|
L'ultima ora di lezione era sempre la piu' difficile
per mantenere la disciplina e soprattutto l'attenzione: gli studenti
non vedevano l'ora di andare a mangiare, o semplicemente di uscire
nel cortile dopo l'intera mattinata passata sui banchi. Maga Gabe
aveva quindi pensato, quel giorno, di dedicarla a un semplice incantesimo
da effettuare in pochi minuti.
Entro' in aula e la trovo' piena di fermento: gli studenti in piedi
si stavano letteralmente lanciando verso i propri banchi, mentre
quelli gia' seduti tentavano di evitare libri, calamai e penne che
volavano da tutte le parti.
Gabe lancio' un'occhiataccia alla classe, ma poi il suo viso si
allargo' in un caldo sorriso.
"Vedo che smaniate per uscire, oggi, piu' del solito..."
guardo' fuori dalla finestra. "Non vi do torto... con un sole
cosi' anche io non vedo l'ora di uscire, sedermi sull'erba del cortile
e bere qualcosa di fresco con gli amici..."
VVVVVVHHHHHHHSSSSSSSS.....
Nymeria sgrano' gli occhi. "Professoressa... la sua bacchetta
fa un altro suono!" esclamo'.
Gabe annui'. "Per forza... Non e' la stessa bacchetta di prima...
E poi oggi deve fare un incantesimo... diciamo allegro!"
"Allegro?" si stupi' Atran.
"Esatto!" Maga Gabe volteggio' ancora una volta la bacchetta
e sui banchi di ogni studente comparvero dei piccoli grumi di quella
che sembrava terra umida. "Quella che avete davanti si chiama,
in babbano, terracotta. E' un materiale che coloro che nel mondo
dei babbani si chiamano vasai usano per costruire oggetti in cui
bere, mangiare, cucinare o tenere fiori."
Un'altra sventagliata di bacchetta e un grumo un po' piu' grosso
degli altri comparve anche sulla cattedra.
"Oggi realizzeremo il calice personale dei desideri."
annuncio' l'insegnante.
I sorrisi e gli ammiccamenti che vide tra gli studenti le sollevarono
il cuore: aveva la loro attenzione e non avrebbe avuto neppure bisogno
di pensare alla parola disciplina.
"Sono solo tre le fasi di questa bricomagia, ragazzi. Ma,
come al solito, entrambe richiedono qualcosa di piu' della semplice
manualita'. Dovete metterci il cuore e i vostri piu' profondi pensieri."
La maga si rimbocco' (non senza difficolta') le ampie maniche del
suo mantello e continuo'. "Appena toccherete questa normalissima
terracotta, essa assorbira' il vostro potere magico e si trasformera'
in quello che alcuni maghi chiamano poloc, altri globit, e altri
ancora molghik... A me piace chiamare la sostanza ilfagru... Ovvero
'il fatato grumo'! Questo perche' appena comincerete a manipolarlo
riuscira' ad anticipare i vostri movimenti. La terracotta babbana
riesce a leggere nel cuore degli uomini, anche se questi non sono
maghi... ma solo i maghi possono accorgersene."La maga poso'
le mani sul suo grumo. "Prima fase..."
L'informe ammasso di terra umida sembro' animarsi di vita propria.
Seguiva le dita della maga che lo accarezzavano e nel giro di due
secondi aveva gia' assunto la forma di un rozzo cilindro.
"Adesso tocca a voi. Mi raccomando: la cosa fondamentale e'
che pensiate a un momento emozionante della vostra vita, o a un
profumo che vi piace, o a un colore! La terracotta anticipera' le
vostre movenze dando letteralmente forma a quell'emozione o a quel
colore!"
Gli studenti provarono e, tra sussulti di spavento per un grumo
trasformato in un sinuoso serpente, e sorpresi gridolini di gioia
per la terracotta che si trasformava in fiore, ogniuno ebbe di fronte
una forma diversa.
"Adesso che il vostro grumo ha la forma dell'emozione che avete
pensato, tocca a voi guidarlo, nella seconda fase della bricomagia.
