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Quando parlo di art fabric mi piace
introdurre volutamente un errore di traduzione e dire la fabbrica
dell’arte. Questo, per una ben precisa posizione polemica. Cioè, la
redenzione del gesto manuale del tessere visto sempre in un’ottica
riduttiva.
La cognizione che la tessitura assume la tecnica come
medium, come sistema gestuale dotato di autonomia operativa e di
significato è ancora per pochi eletti. Il sottile diaframma che la separa
dal territorio dell’Arte da noi, in Italia, non è stato ancora rotto; e
non per mancanza di validità intrinseca ma per l’antica querelle del
privilegiare il dipingere o lo scolpire.
Al di là di queste
convinzioni stratificate e ormai obsolete, esiste, comunque, una ricerca,
una volontà ad integrare il gesto del tessere nel sistema più ampio della
comunicazione, coinvolgendo globalmente la percezione tattile e
visiva. Gesto come comunicazione: l’ipotesi gestuale della nascita
dell’espressione di Wundt ricollega la ripetizione ritmica della danza
all’organizzazione simmetrica del segno - gestualità ritmica del tessere.
E ancora: il segno e il filo. L’intreccio di trama ed ordito con le sue
rarefazioni ed addensamenti si ricollega direttamente al segno con
terminologia ambivalente.
L’Arte Tessile (in inglese Fiber Art o
Art Fabric) è una forma relativamente giovane. Nasce negli anni ’50 a
seguito dell’espressionismo americano, si afferma dapprima negli USA e poi
in Giappone e quindi in Europa.
Questa forma d’arte impiega un
materiale particolare - la fibra – (che può presentarsi sotto forma di
fili, di carta, di tessuto, di fibre non filate, ecc.) e fa anche
riferimento alla tecnica dell’intreccio eseguito con i materiali più
disparati e in tutte le sue accezioni.
Il momento più importante
nello sviluppo di quest’arte si ha tra gli anni ’60 e gli anni ’70. A quel
tempo, la creatività In campo tessile passa attraverso una fase di
violenta aggressività espressiva: si producono le opere più disparate,
moltissime le tecniche e le forme sperimentate.
E’ un approccio
emozionale, eroico e avventuroso. Un esempio di questo spirito innovatore
è l’adozione del metodo off loom, ovvero arte fuori dal telaio. E’ il gran
momento in cui la tessitura si libera totalmente dall’inserimento
nell’ambito delle arti minori o applicate.
Alla fine degli anni ’70
e per tutti gli anni ’80, si assiste all’inizio di una fase più analitica
di approccio a questo medium. Ciascuna tecnica diviene medium che sfida la
fantasia e l’abilità dell’artista. Il gusto si raffina e si adottano
metodi di analisi formale e strutturale. L'interelazione tra materiali e
tecniche diviene molto stretta: sia il materiale che la tecnica possono
essere il punto di partenza per ideare e analizzare
l’opera.
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