Lorenzo Vantaggiato
Novembre 2003
gia’ troppo giovane
per parlare d’una fine d’intenti
o d’una nuova stagione di fuoco.
Vent’anni sono passati dal guado
alla foce del mare
che ti tocco’ passare
e qualcuno dice tutto e’ cambiato.
In realta’ soltanto e’ cambiato
l’indirizzo d’un viale
alberato e grigio che vuole essere
un lancio di te stesso
a questo punto ristanco in quel mare.
Allora curvo e sommesso
camminavi sull’orlo
d’un mondo scintillante di bagliori
di lontane plaghe e sogni di gioia,
ora incedi a testa alta sul tuo mondo
unico guscio del sempre
e testimonio di paura e disfatta.
In questa settimana di pratica
di solitudine sempiterna
siedi sulla tua poltrona sospesa
presso un cancello sull’oceano
e conosci la morte e l’assoluto
per giammai dell’abbandono alla storia
ed al destino saccente giudice
della memoria.
Curioso che ancora ti senta vecchio
mentre intorno a te tutto invecchia
e quel dipinto e’ spazzato da venti
di freddo autunno del New England.
Riposa vecchio alce,
riposa maturo e desto stallone:
e riponi quel velato sorriso
nello scrigno sicuro del tuo sonno.
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