I FIGLI DEGLI DEI
Stati Uniti d’America, anno 2001, boschi della Louisiana. Un rumore di motore mette un fuga animali e uccelli. Solo un baribal nero resta a guardare. Sicuramente, pensa, i tre che sono a bordo dell’auto avranno del cibo.
Infatti è così. Dall’auto scendono tre persone, due uomini e una donna. A giudicare dalle tute che portano, devono essere dei militari o giù di lì.
-Aaaah !- esclama uno di loro, dai capelli biondi -Che meraviglia !-
-Ma questo è proprio il Paradiso Terrestre !- commenta un altro, moro -Niente cartacce sparse per terra, niente bottiglie di plastica o di vetro buttati a perdere…no. Solo terra, sassi ed erba ! Natura !-
-Ah-ehm !- fa la donna -Gradirei che questi due Adami venissero ad aiutare la povera Eva !-
-Hai ragione, Missy !- risponde il soldato moro -Forza, Mike ! Diamoci da fare !-
-Lo faccio solo perché siete voi !- replica Mike -Ma a che serve ? Tanto si sarà freddato tutto !-
-Vuoi vedere ?- domanda Missy -Forza, Mike. Tocca i cibi !-
Mike tocca i cibi. Sono perfettamente caldi.
-Ma come diavolo hai fatto a mantenerli caldi, Missy ?- chiede Mike, incredulo.
-Segreti di noi donne !- risponde Missy, sorridendo -Ma adesso mangiamo, sennò di fredda !-
Mentre mangiano, però, l’altro soldato, di nome Lance, sente degli strani rumori provenire da un cespuglio. Punta un fucile, ma vede che è solo un leprotto che sta scappando da una volpe.
-Mi ha fatto prendere un colpo !- esclama, e ritorna a mangiare. Ma dopo un po’, si sentono altri rumori. E stavolta non sono di animali. Si tratta di qualcos’altro. Lance si alza, andando a prendere una mitragliatrice UZI.
-Che fai con quella, Lance ?- domanda Mike.
-Ho sentito degli strani rumori provenire da un sentiero vicino al nostro !- risponde Lance -E non sono animali. Ne sono sicuro !-
-Sarà un grizzly !- fa Mike -Ce ne sono tanti, qui. Su, mangia !-
-No.- Lance comincia ad andare verso il sentiero -Sono nato in Canada. Saprò riconoscere il rumore di un grizzly e quello di un coniglio, no ?-
E detto questo si allontana dai suoi compagni, con la mitragliatrice in mano diretto verso il sentiero “incantato”.
Quando arriva vede una cosa quasi magica: degli individui stanno occupando quel sentiero. La cosa strana è che sono armati di spada, alcuni di lancia, e scudo; portano degli strani elmi, chi a forma di lince e chi a forma di serpente cobra, e stanno uscendo dal nulla.
“Chiunque essi siano, non credano di farla franca !” pensa Lance, caricando la sua mitragliatrice. Da quel nulla, poi, esce un uomo non armato, ma con una specie di corazza d’oro e l’elmo a forma di lince d’oro. Quell’uomo comincia a dare ordini in una lingua sconosciuta, quasi aliena.
Lance ha già caricato il fucile. Ora gli manca solo da mirare e puntare il mitra. E lo punta verso una delle guardie dall’elmo a forma di cobra.
“Inghiottiti questo, figlio di puttana !” pensa il soldato, prima di sparare. Ma fa un passo falso. Una mossa del piede sinistro fa spezzare un ramo. L’uomo dall’elmo di cobra si gira, insospettito. Perlustra il bosco, alla ricerca della cosa che ha fatto provocare quel rumore. E trova Lance.
-Ci si rivede, eh ?- domanda Lance, che con due colpi fa fuori la guardia. Altri sentono lo sparo, e armati circondano Lance. Al soldato non rimane altra scelta che scappare.
-Aiuto !- grida, appena arriva da Mike e Missy -Presto ! Caricate tutto in macchina ! Scappiamo !-
-Che diavolo è successo ?- chiede Mike, ma ha la risposta quando quegli uomini li circondano. Allora i soldati mettono mano alle armi, sparando ad almeno quattordici uomini ed uccidendoli tutti. La faccenda si complica quando i tre scoprono che alcuni di quegli uomini non vengono colpiti dalle pallottole. Due sguainano la loro spada e mozzano la testa a Mike e Lance. Un terzo va a disarmare Missy e farla vedere al loro capo.
-Ottima scelta, soldato !- commenta quest’ultimo -Un campione perfetto. Potrà essere utile !-
E detto questo se ne vanno.
Questo è l’inizio di una grande avventura.
Il notiziario disse che nei boschi della Louisiana dei teppisti si erano travestiti da uomini serpente ed avevano ucciso i due marines.
-Chiunque essi fossero…- aveva detto il generale Edwards, della caserma dei tre scomparsi -…voglio che sappiano che l’uccisione di un marine è un fatto gravissimo. Non la passeranno liscia.-
Ma c’era anche chi sapeva che non era così. Si chiamava James Spears, ed era cugino, per quanto strano potesse sembrare, di Britney Spears.
James sapeva che non erano dei semplici teppisti ad aver fatto questo. Erano degli uomini provenienti da un’altra epoca: dal Medioevo.
James lo sapeva perché aveva costruito una specie di macchina del tempo, che lo aveva portato in quell’epoca così bella. E aveva conosciuto anche un principe medievale di ventotto anni, Robert Garcìa. I due avevano condiviso un insolito legame: in cambio di spiegare i cambiamenti che erano avvenuti dal Medioevo in poi, Robert aveva aiutato James nella vita di tutti i giorni. Gli aveva insegnato a cucinare, lo aveva aiutato ad innamorarsi ed aveva instaurato in lui un nuovo senso di autostima.
Entrambi si erano rivisti anche per il Capodanno del Duemila, non per una visita di piacere ma per contrastare la minaccia di Vargas, uno stregone nemico di Robert che voleva conquistare il Mondo sia nel 2000 che nel 1260.
E James sapeva che quegli uomini erano dei membri sopravvissuti della Setta del Cobra Nero, una setta satanica il cui capo era Vargas. Vargas era morto, ma non i suoi seguaci.
All’improvviso squillò il telefono. James rispose.
-Pronto ?- disse -Casa Spears.-
-James ? Sono Nic !- disse una voce maschile al telefono.
-Nic !- esclamò James -Quanto tempo !Vedo i tuoi servizi, in TV !-
-Me lo dirai un’altra volta !- fece Nic, serio -L’hai visto, il notiziario ? Ho paura che quello che penso sia sbagliato. Prego Iddio di sbagliarmi, ma tu vieni a casa mia !-
E riattaccò la cornetta. James non si preoccupò molto. Se Nic gli aveva detto di venire, un buon motivo c’era.
Quindi prese la sua macchina e si diresse verso casa di Nic, che stava a cinque isolati da casa sua.
Vide la porta aperta, e quando James entrò davanti a lui apparve uno scenario degno di “Poltergeist”: oggetti che volavano, tutto andava per conto proprio e sembrava che la casa avesse preso vita.
-C’è qualcuno qui con un animo minimamente umano che possa rispondermi ?- gridò James.
-Cosa…ah, sei tu !- disse una ragazza -Scusa, stavo mettendo in ordine. Accomodati. Un drink ?-
-Drink ? Ehm, no, no, grazie !- rispose James -E questo lo chiami mettere in ordine, Isabel ?-
-Beh, sai com’è…- fece Isabel -…non capita tutti i giorni di avere un demonietto dentro di te che ti trasforma nella donna più potente di Hillary Clinton, no ?-
Isabel Wenders, infatti, era una ragazza strana. Non per il fatto che venisse da Washington D.C., ma per il fatto che era dotata di poteri magici e che le permettevano di fare qualsiasi cosa, come per esempio fare le pulizie senza che lei facesse fatica. I poteri li aveva ottenuti da quando Vargas le aveva installato dentro al corpo uno dei suoi Figli del Demonio. Con la sua morte, però, i poteri malefici del demonietto erano stati annullati e, di conseguenza, non aveva nessun potere di controllare la ragazza. Si era fidanzata con Nic e adesso vivevano come conviventi.
-“Ragazza più potente di Hillary Clinton” !- fece eco James -Tu guardi troppi film dell’orrore. Hai messo su qualche chiletto, o sbaglio ?-
-No, James. Sbagli !- rispose Isabel, turbata da quella domanda -Perché io vado in palestra tre volte a settimana !-
-Con chi ?- chiese James, ridendo -Con quella tua amica italiana ?-
-Non so che cos’hai contro Martina, ma la palestra dove andiamo è ben attrezzata !- rispose Isabel.
-Ma certo, come no !- disse James -Vasca da bagno, idromassaggio…sparane un’altra !-
-Fino a quanto durerà il conflitto ?- chiese una voce maschile.
Era Nic.
Nic Jimenez non era un uomo qualunque. Era uno scudiero medievale, lo scudiero del principe Robert Garcìa. E adesso si trovava nel 2001 per il semplice fatto che non voleva tornare nel Medioevo.
-James !- esclamò Nic -Meno male che sei venuto. Litigate dopo, voi due, vi va ? Adesso dobbiamo parlare di cose più serie !-
E invitò James ad entrare e a sedersi sul divano. Poi gli chiese:
-Hai visto il notiziario ?-
-Sì, l’ho visto !- rispose James -E devo dire che mi sembra alquanto strano…voglio dire, questi compaiono nel bosco dal nulla, ammazzano due militari, vengono ammazzati e fuggono con un terzo militare. È strano, vero ?-
-Sì !- commentò Isabel - È proprio strano. Mi sta capitando in questi giorni di sognare serpenti cobra che inghiottono persone. E non è la prima volta che capita !-
-Qualcuno ha qualche idea ?- chiese James -Perché, se non è così, io ne avrei una molto bella !-
-Cosa ?- fece Nic -Non vorrai mica…-
-Esatto, Nic !- rispose James, sorridendo. -Intendo rifare un viaggetto nel tempo ! Chi viene da me ?-
I tre andarono da James. Quando il ragazzo aprì, il suo cane Kyle venne a fargli le feste. James gli ordinò di stare giù e di fare la cuccia. Il cane se ne andò mogio mogio verso la sua cuccia.
