Partigiani e comunisti a Genova
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Premessa
- La storia del secondo movimento antifascista di Genova � indissolubilmente legata alla storia del partito comunista genovese.
Ricordando,pero', che il maggior capo militare � ritenutoAldo_Gastaldi,
il leggendario comandante Bisagno, definito il "primo
partigiano d'Italia", di tendenze monarchiche
legato a Paolo
Emilio Taviani del partito
popolare e sono importantissimi personaggi come don Bartolomeo_Ferrari
, cappellano della brigata
partigiana comunista Divisione_Mingo.
I vecchi compagni e gli "studenti"
I comunisti,
gli anarchici,
gli antifascisti,
che erano rimasti dopo i fatti di Sestri
Ponente, erano stanchi ed anche spaventati dopo aver subito il ventennio
fascista
,c'era la neccesit� d'immettere forze ed energie nuove nel movimento di
liberazione e appena queste si presentarono ai
"vecchi"antifascisti",dopo un po' di diffidenza furono
accettate senza problemi,visto anche la passione e l'energia che
esprimeva il gruppo degli "studenti".
Tali nuove energie furono impersonate in modo rilevantissimo dallo
studente di ingegneria
Giacomo
Buranello, uno tra i primi comandanti dei Gap
genovesi e figura rispettatissima a Genova.In ricordo , la citt�
liberata dal giogo nazifascista ,nel dopoguerra gli ha dedicato una strada
e l' aula magna di ingegneria . In questa azione ebbe un peso
fondamentale ,oltre la parte antifascista della citt� , la
mobilitazione degli studenti di ingegneria
,protetti da capi partigiani decorati ,che se se assunsero la
responsabilita' legale,riaprirono,sfondando a picconate i muri, le,
purtroppo famose, prigioni
della famigerata, al tempo del fascismo, Casa
dello Studente di Genova,prigioni che erano ancora considerate zona
militare.
Giacomo
Buranello apparteneva al gruppo di quegli studenti del Liceo_scientifico_Gian_Domenico_Cassini,
che si erano formati sul mazzinianesimo
ed erano poi passati, come conseguenza ovvia dei tempi, all'ideologia
comunista in quanto era la pi� potente all'epoca come "idea-forza
antifascista".
Giacomo
Buranello apparteneva dunque ai GAP,
cos� come aderirono, in seguito, al gruppo moltissimi militanti
comunisti.
Quindi il sangue nuovo rivitalizz� i vecchi compagni che dopo un periodo di diffidenza verso gli "studenti" impararono a fidarsi di quei giovani che, essendo nati e vissuti sotto il fascismo, non lo temevano pi�.
La prima fase di clandestinita' e la ripresa della lotta
Purtroppo l'inesperienza, forse, della clandestinit�, la delazione,
certamente, port� ad arresti in massa dei cospiratori, al punto tale
che gli scioperi operai del marzo
del 1943,(Gli
scioperi nazionali del 1943
furono quelli che contribuirono in massima parte alla messa fuori gioco
di Mussolini dal Gran
consiglio del fascismo), stranamente fallirono a Genova.
Dopo l' 8
settembre, e con la rimessa in libert� di Buranello stesso e di
altri, le cose ripresero vita. Bisogna anche tener conto che nella
pratica il partito
comunista era l'unico ad aver mantenuto robuste (per quanto poteva
permettere il periodo) le sue strutture organizzative. La logica
conseguenza era che, chi voleva partecipare alla lotta antifascista, si
avvicinava al comunismo,
quello vero, come si puo' dedurre dagli scritti sulla mitica
divisione Mingo
di don Berto (Bartolomeo_Ferrari),nella
parte inerente le speranze deluse. Non che non agissero nel ponente ligure
e genovese
anche decisissime frange anarchiche,
ad esempio la brigata SAP Errico
Malatesta,la cui memoria storica � stata riscoperta non da molto a
livello conoscitivo di "massa",tenuto conto anche della natura
stessa degli anarchici.
Molti anarchici
militavano nelle Brigate d'assalto Garibaldi (Brigate_Garibaldi)
costruite dal partito comunista a livello nazionale,e nelle formazioni
di Giustizia e Liberta' a Roma ad esempio, o come squadre indipendenti
di indubbia efficacia come guastatori e per azioni puntuali ma poco
efficienti per scontri militari che richiedessero grosse forze
organizzate in campo.
A Genova
la memoria storica della resistenza
� stata soprattutto conservata dai comunisti
e lo dimostra il fatto che la maggioranza delle sezioni del partito
comunista, a suo tempo, fosse intitolata a partigiani
ed antifascisti,anche
in quanto � fuor di dubbio che sono i militanti comunisti ad aver
pagato il maggior tributo di sangue nella Resistenza ed in quella
genovese in particolare,essendo pure il gruppo politico numericamente
maggiore nella lotta antifascista,tenuto anche conto delle formazioni
comuniste non del P.C.I
come nel caso particolare di Roma
con la formazione Bandiera
Rossa _Roma .Se questo da un lato ha permesso il perpetuarsi di un
robusto e radicato antifascismo,
(vedi 30
Giugno 1960-Genova), dall'altro lato non ha permesso una dovuta
valorizzazione della partecipazione alla lotta partigiana di frange
minoritarie anche se non trascurabili.
La geopolitica
della guerra fredda aveva irrigidito tali posizioni,non tanto per le
frange a destra del partito comunista ma soprattutto per quelle a
sinistra,rappresentate non solo dagli anarchici.Rimarchiamo che nel
periodo della Resistenza
tentare un inquadramento monolitico di una parte politica � ben
difficile,in quanto gli anni del fascismo
non avevano permesso studi adeguati e discussioni libere sulle varie sfumature
della sinistra,prova ne � che molti si avvicinarono tramite il mazzinianesimo,che
da una parte aveva storicamente radici solide a Genova,dall'altra
era pi� facilmente reperibile il materiale di studio(come avvenne per
Buranello e gruppo facente capo al liceo scientifico Cassini) rispetto a
testi (e libero interscambio di pareri) marxisti,o socialisti in genere,tantomeno
anarchici:non per niente nei fatti furono questi ultimi insieme agli
azionisti(partito d'Azione) gli unici a tentare di eliminare fisicamente
ed in modo organizzato (nonostante l'ideologia anarchica ma � cosi' e
non � l'unico caso) Benito
Mussolini,esempio ne � Gino
Lucetti.Tutto cio' avveniva pero',come strascico del primo
antifascismo,quello militarelegato sostanzialmente agli Arditi
del Popolo ed alle formazioni_di_difesa_proletaria_a_Genova
, parte del movimento antifscista armato facente capo alle Formazioni_di_difesa_proletaria
sviluppate sull'intero territorio nazionale.
voci correlate
bibliografia
- Comunisti e partigiani. Genova 1942-1945 di Calegari Manlio essenziale[1]
- Don Bartolomeo Ferrari, Sulla montagna con i partigiani
- Giovanbattista Lazagna , Ponte Rotto, Cooperativa Colibr�, 1996
- Gabriele Lunati, La Divisione_Mingo. Dall'eccidio della Benedicta alla liberazione di Genova, Le Mani-Isral, Recco 2003
- Don Bartolomeo Ferrari, Sulla montagna con i partigiani