CAPITOLO 3


La Notte Bianca

Dopo aver visto il principe Robert fregargli la ragazza, Eric corse arrabbiato a casa: aveva perso una potenziale ragazza. Ma ora che doveva fare? Dire a Claudia �Ora che ti sei fidanzata, te lo dico, mi ero perdutamente innamorato di te e volevo chiederti di metterci insieme�? E come avrebbe reagito lei? Ma non era il tempo di pensare agli amori perduti, il ragazzo doveva prepararsi per incontrarsi alla stazione Termini con gli amici della chat di Internet. Da Termini, poi, sarebbero andati al ristorante cinese di un amico di uno dei ragazzi della chat.
E poi Eric li avrebbe salutati per andare da alcuni compagni di classe.
Si vest� elegantemente con una camicia, pantaloni e scarpe nere, si profum� e si pettin� a dovere e usc� a bordo della sua macchina verso la stazione Termini, al nuovo centro commerciale sotterraneo, vicino al negozio di dischi della Ricordi MediaStore, dov�era previsto l�appuntamento.
Eric arriv� quando vide che non c�era nessuno. Stava per andarsene quando scorse tra la gente un ragazzo di forse vent�anni, alto pi� o meno quanto Thor (circa 190 cm) dalla carnagione scura e i capelli neri. Indossava una tuta da ginnastica ed aveva l�aria di un giocatore di basket. Era uno dei chatters, uno dei pi� anziani, e il suo vero nome era Johnny. Appena lo vide, lo salut� amichevolmente e gli disse che lui era fino a quel momento il solo della chat, dal momento che sei dei totali dieci che dovevano venire avevano disdetto all�ultimo momento.
Subito dopo arrivarono un ragazzo di diciassette anni, moro, vestito come un perfetto dark, con tanto di giacca nera di pelle e una ragazza di ventuno anni, bionda e dagli occhi che secondo Eric erano occhi da cerbiatta, secondo Thor invece erano occhi di una fata dei boschi. In chat erano conosciuti come Spike e Shiori.
Dato che le macchine erano due, la ragazza prefer� andare con Eric per tenergli un po� di compagnia, anche se non ce ne sarebbe stato bisogno dal momento che il ragazzo avrebbe potuto far uscire Thor dalla sua mente per parlare un po�.
Poi le macchine partirono. E la macchina di Eric faticava un po�, essendo un modello del 1990, a stare dietro quella di Johnny, un vero bolide di ultima generazione. Ma quell�occasione serv� anche affinch� Eric e Shiori, il cui vero nome era Francesca, si conoscessero bene. Ne venne fuori che Francesca studiava arte e spettacolo all�universit� ed era una ragazza davvero molto dolce.
Ma, come sempre, i problemi non tardarono a venire. E questa volta non si trattava n� di cospirazioni segrete, n� di mostri venuti da dimensioni parallele: questa volta fu la strada il problema di Eric, perch� al posto di prendere la strada che il ragazzo faceva sempre per andare verso la Tuscolana, dove stava il ristorante cinese, Johnny aveva preso il Raccordo Anulare. Una volta arrivati allo sbocco per la Tuscolana, per�, invece di prendere la direzione con su scritto �Tuscolano�, Eric prese la Tuscolana in direzione per Frascati.
E l� gli vennero alcuni attacchi di nervosismo che difficilmente riusc� a trattenere, perch� aveva paura di finire di nuovo in un�autostrada senza fine come quella in cui era finito nel mese di luglio. Un�autostrada che non aveva mai fine, e che sembrava girare in tondo.
Il ragazzo stava quasi per mettersi a piangere.
Ammettilo, Eric�ti sei perso! Rise telepaticamente Thor. Ehm�temo che la prossima volta in chat, invece di �Redwing di quartiere� dovrai chiamarti �Redwing di frattocchie!�
STA� ZITTO SENN� UCCIDO ANCHE TE! Grid� Eric telepaticamente. E pensa a un modo per farci uscire da quest�autostrada, ch� non voglio un�altra avventura come quella di Olga!
Ok, ok�fece il dio, telepaticamente. Beh�ti consiglio di andare sempre dritto. C�� sempre uno sbocco per andare a finire dalla parte opposta!