James andò nella sua stanza, accendendo il computer e accedendo ai vecchi files della macchina del tempo. Purtroppo, col tempo, aveva disfatto i componenti della macchina credendo che non ne avesse più bisogno.
-Dannazione !- esclamò -Forse devono essere in cantina ! Aspettatemi qui. Torno tra un minuto.-
E andò nella sua cantina, dove si mise a cercare i componenti della macchina del tempo tra vecchie cianfrusaglie e pacchi vari.
-Eppure doveva essere qui…ma guarda che casino !- commentava mentre cercava. Alla fine trovò un pacco con su scritto “Macchina del tempo”. Erano quelli. Poi tornò nella sua stanza con il pacco.
-Eccoli !- disse -Adesso devo trovare il punto giusto dove stavano prima e fissarli bene !-
-Per questo ci vorrà un attimo !- disse Isabel, muovendo le mani e facendo fissare al loro posto tutti i componenti pezzo per pezzo.
-Grazie, David Copperfield !- fece James, sorridendo.-Speriamo che tutto sia come quella volta che l’ho provata. Allora…chi di voi due si offre per fare il primo viaggio nel tempo ?-
-Ehm…lui !- rispose Isabel, indicando Nic. -Ho sentito dire, mentre tu eri in cantina, che moriva dalla voglia di tornare nel suo tempo !-
-Che razza di bugiarda !- protestò Nic -Non è vero, James ! È tutta una balla !-
-Poche storie, Nic. Vieni, dài ! Come ha detto Neil Armstrong “un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità !- James obbligò Nic a posizionarsi al centro della stanza, dove erano posizionati i componenti della macchina.
James azionò il comando di invio nel tempo, e per farlo scelse il Medioevo. La macchina cominciò a caricarsi, fino a quando arrivò alla massima potenza. Potenza sufficiente perché una persona sola venisse trasportata nel tempo.
-Meno 10…9…8…7…6…5…4…3…2…1…ORA !- gridò James, premendo il pulsante Invio che scaraventò Nic nel Medioevo. La decompressione molecolare di Nic, ossia lo “scioglimento” del suo corpo, stava avvenendo.
Nel computer si vedevano le lancette di un orologio che stavano andando in senso antiorario. Non erano ancora stati rilevati dei problemi. Tutt’altro: il trasporto era riuscito alla perfezione.
Nic, nel Medioevo, non sapeva ancora dove si trovava. Sapeva solo che si trovava in uno spiazzo erboso, senza traccia di abitazione umana sullo sfondo di montagne ricoperte di neve.
Quello spiazzo poteva essere parte dell’Europa medievale, o dell’Asia, o dell’America prima ancora che venissero i primi pionieri bianchi, o dell’Australia.
“Dove diavolo posso essere finito ?” pensò “Fortuna che ho un cellulare. Posso…”
Non riuscì a finire il pensiero, perché una ventina di uomini armati fino ai denti lo avevano circondato e, a giudicare dalle armature che indossavano, sembrava venissero da qualche città dell’Europa medievale e che fossero addirittura soldati al servizio di qualche potente.
Quegli uomini lo avevano attaccato guardando i vestiti che portava.
-Fermati, straniero, nel nome del principe !- gridò uno di loro, armato di una lunga spada e che sembrava essere il capo di quegli individui.
-Non sei di queste parti, vero ?- proseguì l’uomo -Da dove vieni ?-
“E adesso che dico ?” pensò Nic, sudando freddo “Mica posso dirgli che vengo da New Orleans !”
-Vengo da lontano !- rispose, dopo un lungo attimo di silenzio.
-Da lontano dove ?- chiese l’uomo -Questi vestiti non sembrano fatti qui. Dove li hai presi?-
-E va bene !- rispose Nic -Vengo da New Orleans, questi vestiti anni ’50 li ho presi nei grandi magazzini vicino casa mia. Se volete vi ci porto !-
-Come hai detto ?- domandò l’uomo -New Orleans ? Dove si trova esattamente New Orleans ?-
-Deve trovarsi in Inghilterra, visto il suono del nome !- sussurrò un altro uomo, armato di lancia.
-Quindi sei inglese, vero ?- domandò l’uomo armato di spada.
Nic lo guardò, come se non sapesse che cosa dire. Certo, non poteva mica dirgli che veniva da un continente che sarebbe stato scoperto nel 1492 da Cristoforo Colombo. Se gli fosse sfuggita anche solo una parola, la storia sarebbe cambiata.
-Ehm…sì !- disse, dopo un momento di esitazione -Sono inglese. Vengo dalla contea di New Orleans, di proprietà del conte James Spears !-
-Non gli avete visto i lineamenti, signore ?- domandò un uomo armato di balestra al capo.
-Cos’hanno che non vanno ?- chiese sbigottito il capo.
-La pelle, innanzitutto, è più scura della nostra. Quegli occhi neri, quell’aria coraggiosa…deve essere sicuramente arabo !- bisbigliò il soldato al suo capo.
Quello, credendo alle parole di un suo pari grado e pensando veramente che Nic fosse un ragazzo arabo, cominciò a perquisirlo per vedere che non avesse delle armi.
Nella perquisizione gli trovarono il cellulare.
-Cos’è questo, sporca spia araba ?- gli chiese il capo dei soldati.
-Ehi, porta rispetto per queste cose !- fece Nic -Non li fanno più i cellulari così, sai ?-
-Cellulari ?- chiese stupito l’uomo -Cosa sono ?-
In quel momento, il cellulare squillò. Era James, preoccupato perché pensava che Nic non avesse ancora dato segni di vita. Nic rispose.
-Sì ? James ! Dove mi trovo ? A dire il vero non so il luogo preciso, ma penso di trovarmi nel Medioevo. Sono circondato da una miriade di miei ex compagni, per così dire, che credono che io sia arabo. Se sei saggio, fa’ qualcosa !-
E premette il tasto per la fine chiamata. L’uomo era sbigottito: non aveva mai visto un telefono cellulare in vita sua neanche da lontano e pensava che quello fosse una specie di mezzo per comunicare con gli dèi.
-Ah, ti metti anche a comunicare con il tuo sporco Allah, eh ?- l’uomo gli puntò un pugnale sulla gola.
-Ti ho detto che io non sono arabo !- gridò Nic -Come diavolo te lo devo dire !? Io sono un cittadino americano ! O meglio, ero un cittadino spagnolo che adesso ha cambiato cittadinanza !-
-Non m’incanti con i tuoi giochi di parole, infedele !- fece l’uomo -Siamo stanchi della vostra permanenza qui. Con tutti i bei luoghi che ci sono proprio qui dovevate venire ? Ora basta ! Io lo so che un giorno ci libereremo da voi. Non so come e non so quando, ma lo faremo !-
“Come no, bello !” pensò Nic “Aspetta solo che vengano i Re Cattolici a sistemare tutto !”
-Legatelo !- ordinò -Lo porteremo così al nostro principe !-
Cinque soldati vennero verso di Nic. Tre lo immobilizzarono due gli legarono braccia e mani perché non si ribellasse.
Ma in quel momento successe una cosa strana: una grande luce gialla illuminò il paesaggio, e dopo quella grande luce apparve la Madonna con l’arcangelo Gabriele, che in realtà erano James e Isabel travestiti. I soldati non appena videro quelle due figure mistiche apparire davanti a loro, si inginocchiarono. Anche il capo fece lo stesso.
-Perché avete catturato quell’uomo ?- chiese Isabel, con tono fiero.
-Perchè è una spia degli arabi mandata qui per vedere le nostre tattiche, o Vergine !- rispose l’uomo.
-Quell’uomo non è una spia, e non è affatto arabo !- gridò James.
-Che cosa ?- domandò l’uomo -Allora…vuol dire che…che lui…-
-Che lui è spagnolo come tutti voi !- rispose Isabel -E adesso lasciatelo andare !-
L’uomo ordinò a due soldati che tagliassero le corde che tenevano Nic prigioniero. Isabel ordinò agli uomini di andarsene e di pensarci due volte prima di attaccare il primo che capitava.
-Un’ultima cosa…- fece James -…chi è il vostro principe ?-
-Il nostro principe è Robert Garcìa !- rispose uno di essi, mentre gli altri stavano montando sui loro cavalli lasciati a poche miglia di distanza da dove si trovavano e scomparendo all’interno del bosco.
Nic si inginocchiò davanti a Isabel. Anche lui aveva creduto che fosse la Santissima Vergine che era venuta a salvarlo.
-Io mi inchino a voi, Santissima Vergine…- disse -…E vi dico…che sono…-
-Com’è che a casa ti comporti da uomo del ventesimo secolo ?-fece Isabel, ritornando alle sue vere sembianze.
-Isabel ?- domandò Nic -Che ti è venuto in mente di trasformarti in Maria ?-
-In realtà volevo trasformarmi in una ninfa dei boschi, ma James mi ha detto che non poteva essere credibile e quindi mi sono trasformata in Madonna !- rispose Isabel.
-Beh, Madonna o Miss Ciccone, siamo nell’epoca giusta !- disse James tornando al suo vero aspetto.
-E adesso, l’unica cosa da fare è cercare Rob !- fece Isabel.
Robert stava nel suo sontuoso palazzo a parlare con il principe Karim, un membro della dinastia dei Selgiuchidi. I due stavano trattando degli affari di interesse militare.
