciuti, il nostro primo bacio, i progetti di matrimonio�di una vita felice insieme�e oggi ricorderesti, ma la prossima volta potrei essere un�estranea per te. Senti, seriamente�io non reggo pi� questa situazione!
-Ma�il dottor Evani dice che la memoria va e viene.
-Come no! E intanto vai avanti cos� da ormai due anni!- rispose Giulia, con tono fermo. Al sentire quelle parole, Eric la guard� stupito.
-Due anni!?- fece. �Ma�se mi sono svegliato solo tre mesi fa!-
-Oh, Ivan�- Giulia si sedette sul tronco di un albero caduto. -�possibile che non ricordi neanche questo? � troppo anche per me�-
La ragazza si mise a piangere. Eric si sedette vicino a lei, per consolarla. Ma fu tutto inutile: Giulia lo baci�, e se ne and� lasciandolo per sempre.
�Sembrava che parlasse�come�come recitando!� pens�, mentre andava a casa. Mentre frugava fra i cassetti della sua stanza, not� un ritaglio di giornale. Era di un anno fa. Il ragazzo lo apr�.
�Sembra che del caso del �Killer delle Coppie� si sia occupato anche Eric Roberts, con l�aiuto di Thor, dio del Tuono!�
Appena vide quelle parole, cap� finalmente chi era. Non si chiamava Ivan Fumarola, ma Eric Roberts. Gioia entr� in quel momento.
-Che fai?- vide il giornale. �Lascia perdere�quello ti porta solo brutti ricordi. Vieni, Ivan!-
-Io�non mi chiamo Ivan!- rispose Eric. �Io mi chiamo Eric. Eric Roberts!-
-Vieni, d�i. Il dottor Evani ti far� un�iniezione.
-NO! BASTA INIEZIONI! IO SONO ERIC ROBERTS!
-Calmati, Ivan�
-TU LO SAI! TE LO LEGGO NEGLI OCCHI! PERCH� NON ME LO DICI!? CHE COSA MI HAI FATTO, BASTARDA!?-
Non riusc� a finire la frase che sent� qualcosa penetrargli la pelle. Un ago molto fino, come quello di una siringa. Un�altra iniezione, fatta da chiss� chi.
Eric, come avrebbe detto Dante, �cadde come corpo morto�.
Intanto, un altro ragazzo simile ad Eric era andato a prendere Valeria al negozio di abbigliamento dove lei lavorava a volte su un quadriciclo a motore, di quelli che usano i sedicenni. Appena la vide, inizi� a recitarle una poesia di Gustavo Adolfo B�cquer; la ragazza sorrise e i due andarono ad un pub con alcuni amici di Eric.
Inutile dire chi fossero, questi amici: Thor, Valerio, Veronica ed Elisa con il suo fidanzato. I sette rimasero tutto il tempo a ridere e scherzare, e Valeria si trov� molto a suo agio con gli amici di Eric e in particolar modo con Elisa.
Ma qualcosa di strano non andava in Eric, e il primo ad accorgersene fu Thor quando vide che il ragazzo stava per bere un bicchiere di Cointreau. Di solito, quando Eric beveva alcol, per un incantesimo di Loki durante la loro avventura nel mondo di Prisde e Refi, cambiava completamente personalit� diventando un essere brutale, volgare e in cerca di sesso selvaggio.
Generalmente, l�effetto era immediato. Invece, dopo aver bevuto il bicchiere, Eric si sentiva meglio di prima.
Thor lo guard� con aria interrogativa. E questo era solo l�inizio. Appena si aprirono le danze, Eric e Valeria andarono subito a ballare senza aspettare che la pista si riempisse.
Valerio, Elisa e Veronica erano stupefatti. Thor, un po� meno, dal momento che per tutto il momento nel quale lui e il dio parlarono, Eric rimaneva sempre in disparte e distaccato, come se stare con Thor gli desse quasi fastidio.
-Thor, hai visto?- fece Valerio, che si era reso conto del cambiamento.
-In effetti, � diverso da quello che conoscevamo!- osserv� il dio.
-Per me sta solo male!- scherz� Valerio.
-Non credo.- fece Thor, tornando alla sede dei Vendicatori Europei.
Dopo che passarono la serata fino alle prime luci dell�alba, Eric e Valeria andarono, con l�aiuto di un destriero atomico dei Vendicatori Europei, a Ostia per una scampagnata. Per prima cosa, dopo aver posto il destriero in un posto appartato in modo che non desse nell�occhio, i due andarono ad Ostia Antica a visitare un po� la citt�.
Tra case antiche e anfiteatri, il giro dur� una mezz�oretta, il tempo sufficiente per farsi una camminata ed arrivare al Lido di Ostia dove Eric cominci� a correre gridando �MARE! MARE!�
Valeria, vedendolo, sorrise scuotendo la testa.
Eric si inginocchi� e fece un qualcosa sulla sabbia: un cuore.