Eric segu� il consiglio di Thor, ed effettivamente sbuc� dalla parte opposta della corsia per Frascati, dirigendosi verso Cinecitt� e andando verso il punto della Tuscolana dove si sarebbe dovuto incontrare con Spike, e cos� successe. Subito dopo andarono al ristorante dell�amico di Johnny, dove Eric accett� la sfida di Johnny, ossia quella di prendere come dessert il famigerato �Dolcetto al Cioccolato�, dolcetto all�apparenza innocuo ma in realt� incandescente come lava magmatica.
-Guarda, se lo prendi�ti offro la cena!- gli disse Johnny.
-Ok, ci sto!- fece Eric.
Spero tu abbia capito con cosa hai a che fare! Lo avvert� telepaticamente Thor.
Tranquillo�a proposito, ce l�hai ancora il Soffio Gelato? Domand� telepaticamente Eric.
Idea geniale! Fece Thor. Cos� creerai una protezione per la gola e lo stomaco mentre ingoi!
Per cena, Eric si prese come antipasto i classici wantan fritti che prendeva sempre ogni volta che andava in un ristorante cinese, poi dei ravioli al vapore e come secondo degli gnocchi di riso per i quali andava veramente pazzo.
E alla fine venne il momento del dolce, anzi�del Dolcetto al Cioccolato. Non era tutta questa meraviglia, era un dolcetto fritto bagnato nel cioccolato. Appena gli fu servito, Eric si trov� puntati gli sguardi di Spike, Shiori e Johnny, che pensavano che dopo aver ingoiato il dolcetto o sarebbe stramazzato a terra come un tappetino da bagno o avrebbe chiesto acqua in quantit� industriale.
Invece, al comando telepatico di Eric, Thor cre� una protezione di ghiaccio che fece s� che lingua, gola e stomaco di Eric non venissero bruciati dall�elevata temperatura del dolcetto, che venne ingoiato come se si fosse trattato di un normalissimo cioccolatino. Dopo quello spettacolo, i tre ragazzi erano stupefatti, pi� di tutti Johnny, che dovette suo malgrado offrire la cena ad Eric.
Dopo la cena, Eric volle andare con gli altri tre da una sua amica, che abitava l� vicino. Ma, come si suol dire, aveva fatto i conti senza l�oste dal momento che la ragazza abitava a Cinecitt�, proprio dietro gli studi che per tutta la notte sarebbero stati aperti al pubblico.
Ecco, lo sapevo! Borbott� telepaticamente Eric. E adesso dove cavolo vado!?
Fece Thor.
Thor�sei un genio! Mi dici come faccio se ho pochi soldi nel cellulare per avvisare quei due e a dare spiegazioni sono negato? Domand� Eric.
Rispose Thor. Prima sei entrato in un territorio che non conoscevi, ma lui s�. Adesso�
Thor�sei un genio! Fece Eric. Il ragazzo chiam� Johnny e Spike (Shiori era andata in macchina con Eric), fornendo come meglio poteva le spiegazioni possibili per arrivare alla casa dell�amica di Eric. Cosa successe? Dapprima Johnny stava per andare verso le Capannelle, che portava fuori Roma, poi stava tornando al ristorante. Dovette chiedere a qualche passante l� vicino dove stava la via.
Dopo essere stati con l�amica di Eric (di cui il ragazzo era gelosissimo), i quattro si fecero un giro per il quartiere. A dire la verit�, dovevano andare verso Termini dal momento che Shiori si doveva vedere con alcuni amici, ma dovettero tornare al punto di partenza e lasciare Eric alla macchina perch� doveva vedersi con i suoi compagni di classe, dato che la parte di strada che dava agli studi di Cinecitt� era stata praticamente chiusa al traffico.