-Allora, Garcìa, queste sono le mie condizioni…- stava dicendo il principe Karim -…vi arrenderete non appena ci sarà la luna calante. O così o niente !-
-La situazione non è semplice, mio caro Selgiuchida !- aveva detto Robert -Io non so che cosa vogliate dal mio popolo che il vostro non vi possa dare.-
-Entrambi abbiamo capito che non possiamo continuare questa guerra !- fece Karim -Dev’esserci un nuovo padrone di Siviglia. E questi dobbiamo essere noi. Vi prometto che non faremo prigionieri e voi non verrete scacciato dal vostro palazzo. Ma vi dico solo che…-
-Andatevene fuori, per favore.- Robert era calmo -E se osate tornare un’altra volta chiedendomi cose simili, non vi riceverò neanche. Arrivederci !-
-Ma…principe…- esitò il principe arabo.
-Ho detto arrivederci !- disse Robert -Non conoscete il significato della parola ? Ve lo insegnerà una delle mie guardie non appena vi avrà accompagnato alla porta.-
In quel momento, una guardia prese il principe arabo e lo accompagnò all’uscita del castello. Dopo che il principe se ne fu andato, un’altra guardia arrivò e, inchinandosi, disse che erano arrivati tre stranieri che dicevano di essere amici di Robert.
-Cosa ?- chiese il principe -Tre stranieri ? Falli entrare. Vedrò io stesso chi sono.-
-Venite avanti, stranieri !- ordinò la guardia. James, Nic e Isabel entrarono nella grande sala del trono del palazzo di Robert.
-Guardia, puoi lasciarci un attimo soli ?- chiese Robert. La guardia eseguì senza rifiutare e se ne andò, chiedendosi perché mai gli avesse chiesto di lasciarlo solo con tre strani individui.
-Me lo sentivo che un giorno o l’altro ci saremmo rivisti, non è vero ?- domandò Robert a James.
-L’idea era quella !- fece James, andando da Robert e abbracciandolo. Non si vedevano da più di un anno. Nic si inginocchiò davanti al suo ex principe e Isabel gli fece una delle sue magie.
Dopo i convenevoli, Robert li invitò ad accomodarsi nel suo palazzo e di spiegargli il perché di quella visita insolita.
-Accidenti, Rob !- esclamò James -Sei cambiato. Sembri quasi Alexander !-
-Chi ?- domandò perplesso il principe.
-Niente.- Rispose James -Un cartone animato di MTV !-
-Adesso facciamo i seri, vi va ?- fece Robert -Perché siete tornati qui ?-
-Ecco, principe…- disse Nic -…siamo tornati qui…perché…i membri del Cobra Nero sono tornati !-
-Cosa ?- sbottò il principe -Non è possibile ! Io stesso ho ucciso il loro capo un anno fa. È impossibile che siano riusciti a sopravvivere !-
-Invece alcuni sono sopravvissuti, Rob !- si intromise Isabel -Hanno decapitato due marines e rapito una donna. E poi sono spariti nel nulla.-
-Dannazione !- esclamò Robert -Anche i miei sudditi me l’hanno detto, ma pensavo fossero le voci di mitomani che volevano vedermi in azione. Ma adesso…-
Non riuscì a finire la frase. Dentro la sala del trono irruppe un uomo sui quarant’anni, vestito di stracci. Le guardie avevano cercato di fermarlo, dicendo che Robert era occupato, ma quello non aveva voluto credere alle loro parole.
Era tutto malconcio e sanguinante. Sembrava che ci fosse stata una battaglia in corso.
-Principe !- gridava -Principe !-
-Cos’è successo ?- chiese Robert, preoccupato -Chi è stato a ridurti così ? Gli arabi ?-
-No, mio principe !- rispose l’uomo. -Dovete venire fuori ! Gli uomini del Cobra Nero sono venuti e, con altri uomini con un elmo a forma di felino, si sono portati via alcune tra le nostre figlie !-
-Andrò a vedere.- Lo rassicurò il principe, lasciandolo andare -Voi tre, con me !-
E ordinò che venissero preparati quattro cavalli. Nel frattempo, il principe indossò l’armatura togliendosi la veste regale che aveva. Alcuni servi gli diedero una spada e uno scudo.
Alla fine, tutti furono pronti. James e Isabel avevano delle lance e uno scudo con i quali difendersi nel caso venissero attaccati. Invece Nic era armato di una spada e di uno scudo, proprio come Robert.
I quattro uscirono dal castello e galopparono verso il borgo di Siviglia. La città era tutta distrutta. Si vedevano dappertutto incendi, mucchi di macerie e gente che piangeva. Dall’evidente attacco si poteva dedurre che non erano i soliti barbari o gli arabi guidati dal principe Karim, ma era stato qualcos’altro.Qualcosa di più potente. Robert e gli altri scesero da cavallo.
-Principe !- esclamò l’uomo -Meno male che siete venuto ! Venite, presto. È successa una cosa terribile !-
-Cos’è successo ?- chiese Robert -Parla, presto !-
-Sì, mio sovrano !- rispose l’uomo -Allora, io stavo coltivando la mia terra ed ero andato a dare ciò che spettava al milite, al valvassino, al valvassore, al vassallo e a voi. Dopo avere dato ciò che spettava al vassallo, stavo tornando per prendere ciò che spettava a voi…e vedo una disgrazia: la mia casa in fiamme, il mio cane è stato ucciso e mia moglie è stata ferita. Lei mi racconta che uomini in armatura con un elmo a forma di serpente cobra e delle lance che sparavano luce rossa sono entrati e vogliono rapire nostra figlia…l’hanno rapita emessa in una specie di carro, assieme a molte altre ragazze ! Principe, vi scongiuro ! Aiutateci !-
E scoppiò a piangere. Robert provò compassione per quell’uomo. Dopotutto, lui era un principe che sapeva accontentarsi in ogni situazione. In poche parole, a lui non importava quanto gli veniva dato e, se il raccolto era stato distrutto per qualche motivo, lui non ne faceva una tragedia. Per questo era molto amato dal popolo.
Intanto, in una delle strade di Siviglia, si sentiva il rumore di un carro. Dentro di questo vi erano almeno cinquanta ragazze di un’età compresa tra i diciotto e i quarant’anni. Tra quelle ragazze c’era Missy, la marine che risultava scomparsa negli archivi della polizia di New Orleans. Il carro era trainato da due uomini vestiti solo di armatura. In testa avevano un elmo che ricordava quello di un serpente. Un cobra. Erano i membri della Setta del Cobra Nero che stavano portando le ragazze verso il loro castello. Ma dovettero fermarsi ad un ponte.
C’era una guardia di Robert, in mezzo al ponte, che controllava che tutti pagassero la “tassa del ponte”, il pontatico, che era solo di cinque denari.
-Fermi !- ordinò -Sapete cosa bisogna fare qui ? Sapete cosa bisogna pagare ? Non lo sapete ? Bisogna pagare il pontatico. E voi lo dovete pagare. Sono cinque denari !-
-Spostati !- disse uno degli uomini del Cobra Nero.
-Non credo di avere ben capito !- fece la guardia, avanzando verso di loro -Che hai detto ?-
-Spostati e lasciaci passare !- rispose l’uomo, con una voce quasi meccanica -Il nostro padrone ha fretta e non vuole aspettare !-
-Cosa portate in quel carro ?- domandò la guardia -Fatemelo controllare !-
E andò all’interno del carro per vedere cosa conteneva. Ma prima che potesse vedere le ragazze rapite, uno di loro prese la lancia e sparò una luce rossa contro la guardia, che cadde a terra tramortita.
Dopo che la guardia cadde, il carro si rimise nuovamente in moto, arrivando al castello del loro padrone. Il castello era abbastanza grande, con immagini di mostri e scheletri da tutte le parti. Nella sala del trono, il trono era addirittura fatto di ossa e c’era anche una fontana dove scorreva sangue umano. Per non parlare del fossato del ponte levatoio, che invece di avere acqua, aveva lava.
L’uomo che sedeva al trono sembrava più un ragazzo, perché aveva la pelle liscia, di colore bronzo dorato e senza alcuna impurità. I capelli erano neri e ricadevano sul petto muscoloso. Somigliava ad Anthony dei Red Hot Chili Peppers. Una guardia con l’elmo a forma di lince entrò nella grande sala.
-Padrone, i membri del Cobra Nero sono tornati !-
E fece entrare cinque soldati della Setta del Cobra Nero. Uno di essi si avvicinò all’uomo, si inchinò seguito da tutti gli altri e disse:
-Mio signore, abbiamo portato tutte le donne che volevi !-
-Bene, bene, bene !- rispose l’uomo. -Rinchiudetele nella stanza delle donne. Una di esse sarà la fortunata che sarà la mia sposa. Ma dovrà avere un quoziente energetico pari al mio ! E ora vai !-
-Sì, mio signore !- rispose il soldato, inchinandosi e rialzandosi. Poi fece per andarsene, seguito dagli altri quattro.
Non appena la guardia se ne fu andata, l’uomo si alzò dal trono e andò in una stanza segreta del suo castello. Dentro di questa vi erano simboli e nomi del Diavolo, e anche varie iconografie.
Quel posto avrebbe fatto paura persino al più coraggioso dei preti.
L’uomo si affacciò al davanzale della finestra, che dava un po’ di luce a quella buia stanza.
-Ah, fratello mio !- mormorò. -Se solo tu fossi vivo…Ma non temere. Sto riprendendo il progetto che tu abbandonasti tempo fa con la tua morte. Ma non devi preoccuparti: la tua morte sarà vendicata, e anche la mia anima non troverà pace fino a che non troverò io stesso il bastardo che ti ha ucciso e così la tua anima avrà pace, parola di Serval, capo della Setta della Lince Rossa !- E finì il discorso con una risata satanica. Adesso era chiaro di chi si trattava. Quell’uomo che si faceva chiamare Serval era il fratello del defunto Vargas.
