Alleanza-concorrenza tra fascismo e chiesa-cattolica

 

Riguardo al piano dell’organizzazione e della cultura di massa si può parlare per il fascismo e il cattolicesimo di alleanza parallela o alleanza-concorrenza. Sarebbe stato difficile per un regime di massa come il fascismo, fare a meno dell’esperienza, della forza e delle tradizioni della chiesa romana nel controllo e nel condizionamento ideologico delle masse rurali, dei giovani, delle donne. Il fascismo spacciato totalitario e rivoluzionario, per portatore di visioni del mondo proprie, non può accontentarsi di trarre profitto attraverso il Trattato e il Concordato degli interessi di questa collaborazione ma crea un’alleanza concorrenziale con i clericali che spazia dalla piena identificazione alla totale collisione. Questo rapporto è evidente nell’educazione civile e religiosa del cittadino, nell’ambito della scuola di stato, nelle istituzioni parrocchiali, assistenziali, del tempo libero, nella stampa per l’infanzia e gli adolescenti, nella propaganda antibolscevica e colonialista.

Tale rapporto ha particolare importanza perché la cultura trasmessa dalla chiesa nei ceti subalterni, le antiche certezze clericali come l’autorità, l’intolleranza, l’anticomunismo, ecc., diventano mediatori della subordinazione alle scelte del regime.

Ogni propaganda, infatti, utilizza strutture, moduli e stereotipi preesistenti.

Nella comunicazione di massa, il nuovo passa ideologicamente attraverso il noto, riformulato per un nuovo uso. Si sceglie un certo passato e lo si piega agli usi del presente. Per questo l’alleanza tra chiesa e fascismo è così stretta.

Nessun organismo preesistente al fascismo era depositario di una tale mole di valori, miti, tradizioni, di un linguaggio di così larga udienza come la chiesa. Questa scelta per il fascismo, è la necessità di un compromesso storico che arrivi a controllare quell’apparato di gestione e di produzione ideologica di massa.

Le lotte di concorrenza tra regime fasciste ed organizzazioni ecclesiastiche riguardano perfino il dominio dello spazio iconografico: ai riti della chiesa si affiancano i riti del partito e dello stato, all’adunata dei fedeli della chiesa quella dei fedeli del partito, al catechismo e alla mistica religiosa il catechismo e al mistica fasciste, alla gerarchia ecclesiastica quella politica, al simbolo religioso quello politico.  

 

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