Quindi Eric dovette salutare Johnny, Spike e Shiori (e il giorno dopo, quando Eric si present� in chat come �L�affezionato Redwing di quartiere�, Spike scrisse �DI QUARTIERE UN CAZZO! DI FRATTOCCHIE MAGARI!�, come aveva predetto Thor) e tornare prima nel suo quartiere per fare benzina, poi dovette andare verso Villa Borghese e andare verso la salita di Piazza di Spagna per poter parcheggiare quand�ecco un altro ostacolo: la pioggia. Cominci� a piovere dapprima con goccioline che Thor poteva facilmente controllare, ma poi si fece pi� forte. In pi�, Eric era convinto si stare andando dritto per dritto, ma in realt� aveva sbagliato strada diretto verso Via Veneto.
�Poco male!� pens� il ragazzo. �Prender� Via Nazionale e poi girer� a destra!�
Ma quello che Eric non sapeva era che Via Nazionale, strada prima a doppio senso, ora era diventata strada a senso unico! Di conseguenza gli tocc� seguire le altre macchine finendo addirittura al Quirinale. E l�, il tratto di Eric si fece pi� difficile se non letteralmente una traversata infernale: piazza Venezia, infatti, era gremita di gente e quindi il ragazzo dovette fare attenzione non solo alla gente da non investire, ma anche al tempaccio, ai vigili e alla macchina che minacciava di ingolfarsi.
Poi gli giunse una telefonata. Era Martina, una delle compagne di classe con le quali Eric doveva vedersi.
-Pronto?- rispose Eric, facendo bene attenzione a non investire persone. �Oh ciao Pek! Sono a piazza Venezia, facendo attenzione a non mettere sotto gente e a lottare col tempaccio. Qui � impossibile sia proseguire verso Via del Corso che parcheggiare, quindi me ne torno a casa. Scusatemi davvero. Ci vediamo luned�!-
E riattacc�.
Imbocc� la via del Teatro di Marcello per tornare a casa. Ma quando fu sul Lungotevere, alle ore 3.30, accadde uno spettacolo mai visto prima: le luci di tutti i palazzi, di tutti i semafori, di tutti i negozi, si spensero come per incanto. Roma, e anzi l�Italia intera, per tutta la notte rimasero nel caos tanto che i Vendicatori Europei si dovettero spargere per le varie regioni per aiutare la gente rimasta intrappolata soprattutto nei meandri della metropolitana.
-Qualcosa non quadra!- fece Eric, tornando verso casa. �Pensavo ad un normale guasto di zona, e invece si � propagato per tutta la citt�!-
-Invero, hai ragione!- disse Thor. �E neanche la pioggia sembra voler ubbidire al mio comando. Qui dev�esserci lo zampino di qualche entit� malvagia!-
BRAVO! Fece una voce stridula nella testa di entrambi.
-Hai detto qualcosa?- domand� Eric.
-Veramente pensavo fossi tu ad aver parlato!- rispose Thor.
Cretini! Disse la stessa voce nella testa sia di Eric che di Thor.
Eric inchiod� di colpo al sentire quella voce. E fortuna che era nel garage di casa sua, senn� avrebbe tamponato senz�altro qualche altra macchina!
-L�hai sentito anche tu, vero?- domand� Eric, pallido.
-Se non l�ho sentito!- comment� Thor. �E credo anche di sapere chi possa essere il responsabile!-
-Thor�non mi piace per niente! Meglio se stiamo uniti!- fece Eric, scendendo dalla macchina con il dio dietro nel caso gli fosse successo qualcosa. Il ragazzo si mise a cantare una canzone dei Prophilax per scacciare la paura, ma cacci� un urlo terrificante quando, con la torcia presa dalla macchina per illuminare davanti a s�, aprendo il portone del suo palazzo vide un essere grande quanto un bambino di cinque o sei anni, dalla pelle color rosa e gli occhi neri, a mandorla, senza pupille. Aveva due braccia e due gambe, ciascuna con tre artigli per mano. Appena l�essere fu illuminato, si tramut� in pietra mentre Eric si riprendeva dallo spavento e apriva la porta.
-Thor�dimmi che conosci questi cosi!- disse il ragazzo.
