Quando
mi
è
capitato
tra
le
mani
per
la
prima
volta,
il
sussidiario
mi
ha
emozionato.
Ma
la
curiosità
di
aprirlo
e
l’attenzione
allo
sfogliarlo
sono
state
solo
sensazioni
superficiali.
Dopo
la
lettura,
il
libro
mi
ha
fatto
pensare:
sentivo
che
la
storia
era
entrata
direttamente
in
contatto
con
me.
E
la
curiosità
si
è
trasformata
in
riconoscenza.
Questo
libro
mi
ha
permesso,
infatti,
di
valutare
il
progresso
della
comunicazione
nel
nostro
secolo
e i
cambiamenti
nel
campo
della
libertà
di
pensiero
attraverso
innanzitutto
quella
di
stampa.
Non
avevo
mai
pensato
che
il
fascismo
potesse
essere
un’“impostazione
mentale”
creata
nella
cultura
di
massa
fin
dalla
più
tenera
età,
approfittando
dell’inconsapevolezza
dei
bambini
nella
scuola
dell’obbligo.
E’
di
estrema
importanza
secondo
me,
tener
presente
che
è
stato
possibile,
un
tempo
(e
probabilmente
non
solo
in
quello),
condizionare
l’opinione
pubblica
di
un
intero
paese,
in
tutti
gli
ambiti
della
cultura,
senza
che
qualcuno
potesse
rendersene
conto
e
intervenire
in
tempo.
Perché
la
storia
cambia,
ma
l’uomo,
nei
suoi
bisogni
e
nelle
sue
volontà,
è
sempre
lo
stesso:
solo
la
conoscenza
del
suo
passato
può
portarlo
a
una
maggiore
consapevolezza
del
suo
presente.
Perché
un’altra
simile
condizione,
possa
essere
evitata.
Mi sono affidata per questo ad Internet, il mezzo di comunicazione che tende a diventare ormai il custode del sapere umano e della cultura mondiale. Mettere alla portata di tutti il sussidiario, per un tempo illimitato, mi è sembrato il modo più sicuro per poter preservare dalla corruzione del tempo un documento storico. Internet mi permetterà di consegnare al futuro questa importante testimonianza del passato e di consegnare uno scorcio della nostra storia al trasmettitore più moderno e “disponibile” di informazioni. Questo perché non ci viene richiesto nulla in cambio, infatti un lavoro come il mio può essere interamente effettuato e pubblicato senza alcuna spesa economica: il server che lo ospita (http:\\www.geocities.com) si limita infatti a fare apparire sul sito un “banner” pubblicitario.
Il prezzo da pagare per un simile risultato, diventa quindi poca cosa rispetto alla possibilità che ci viene data e all’importanza di comunicare su un mezzo che, a differenza della stampa fascista, non ha fine propagandistico e gode del privilegio di raccogliere ogni tipo di opinione, di ogni questione, di ogni morale, nell’assoluta libertà di pensiero.
Nel
mio
sito
è
pubblicato
interamente
il
sussidiario,
ed
ogni
pagina
è
fornita
di
un
commento.
Ho
trattato
poi
l’argomento
della
propaganda
fascista
e,
oltre
a
confrontarla
con
la
comunicazione
moderna,
ho
approfondito
il
ruolo
che
essa
ha
avuto
nell’evoluzione
di
alcune
culture
e
come
di
queste
il
fascismo
si
sia
servito.
Mi sono così anche collegata al programma scolastico.