Capitolo 13
Commemorazione di un eroe
Tre mesi dopo, tutti erano lì. Erano nel giardino della sede dei Vendicatori Europei, e c’era una grande festa per un evento storico, almeno per i padroni di casa. Una commemorazione era in programma quel giorno. C’erano tutti: Eric, Thor,Robert e la sua ragazza, Valeria che si era rimessa con Eric e anche Capitan Italia, che aveva ottenuto la libertà.
E c’erano anche Valerio con Maria Elisa, Francesca, Giulia, la Giulia di teatro e anche altri ancora.
-Vienici a trovare più spesso, a scuola guida!- fece Francesca.
-E come no!- disse Eric, bevendo una Smirnoff ghiacciata. –Ora che ho la patente, verrò a trovarvi quante volte vorrete, ve lo prometto! E che si è saputo di Andrea?-
-Lo andrò a trovare tutte le settimane a Rebibbia.- fece Giulia, un po’ triste. –Ma non parliamo di questo! Non roviniamo questo momento magico!-
Eric se ne andò dalle ragazze e andò dalla sua Valeria. La abbracciò, la baciò e rimasero a parlare.
-Senti, ho visto un sacco di foglietti e…non dirmi che è quello che penso io!- disse allegramente.
-Sì!- Valeria sorrise.
-Oddio…adotterai un bambino?- gli occhi di Eric brillarono.
-O una bambina.- fece Valeria. –Oppure una “coppietta”, come soleva dire il Camaleonte. Una volta l’ho promesso al Camaleonte, e l’ho promesso anche a me stessa. Sai com’è, ora che vivo da sola ho un appartamento talmente grande che una o due persone in più possono anche starci!-
Intanto, in un angolo del giardino, c’erano anche la madre di Elena e Thor che stavano vedendo la nuova “prodezza” di Robert: non aveva ucciso Scorpioni, né viaggiato in altre epoche…nulla di tutto ciò: aveva posato per il nuovo calendario Pirelli donna 2003. Alla madre di Elena venne quasi un infarto quando lo vide.
-Nooo!- esclamò, vedendo il petto nudo e muscoloso del principe. –E io che lo consideravo un ragazzo a modo…-
-Andiamo, gentile dama…- fece invece Thor. -…non ha fatto nulla di male, semplicemente ha posato per un calendario…spero non tocchi farlo a me!-
-Quasi quasi mi pento di aver unito quei due!-
-Andiamo, ma se voi gli avete dato la vostra parola…e poi…quella è arte!- rise Thor.
-Arte!?- la madre di Elena svenne quando vide che Robert ed Elena si stavano baciando sotto lo sguardo abbastanza compiaciuto di Alberto.
In qual preciso momento, Capitan Italia salì sul podio d’onore e parlò al microfono.
-Invitati, attenzione! Amici, venite qui! Sedetevi, per favore! Vorrei farvi sapere che vi ho riunito tutti qui per rendere onore…non vorrei sembrare troppo fascista…anzi, per rendere omaggio ad un collega, ad un uomo, ad un amico: sono già passati tre mesi dai luttuosi fatti che ci tengono con l’anima marcata. Ma dobbiamo essere felici, che detto da me può sembrare ironico, perché il ricordo del Camaleonte è più vivo che mai nei nostri cuori, e in suo onore abbiamo chiesto di scolpire una statua che verrà posta nel giardino e che si chiamerà “Camaleonte”!-
Venne calato il telo. La statua era di bronzo, e raffigurava un camaleonte (vero) sulla testa del Camaleonte, che era raffigurato sull’orlo di una rupe in posizione vittoriosa, alla maniera del principe Robert. Ci furono gli applausi e alcuni gridarono “VIVA IL CAMALEONTE!”.
L’atmosfera era bellissima.
-Questo in onore a lui, al Camaleonte, per tutto l’ottimismo e l’allegria che ci ha dato. E adesso, chi più e chi meno, vogliamo sentire alcune parole del “fratello gemello” del Camaleonte, Eric Roberts!-
A quelle parole, Eric si alzò coperto di applausi da tutti i suoi amici e i Vendicatori Europei. Capitan Italia gli cedette il posto, ed Eric iniziò a parlare.
-Ecco…volevo solo dire che Eric…scusate…il Camaleonte…non se n’è andato. Ma continua a rimanere tra di noi.-
Sono le ore 16:25 adesso; il traffico vicino alla sede dei Vendicatori Europei è intenso, mentre un passero (famiglia dei Ploceidi) si alza in volo posandosi su un albero della sede e una foglia si stacca da un albero, cullata dal vento e viaggiando verso nuove terre da esplorare.
Ogni giorno ci sono milioni di persone che con la loro allegria e ottimismo rendono il mondo migliore, o tentano di renderlo.
Forse, il Camaleonte è in ognuno di loro.
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