Disposizioni
sulla
stampa.
Così
scrisse
il
capo
ufficio
stampa
del
capo
del
governo
Lando
Ferretti
ai
prefetti
del
regno
il
26
settembre
1928:
“…è
bene
non
perdere
di
vista
la
linea
generale
da
mantenersi
ad
parte
della
stampa
periodica
del
Regime
per
essere
intonata
con
l’opera,
che
il
Governo
nazionale,
sotto
l’alta
guida
di
S.
E.
Mussolini,
va
compiendo
da
oltre
sei
anni:
opera
destinata
ad
assicurare
alla
Nazione
in
tutti
i
campi
della
vita
civile
il
primato
cui
le
danno
diritto
le
sue
antichissime
e
nobili
tradizioni
e
le
preclare
virtù
del
suo
popolo,
rinnovato
dal
Fascismo.
Invece
di
attardarsi
in
diluite
narrazioni
di
fatti
e
di
avvenimenti,
specialmente
di
“Cronaca
nera”,
invece
di
isterilirsi
in
inutili
polemiche
ed
attacchi,
quasi
sempre
a
sfondo
personalistico,
e
non
disinteressato,
i
quali
danno
l’impressione
di
uno
stato
di
esasperazione
degli
animi,
che
non
risponde
affatto
alla
tranquillità
laboriosa
della
grande
maggioranza
della
Nazione,
i
giornali
faranno
opera
veramente
patriottica
dedicandosi
alla
trattazione
di
importanti
problemi
riguardanti
la
cultura,
il
progresso
scientifico,
agricolo
e
industriale,
la
politica
demografica
del
Governo,
la
formazione
dello
Stato
corporativo
e,
soprattutto
volgarizzando
le
più
importanti
provvidenze
che
il
Governo
nazionale
va
attuando
nelle
varie
branche
della
vita
del
Paese.
Dall’opera
per
la
Maternità
e
per
l’Infanzia,
su
per
ogni
età
e
categoria
di
cittadini,
la
grande
opera
di
bonifica
fisica
e
spirituale
della
Nazione
si
compie
attraverso
una
nuova
serie
d’istituti.
Non
v’è
problema
che
non
sia
posto
sul
tappeto
ed
avviato
alla
soluzione;
non
v’è
attimo
di
sosta
nell’opera
che
tende
a
porre
in
valore
il
lavoro
dei
campi
e
delle
officine
onde
l’Italia
non
si
accresca
soltanto
nel
numero
dei
suoi
figli,
ma
nel
rendimento
e
nella
capacità
di
ciascuno
di
essi.
Si
gettano,
così,
le
sicure
basi
di
un
nuovo
Stato.
–
Lo
Stato
fascista
–
nato
dalla
Rivoluzione
che
ha
sconvolto
uno
sterile
campo
ed
in
quello
semina
ora
il
buon
seme
che
darà,
come
frutto
sicuro,
la
potenza
d’Italia.”
In
questa
lettera,
che
ha
per
oggetto
la
“disciplina
delle
pubblicazioni
periodiche”
l’Ufficio
stampa
di
Roma
comunica
ai
prefetti
delle
province
italiane
l’opportunità
che
la
stampa
divenga
illustratrice
delle
conquiste
quotidiane
del
Fascismo
e
chiede
che
le
disposizioni
relative
al
divieto
o
alla
limitazione
delle
pubblicazioni
vengano
trasmesse
oralmente
ai
Direttori
dei
giornali
e
ai
responsabili
delle
direzioni,
con
la
garanzia
della
maggior
riservatezza.
Ai
prefetti
sono
ricordate
le
più
importanti
disposizioni
a
cui
deve
attenersi
la
stampa
quotidiana
e
periodica:
|
q
4
dicembre
1925:
a
seguito
di
notizie
riguardanti
incidenti
ferroviari,
quali
quelli
di
Sezze
Romano
della
Direttissima
Roma-Napoli
e
nella
stazione
di
Milano,
è
necessario
che
la
stampa
mantenga
una
certa
misura
per
non
nuocere
alla
buona
fama
del
servizio
ferroviario
italiano,
soprattutto
all’estero
che
guarda
ad
ogni
progresso
italiano
con
invidia.
