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[TITLE]LE NOTE
 
Ogni suono  caratterizzato dalla sua particolare forma d'onda, e viene percepito dal nostro udito come acuto o basso a seconda della sua frequenza. All'aumentare della frequenza il suono risulta sempre pi acuto, generando una serie limitata di tonalit che si ripetono ciclicamente.
Per convenzione musicale questo ciclo, che va da una data tonalit alla stessa pi acuta, viene definito SCALA CROMATICA, e diviso in 12 note, distanti l'una dall'altra un semitono:
il tredicesimo semitono quindi avr la stessa tonalit del primo, ma pi acuta.
  
Le note sono 7 e vengono definite dalla SCALA DIATONICA:
[IMG]sdm_do.png
[TXT]DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI
 
Non abbiamo perso 5 delle 7 note della scala cromatica, ma semplicemente definito 7 note principali, e deciso che tra una nota e l'altra, per 5 di queste, vi sono 2 semitoni, ovvero 1 tono.
[IMG]DO_ionico.png
 
L'ottava nota ripete la tonalit della prima, ma piu acuta: alzare di un'ottava la tonalit significa quindi eseguire la stessa nota, ma pi acuta, ovvero pi alta di 12 semitoni.
 
Alzando di un semitono la tonalit di una nota troviamo una tonalit intermedia, il DIESIS (#), mentre abbassandola troviamo il BEMOLLE (b). Per 2 delle 7 note non esiste questa tonalit intermedia, per cui ritroveremo la nota successiva, o precedente, semplicemente muovendoci di un semitono.
 
Avremo cos:
[TXT]DO DO# RE RE# MI FA FA# SOL SOL# LA LA# SI e ancora DO DO# ...
 
Il diesis di una nota equivale al bemolle della nota successiva:
[TXT]DO, DO#/REb, RE, RE#/MIb, MI/FAb, FA FA#/SOLb SOL SOL#/LAb LA LA#/SIb SI/DOb
 
[PAGE][TXTE]STORIA
 
La suddivisione di un'ottava in 12 parti uguali si chiama sistema temperato e venne esposto nel 1691 da Werkmeister in Musikalische Temperatur, ed  il sistema musicle oggi usato in occidente.
Le origini dei nomi delle note risalgono al VI secolo quando in Grecia si decise di chiamarle con le lettere dell'alfabeto, partendo dalla nota oggi definita come LA (frequenza 440Hz). Successivamente (XVI sec.), con l'invenzione del tetragramma (antenato del pentagramma) e la definizione della durata delle note relativa, grazie a Guido d'Arezzo viene ridefinito il criterio e il nome delle note, preso dalle sillabe iniziali dei primi 6 versetti dell'inno a San Giovanni Battista. La nota SI proviene dalle iniziali di Sancte Iohannes, mentre finalmente nel XVII secolo, in Italia, la prima nota (UT, di difficile pronuncia) diventa DO. 
Oggi nei Paesi anglosassoni si utilizza la notazione del VI secolo (A, B, C, D, E, F, G), in Germania la stessa ma chiamando la nota SI con H perch B significa SIb; nei Paesi latini si usa la notazione del XVII (DO, RE, ... SI) mentre solo in Francia quella del secolo prima, ovvero chiamando la nota DO ancora UT. 
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