-�Valeria e Cama�!- scrisse Eric sul grosso cuore fatto sulla sabbia. In quel momento pass� Valeria, che lesse la scritta.
-�Valeria e Cama�.- disse. Eric si volt�. �Chi � questo Cama? Sei tu?-
-Ehm�io�- Eric non sapeva cosa dire. -�no�cio� s�s�, sono io il Cama!-
Poi, preso da un attacco di pentimento per aver scritto quel soprannome cos� infantile, lo cancell� dal cuore. Valeria lo ferm�, abbracciandolo e baciandolo.
-Perch� lo cancelli?- gli chiese, sorridendo.
-Mah�non so!- rispose Eric. �Non mi piace molto!-
Valeria, come per provocarlo, lo fece cadere sulla sabbia e poi si stese su di lui, cadendo con la pancia sulla sua pancia. Lo baci� appassionatamente.
-�Cama��- la ragazza rise. -�che nome �? Un soprannome?-
-Esattamente!- fece Eric, baciandola. �Me l�hanno messo a scuola, molti anni fa�ma non � che mi piaccia molto!-
-Beh, sinceramente non � che sia molto bello!- comment� Valeria, ridendo. Rise anche Eric, che abbracci� la ragazza e poi si alz�.
-Andiamo a mangiare?- propose. �Sai com��camminare stimola l�appetito, e poi l�aria di mare mi ha fatto venire una gran voglia di pesce�naturalmente, offro io!-
-Buona idea, Cama!- rispose Valeria, prendendolo per mano e andando verso un ristorante vicino.
Quel ragazzo, che sicuramente non era Eric, si stava concedendo un momento da principe.
Invece, il vero Eric era ancora prigioniero di quella casa di campagna e si trovava sul suo letto quando sent� un grido. Era Gioia. Il ragazzo invece di accorrere a salvarla, and� nelle stalle a cercare il cavallo, che appena lo vide inizi� a scalpitare e a nitrire come le prima volta.
-Buono, Thor!- fece, montando. �Devi aiutarmi ad uscire da questo incubo!-
Il cavallo cominci� la sua corsa. Imitando il portamento e l�andatura del principe Robert, Eric si fece strada fra i mille cespugli e fratte che ostacolavano il passaggio. Pass� per il bosco, reso spettrale dalle luci della notte, ma non bad� a questo: voleva che questa storia finisse.
Quando ad un tratto il cavallo si ferm�.
-Che ti succede, Thor?- fece il ragazzo. �VAI! VAI!-
Ma il cavallo non voleva muoversi. Allora Eric, preoccupato, scese a vedere che cosa succedeva: un baratro profondo ostacolava il cammino. Al ragazzo venne un attacco di pianto isterico, ma riusc� a dominarlo.
-Devo�- si disse. -�devo trovare il coraggio di saltare�GERONIMO!-
E salt� nel baratro. L�atterraggio fu in parte duro, compreso un ruzzolare sulla nuda roccia per poi finire privo di sensi in una pozza d�acqua.
La mattina seguente, la signora Fumarola corse in cucina disperata.
-Gioia! Ivan non � nella sua camera!- disse. �Giulio mi ha detto di averlo visto andar via con Thor, ma che non � pi� tornato!-
Gioia si preoccup�, ma riusc� a dominare la sua paura.
-Torner�, mamma. Torner�.- disse, tornando a finire la sua colazione.
Invece, Eric non torn�. Gioia pass� tutto il giorno a guardare fuori dalla finestra per vedere se Eric tornava. All�improvviso, sent� il nitrito di Thor e si precipit� a vedere se Eric era con lui: niente da fare.
�Torna, Ivan!� pens� Gioia, stringendo al petto una foto di Eric. �Torna, ti prego!�
Ed ecco che, come per ubbidire alla ragazzina, Eric si materializz�. Il primo a vederlo fu Giulio, il factotum della fattoria nonch� pover�uomo deforme.
-Oh, � tornato!- esclam�, appena lo vide. �La signorina Giulia era cos� in pensiero per lei�-
Appena pronunci� queste parole, il suo corpo si tramut� in una miriade di bolle di sapone che si dissolsero nel vento.
Il ragazzo entr�. C�era la signora Fumarola, seduta su una poltrona, che stava lavorando ai ferri. Quando il ragazzo le accarezz� la testa, la mano gli pass� attraverso questa. Anche la donna si stava tramutando in bolle di sapone. Accorse il signor Fumarola.
-Marta�- disse al corpo della donna ormai svanito. -�ragazzo, anche chi non esiste pu� provare dolore!-
-Lo so.- rispose Eric, guardando che anche il corpo dell�uomo si stava trasformando in bolle di sapone. E lo stesso successe con Annemarie, la cameriera francese e con il dottor Evani.
Eric era quasi giunto alla porta della stanza di Gioia quando ad un certo punto una mano gli tocc� la spalla. Era Giulia.
-Gioia mi aveva creata per te, ma si era ingelosita subito e voleva tenerti tutto per lei. Ma sappi che, anche se per poco, io ti ho amato davvero.- disse, e baci� il ragazzo mentre stava anche lei diventando mille bolle di sapone.