Nel frattempo, Robert e gli altri erano giunti al luogo dove la guardia era stata quasi uccisa. Il principe scese da cavallo, e andò a vedere come stava la guardia malconcia.
-Stai bene ?- gli chiese, dandogli un po’ d’acqua dalla sua borraccia.
-N-no, principe !- rispose la guardia.
-Chi ti ha ridotto così ?- domandò Robert.
-Non li ho potuti vedere bene in faccia, principe…- raccontò la guardia -…ma avevano degli strani elmi a forma di serpente cobra. Inoltre erano alla guida di un carro sospetto e, quando sono andato per controllare, ricordo solo di essere caduto !-
-Il Carro delle Spose !- esclamò Nic.
-Cosa ?- chiese James. -Che cos’è il “Carro delle Spose” ?-
-Il Carro delle Spose è una sorta di carro trainato da quattro cavalli neri che passa per ogni villaggio, alla ricerca di bellissime ragazze da rapire e da portare al cospetto del signore. Solo una di loro sarà la sposa prediletta. Ma in questo caso non si sa a chi possano averle portate !- spiegò Nic.
-Infatti !- fece James. -Abbiamo ucciso Irene subito dopo che Vargas aveva abbandonato il suo corpo umano.È logico che gli uomini delo Cobra Nero abbiano scelto moltissime ragazze tra le più belle di Spagna !-
-Irene…- fece eco Robert. -Mio dio ! Che cosa ho fatto !?-
Irene era una bellissima ragazza di New Orleans, che aveva conosciuto Robert nel luglio del 1999. Ma quando anche Vargas se ne invaghì, la vita di Irene non fu più la stessa. Vargas l’aveva baciata, e aveva impiantato dentro di lei il potere di procreare senza fare l’amore: procreare i Figli del Demonio che avrebbero dovuto portare il caos e la distruzione in tutto il mondo. Isabel ne aveva uno, il Demonio dell’Accidia. Ma adesso i suoi poteri erano stati annullati e quindi era solo un demonietto innocuo. Ma era stata Irene a partorirlo. Era carne della sua carne, sangue del suo sangue. Robert amava quella ragazza, e l’amava più della sua stessa vita.
Quando Vargas abbandonò il suo corpo umano prima di far vedere a tutti che cos’era in realtà, si era impossessato per un attimo del corpo di Irene, facendo sì che Robert uccidesse la ragazza e non lui. E da quel giorno, non appena sentiva nominare quella ragazza, il principe era colto da improvvisi attacchi di depressione e veniva travolto dai sensi di colpa per ciò che aveva fatto.
-Robert, io so quanto ci tenevi a Irene…- lo rassicurò Isabel -…ma hai fatto la cosa giusta. Hai ucciso la persona che avrebbe portato lo scompiglio nel mondo se tu non fossi intervenuto. È a te che dobbiamo la pace nel 2000 !-
-Hai ragione, Isabel !- disse Robert -Ho fatto la cosa giusta !-
Poi chiese alla guardia dove erano diretti quelli del Cobra Nero. La guardia rispose che erano diretti verso il castello di Serval.
-Il castello di Serval ?- chiese James -Cos’è, roba come il regno di Camelot o giù di lì ?-
-No, James !- rispose Robert. -Serval è uno dei membri della Famiglia Demoniaca, ed è il fratello di Vargas. È a capo della Setta della Lince Rossa, una setta dove si fanno cose molto simili a quelle che si facevano nella Setta del Cobra Nero. Devi sapere che Serval e Vargas erano molto uniti. E credo che Serval voglia vendicarsi della morte del suo caro fratello. Sarà disposto a cercarmi anche in capo al mondo pur di uccidermi !-
-Legame fraterno, che invenzione !- ironizzò Isabel.
-Quindi bisogna…- disse James, ma non riuscì a finire la frase.
Sulla riva del fiume per dove passava il ponte aveva trovato una cosa che non apparteneva al Medioevo, bensì ai giorni nostri: una carta d’identità dei marines. Era la carta d’identità di Missy, che l’aveva persa nel viaggio.
-Ho capito cosa dobbiamo fare !- disse, infine. -Rob, vieni con me nel 2001. E anche tu, Nic. Isabel, cura questo poveretto !-
-Scusa, ma cosa ci andate a fare nel 2001 ?- chiese Isabel.
-Mai sentito parlare di assalto con armi da fuoco ?- le domandò James, digitando sul suo telecomando a forma di telefono cellulare le cifre 2, 0, 0 e 1 e ritrovandosi così nella sua stanza.
Robert e Nic si guardarono intorno. Nic non trovò niente di speciale, essendo già abituato a stare nel ventunesimo secolo e avendo imparato a parlare inglese e latino, ma Robert fu molto colpito dall’essersi ritrovato nella stanza che, un anno fa, lo aveva portato nel 1999.
-Fammi indovinare…- disse -…hai cambiato poster. Non c’è più il Demonio !-
-Chi ?- domandò Nic. -Chi è il Demonio ?-
-Niente.- Rispose James -È solo che, quando Rob ha visto il poster di Marilyn Manson per la prima volta, lo ha scambiato per Satana in carne ed ossa !-
-Ehi, non mi ero ancora ambientato !- scherzò Robert. I tre scoppiarono a ridere. Dopo un po’ venne anche Kyle, che non appena vide il principe cominciò a saltargli addosso leccandogli la faccia e scodinzolando allegramente.
Quando il cane finì di fare le feste, James prese la sua macchina e andò con i suoi amici nel negozio di armi di Jimbo. In realtà era Ed, che dopo avere visto una serie televisiva a cartoni animati chiamata “South Park” si era subito identificato con uno dei personaggi. Così aveva abbandonato il suo negozio di abbigliamento maschile aprendone uno di armi. Nel suo negozio c’erano armi di tutti i tipi, dal Revolver alla mitragliatrice M-16, l'arma usata dalle truppe americane nel Vietnam.
-Ciao, Ed !- salutò James, entrando nel negozio.
-Vacca boia !- esclamò Ed. -Ecco il cugino di una celebrità che viene a fare compere nel mio negozio. Che cosa ti serve ? Un coltello ? Una bomba a mano ? Una mina ? E rispondi, vacca boia !-
-Sembra che Ed sia diventato isterico !- commentò Robert.
-Lo è sempre stato da quando ha aperto il negozio d’armi !- rispose Nic.
-Fammi pensare…- disse, invece, James -…mi serve…ehm…una mitragliatrice tipo UZI, dieci granate, un coltello elettrico, una mitragliatrice M-16…e poi…ecco…ah, sì ! Due fucili da caccia con trenta cariche !-
-Vacca boia, James !- esclamò Ed. -Che ci devi fare, con tutta questa roba ? La guerra in Vietnam? E poi lo sai che devi aspettare tre giorni per venire a ritirare tutto ciò che hai scelto ?-
-Mi serve adesso !- gridò James -Jimbo, fallo per me !-
-E perché mai, vacca boia ?- chiese Ed, stupito.
-Lo vedrai subito !- rispose James, prendendo il telecomando e digitando le cifre 1, 2, 6 e 0 e tornando così nel 1260 nel punto esatto dove Isabel stava curando la guardia ferita. Con la sua magia gli aveva subito rimarginato la ferita, ma la guardia era in condizioni brutte e per un po’ di tempo non avrebbe potuto camminare.
-Ed !- esclamò la ragazza, non appena lo vide.
-Vacca boia, Isabel !- fece Ed, correndo ad abbracciarla.
-Sono mesi che non ti vedo !- disse Isabel.-Come va la vita ?-
-Tutto a gonfie vele, baby !- rispose Ed. -Ho un bel negozio di armi sulla venticinquesima, vicino al macellaio. Se vuoi, passa a trovarmi. Ma adesso dimmi: dove diavolo siamo ?-
-Nel 1260, Jimbo !- rispose James, facendo vedere ad Isabel tutte le armi che aveva comprato da Ed.
I cinque ragazzi passarono tutto il giorno a decidere tutte le strategie e le tattiche possibili per liberare tutte quelle ragazze e riconsegnarle ai loro genitori. Ma non sapevano che Serval era, come Vargas, uno stregone. E la sua potenza era il doppio di quella di Vargas. Nessuno sapeva come riuscire ad uccidere Serval senza aver fatto i conti con la sua magia.
Nel palazzo di Serval, intanto, l’uomo stava seduto sul suo letto. Accanto a lui c’era una ragazza mora, sui vent’anni. Lei era nuda. Serval incominciò a toccarla, leccandole il seno. Al primo contatto con il seno, si formò una grande luce e la ragazza rimase immobile. Due guardie della Setta della Lince Rossa stavano guardando tutto.
Dopo pochi secondi durante i quali la ragazza rimase immobile, la luce scomparve e la ragazza morì. Serval scosse la testa e ordinò di portare via il cadavere. Quella ragazza non era adatta ad essere la sua sposa.
Dopo un po’ venne chiamata un’altra. Questa ragazza aveva una bellissima pelle bruno-oro, capelli neri e lisci e occhi verdi. Serval cominciò a leccarle il seno e baciarla. Era ormai sicuro che quella ragazza sarebbe diventata la sua sposa.
La luce apparve non appena Serval le leccò il seno. La ragazza rimase immobile per alcuni secondi. Poi morì come aveva fatto l’altra ragazza. Serval ordinò che venisse portata via.
-Incapaci !- gridò. -Come potete portarmi ragazze così belle ma che hanno un’energia vitale che è uguale a zero se confrontata con la mia !?-
-Ma, mio signore, io…- replicò una delle due guardie della Lince Rossa.
