ASPETTERO' CHE VENGA LA MIA SERA
Lorenzo Vantaggiato
Maggio 2003
Acqua di vita
versa la tua luce su di me
toglimi da questa oscurità
dolce stella del mare
Acqua sì dolce
puoi aprirmi gli occhi
puoi portare la pioggia
su questi deserti così aridi...
(Gerry Rafferty)
Aspetterò che venga la mia sera
con i suoi languidi sensi, perdute
memorie d'altre sere
ed altre primavere.
Ti chiederai come mai
non esco a respirare
quella poca brezza che ancora arriva
da queste parti.
Io che rispondo
potrebbe non avere molto senso
piangere lacrime di poco conto
non visto
da coloro che s'affannano a dare
spiegazioni non certe e non sentite
sul perché non dovrei.
Non lo so, certe volte
la mia sera è fatta
d'una cena mangiata
da solo, di pensieri incatenati
ad sms spediti nel vuoto,
di Genesis d'annata
e la voce stranita
di Peter Gabriel.
Ed è già libertà in questo silenzio
guadagnato a fatica.
Libertà da quali sordi pensieri
mi chiedo camminando
su questo battuto viale di casa
dopo sette anni venuti e passati
come brillante lampo
d'aeroplani veloci e sicuri,
d'insicuri adulti pazzi di voglia
di stringersi le mani
e poi solo toccarsi con un dito.
Felicità, dicono
è qualcosa che ricordo e non vivo.
In fondo non sette ma diciassette
questi anni, che chiudo
nel palmo della mano
al suono d'un disco non mai cambiato.
Forse solo ritratti che perdono
colore è questa mia sera di sempre.
Il viale e la città sempre gli stessi.
Copyright 2003 by
Lorenzo Vantaggiato