Elvira
Giorgianni Sellerio
Analisi della collana “Il
divano” della casa ed. Sellerio
Mattia Galdiolo Ó
Proprio per estrema cura
riposta nell’apporre annotazioni tali copisti venivano chiamati notai.
Essi redigevano i loro volumi non solo in splendida forma esteriore, ma li
emendavano anche da ogni errore con grande acume.
Giovanni Tritemio
“Elogio degli Amanuensi”
Sellerio Editore
SELLERIO
La casa
editrice Sellerio è una realtà editoriale di medie[1]
dimensioni che pubblica 70 novità e 140-150 ristampe all’anno e ha un catalogo con 1.500 titoli, fra i quali spiccano
Camilleri e Sciascia. Il primo, in particolare, con il suo grande successo
editoriale, ha trainato le vendite
(circa tre miliardi di lire in più[2])
degli altri titoli del catalogo. Da rilevare, a questo proposito, la
collaborazione con “Mondadori” per la distribuzione in allegato a “Panorama” di
alcuni romanzi di Camilleri con un duplice scopo: ottenere un ricavo dalla
licenza per la pubblicazione e dare notorietà ai libri dello stesso autore pubblicati
direttamente da Sellerio.
La
geografia nella selezione dei titoli è interessante. Sellerio, pur essendo a
distribuzione nazionale (per la promozione al punto vendita e la distribuzione
stessa si appoggia a Messaggerie libri SPA con i centri di Bologna, Firenze,
Milano, Napoli, Padova e Roma), ha un catalogo pensato per due differenti piani
distributivi. Il primo prevede una diffusione nazionale per una serie di titoli
ritenuti fruibili da un pubblico più ampio di quello invece previsto per il secondo
piano distributivo, legato a una saggistica storica a chiara connotazione
siciliana e quindi pensata per una distribuzione prevalentemente regionale.
“IL DIVANO”
I libri della collana “Il divano” sono di dimensioni
relativamente piccole (11x15), dal prezzo contenuto (non supera mai gli 8 € di
prezzo di copertina, collocandosi in quel 28% di produzione editoriale
nazionale definita economica) e con un packing di qualità (l’illustrazione di
copertina è a colori e applicata, mentre la carta per la sovraccoperta è
realizzata a mano dalle cartiere di Fabriano).
Il costo medio
è calcolato anche in relazione alle collane economiche delle altre case
editrici, che hanno reso il lettore
forte particolarmente sensibile al prezzo, ma anche agli elementi caratterizzanti
il prodotto. Nel caso specifico a giustificare il prezzo agli occhi dell’acquirente è la cura posta nelle edizioni. Pertanto, i titoli de
“Il divano” si distinguono per un ottimo rapporto qualità prezzo.
Il contenimento dei costi di produzione è ottenuto
pubblicando opere di dimensioni ridotte, che raramente superano le duecento
pagine (assecondando una tendenza presente in molta editoria di varia[3]),
spesso inoltre di autori fuori diritti. Da rilevare che molti libri hanno
richiesto traduzioni o note introduttive da parte di critici. Questi costi
hanno influito marginalmente sul prezzo, per la mole ridotta delle opere in
questione, e in parte perché sono stati bilanciati con le altre opere della
collana. Del resto questa è una strategia consolidata dell’editore di cultura:
il catalogo appiana i rischi legati al singolo libro e i titoli di maggior
successo bilanciano quelli meno
fortunati. Inoltre la coerenza interna
del catalogo, che caratterizza
la collana e la casa editrice, allunga la vita di ciascun titolo. In questo
modo non solo l’insieme della collana acquisisce maggior valore ma si crea un
rapporto di fiducia con il lettore.
La collana è di quasi duecento titoli e il ritmo
delle novità è ad una media di 15 l’anno. Molti titoli hanno visto, in tredici
anni, un buon numero di edizioni (per esempio; “L’arte di Tacere” dell’
Abate Dinouart è alla sua venticinquesima edizione dal 1989 e “L’educazione
delle donne” di Choderlos de Laclos
alla quinta dal 1992), a conferma della vitalità del catalogo e
dell’idea editoriale, in grado di dare buoni risultati in termini di pubblico,
in costante e continua crescita.