-Non voglio sentire scuse !- gridò Serval, colpendo la guardia sul mento. -Adesso voi ve ne andate in giro per Siviglia e mi prendete tutte le ragazze che abbiano energia vitale pari alla mia, chiaro ? Se non saranno come le voglio io, farò uccidere sia te che quel branco di inetti del Cobra Nero, capito ? E ora vai, imbecille !-
La guardia si allontanò, facendo una breve riverenza all’uomo. Serval rimase solo, seduto sul suo letto, mettendosi le mani fra i capelli per il dolore. Aveva fatto sesso almeno con venticinque ragazze, ed erano tutte morte per non avere un’energia vitale pari alla sua.
-Portatemene un’altra !- ordinò, sperando che questa fosse la volta buona. Una guardia della Lince Rossa, seguita da due guardie del Cobra Nero, entrò in un grande gineceo dove erano rinchiuse tutte le ragazze. Erano ragazze di un’età compresa tra i diciotto e i trent’anni. La guardia scrutò intorno, e alla fine trovò la ragazza per lui adatta.
-Tu !- fece, puntando il dito verso Missy. -Vieni dentro !-
-Non potete farmi questo !- protestò Missy, mentre le guardie del Cobra Nero la stavano portando verso la guardia della Lince Rossa, che cominciò a toccarle il viso.
-Sì, ha una bellissima pelle ed un bellissimo volto !- commentò. -Portatela dal nostro signore !-
-Non potete !- gridò Missy, dimenandosi. -Sono un capitano dell’aeronautica militare ! Lasciatemiii!-
Le due guardie del Cobra Nero andarono verso la stanza di Serval, dove l’uomo aspettava impaziente.
-Bellissima !- commentò. -Molto, molto bella. Mi piaci. E sono sicuro che tu diventerai la mia futura sposa !-
Cominciò a spogliarla, prima baciandola poi toccandole il corpo. E quando arrivò al seno, cominciò a leccarlo fino a quando si formò una grande luce. Missy rimase immobile per qualche tempo, mentre Serval cominciava a sorridere. Forse quella era la volta buona.
Ma non andò così. La luce si spense dopo pochi minuti e Missy cadde a terra, ormai priva di vita.
-Noooooooooooooooooooooooooooooooooo !- gridò Serval, piangendo per il dolore.
La caccia alla donna continuava. E sarebbe continuata anche a costo di uccidere tutte le ragazze di Spagna e del mondo intero.
-Allora, l’importante è fare un attacco a due !- propose James, nel castello di Robert.
-Chi sarebbero i due ?- chiese Robert.
-Isabel e Ed !- rispose James.-I due hanno quei…quei…cosi dentro al corpo con i quali potranno creare un’illusione ottica per spaventare i soldati di guardia all’entrata del castello. Quando ho detto “due”, intendevo due gruppi. Il primo gruppo sarà formato da Ed e Isabel, mentre il secondo gruppo sarà formato da me, Rob e Nic !-
-Ehiehiehiehiehiehiehiehi, amico, ferma il nastro !- disse Ed. -Perché noi dovremmo essere in due e voi in tre ? Se ricordo bene, c’era anche la tua ragazza che aveva il demonietto dentro al corpo !-
-Lo so, Ed, che c’era anche Sandy !- rispose James. -Ma adesso è in vacanza alle Fiji. Come faccio a chiamarla ? E poi, non mi va di tornare nel 2001 per questa stupidaggine !-
-Scusa, James…- chiese Nic -…da quello che so per aver passato un po’ di tempo come soldato della Setta del Cobra Nero, i soldati della Lince Rossa hanno delle lance magiche. Come faremo a contrastarle con spada, lancia, scudo e corazza ? Quei raggi possono trapassare anche il più resistente metallo sulla Terra !-
-Non devi preoccuparti, Nic !- rispose James. -Abbiamo comprato le armi giusto per questo !-
-Non le avete comprate !- corresse Ed. -Me le avete rubate, vacca boia !-
-Quando pensi di entrare in azione ?- chiese Robert.
-Stanotte !- rispose James. -Stiamo rischiando la vita per molte persone e per scoprire come hanno fatto gli uomini del Cobra Nero a viaggiare nel tempo !-
-Hai già un piano per entrare ?- domandò il principe. -Da quello che so, solo le carovane e gli amici ben fidati di Serval possono entrare nel suo palazzo senza essere perquisiti. Noi come possiamo entrare senza che ci trovino addosso le armi ?-
-Ci travestiremo da mercanti che offrono un grande dono a Serval !- rispose James. -Naturalmente, i suoi uomini ci faranno entrare. Nasconderemo le armi dentro al carro. E, quando sarà il momento buono, le tireremo fuori !-
Era una buona idea, e tutti rimasero ammutoliti pensando a come avrebbero fatto per passare sotto gli occhi degli uomini della Lince Rossa. Il piano era questo: Isabel e Ed sarebbero entrati per primi, trasformando le armi in merci pregiate da dare a Serval. Dopo essere entrati, i cinque si sarebbero divisi in due gruppi. Isabel e Ed erano uno, Robert, James e Nic il secondo.
-Andatevi a procurare dei vestiti da carovanieri.- Ordinò Robert. -Io e Nic ci procureremo una carrozza e anche della frutta. Molta frutta. E dentro la frutta nasconderemo le armi in modo che non ce le trovino. Ma una mela a quelli di guardia gliela possiamo pure dare, no ?-
-Niente banane, né mango, né kiwi, né noci di cocco, né limoni !- precisò James. -Noi senza dubbio li conosciamo, ma quelli non li conoscono. Se li vedrebbero, potrebbero insospettirsi e…-
-James, amico mio, mi hai dato una grande idea !- Gli occhi del principe brillarono. -Isabel, con la sua magia, trasformerà delle arance e delle mele in noci di cocco, kiwi ed altri frutti esotici. Ci spacceremo per dei carovanieri venuti da molto lontano che consegnano un dono da parte del Sultano della città di Brunei !-
-Buona idea, Rob !- commentò James.
-Vacca boia, un momento !- Si intromise Ed. -E tu pensi che ci crederanno ? Come sarebbe a dire “il Sultano del Brunei” ? È come se, al nostro sindaco, dicessimo “Signor sindaco, sono Fiorello La Guardia. Si ricorda ancora di me ?” Insomma, è assurdo !-
-No, Ed !- rispose Isabel. -Da quanto ho letto nella biblioteca di New Orleans, la dinastia di cui fa parte l’odierno sultano del Brunei è la più antica del mondo. Sarà uno scherzo infiltrtarci !-
-Allora è deciso. Ci ritroveremo qui a…che ora fai, James ?- chiese Robert.
-Le due e venti, ora di New Orleans. Perciò dovrebbero essere le sette e venti qui da te !- rispose James.
-Sincronizzate, chi ce li ha, gli orologi. Ci ritroveremo fuori dal castello alle ore nove e un quarto. Mi raccomando, siate puntuali e vestiti da carovanieri.-
Il gruppo si sciolse. James rimase a caricare le armi in compagnia di Nic. Nic aveva visto che James aveva guardato Isabel molte volte con insistenza.
-Ti piace, eh ?- domandò.
-Chi ?- domandò James.
-Isabel.- Rispose Nic, caricando una mitragliatrice.
-Ma cosa dici ?- fece James. -Isabel è tua moglie. Ha già un fidanzato. Che dico, un marito !-br>
-Guarda che io non sono mica geloso !- disse Nic. -A volte, anche Isabel prova a cornificarmi con qualcuno, e a volte io provo a cornificarla con qualche bella ragazza, ma ritorniamo sempre insieme. È come se qualcosa ci dica di non separarci mai !-
-Ma metti che, qualche volta, tu e lei siete distanti migliaia di chilometri l’uno dall’altro e Isabel sta con un altro uomo. Non le verrebbe in mente di farci del sesso ?- chiese James.
-Isabel non è così e non lo sarà mai !- rispose Nic, serio. -Lei va a letto solo con il suo fidanzato !-
-Senti un po’, quando vi siete sposati ?- domandò James. -Non ricordo minimamente di essere venuto al vostro matrimonio.-
-Sarà stato circa un anno fa, nel luglio del 2000.- Rispose Nic. -Io e lei ci siamo sposati a Las Vegas, dove siamo stati per un paio di mesi !-
-Siete stati a Las Vegas ?- domandò James. -Che fortuna ! E avete anche giocato al casinò ?-
-Certo !- rispose Nic. -E Isabel ha avuto la grande idea di truccare con la sua magia le macchine !-
-Ehi, l’ho fatto per farti vincere !- robettè Isabel, che aveva sentito tutto.
-Potevo anche vincere da solo !- fece Nic. -Tutte quelle persone mi guardavano come se avessi fatto qualcosa alla macchina. Però devo ringraziarti: avevo fatto un jackpot miliardario !-
-Jackpot miliardario !?- gridò James -E cosa ci avete fatto con tutti quei soldi ?-
-Abbiamo comprato una bella villetta nello Iowa !- rispose Isabel. -Una bella villetta in campagna con tanto di mucche e cavalli. Mi occupo io, di loro, quando non ho niente da fare. Nic, invece, si è comprato i diritti per la sua trasmissione.-
-Non ne potevo più di fare solo specials, e quindi gli ho detto “O fate una trasmissione tutta per me oppure me ne vado e non me ne frega niente se la vostra audience cala !”- disse Nic.
-Beh, io vado.- Disse James, finendo di caricare un M-16. -Vado a vedere cosa sta facendo Rob !-
-Ma che gli è preso ?- domandò Isabel.
-Niente !- rispose Nic, baciandola. -Penso si senta un po’ solo. Credo gli manchi Sandy !-
-Quel ragazzo ha un avvenire…nero !- scherzò Isabel.
Nel frattempo, Robert aveva fatto mandare a Serval una lettera da un suo messaggero camuffato da messaggero arabo dicendo che aveva sentito parlare di lui da Vargas e che voleva inviargli un dono per condogliare la morte di Vargas.