Eric apr� la porta.
-IVAN!- grid� Gioia, andando ad abbracciare il ragazzo. �Non�non mi lascerai, vero?-
-No, Gioia!- fece. �Scacceremo insieme l�incubo.-
E Eric dorm� con Gioia. Tutto fil� liscio fino alle tre di notte, quando da dentro la camera di Gioia si form� un gorgo dal quale uscirono due mani lunghe e bianche, le stesse che volevano prendere Eric in precedenza.
-ABBRACCIATI A ME!- grid� Eric.
-IL GORGO!- fece Gioia. �IL GORGO VIENE A PRENDERMI! COME TREDICI ANNI FA!-
-Cosa? Cosa � successo tredici anni fa, alle tre di notte?- domand� Eric.
-Il gorgo veniva a prendermi�e a risucchiarmi�alle tre di notte�io sono nata!- rispose Gioia.
-No, Gioia. Quella notte di tredici anni fa, eravate due gemelli, Ivan e Gioia; ma qualcosa non and� bene nel parto assistito dal dottor Evani. Uno dei due dovette essere sacrificato. In altre parole, Ivan venne alla luce vivo, mentre tu�tu no, Gioia. Tredici anni fa, alle tre di notte, tu sei morta, Gioia!- spieg� Eric, con calma.
Gioia era stupita. Era sempre convinta che a morire fosse stato il fratello, mentre era stata lei che era passata a miglior vita.
-Ma hai rifiutato la realt�, ti sei auto-convinta di essere sempre vissuta e hai creato questa specie di inferno dantesco dove hai lo stesso incubo. E adesso, scegli: o restare qui a tormentarti in eterno, oppure dormire finalmente senza sogni-le disse Eric, dolcemente. Non era la sua vera sorella, ma per molto l�aveva considerata tale.
-Tu�tu mi ricorderai sempre, vero?- domand� Gioia, con una lacrima che le stava scendendo.
-S�. Ti ricorder� sempre.- rispose Eric, abbracciando la ragazza che aveva considerato una sorella e vedendo che stava diventando sempre pi� piccola, quasi delle dimensioni di una bambola.
Quando tutto fu finito e il gorgo spar�, la camera di Gioia torn� quello che era prima: una stanza rovinata dal tempo ma con un solo inquilino.
-Eh, doveva finire, prima o poi�- fece una voce. Era lo zio Max. �Mi mancher� molto, la mia Gioia!-
-Chi sei veramente, Max?- chiese Eric.
-Boh!- rispose l�uomo. �Non lo so neanch�io. Ma non � stata Gioia a bruciare la mia mente: � stato l�alcol che mi ha reso un fantasma. S�. Il fantasma di un vecchio barbone ubriaco che � capitato, un giorno, tra queste rovine ed ha trovato una piccola amica. O forse l�ho solo sognata�chiss��forse sono stato io ad immaginare tutto!-
Eric fu preso da compassione per quell�uomo: era ancora vivo.
-D�i, Max�vieni con me!- gli disse. �Puoi smettere di bere, rifarti una vita�ai Vendicatori Europei ci serve anche un giardiniere e�-
-Ti ringrazio per l�offerta vantaggiosa, ragazzo, ma il mio fegato ormai � andato. E adesso, vai. Ti informo che sei stato qui solamente un giorno. E credo che i tuoi amici siano in pensiero, e anche la tua ragazza!- fece lo zio, bevendo un ultimo sorso di whisky.
Eric si allontan� da quella casa, salutando lo zio Max e sparendo nel bosco sperando di trovare un paesino nelle vicinanze.
Intanto, lo zio Max inizi� a piangere per la perdita dell�amica quando all�improvviso sent� dei vagiti e vide un fagottino con dentro un bambino piccolo. Era una bambina, in quanto non aveva il pene.
-Gioia!- esclam� lo zio Max, raccogliendo il fagottino. �Non�non piangere, piccola mia. Va tutto bene. Vedrai�quant�� bella�la vita!-
Nel frattempo si era gi� fatta l�alba, ed Eric era riuscito a trovare un passaggio arrivando fino a Frascati. Il passaggio era riuscito a ottenerlo da un contadino al quale aveva raccontato la storia, e che l�aveva condotto fino a l� per poi prendere il primo pullman che arrivasse a Roma.
�Tutto questo � pazzesco!� pens� Eric. �Una ragazzina che avrebbe potuto essere la mia sorellina adesso ha trovato la pace eterna, ma perch� proprio a me!?�
Pens� anche a cosa stesse facendo la sua Valeria: stava facendo l�amore con l�altro Eric. Con un gemello buono (o cattivo) che aveva ormai preso la sua vita.
Ma il vero Eric stava tornando in citt�, e i giorni che sarebbero seguiti avrebbero portato disgrazie per entrambi.
<-- torna a "Il Camaleonte"
Vai al capitolo 7 -->