LINEA GRAFICA
Sellerio ha applicato per la sua linea grafica una
politica di forte riconoscibilità della collana e della casa combinando una
sapiente scelta dei titoli ad un accurato studio del prodotto (in questo
Sellerio è idealmente associabile alla linea Adelphi, per esempio in entrambi i
titoli sono numerati) per stimolare un meccanismo simile al collezionismo.
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“Il divano” |
“La memoria” |
Un confronto fra l’impaginazione del piatto di
copertina dei libri della collana “il divano” e dei libri della collana “La
memoria”, entrambi di Sellerio. La continuità con lo stile
della casa editrice (di cui la collana “La memoria” è una delle più ricche)
viene mantenuta tramite un’impostazione del piatto molto simile: identica
impostazione a lapidario e uguale carattere (Times New Roman). Simili sono
anche le proporzioni di formato e
l’immagine centrale. Tuttavia “Il divano” si distingue per la carta
della sovra coperta, capace di creare un piacevole effetto di morbidezza al
tatto. L’illustrazione centrale che ne “La memoria” è a stampa ne “il divano”
è applicata. Si va così a creare più facilmente un contatto emotivo con
l’acquirente. |
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Dimensioni originali 11 x 15 |
Dimensioni originali 11 x 17 |
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Colore copertina (variabile sempre su toni pastello) Colore del testo |
Colore copertina (standard) Colore testo |
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Adelphi |
Confronto fra i piatti di copertina di Sellerio e di AdelphiLe similitudini con i libri di Sellerio sono evidenti.
Identica impostazione a lapidario e
simile carattere tipografico. Altrettanto evidenti sono però le
differenze. Adelphi punta su una più forte identità e questo si traduce in
maggiore visibilità del logo riprodotto. Al contrario Sellerio non riporta
simboli e l’immagine di copertina identifica non la casa ma il singolo libro.
Altrettanto evidente risulta il fatto che in Adelphi il numero del libro è
riportato nel piatto ben in grande a fianco al nome della collana (nel caso a
fianco “Piccola Biblioteca 245”). Sellerio invece riporta il numero in
piccolo sulla costola, mentre il nome della collana è visibile solo
all’interno, in seconda pagina. Da questi particolari si deducono due stili editoriali che tendono a
far prevalere uno l’unicità del libro ,l’altro la serialità della linea. La
grafica di quest’ultimo infatti non
distingue il libro in sé per nessun elemento, eccetto il numero e il colore.
Nelle edizioni Sellerio, il titolo acquista unicità tramite l’immagine di
copertina sempre molto evidente e l’impostazione complessiva che valorizza il
titolo e il nome dell’autore. |
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Dimensioni originali 17.5 x10.5
Logo del piatto di copertina |
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PIANO
MARKETING
Considerato questo,si può cominciare a definire un
piano di marketing con una messa a fuoco delle tipologie di lettore che possono
essere interessate a questa collana. Si tratta, come si diceva, di una
produzione economica, pertanto teoricamente pensata per la grande diffusione:
in realtà il catalogo non è destinato ad un grande numero di lettori.
Nel panorama complessivo del mercato editoriale
italiano, infatti, il lettore medio della collana si può collocare nella
categoria dei Forti Lettori. Questo perché il prezzo è superiore a quello di un
economico (che non supera solitamente i 4.00€) e l’offerta editoriale non è
tale da fare presa su un consumatore che valuta la notorietà dell’autore e
l’impatto del titolo. Inoltre in termini di attrazione visiva, la grafica non
regge il confronto con quella di altre case editrici dalle copertine più
vistose e con un catalogo di economici più nutrito (una per tutti, Mondadori
con “i Miti”). Non è questo il mercato di riferimento, sia per le
caratteristiche del catalogo sia per la peculiare natura della casa editrice. [4]
Nell’insieme dei forti lettori
ogni titolo cerca di attrarne il maggior numero possibile. Si tratta di una tipologia di lettori attenti
e sensibili con dei precisi parametri
d’acquisto. L’acquisto d’impulso non è infrequente ma è frutto di valutazioni
diverse da quelle che guidano generalmente le altre categorie di lettori .