-Tieni !- ordinò il principe. -Portala al palazzo di Serval. Non intimorirti, se ti chiedono chi sei. Lo fanno con tutti. Tu di’ che sei un messaggero del Sultano del Brunei, chiaro ? E ora va’ !-
Il messaggero partì sul cavallo più veloce, chiedendosi come mai il suo principe gli avesse chiesto una cosa così. Ma si pentì di avere fatto questa domanda: l’uomo che serviva era un principe astuto, mica un nobile idiota. Se Robert gli aveva chiesto di dire così era perché aveva un piano.
E venne l’ora. Isabel aveva fatto prendere dal nulla delle noci di cocco e altri frutti esotici, e li aveva messi in un carro. E dentro c’erano anche le armi.
-Allora, siamo intesi !- ricapitolò Robert. -Entriamo tutti insieme, e mentre voi, Isabel e Ed, distraete le guardie, noi andiamo alla ricerca di Serval, lo uccidiamo e liberiamo tutte le ragazze prigioniere !-
E si misero in marcia.
“Speriamo che tutto vada bene !” pensò James.
-Vacca boia, qualcuno sa cos’hanno fatto i Chicago Bulls contro i Cleveland Cavs sabato ?- chiese Ed, per animare un po’ la conversazione. Forse quelli erano i loro ultimi momenti di vita.
-Da quello che so, i Chicago Bulls hanno vinto 56 a 24 !- rispose Nic.
-E tu che ne sai ?- domandò Isabel. -Non ti è mai piaciuto il basket !-
-Mai sentito parlare di giornali sportivi, Isabel ?- fece Nic. -L’ho solo letto, ma lo sai che continua a piacermi la scherma !-
-Sentite, non vi sembra strano ?- chiese James.
-Strano cosa ?- chiese Robert.
-Che cinque ragazzi che prima non si conoscevano adesso sono così confidenti !- rispose James -E tutto è cominciato nel luglio del ’99. Beh, io e Ed ci conoscevamo già da quando avevamo quindici anni, Isabel abitava ancora a Washington e Rob e Nic erano…amici, se posso così dire !-
-E adesso, questi ragazzi si battono per la difesa del mondo !- fece Robert.
-Guardate !- esclamò Nic. -Siamo arrivati !-
I cinque ragazzi scorsero la sinistra immagine di un castello gotico, con all’ingresso due mostri dalla testa di felino, due gigantesche ali d’uccello e il corpo di un uomo. Entrambi reggevano spada e mazza ferrata. Il castello di Serval. Sopra il ponte levatoio si poteva vedere l’immagine di una lince con la bocca spalancata in un enorme smorfia.
Due guardie della Setta della Lince Rossa andarono in direzione dei cinque ragazzi per un semplice controllo di routine.
-Dite chi siete e cosa trasportate in quel carro !- ordinò la prima guardia.
-Siamo dei carovanieri mandati apposta dal Sultano del Brunei !- rispose James. -Questa frutta della nostra terra è un regalo per il sommo Serval !-
-Sì, sì, sì, ci avevano preannunciato il vostro arrivo !- tagliò corto la guardia. -Potete entrare !-
-Più facile di quanto pensassi !- sussurrò Ed, mentre gli altri stavano entrando. Non appena gli altri entrarono, Ed fece una magia agli altri e li bloccò, lasciandoli in posizioni stravaganti per un bel po’.
-E la prima parte è andata !- disse James. -Adesso dividiamoci in due gruppi, come avevamo detto !-
I cinque si separarono, facendo due gruppi. Il corridoio si divideva in un bivio. In uno c’erano le stanze dove erano rinchiuse le ragazze prigioniere, nell’altro c’era la sala del trono di Serval.
Robert, James e Nic presero le armi. Robert aveva la sua spada, mentre James e Nic avevano preso dei mitra, delle pistole e anche due dozzine di granate (dodici a testa).
Non avevano neanche percorso dieci metri che trovarono cinque membri della Setta del Cobra Nero seguiti da tre membri della Setta della Lince Rossa.
-Chujak !- gridò uno della Lince Rossa -Hruthin ! Intrusi !-
-Si comincia !- gridò James, caricando il suo mitra M-16. Le guardie misero mano alle loro spade, sguainandole. Altri misero mano alle lance. Ma non potevano niente contro le armi del ventesimo secolo.
-Mi sento come Rambo !- commentava James, sparando ad un soldato della Setta del Cobra Nero.
-James !- gridò Robert, colpendo al cuore una guardia della Setta della Lince Rossa -Attento !-
Due guardie del Cobra Nero, insieme ad altre due della Lince Rossa, erano dietro di James con le loro lance puntate e le loro balestre caricate di frecce avvelenate.
-Hema’uld !- ordinò uno di loro. I tre membri restanti spararono le loro frecce e lanciarono le loro lance contro gli intrusi. Una delle frecce, purtroppo, colpì la gamba sinistra di James.
Il ragazzo cadde a terra, lanciando un urlo e, cieco dall’ira, sparò ai membri del Cobra Nero. Il terzo tentò di scappare, ma fu preso in pieno al collo da un proiettile sparato da Nic.
Il quarto, invece, rimase sul campo. Andò verso James e, approfittando che il ragazzo non si poteva muovere per il veleno, cominciò a fargli un macabro giochetto: infilzarlo con la sua lancia appuntita. La guardia tentava più volte di infilzarlo, ma James si spostava di continuo. Così la guardia non riusciva a prenderlo mai.
Ma, in un attimo di distrazione di James, la guardia affondò la punta della lancia sulla spalla del ragazzo. Un rivolo di sangue colò da essa non appena la guardia finì di estrarre la lancia.
James gridò di dolore, mentre la guardia rideva. Adesso per James era finita.
-Ci vediamo, jafak !- gli disse, puntandogli una balestra caricata. -ADDIO !- James chiuse gli occhi. La sua ora era ormai vicina. Ormai era spacciato.
Ma, quando riaprì gli occhi, vide che la guardia era caduta a terra con ancora in mano la balestra caricata. Il ragazzo potè scorgere Nic che teneva una pistola in mano. Con quella aveva sparato alla guardia mirando alla schiena. E quando la guardia stava per scoccare la freccia avvelenata, Nic aveva premuto il grilletto.
-James, stai bene ?- gli domandò.
-N-no !- rispose James, diventando pallido. -Mi hanno colpito ! Una freccia mi ha colpito alla gamba sinistra e adesso un non so cosa mi sta facendo diventare così !-
-Fa’ vedere !- ordinò Nic, estraendogli la freccia accuratamente dalla gamba. -Una freccia intinta in un veleno molto potente. È una loro tattica, ma meno male che non ti ha colpito il cuore. Se ti colpisce al cuore, è fatale: il veleno entra subito in azione, ti dà uno stato di febbre accompagnata da spasmi e vomito, poi hai una breve paralisi e alla fine ci rimani secco !-
-Che succede, ragazzi ?- chiese Robert, dopo che ebbe ucciso l’ultima guardia della Lince Rossa.
-James è stato colpito alla gamba sinistra da una freccia avvelenata.- Rispose Nic.
Il principe gettò a terra l’arma e si precipitò a vedere in che condizioni era James e qual era il punto dove la freccia era penetrata. Quando James glielo ebbe indicato, Robert cominciò a succhiare tutto il veleno e sputarlo. Poi strappò un pezzo di stoffa dal suo vestito arabo e lo mise sulla gamba di James come fasciatura.
-Ti senti meglio ?- domandò, poi.
-Mica tanto !- rispose James. -Senti, Rob, è meglio che mi lasci qui. Voi due andate. Continuate ad avanzare, e uccidete Serval. Io morirò qui !-
-Scordatelo, baby !- disse Robert. -Nic, aiutami a caricarlo sul carro. Tu verrai con noi, troveremo Isabel che ti curerà la ferita e tutto il resto, ma adesso dobbiamo sbrigarci !-
Nel frattempo, Ed e Isabel erano giunti nella stanza dove erano rinchiuse tutte le ragazze prescelte da Serval per diventare sue spose.
I due ragazzi ebbero un piano brillante per entrare: con la magia avrebbero preso l’aspetto di due soldati della Setta della Lince Rossa di grado massimo, sarebbero entrati nella stanza e avrebbero liberato le ragazze.
Quando si trasformarono, due soldati del Cobra Nero di guardia li videro e li fecero entrare senza commenti.
-Tutte in riga, svelte, vacca boia !- gridò Ed, comportandosi come un generale. Le ragazze si misero in fila senza fiatare. E tutte vestivano abiti leggeri cosicchè i membri della Setta della Lince Rossa potessero strapparli e vedere com’era fatto il corpo.
-Ascoltatemi bene, vacca boia !- continuò Ed. -Dovete sapere che né io, né il mio compagno siamo vere guardie. Siamo venuti a liberarvi, vacca boia ! Perciò adesso mettetevi in fila e seguite il mio compagno. C’è un carro che vi aspetta, fuori. Vi condurrà alle vostre città d’origine. E ora andate !-
Le ragazze si misero in fila per due, seguendo Isabel. Quando lei uscì, uno dei soldati di guardia le chiese dove stava andando con quelle ragazze.
Per tutta risposta, Isabel lo bloccò, lasciandolo fermo. L’altra guardia tentò di ucciderla, ma Ed con una magia lo fece morire.
-Isabel, tu vai con le ragazze verso l’uscita !- ordinò Ed. -Io ho materializzato il carro !-
-E tu dove vai ?- gli chiese la ragazza.