-Certo che li conosco!- rispose il dio, esaminando la piccola statua. �Sono gnomi del buio, meglio conosciuti anche come gremlins. Hanno una certa affinit� con i poltergeisten, di cui sono anche ottimi amici. Solo che, mentre gli �spiriti fracassoni� hanno l�hobby di lanciare oggetti in aria e creare confusione per farsi vedere, i gremlins creano problemi solamente per il gusto di farlo. Anche se sono molto potenti con le magie, il loro quoziente intellettivo non supera quello di un bambino di undici anni umani. Unico punto debole, la luce: appena vengono illuminati da luce naturale, o nel tuo caso artificiale, perdono tutti i loro poteri e si trasformano in pietra.-
-Sar� meglio chiamare qualcuno della squadra!- disse Eric, prendendo il cercapersone e chiamando qualche membro dei Vendicatori Europei.
-Salve Eric!- era il principe Robert. �Noi siamo alla stazione Tiburtina e l�abbiamo trasformata in un piccolo ospedale offrendo coperte a pi� persone possibili! Stiamo aspettando rinforzi! Voi come ve la passate?-
-Siamo a casa mia, e crediamo di avere scoperto chi ha scatenato questo casino!- fece Eric. Ma appena stava per dire che il responsabile era un folletto giocherellone, la comunicazione venne interrotta.
Eh no! Fece la solita vocina. Non mi prenderete mai! Nessuno sapr� che il responsabile sono io!
Il portone si spalanc� di colpo ed entr� un esercito di gremlins con l�intenzione di uccidere sia Thor che Eric. Ma il ragazzo si difese con la torcia elettrica e il dio, con il martello, cre� un tuono che illumin� a giorno il palazzo per due secondi, poi smise trasformando in pietra i gremlins. Allora Thor ed Eric corsero verso il garage alla stazione Tiburtina, incuranti della pioggia che cadeva battente sulle strade della citt� che per quella notte fu avvolta nelle tenebre. Al centro, era il caos: la gente non sapeva dove andare, le linee della metropolitana, oltre ad essere bloccate per via del blackout, erano anche intasate di gente che cercava di ripararsi invano dalla pioggia ed alcune di esse si erano improvvisamente trasformate in centri di accoglienza.
Thor ed Eric dovettero parcheggiare come meglio poterono e, con l�aiuto di Thor, si diressero verso la stazione Tiburtina dove trovarono il principe Robert, impegnato a far sistemare quanta pi� gente poteva.
-Meno male che siete arrivati!- disse appena li vide. �Sembra che il blackout abbia messo K.O. anche le comunicazioni via satellite: i cercapersone dei Vendicatori Europei e i telefoni cellulari della gente sono praticamente fuori uso.-
-Ma gli altri dove sono?- domand� Eric, preoccupato.
-MP3 si sta occupando del settore Sud�- spieg� Robert. -�mentre l�Aquila e James sono andati a controllare i settori ovest ed est della citt�. Certo che con questa pioggia e con il blackout siamo in un bel casino!-
-Invero, andr� a cercare l�artefice di questa confusione e lo porter� alla giustizia!- disse Thor, alzando il martello. Prima per� fece cessare immediatamente la pioggia e si alz� in aria, alla ricerca del pazzo che aveva trasformato una bellissima notte in una notte piena di terrore.
-Dannazione!- esclam� Eric. �Non ce la faremo mai a dare coperte a tutta questa gente!-
-Purtroppo devo darti ragione!- disse tristemente il principe. �Quelle rimaste stanno quasi per finire. Se non torneranno elettricit� e riscaldamento, c�� rischio che molte persone ci restino secche!-
-Vi aiuteremo noi.- disse una voce maschile. Robert si volt� e si trov� faccia a faccia Ivan Bettini XII IL CONQUISTATORE, membro della Famiglia Demoniaca di Siviglia e supremo signore della Setta degli Scorpioni Grigi. Appena avevano saputo del blackout si erano messi subito al servizio della gente, mettendo da parte per quella notte il loro desiderio di sottomettere i comuni mortali.
-Abbiamo coperte a sufficienza per riscaldare la gente che sta qui!- disse Ivan. �E ho mandato anche nove reggimenti ad aiutare la polizia a controllare che non si verifichino casini nelle zone pi� colpite dalla pioggia e dal blackout.-
-Ti ringrazio, Ivan.- disse il principe, aiutando l�uomo ad aprire un pacco di carta con delle coperte.