“Nonostante le dimensioni circoscritte il mercato della
lettura esprime forti elementi di segmentazione al suo interno – e soprattutto
nella sua parte più qualificata tra bisogni di aggiornamento professionale e di
approfondimento culturale - e di cui il calo della tiratura media per opera
rappresenta forse l’indicatore più evidente.”
(…)
“In altri
termini, il mercato, se escludiamo il settore della narrativa di consumo e dei
best seller, si va sempre più caratterizzando come un insieme estremamente
«puntiforme» di mercati sempre più ristretti fatti da poco più di un migliaio
di lettori (a fronte invece di costi di produzione tendenzialmente crescenti,
vuoi per l’acquisizione di diritti sui mercati stranieri, vuoi per i costi di
distribuzione, ecc.).”[5]
La parte di lettori più qualificata è appunto la più
sfaccettata e “puntiforme”. Come cogliere allora i gusti di questo mercato
difficile? La soluzione trovata sembra essere un’offerta il più possibile ampia
e variegata contenente narrazioni oppure saggistica breve e godibile.
Questo nucleo di acquirenti è compreso all’interno
del gruppo numericamente esiguo dei lettori in Italia. Le vendite di libri
infatti hanno visto un forte decremento a partire dalla metà degli anni ’80,
anni di calo della lettura soprattutto in età scolare. In particolare il numero
dei Forti Lettori si è ridotto in quanto, oltre al generale calo della lettura
dalla metà degli anni ’80, si è verificato un aumento delle classi di lettura
inferiori e uno spostamento verso il basso di coloro che facevano parte delle
classi di lettura più alte.
Negli anni attorno al 1998 c’è stato un progressivo
aumento dei lettori fino al 54% della popolazione.Questi lettori comunque sono
nella maggior parte occasionali, confermando la tendenza inaugurata nei primi
anni ’80, visto che il 54% di chi legge
lo fa solo sporadicamente[6].
In generale i Forti Lettori vengono identificati
nella fascia di popolazione sopra i 65 anni e con un titolo di studio medio
alto (a titolo di esempio dalle rilevazioni Istat ’84 risulta che i12.8% dei
diplomati legge più di 12 libri l’anno contro il 34.1% dei laureati, inoltre la
maggioranza dei laureati in genere fa parte dei Forti Lettori).
Statistiche aggiornate confermano che i lettori più forti sono nella
fascia d’età che va dai 65 ai 75 anni, con la percentuale di lettori più alta
(4.10%) da 31 e più libri l’anno[7].
Il distacco per fasce d’età sembra rafforzato dall’ipotesi che i giovani
abbiano modalità di accesso all’intrattenimento diverse rispetto alle
generazioni precedenti. L’uso nel tempo libero (e in generale per
l’acquisizione di informazioni) di cellulari e PC delinea una posizione
difficile per il libro nel panorama dei lettori di domani.[8]
Il lettore forte dà generalmente un significativo peso culturale alla lettura e
al libro. Un significato che si sta perdendo, come sottolineano diversi studi.
I sondaggi in materia di lettori paradossalmente mettono in testa anche fra i
non lettori gli anziani, collegandoli però alla fascia spesso non scolarizzata.
Relativamente ai “futuri lettori” la perdita di interesse alla lettura si fa sentire nella fascia dei
“potenziali forti lettori”. Persone cioè di buon livello culturale però più
attratte dagli altri mezzi di intrattenimento e che dedicano alla lettura una
parte residuale del loro tempo libero. [9]
A voler fare delle osservazioni sui generi che
caratterizzano maggiormente le letture degli italiani, si nota una relativa
stabilità. In testa nella letteratura d’evasione vi è la narrativa italiana e
di seguito la straniera, il genere noir che ha una percentuale elevata di per
sé, di seguito scienze umane e manualistica, scienze applicate e letteratura
per ragazzi. Nonostante cambiamenti, anche rilevanti, come l’affermarsi
dell’editoria per ragazzi, ormai stabilizzata nelle sue statistiche di vendita
nonostante il recente lieve calo (è da rilevare che l’indagine citata ha usato
un campione statistico che non comprende la fascia dai 5 ai 10 anni), e la
crescita di interesse per temi legati alla politica internazionale, questa
stratificazione per generi mantiene una stabilità nel tempo e può essere utile
a livello indicativo.
