Spartaco Lavagnini

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Spartaco Lavagnini (Cortona (Arezzo) 6 settembre 1889, Firenze 27 febbraio 1921) fu un militante socialista, precursore della "svolta" comunista, ucciso dagli squadristi fascisti. A lui la citt� di Firenze ha dedicato uno dei viali pi� importanti della circonvallazione.

 Biografia

Spartaco Lavagnini dopo aver conseguito il diploma di ragioniere, entra come impiegato nelle ferrovie nel 1907 ed aderisce alla Confederazione Generale del Lavoro. Nel 1914 � eletto membro del Comitato esecutivo della Federazione fiorentina del PSI. Rigidamente contrario alla linea ufficiale del PSI n� aderire n� sabotare, e nel 1915 collabora al settimanale della Federazione fiorentina del PSI "La Difesa" su posizioni antinterventiste e rivoluzionarie, legate alla sinistra della conferenza di Zimmerwald seguendo con passione la linea di Karl Liebknecht. Nel 1917 e 1918 � direttore della "La Difesa" ed in un suo lavoro del luglio del 1917 esplicita in modo chiaro posizioni internazionaliste richiedendo lo stacco del PSI dalle posizioni dei socialisti centristi. Nel 1920 viene eletto segretario regionale toscano del Sindacato ferrovieri grazie alle sue capacit� espresse nella lotta sindacale. Dopo la prima guerra mondiale partecipa ai moti contro il carovita pensando, ed agendo conseguentemente, al possibile sbocco rivoluzionario della situazione insurrezionale.

Alla vigilia dela fondazione del Partito Comunista d'Italia dalle colonne de "La Difesa" asserisce: �Il Partito Comunista soltanto potr� guidare il proletariato verso i suoi immancabili destini�, aderendo immediatamente alla neonata formazione della sinistra e fondando "L'Azione Comunista", settimanale della Federazione Fiorentina di cui dirige 5 numeri fino al 27 febbraio 1921, giorno in viene assassinato dai fascisti.

Nel tardo pomeriggio di quel giorno un gruppo di squadristi entra nel civico 2 di Via Taddea (sede del Sindacato ferrovieri, della Lega proletaria dei mutilati, invalidi e reduci di guerra, della Federazione provinciale comunista e della redazione del settimanale L'Azione Comunista) e spara 4 colpi a bruciapelo a Spartaco Lavagnini,i primi due alla testa, un altro al petto,l'ultimo alla schiena. Lavagnini stava lavorando al successivo numero di "L'Azione Comunista" ed i compagni nei giorni precedenti cercarono di dissuaderlo dall'andare al lavoro visto che era stato ben identificato dai fascisti tenuto conto anche della sua instancabile azione agitatoria. Qualche giorno dopo su "L'Ordine Nuovo" di Antonio Gramsci viene reso tributo al militante antifascista con queste parole "Spartaco Lavagnini, caduto come un capo, al suo posto di lavoro, ha forse giovato di pi� all'idea in cui credeva, ha forse insegnato maggiori cose al popolo con la sua morte, di quanto nessuno possa mai insegnare con la parola".

I ferrovieri, appena diffusa la notizia della morte di Spartaco Lavagnini, bloccano i treni alle stazioni di Rifredi, di Campo di Marte e di San Donnino, vengono costituiti due comitati di agitazione, d'accordo con la direzione nazionale dalla Condederazione Generale del Lavoro, e lo sciopero venne esteso a tutte le categorie ed all'intera provincia.

La situazione insurrezionale e di scontro aperto con i fascisti, appoggiati dalle forze di represione dello stato, nell'intera Firenze inizia come risposta alla distruzione della sede del giornale socialista "La Difesa", compiuta il 26 febbraio dagli squadristi e va avanti fino al 3 marzo, estendendosi dalla citt� fino ai paesi limitrofi, Scandicci, Empoli, Bagno a Ripoli, Ponte a Ema, con barricate e una massiccia resistenza. A Firenze la resistenza � particolarmente accanita al quartiere di San Frediano ed a quello di Santa Croce.Questi episodi trovano riscontro anche nella filmografia, ad es. in Cronache di Poveri Amanti tratto dal libro di Vasco Pratolini: i dialoghi fra Maciste(interpretato da Adolfo Consolini), il coraggioso ed eroico fabbro ex militante degli Arditi del Popolo ed il suo amico dubbioso ma comunista di fede certa, si vedr�, interpretato in modo magistrale da Marcello Mastroianni, in una parte di "duro" inconsueta per il grande attore. Non per niente questa situazione fiorentina � legata al periodo in cui entreranno in azione coagulate nel Fronte Unito Arditi del Popolo le Formazioni di difesa proletaria. Spartaco Lavagnini � storicamente uomo simbolo per gli antifascisti ed a lui fu intitolata una Brigata d'Assalto Garibaldi nella Resistenza nella quale agiva come "incursore" ed "ariete" (avevano "recquisito" un'autoblindo) il marchese Gianluca Spinola, comandante della "piccola banda di Ariano" formata da due proletari, ex soldati, di cui uno era stato l'attendente dello Spinola e da due nobili di antico lignaggio.

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