-Non devi ringraziarmi, principe!- disse Ivan con un freddo sorriso. �Vi abbiamo solamente aiutati perch� ci pesa molto non avere degli individui da sottomettere, alla fine di questa storia la gente non ricorder� neanche che siamo venuti e la prossima volta che io e te ci incontreremo, sar� da acerrimi nemici!-
Nel frattempo, Thor stava volando in direzione della fonte del guasto, ossia i gruppi elettrogeni situati in Francia, da cui dipendeva l�Italia.
-E cos� sei arrivato a destinazione, dio!- fece una voce stridula che solo il dio poteva conoscere.
-Sapevo che uno scherzo di questa portata aveva stampata la tua firma, Giullare, ma perch� usare anche i Gremlins?- domand� Thor, una volta atterrato.
-Beh�- spieg� il Giullare, un supercriminale di mezza tacca chiamato cos� per i suoi crimini bizzarri, fatti come se l�artefice fosse stato davvero un buffone del Medioevo.
-EBBENE!?- tuon� Thor.
-Beh�- fece il Giullare. -�per confonderti le idee! Se avessi usato i gremlins, avresti pensato che fosse stato il tuo fratellastro Loki l�artefice di tutto questo, quando lui non c�entrava proprio niente! Proprio l�unica volta in cui era innocente!-
E scoppi� a ridere. Una risata fragorosa e stridula, dannosa per l�orecchio umano. I tuoni e la pioggia si erano fatti pi� forti mentre il Giullare saltellava e rideva per lo scherzo che aveva fatto e che gli era ben riuscito.
Allora Thor decise che era il momento di porre fine a quella pagliacciata e prese il suo martello.
-Ehi, Giullare!- fece. �Dato che ti � sempre piaciuto�non vorresti fare un volo con il mio martello?-
A quelle parole il Giullare guard� Thor con occhi dolci.
-Davvero? Davvero mi permetti di provarlo?- domand�.
-Certo!- rispose il dio, sorridendo. �Ma fai attenzione, che vola molto velocemente!-
Il Giullare salt� di gioia e prese il martello del dio dalle sue mani senza nemmeno ringraziarlo. Come lo ebbe preso, Mjolnir cominci� a svolazzare per aria, con il Giullare che gridava di gioia come un bambino al quale hanno appena regalato una bicicletta. Ma Thor aveva teso una trappola al criminale, che non se ne era ancora reso conto.
-ORA!- grid� il dio. Appena grid� quella parola, cal� dal cielo un fulmine che colp� il martello, fatto principalmente di ferro, con il Giullare che fu preso da una scossa di tipo quattrocento volt che lo obblig� a lasciare la presa e cadere a terra tramortito.
-Lo sapevo che ci cascava come un pollo�anzi, un pollo arrosto!- rise Thor, prendendo il corpo elettrizzato del criminale e rinchiudendolo in un contenitore di ghiaccio affinch� non tentasse di scappare. Dopo aver �ghiacciato� il Giullare, il dio afferr� di nuovo il suo martello ed evoc� il potere del tuono affinch� potesse portare di nuovo elettricit� ai centri danneggiati dal Giullare e riportare cos� elettricit� nell�Italia intera.
Dopo la scarica ricevuta dal martello di Thor, poco a poco tutte le regioni dell�Italia (meno la Sardegna, che � autonoma dal punto di vista elettrico) riebbero la corrente.
Poco dopo, Thor ritorn� alla stazione Tiburtina, dove Eric e Robert stavano dando assistenza agli sventurati della �Notte Bianca�, aspettando che tornasse l�elettricit�.
-Invero, gli Scorpioni qui?- domand� il dio, perplesso.
-S�, e per oggi bisogna encomiarli!- rispose il principe Robert. �Non solo hanno aiutato noi, ma tutta la citt� ad affrontare questa notte!-
-A proposito, Thor�- fece Eric. -�hai scoperto chi era stato a far apparire quei mostriciattoli sul cancello di casa mia e che aveva causato il blackout?-
-Un folletto un po� troppo burlone.- rispose Thor, sorridendo. �Ma ora ha ci� che merita!-
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