STRUTTURA TEMATICA
Sellerio ha un panorama di pubblicazioni che spazia
abbondantemente nella narrativa e nella saggistica storica. La
caratterizzazione de “Il divano” come una serie di evasione si manifesta nel
far confluire i nuclei tematici delle altre collane in contenitori più minuti: così
il saggio storico diventa una cronologia precisa di un fatto curioso o
particolare, la narrativa un curato racconto di piccole storie.
Questo eclettismo dà buoni risultati appunto perché
soddisfa la domanda di intrattenimento dei forti lettori selezionando per loro
dei titoli appartenenti a svariati generi rivisitati al fine di renderli una
“evasione intellettuale”. La varietà dei generi è spiegata dalla tipologia del
lettore. La differenza fra lettore medio e lettore forte infatti sta
soprattutto nel processo di scelta del titolo. Questi ultimi hanno un
atteggiamento molto più consapevole nell’atto di acquisto, nonché buone
capacità di valutazione. Diventa quindi necessaria una elevata articolazione
dell’offerta per adattarsi alla segmentazione dell’acquirente e soddisfare un
raggio di interessi spesso vasto.
Il catalogo della collana è perciò composto da opere
poco conosciute, oppure da libri meno noti di autori famosi, solitamente editi
in antologie o in raccolte per via delle dimensioni contenute (essendo di
appena cinquanta o sessanta pagine). Accanto a questi, ci sono libri a
carattere più frivolo o altri mai pubblicati in Italia o non ripubblicati da
tempo. Spesso sono riportati anche porzioni di testi classici più voluminosi
(come il racconto di Amore e Psiche estratto dal testo di Apuleio), che, tratte
dal loro contesto narrativo, restano comunque efficaci. Resta pertanto
difficile definire un nucleo tematico unitario, eccetto il carattere di
evasione ampliamente delineato. Si può sostenere in generale che “il divano”
soddisfi queste esigenze di intrattenimento attraverso una strategia combinata
di accurata selezione dei temi e delle caratteristiche fisico tecniche del
prodotto, mirando all’affezione del lettore non al titolo ma alla collana.
Superate queste osservazioni, la scelta dei titoli
ha un suo carattere intuitivo, nel senso che Sellerio, come altre case editrici
di piccole e medie dimensioni, conta sulla sensibilità dell’editore o dei suoi
stretti collaboratori per costruire il suo catalogo. Proprio sulla capacità di
intuire l’autenticità di un’esigenza del pubblico, si gioca prima di tutto la
scommessa di ogni editore.[10]
Nonostante il target di riferimento sia quello dei
forti lettori e la casa editrice sia riconoscibile come “culturale”, essa non è
afflitta da quella inclinazione, definita anche come patologica[11],
a privilegiare la coerenza di catalogo e l’ideale ispiratore piuttosto che gli
effettivi ritorni commerciali[12].
La strategia perseguita da Sellerio è molto lucida e, tramite altre collane,
come la recente collana di fantascienza[13]
o quella di cronache giudiziarie, allarga il cerchio dei suoi potenziali
lettori, rimanendo però fedele alle specifiche che la rendono riconoscibile e
che le permettono di sfruttare le capacità acquisite dal suo personale, un
patrimonio questo difficilmente sostituibile[14].