Notizie
riguardanti
pubbliche
calamità,
naufragi,
alluvioni
ed
altri
disastri,
che
possono
deprimere
e
destare
inquietudine,
vanno
date
alla
stampa
periodica
e
con
molta
sobrietà,
per
non
dare
la
falsa
impressione
che
il
popolo
italiano
non
abbia
raggiunto
ancora
un
livello
di
maturità
che
rende
l’uomo
forte
e
virile; | |
|
q
9
gennaio
1926:
è
necessaria
al
smobilitazione
della
cronaca
nera,
con
riferimenti
soprattutto
a
suicidi,
tragedie
passionali,
violenze
e
atti
di
libidine
da
parte
di
minorenni
che
possano
esercitare
particolare
suggestione
sui
deboli.
La
stessa
attenzione
va
posta
sulle
illustrazioni
di
nudi
femminili,
ritenute
pericolose
attrattive
per
i
giovani; | |
|
q
17
gennaio
1926:
è
consentita
ai
giornali,
riguardo
notizie
riguardo
ad
incidenti
di
volo
dell’Aeronautica
o
dati
sulle
costruzioni
degli
apparecchi,
la
pubblicazione
esclusiva
di
comunicati
“Stefani”
o
fotografie
e
disegni
autorizzati
dal
Ministero
dell’Aeronautica
stesso; | |
|
q
29
aprile
1926:
giornali,
riviste
e
periodici
non
devono
dedicare
eccessivo
spazio
ad
avvenimenti
di
cronaca
o
immagini
che
riguardano
i
familiari
del
Capo
del
Governo.
Questo
secondo
un
desiderio
espresso
dal
Duce
e
in
rispetto
della
sua
riservatezza; | |
|
q
9
luglio
1926:
a
seguito
di
notizie
concernenti
disastri
bancari,
è
richiesto
un
severo
controllo
delle
notizie
attinenti
la
condizione
finanziaria
del
Paese; | |
|
q
27
gennaio
1927:
è
vietata
al
riproduzione
sui
giornali
italiani
delle
interviste
concesse
dal
Capo
del
Governo
a
giornalisti
stranieri,
salvo
eccezioni
autorizzate
dall’autorità
centrale; | |
|
q
14
aprile
1927:
è
vietata
ai
giornali
la
pubblicazione
delle
notizie
riguardanti
viaggi
del
Capo
del
Governo
al
di
fuori
di
quelle
diffuse
dall’agenzia
“Stefani”; | |
|
q
25
giugno
1927:
bisogna
limitare
le
polemiche
sportive
per
non
nuocere
alla
buona
fama
delle
organizzazioni
sportive
italiane
verso
l’estero.
E’
utile
invece
un
dibattito
in
forma
di
critica
dignitosa
e
serena,
deve
essere
eliminato
il
pettegolezzo; | |
|
q
30
giugno
1927:
è
necessaria
una
particolare
attenzione
alla
divulgazione
di
notizie
riguardanti
contratti
di
forniture,
fatta
dall’industria
nazionale
a
governi
esteri,
in
quanto
intempestive
pubblicazioni
di
giornali
italiani
ne
hanno
data
conoscenza
a
giornali
esteri
rappresentanti
della
concorrenza
che
ha
condotto
spesso
al
fallimento
di
trattative
nazionali; | |
|
q
15
ottobre1927:
si
richiama
l’attenzione
dei
giornali
sull’opportunità
di
non
registrare
continuamente
lodi
e
consensi
all’opera
del
fascismo
e
del
Capo
del
Governo
da
parte
di
stranieri
o
di
autorità
politiche,
riviste
e
giornali
stranieri
insignificanti; |
Incluso
nell’elenco
viene
menzionata
la
necessaria
autorizzazione
da
parte
dell’Ufficio
stampa
del
Capo
del
Governo
o
dell’agenzia
Stefani
riguardo
il
testo
dei
discorsi
pronunciati
dal
Capo
del
Governo
e
dal
Segretario
del
Partito,
e
la
cronaca
dei
lavori
del
Gran
Consiglio.