-Vado ad aiutare James e gli altri. Ci vediamo all’uscita !-
Nel frattempo, James, Robert e Nic erano quasi arrivati nella sala del trono. Ed ebbero fortuna, perché proprio in quell’istante Serval aveva ordinato una riunione di soldati sia del Cobra Nero che della Lince Rossa. I tre ragazzi rimasero fermi ad aspettare che passassero tutti. Quando tutti i soldati passarono, loro si misero nella mischia.
-Cosa faremo, ora ?- bisbigliò Robert. -Sono in tanti, e non possiamo ucciderli con le nostre armi !-
-Ci penseremo io e Nic.- Rispose James. -Fidati, Rob !-
Appena entrati nella grande sala del trono, apparve Serval avvolto nella sua splendida armatura con elmo a forma di felino. I membri sia del Cobra Nero che della Lince Rossa si inchinarono non appena Serval apparve. Mentre tutti, compresi i tre ragazzi, erano ancora inchinati, Serval cominciò a muoversi fra le guardie, vedendo che tutto fosse a posto. Perché lui riconosceva subito le spie e i traditori.
E si fermò quando vide i tre ragazzi. Esaminò James per primo. Gli sembravano strani i lineamenti del volto. Un ragazzo americano era molto diverso da un ragazzo spagnolo. Poi lo lasciò andare, mentre James si inchinava di nuovo.
Poi toccò a Nic. Fece una breve pausa con Nic, perché lo aveva visto agire da membro del Cobra Nero o, come si chiamavano tra di essi, Guardia-Serpente. Ma lo lasciò andare. L’ultimo fu Robert. Serval gli toccò il volto, come se lo avesse già riconosciuto. Ci fu un breve sguardo tra i due che sembrò durare per un tempo infinito. E stava per lasciarlo andare quando gli vide sul collo un medaglione. Un medaglione che riconosceva benissimo: un medaglione che prima apparteneva a qualcuno che era sangue del suo sangue.
Il medaglione raffigurava un uomo in atto di genuflessione, e sullo sfondo un serpente, un cobra, in atto di mangiarselo. Non c’era dubbio: quel medaglione poteva essere solo di chi apparteneva alla Setta del Cobra Nero.
Lo sguardo di Serval sembrò fulminare quello di Robert. Ormai sapeva a chi poteva averlo preso. C’era solo una persona che potesse avere quel medaglione: una persona molto potente.
Il corpo di Robert si riempì di adrenalina. Aveva capito che Serval era arrabbiato: e la rabbia di un nobile praticante magia nera, e soprattutto quando era per vendetta, era molto, ma molto pericolosa. Serval sapeva che quel medaglione poteva appartenere ad una sola persona: suo fratello Vargas.
-Quel medaglione era di mio fratello Vargas !- disse. -Come fai ad averlo ?-
Robert non rispose. Stava guardando Serval con un’espressione di rabbia e di paura unite insieme.
-Rispondi !- ordinò l’uomo. -Come fai ad avere quel medaglione ?-
-Questo medaglione…- rispose il principe -…ce l’ho perché…ho…ucciso io…Vargas !-
-Che cos’hai fatto !?- Il corpo di Serval cominciò a sprigionare strane luci rosse, e gli occhi diventarono dello stesso colore.
-Ho ucciso io tuo fratello, Serval !- disse il principe, alzandosi.
-Guardie !- gridò Serval. -Uccidete quest’uomo !-
Tutte le guardie si alzarono, decise ad uccidere l’assassino del fratello del loro padrone. Si alzarono anche Nic e James. Ma loro due avevano una sorpresa. Infatti James tirò fuori una granata, la “stappò” e la tirò con forza verso le guardie, che dovevano essere più di cinquecento.
-Granita party !- gridò, non appena la granata atterrò verso le guardie. Una di esse tentò di raccoglierla, ma non appena si chinò per prenderla, la granata esplose uccidendo altre cento guardie che si trovavano nelle vicinanze.
Serval si sbalordì, vedendo che degli oggetti così piccoli potessero causare la morte di centinaia di uomini. Ma si fece coraggio, prese la sua spada e caricò verso Robert, che fece lo stesso.
-Ti ucciderò, assassino !- diceva. -Tu hai ucciso Vargas, e io devo vendicarlo !-
-Ho sentito parlare di te, Serval, ma mi avevano detto di peggio !- fu il commento di Robert.
I due combattevano accanitamente, ma Serval era quello che ci stava mettendo più grinta: si sentiva in dovere di vendicare la morte di suo fratello. E per farlo avrebbe seguito Robert dovunque si trovasse.
-Bombaaaaa !- gridò Nic, tirando una granata verso cinquanta guardie della Setta del Cobra Nero e della Lince Rossa che avanzavano verso di lui. In molti morirono, solo una decina di uomini sopravvissero.
-Chafak !- gridò Serval. -Kutzjumak !-
E detto questo tirò un grosso fendente sinistro che colpì il braccio destro di Robert, quello dove il principe aveva la spada. Robert gridò di dolore, gettando via la spada. Mentre gettò via l’arma, Serval ne approfittò per dargli il colpo di grazia.
-Fratello Vargas…- cominciò a dire -…adesso vendicherò la tua morte e la tua anima potrà riposare in pace assieme a tutti i membri della Famiglia Demoniaca ! Preparati, vile ! HAAAAAAAA !-
Quel grido era stato provocato da un aiuto di Nic verso il principe Robert. Mentre Serval aveva la spada in aria, Nic aveva preso una pistola e gli aveva sparato al braccio in modo che Serval gettasse la spada e Robert avesse tutto il tempo di riprendersi.
E infatti, dopo essersi rialzato, il principe diede un calcio sulla mascella di Serval. Mentre questi cadde a terra, Robert prese la spada e tentò di ucciderlo con il braccio sinistro, ancora sano. Ma una delle guardie della Setta della Lince Rossa lo immobilizzò, impedendogli di ucciderlo.
Serval si alzò ed andò da Nic, furioso. Quando fu a cinque millimetri da lui, gli prese la testa e cominciò a succhiargli tutta la sua energia vitale.
-Non mi sto divertendo più !- disse. -Tu e lui morirete insieme !-
Robert e la guardia stavano combattendo duramente. Ma chi aveva la meglio era la guardia, essendo più esperta di lui. Mentre i due combattevano, Serval aveva quasi risucchiato tutta l’energia vitale di Nic. Ma fu interrotto da una guardia del Cobra Nero che era atterrata a pochi centimetri da lui a causa di una granata esplosa.
Quella fu per Nic la giusta occasione per scappare dalle grinfie di Serval. In quel momento, tutta l’energia vitale che Serval gli aveva risucchiato gli ritornò al corpo. Serval lanciò un grido di rabbia.
-Nic !- gridò Robert, ancora impegnato con la guardia. -Che fine ha fatto James !?-
-James ?- fece Nic. -Era qui fino ad un momento fa ! Non so dove può essere andato !-
James si trovava in una stanza del palazzo di Serval, a vedersela con alcuni membri della Lince Rossa armati di spade, lance e scudi. In più, il ragazzo aveva finito tutte le munizioni per il mitra e aveva a disposizione solo bombe a mano e la sua pistola con dieci munizioni.
“Oh merda !” pensò “E dicono che alcuni videogiochi sono nocivi ! Allora…sei su un’altra epoca, e un paio di uomini armati di armi intrise di veleno ti stanno caricando. Cosa fai ? A: Ti arrendi a loro; B: Ne fai fuori alcuni…ecco !”
Caricò la sua pistola e mirò alle spade intrise di veleno letale. La sua gamba stava peggiorando, e sparare in quelle condizioni equivaleva a fare una maratona di 40 km con una gamba ingessata. Quindi, quando le guardie gli puntarono le loro armi, lui si abbassò alla maniera dei film polizieschi, sparando alle spade e alle lance, che si frantumarono in mille pezzi non appena furono toccate dai proiettili.
Poi sparò alle gambe dei soldati, facendo sì che non potessero camminare. Mentre quelli se ne stavano per terra, con le gambe doloranti, James chiamò tutte le sue forze per andare via da quella stanza. E, per chiuderla, tirò un’altra granata affinchè i suoi inseguitori restassero per sempre in quella stanza. In altre parole, sarebbero morti di fame murati vivi.
Robert e la guardia stavano ancora combattendo, e questa volta erano giunti ad una delle torri del castello di Serval. La notte stava per finire e stava per spuntare l’alba. Robert era pieno di ferite e gli usciva un po’ di sangue dal braccio destro, ma ce la faceva ancora a combattere. Ormai i due erano allo stremo.
La guardia combatteva con ferocia, mentre Robert usava correttamente la maestria dei mancini. Ma a un dato punto, la guardia lo disarmò. La spada volò via, fino ad atterrare su un punto critico: un parapetto. E quasi tutta la spada era verso la parte di fuori del castello. Se Robert o la guardia avessero fatto una mossa verso quella direzione urtando accidentalmente la spada, quella sarebbe caduta nel fossato sottostante fatto di lava magmatica.
“Non ce la faccio più !” pensò il principe. “Morirò qui, e il male vincerà…ma posso ancora farcela !”
E, prese le forze, andò verso il parapetto della torre con l’intenzione di prendere la sua preziosa spada ed uccidere la guardia. Ma questa si accorse di ciò che il principe voleva fare e corse per impedire che la prendesse.
Robert era a pochi metri quando fece uno sforzo per allungare il braccio e prendere la spada. La prese. La guardia era a pochi metri da lui, quando il principe gli conficcò la lama della spada dentro al petto.
La guardia rimase immobile per alcuni secondi, poi indietreggiò. E indietreggiò ancora. E ancora. E ancora. E ancora fino ad arrivare al parapetto. Arrivata al parapetto, la guardia si fermò. Robert estrasse la lama dal suo petto e infine la spinse facendola cadere nel fossato di lava. La guardia gridò di dolore. Pochi secondi dopo, della guardia del Cobra Nero rimaneva solo lo scheletro.