A parte lo studio grafico delle copertine, la casa
editrice non appare impegnata in particolari iniziative di marketing mix (in
parte perché si appoggia a un distributore esterno e in parte per sua natura
imprenditoriale), non ha proposto cataloghi per il pubblico, non ha lanciato
iniziative per coinvolgere i lettori (non si notano molte recensioni o
promozioni su giornali eccetto il
bundling Camilleri più Panorama) e nel punto vendita non si distingue per una
esposizione eclatante. Tuttavia (come già succede per case editrici simili) nel
punto vendita tende a trascendere la consueta divisione per generi e i suoi
libri vengono proposti in uno scaffale dedicato alla casa editrice o alla collana.
Questo perché la linea editoriale è tale che è più facilmente riconoscibile se
presa nella sua totalità che divisa per gruppi tematici.
Questo è l’elemento di forza cruciale per un editore
di questo tipo. La presentazione nella vendita al dettaglio è la debolezza di
tutti quegli editori che affidano a esterni la distribuzione e che non possono
esercitare una forte e diretta pressione sul punto vendita. Le decisioni
d’acquisto del lettore che frequenta la libreria sempre di più vengono fatte
dopo l’ingresso nella stessa. Un’indagine condotta di recente nel Regno Unito
ha dimostrato che il 72% degli acquirenti decide dopo essere entrato che libro
prendere. Si delinea in questo modo un rapporto più difficile con il mondo del
libro, fatto da acquisti in parte più dettati dall’impulso che dalla scelta
razionale[15]. Tuttavia
nelle librerie la tendenza ad accorpare le suddivisioni per generi (e a volte
le scelte di disposizione sono assai discutibili) sta sempre più prendendo
piede, assecondando un’inclinazione che è anche forse dell’acquirente, ma
sicuramente tipica delle grandi librerie[16](sulle
quali qualche appunto si può fare visto che l’italiano medio preferisce
comperare libri al supermercato o in
edicola dichiarando un certo disagio agli acquisti in libreria[17]).
Si proporrà forse anche per Sellerio la difficoltà
tipica di molte case editrici nel terreno della promozione, visto che, data la
difficoltà crescente nell’ affezionare il cliente all’editore, risulta sempre
più efficace legare le proprie iniziative di marketing ad un titolo e non alla
linea editoriale. Una difficoltà che sembra caratteristica di mercati del libro
con forti consumatori come la Germania, in cui al primo posto fra gli elementi
che il pubblico pesa ci sono il nome dell’autore, il titolo, il testo e solo
all’ultimo posto l’editore.[18]
Come ho detto la mancanza di una aggressiva politica
di promozione dell’impronta editoriale della collana sono insite nella natura
delle stessa. Infatti è difficile immaginare una martellante campagna promozionale
legata a un prodotto come il libro, soprattutto di questo tipo. Inoltre la
fascia di consumatori a cui ci si dovrebbe riferire è forse quella più
refrattaria alle campagne promozionali. Tuttavia Sellerio è una casa editrice
legata alla modernità e il suo futuro è vincolato alla capacità di conquistare
e mantenere fette del mercato a venire. Appaiono pertanto auspicabili
iniziative che modernizzino l’offerta in modo da attirare i futuri lettori. “Il
divano” in questa prospettiva è destinato comunque a mantenere la sua funzione
di sostegno alle vendite complessive della casa, sfruttando l’effetto traino
degli altri titoli di maggior richiamo. In questo modo libri con buona capacità
di guadagno aumentano il totale dell’introito, senza far concorrenza alle altre
collane bensì aggiungendosi agli acquisti del lettore Sellerio.
BIBLIOGRAFIA
ü
Ufficio
Studi AIE “Il mercato librario italiano 2002”, “Studio sull’editoria
libraia italiana 2002” www.aie.it
ü
A.A.V.V.
“Tirature ‘03” Il Saggiatore Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori a
cura di V. Spinazzola
ü
Intervista
con Angelo Barbato su www.alice.it
ü
Giovanni
Cesare Bianco, Marco Gambaro, Francesco Silva “Indagine sull’editoria: il
libro come bene economico” 1992 Edizioni della fondazione Giovanni Agnelli
ü
Cavalli
Settimio P. “1999 -I mestieri del libro- Editrice
Bibliografica
ü
Paola
Dubini “Voltare pagina” 2001 ETAS
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Dario
Moretti “Il lavoro editoriale” 1999 Editori Laterza
ü
Franco
Tatò “A scopo di lucro” 1995 Donzelli
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G.
