La propaganda scolastica

La correzione dell’identità collettiva del popolo italiano passa, tra le due guerre, attraverso un’azione nelle piazze, sui giornali, alla radio e nella propaganda murale, in casa e a scuola: a questo proposito nel marzo del ’35 nasce “Cultura e discipline militari”, una nuova materia di insegnamento. Il ministro dell’Educazione De Vecchi fa delle struttura scolastica su vari livelli, una metafora e un’anticipazione della struttura militare; egli scrive:

Se nell’istruzione di primo grado bisogna idealmente creare un buon caporale, in quella di secondo grado bisognerà idealmente, diremo così, scientificamente fare un buon sottufficiale. Non si deve aver paura che l’adolescente si annoi, al chiesa sa far digerire con le sue lezioni di catechismo le dottrine più astruse […]. E veniamo al terzo grado e alla cultura superiore. Qui bisogna preparare l’ufficiale in modo che non abbia più la necessità entrando nelle file dell’Esercito se non materialmente di fondersi, in gergo si dice di <<inquadrarsi>> nel grande e sacro organismo

La nuova disciplina è obbligatoria e costituisce materia d’esame. I docenti di essa sono scelti dal ministero tra gli ufficiali, in servizio o in congedo, sulla base di una lista compilata dal comando dei Fasci giovanili e dalla presidenza dell’Opera nazionale balilla.

Nel ’41 da Mondatori, ad opera del partito, è pubblicato il “Primo libro del fascista” insieme al “Secondo libro del fascista”, che tratta dalla programmazione dell’uomo nuovo e dell’ italiano di Mussolini. L’uno e l’altro sono destinati alla cultura dei semplici e dei giovani: il primo viene adottato nelle scuole elementari, il secondo, che tratta il tema della razza, nelle scuole medie.

Il “Primo libro del fascista”, ha struttura catechistica, a domanda e risposta, secondo l’alleanza parallela con l’insegnamento della chiesa, e trasporta sul piano politico lo stesso procedimento tautologico e didattico. Sui libri si trova ad esempio:

D.: Perché il DUCE è il Capo del Popolo italiano?

R.: Perché Egli ha identificato il popolo con la Patria, lo ha chiamato a partecipare alla vita dello Stato e lo dirige sulla via della propria elevazione morale e materiale.

 

D.: A che cosa mirava l’azione bolscevica?

R.: L’azione bolscevica mirava a rinnegare il valore e il sangue con cui la vittoria era stata ottenuta, ad alimentare l’odio di classe ed a trasportare in italia la barbarie rossa.

 

D.: Che cosa fu, dunque, il fascismo fin dalle origini?

R.: Fu una volontà di dare all’Italia un ordine e una potenza che assicurassero al popolo italiano il suo posto al sole e  lo mettessero in marcia sulle vie di un nuovo impero.

 

D.: Che cosa è il Pnf?

R.: Il Pnf è una milizia civile volontaria agli ordini del DUCE; al servizio dello Stato fascista.

 

D.: Quale è il giuramento che viene prestato al momento di entrare nel Pnf?

R.: Il giuramento è il seguente: Nel nome di Dio e dell’Italia giuro di eseguire gli ordini del DUCE e di servire con tutte le mie forze e, se necessario, col mio sangue la causa della Rivoluzione fascista.

 

D.: Quale è la costante direttiva morale del Fascista?

R.: Il fascista comprende al vita come dovere, elevazione, conquista e deve avere sempre presente il comando del DUCE: “credere, obbedire, combattere”.

 

Il Catechismo, quindi, si è offerto ai recuperi politici più diversi come forma naturale di comunicazione e memorizzazione, non elitaria, ma di massa.

 

 

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