-Robert !- gridò una voce femminile. Era Isabel, che aveva visto tutto. -Robert, salta !-
Robert saltò dalla torre. Il suo era un salto rischioso, che poteva concludersi o con il cadere nell’erba di prato oppure con il cadere nella lava e diventare anche lui uno scheletro.
Robert cadde nell’erba, un po’ stordito ma felice di avercela fatta.
-Eccomi qua !- fece. -Dove sono Nic e James ?-
-Sono qui !- rispose Nic, sorridendo. -James è ancora lì dentro !-
-Che cosa !?- domandò il principe, sgomento. -James ! JAMEEEEEEEEEEES !-
-Eccomi !- disse James, uscendo dal castello completamente debole e privo di sensi tanto che, quando riuscì a passare il ponte levatoio, svenne.
-Cosa gli è successo ?- domandò Isabel.
-Lo hanno colpito con una freccia avvelenata !- rispose Nic. -Puoi curarlo ?-
-Certo !- fece Isabel. -Niente di più facile, per me !-
E chiuse gli occhi, concentrandosi nel suo obiettivo da curare. Dalle sue mani uscì una luce bianco-giallastra che entrò nel corpo di James per risucchiargli tutto il veleno che la freccia gli aveva iniettato. Mentre lo curava, cominciò a dire una specie di formula magica. Dal corpo di James uscì una strana luce verdastra: il veleno era uscito del tutto.
James si rialzò, riprendendo conoscenza.
-Cos’è successo ?- chiese -Perché mi ritrovo qui ?-
-Non preoccuparti, James, ora il pericolo è passato !- rispose Isabel -Non ti è successo niente.-
Dentro al palazzo, intanto, tutti i soldati erano indaffarati a riparare le mura danneggiate dagli esplosivi e a cercare le ragazze.
-Tchafak ! Seetah ! Komamni !- gridava Serval.
In quel momento, due uomini della Lince Rossa entrarono con un ragazzo come prigioniero: Ed. Lo avevano trovato che stava cercando l’uscita. Lui non aveva fatto in tempo a usare la sua magia che quelli lo avevano preso e fatto prigioniero.
-Mio signore, ecco un prigioniero !- disse una delle guardie. -Lo abbiamo trovato mentre stava per uscire. Credo che sia di quelli che hanno usato quegli strani oggettini che creano una grande luce non appena toccano terra.-
Si riferiva alle bombe a mano.
-E così tu saresti uno di loro ?- chiese Serval.
-E tu chi saresti ? La fotocopia esatta di Boy George coi capelli lunghi ?- domandò Ed.
-Ascoltami bene, prigioniero, farai bene ad obbedirmi da adesso in poi, perché…- fece Serval, ma si interruppe guardando ciò che Ed aveva sulla schiena: un segno di un’arma da taglio, una spada. Era il simbolo del demonietto che aveva in corpo.
-Questo segno…come te lo sei fatto ?- chiese, impaziente.
-Se te lo dico non ci crederai, Boy George Capellone: allora, mi chiama un tizio, mi prende con la forza e mi fa un taglio sulla schiena. Io non sento niente e questo mi impianta sul corpo una specie di demonietto che mi permette di fare tutto quello che io gli comando, e mi fa anche diventare una specie di Superman !- rispose Ed.
-Tu sei uno dei Prescelti !- disse Serval. -Uno dei Prescelti di mio fratello Vargas !-
-Vacca boia, si può sapere di che cavolo parli, Boy George ?- domandò Ed. -Prescelti ? Vargas ? Che diavolo significa ?-
-Questo !- rispose Serval, facendo sprigionare una gran luce bianca dalla sua mano destra. Poi la mise dentro la pancia di Ed, toccando il demonietto che era lì dentro. Non appena lo toccò, gli occhi di Ed diventarono gialli e la sua voce cambiò, diventando più profonda.
-Bene. Perfetto !- commentò Serval. -Qual è il tuo nome, adesso ?-
-Non ho ancora un nome, mio signore !- rispose Ed. -Sono il demone che rappresenta il peccato capitale dell’Avarizia !-
-Benissimo !- fece Serval. -Guardie ! Andate fuori e catturatemi gli intrusi ! Li voglio vivi o morti !-
Nel frattempo, l’alba era già spuntata e il sole stava sorgendo. Per i quattro ragazzi era tempo di andare con le ragazze prigioniere.
-Dobbiamo andare, non c’è più tempo ora !- disse Nic.
-Aspettate un momento !- lo interruppe James. -Dov’è Ed ?-
-Sarà da qualche parte, ma dobbiamo sbrigarci !- rispose Robert. -Quelli della Lince Rossa e del Cobra Nero potrebbero cominciare ad inseguirci e ucciderci !-
-Seguiteci, ragazze !- avvertì Isabel. -E non voltatevi mai dietro. Potrebbero essere le guardie di Serval. Non appena raggiungeremo il carro che Ed ha fatto materializzare, voi potrete tornare a casa, ma ora dovete seguirci !-
E i quattro cominciarono a correre seguiti dalle ragazze prigioniere. Stavano per attraversare il bosco quando sentirono delle urla provenire da dietro: le guardie della Lince Rossa e del Cobra Nero erano già partite all’inseguimento e avevano fatto partire anche la cavalleria.
-Più veloci !- gridò James. -Ci stanno alle costole !-
Alcune guardie presero le loro balestre e spararono contro i quattro ragazzi e le ragazze prigioniere. Le frecce avvelenate colpirono più volte Isabel e uccisero molte ragazze.
-Sono troppi, e alcune ragazze non ce la fanno più !- informò Robert.
-Allora li fermeremo noi !- disse James. -Nic, ce le hai ancora le granate ?-
-Ne ho sei, perché ?- domandò Nic.
-Io ne ho quattro. Insieme fanno dieci, tu hai anche una pistola e quindi…cominciamo !- fece James.
I due ragazzi si fermarono per contrastare i loro inseguitori.
Entrambi sparavano con mira precisa, ma quelli erano troppi anche per essere uccisi con delle pistole.
-GRANATA PARTY !- gridò James, tirando una granata e facendo morire più di cinquanta membri della Setta del Cobra Nero e della Lince Rossa.
Fino a che non giunsero ad una radura del bosco dove c’erano numerosi alberi. Allora a James venne un’idea: tirare molte granate affinchè si creasse una specie di barriera con i tronchi degli alberi buttati che avesse il compito di arrestare l’inseguimento degli uomini di Serval.
-Pronto, Nic ?- chiese James.
-Quando vuoi !- rispose il ragazzo.
-Allora…CALCIA IL PUPO !- gridò James, tirando una granata contro gli alberi seguito da Nic. Dovevano fare attenzione a come le usavano, le granate. Ne avevano solo sette a disposizione.
Dopo pochi minuti, si creò una barriera di tronchi che arrestò la minaccia degli uomini di Serval.
-Vittoria !- esultò James, partendo come un fulmine seguito da Nic alla ricerca dei suoi amici.
In quello stesso punto arrivò anche Serval seguito da Ed. Serval si sbalordì non appena vide i suoi uomini buttati a terra con i cavalli sanguinanti.
-Che vi è successo ?- chiese adiratamente -Parlate ! Che vi è successo, incapaci !?-
-Sono stati quei minuscoli oggetti, signore !- rispose una guardia del Cobra Nero -Ci hanno fatto questa barriera di tronchi perché noi non potessimo passare !-
-Una barriera di tronchi, eh ?- fece eco Serval. -E voi non sapete passare neanche attraverso una barriera di tronchi ? Guardate come si fa ! Demone !-
-Mio signore ?- domandò Ed, andando verso Serval.
-Aiutami a disintegrare questa barriera e fa’ vedere che noi possiamo tutto !- ordinò Serval.
Ed cominciò a sprigionare un raggio verde dagli occhi che distrusse la barriera di tronchi. Quando la distrusse, tutti gli uomini di Serval si rialzarono e partirono nuovamente all’inseguimento degli intrusi. I ragazzi se ne accorsero solo dopo che sentirono un paio di frecce avvelenate arrivare verso di loro e colpire degli alberi.
-Mi sa che non li abbiamo seminati !- fece Robert.
-Bene. Allora dovrò fare un’altra cosa !- disse James, estraendo il suo telecomando a forma di cellulare e digitando le cifre 2, 0, 0 e 1. Poi schiacciò il tasto verde per la comunicazione.
Quando una specie di “Stargate” comparve, lui si buttò dentro seguito da Isabel, Nic e Robert. Le ragazze si sparpagliarono per il bosco e tornarono libere alle loro case. Alcuni uomini di Serval tentarono di seguire gli intrusi attraverso il passaggio temporale, ma rimasero bloccati dentro di esso e morirono.
Quando James e gli altri uscirono, davanti a loro si vedeva un paesaggio che sembrava fosse uscito da un quadro: bellissimi tori e cavalli correvano liberi per i prati e in cielo si innalzavano i fenicotteri.
-Siete tutti interi, ragazzi ?- chiese James, non appena chiuse il passaggio.
-Sì, almeno credo !- rispose Nic. -Hanno preso Ed e lo hanno fatto dei loro, me lo sento !-
-A Ed penseremo dopo, Nic. Ora dobbiamo sapere dove siamo. Questa non sembra la mia camera, a meno che qualcuno l’abbia rimessa a nuovo !- disse James.
-O miseria !- esclamò Isabel.
-Che succede, Isabel ?- chiese Robert.
-Guarda laggiù !- rispose Isabel, vedendo una scritta in francese.
-Benvenuti nella città di Aix-en Provence…- lesse James. -Siamo in Francia !?-
-Sì, James.- Rispose Isabel. -Ma non nella Francia di oggi. Siamo nella Francia del Medioevo !-
Come ci erano finiti lì ? Che cosa era successo ? Lo saprete nel secondo episodio di “Robert RG-1”.