E il nostro compito oggi e' guidarlo verso una forma che possa contenere
del liquido. Non dovete pensare per forza a un bicchiere o a una
bottiglia... basta che sia qualcosa in cui ci si possa versare dell'acqua:
una conchiglia, una
canna di bambu', persino uno stivale o un cappello rovesciato! Qualunque
cosa... Avanti, provate!"
Il grumo della maga sulla cattedra in qualche secondo prese la forma
di una larga foglia arrotolata a cilindro, mentre sui banchi degli
studenti presero vita altre forme.
"Bello questo..." esclamo' Gabe avvicinandosi alla forma
grossolana di Atran. "Cos'e'?"
Lo studente alzo' gli occhi con aria soddisfatta. "Una pietra
vulcanica, professoressa. L'esterno e' grezzo per via dell'erosione,ma
dentro e' levigata per le pressioni causate dal calore della pietra
stessa che si raffreddava..."
Gabe alzo' le sopracciglia annuendo soddisfatta. "Bravo! Hai
colto esattamente il senso della lezione: creare un qualsiasi contenitore
di liquido."
Margaret alzo' la mano: di fronte aveva una perfetta sfera che sembrava
la boccia di un pesce rosso. "Qual e' la terza fase, prof?"
Gabe afferro' di nuovo la bacchetta magica che aveva lasciato sulla
cattedra. "L'incantesimo..." poso' la bacchetta sulla
sua foglia di terracotta dicendo: "Liquidum preferitio effundus".
La foglia comincio' a prendere colore, come se la terracotta si
trasformasse realmente in una forma vegetale e il verde brillante
riflette' i raggi del sole esterno. Gabe sollevo' il grosso calice.
"Non fatevi ingannare dall'aspetto: e' ancora fatto di terracotta.
Ma adesso questo calice e' profondamente e indissolubilmente personale
e se vi versero' dell'acqua potro' bere qualsiasi cosa io desideri..."
La maga volteggio' la bacchetta e dalla punta dell'attrezzo magico
usci' un liquido cristallino. Gabe sorrise soddisfatta. "Sento
gia' il profumo di un buon blanded..." Si rivolse agli studenti.
"Provate e mi raccomando la pronuncia della 't' di 'preferitio',
deve suonare come una zeta!"
"Liquidum preferitio effundus" mugugnarono quasi all'unisono
tutti quanti.
E ogniuno vide sotto i propri occhi la terracotta prendere l'aspetto
della forma che avevano scelto. Fu Gabe a riempire ogni calice di
acqua e noto' che ogni studente aveva ricevuto la bevanda preferita.
"Professoressa... A Bio non e' riuscito!" mormoro' Liekki.
"Non e' vero!" protesto' Bio.
"Ma se c'e' solo acqua li' dentro!?" incalzo' Dany.
Gabe alzo' leggermente la voce per sovrastare l'improvviso coro
di commenti. "Calma, ragazzi. L'incantesimo e' bello per questo:
dal vostro calice fatato solo voi potrete bere la vostra bevanda
preferita! Tutti gli altri vedranno e gusteranno solo della semplice
acqua. Per questo ho detto che ogni calice e' adesso indissolubilmente
personale!"
Gli studenti passarono gli ultimi minuti dell'ora di lezione a cercare
di assaggiare l'uno la bevanda dell'altro, ma ovviamente non ci
riuscirono e si dovettero accontentare delle descrizioni. Quando
suono' la campana di fine delle lezioni quasi nessuno corso fuori
dall'aula come avrebbe fatto in circostanze normali. Tutti continuarono
tranquillamente a chiacchierare e l'esodo verso la sala da pranzo
e il cortile fu molto piu' ordinato del
consueto.
Gabe vide uscire tutti quanti e poi sollevo' con uno sforzo quel
suo calice a forma di foglia venuto un po' troppo grande. "Mmhh..."
mormoro' odorando la bevanda liquorosa. "La lezione e' finita,
posso berti anche tutto, mio caro whisky!"
|