Turchetta “La grande area dell’editore medio” in “Tirature 1995” 1995 Baldini
& Castaldi
ü
Gian
Carlo Ferretti “il Mercato delle Lettere”1994 Il Saggiatore
Mattia Galdiolo Ó
[1] G. Turchetta “La grande area dell’editore medio” in “Tirature 1995” 1995 Baldini & Castoldi
[2] P. Dubini
“Voltare Pagina” 2001ETAS pagine 87 e
116
[3] P. Dubini 2001ETAS pag. 56
[4]
Sellerio è presente
anche nella fascia dei “Medi Lettori”
(il 38.40% dei lettori totali) con la
sua porzione di catalogo che raccoglie i libri di Camilleri e altri che
raccolgono spesso buone tirature. Questa parte del catalogo ha una
distribuzione leggermente diversa poiché destinata ad un pubblico più ampio. La
si trova nella grande distribuzione organizzata, in qualche edicola
(generalmente non nei chioschi) e sempre nelle librerie. Si può parlare
pertanto di due target di acquirenti leggermente diversi per la stessa casa
editrice. Sul ruolo della piccola e media casa editrice nel rapporto con il
grande gruppo editoriale H. R. Lottman “Dieci domande sui libri” 1993 ed.
Sellerio
[5] “Rapporto AIE 2000” Fonte: www.aie.it
[6] Dati estratti da “tirature ‘03” ed. “Il Saggiatore”, “Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori” e da Silva, Gambaro, Bianco “Indagine sull’editoria” 1992 ed. Fondazione Agnelli
[7] G. Virgini elaborazione dati ISTAT in “Rapporto sull’editoria Italiana 1999” riportato in P. Dubini 2001ETAS
[8] Per una opinione diversa sul rapporto fra libro e nuovi media per il tempo libero F. Tatò “A scopo di lucro” 1995 Ed. Donzelli
[9] L’area di interesse medio sembra infatti essersi allargata grazie all’ampliarsi della fascia del lettore occasionale. Tuttavia rimane uno zoccolo duro interessato alle novità durevoli e alle riproposte dei classici, il cosiddetto libro “di durata” che determina fortemente la cultura e il costume della società e che non subisce la concorrenza degli altri media. G.C. Ferretti “Il mercato delle lettere” 1994 Ed. il Saggiatore
[10] Dario Moretti “Il lavoro editoriale” 1999 Edit. Laterza
[11] F. Tatò 1995 Ed. Donzelli e P. Dubini 2001 ETAS
[12] Signifi1cativa la frase a questo proposito di Franco Tatò “Le case editrici bisogna lasciarle morire, quando muoiono. Perché non muoiano bisogna pensarci per tempo.”1995 Ed. Donzelli pag. 60
[13] Unica casa editrice meridionale a pubblicare narrativa di fantascienza con la collana curata da Angelo Barbato, che, nel catalogo aggiornato a maggio 2002, è arrivata a nove pubblicazioni, tra le quali spiccano due libri di Philip H. Dick, e conta di seguire le pubblicazioni al ritmo di tre titoli all’anno. Intervista ad Angelo Barbato su www.alice.it
[14] P. Dubini “Voltare Pagina” ETAS 2001 pag. 142
[15] “Point of Purchase Advertising Association” (PPAA) citata in R. Cardone “DIARIO EDITORIALE l’editoria fa male ai libri?” pag. 192 “Tirature ‘03” ed. Il Saggiatore
[16] Raffaele Cardone, Cardone “Tirature ‘03” pag.198, osservazioni fatte a proposito di Adelphi e la sua disposizione in libreria che incontra problemi simili a quelli di Sellerio.
[17] Indagine condotta da Eta Meta Research per conto del quotidiano “Punto.Com e riportata in R. Cardone pag. 192 “Tirature ‘03”
[18] F. Tatò 1995 Ed. Donzelli pag. 97