Vittorio Ambrosini
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Vittorio Ambrosini (Agrigento ,1893 ; Roma ottobre 1971), capitano degli Arditi , vicino all'ambiente futurista, fu un personaggio singolare che attraverser� lo scenario combattentistico di entrambi i conflitti mondiali, con spostamenti su opposti schieramenti politici, ripetuti,che non son chiari se non riferiti a certi contesti e particolari periodi storici nonch� al carattere dell'Ambrosini.
Fonda con Giuseppe Bottai, Mario Carli, ed altri la "Associazione fra gli Arditi d'Italia" e segue Argo Secondari nella scissione che da vita agli Arditi del Popolo, dai quali Giuseppe Bottai prende le distanze. � il capo dei Gruppi Arditi Rossi, o semplicemente Arditi Rossi: socialisti, prima, comunisti, dopo, nella (Venezia Giulia), fra i quali un nome di gran spicco per il proseguio della sua vicenda di combattente antifascista � Vittorio Vidali. Personaggio che attraversa due conflitti mondiali e relativi dopoconflitto, con prese di posizione alternanti e contradditorie che collegate a fatti rilevanti della storia italiana dei due dopoguerra e del pi� recente suo proseguio. Ambrosini e Giuseppe Mingrino sono i soli fra i nomi di spicco del Fronte Unito Arditi del Popolo, anche non si possono annoverare fra i maggiori capi militari del movimento, che ebbero nel seguito rapporti di collaborazione con la polizia segreta fascista, gli altri capi continuarono la loro lotta sia in Spagna che nella resistenza, (Guido Picelli, Antonio Cieri,Vincenzo Baldazzi, Alceste De Ambris ad es., rifiutando come per quest'ultimo le allettanti proposte del regime visto i suoi trascorsi di interventista di sinistra e di sindacalista rivoluzionario) oppure vennero uccisi dagli squadristi (Alberto Acquacalda,ad es.).Per il Mingrino ricordiamo,comunque, che Marco Rossi in Arditi non gendarmi,indica pero', Mingrino, quale capo degli Arditi del Popolo nella difesa di Piombino[1]
- Occorre dire per l'Ambrosini che spesso non si capisce se il suo aderire al servizio di spionaggio fascista fu vero o gli serviva per ordire trame confuse e confusionarie contro il regime, tenuto conto dello svolgersi degli accadimenti nella singolare vita dell'ex capitano degli Arditi ed inoltre occorre ricordare che mor� suicida dopo aver denunciato che la strage fascista di piazza Fontana era stata ordita all'interno di un gruppo di fuoriusciti del M.S.I. con appoggi interni al partito: Ambrosini ha rapporti di amicizia con Giorgio Almirante e con esponenti del PCI contemporaneamente nel periodo: di queste sue informazioni parla diffusamente con Achille Stuani [2] [3];come avvenne lo strano suicidio, che ricorda per dinamica l'omicidio di Giuseppe Pinelli, non � ancora ben chiarito ed a molti storici suscita forti dubbi tale morte "molto opportuna" in quel periodo.
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periodo primo dopoguerra
Gia' nel 1913 � a Berlino quale corrispondente del Giornale di Sicilia,nel 1915 � un interventista di sinistra.Dopo Caporetto va volontario nei reparti d'assalto e al fine della prima guerra mondiale raggiunge il grado di capitano. Nel 1919,immerso nell'ambiente futurista ,assieme ad altri Arditi futuristi,fra cui Giuseppe Bottai e Mario Carli,la "Associazione fra gli Arditi d�Italia". E' il periodo di forte legame fra ex Arditi ,futuristi ed il giornale Il Popolo d'Italia di Benito Mussolini.Chi spezza il legame � Mario Carli col suo famoso articolo Arditi non gendarmi sull' Ardito giornale di "Associazione fra gli Arditi d�Italia",dopo l'assalto squaditistico alla Camera del Lavoro di Milano con ex Arditi e futuristi (e' pure presente Filippo Tommaso Marinetti),dando le premesse di appoggio carismatico alla fondazione degli Arditi del Popolo di Argo Secondari del 1922,ovvero dopo l'esperienza di Fiume,rivolte proletarie ed ammutinamenti di militari che si mettono fianco fianco con lapopolazione contro gli organi di repressione dello stato, e l'incremento degli attacchi squadristici alle sedi dei partiti di sinistra e democratici ed alle camera del lavoro,nonche' ai singoli militanti.Ambrosini che scrive pure su "Roma futurista" (e teniamo conto che vi fu anche un futurismo di sinistra il cui personaggio pi� significativo � Renzo Novatore,ma non � l'unico grosso nome dell'ala di sinistra del movimento futurista) � su posizione di confuso socialismo rivoluzionario.Ambrosini � il fondatore della sezione degli ex Arditi di Palermo e gia' dal tempo dell'attacco alla Camera del Lavoro di Milano si domanda che figura ci fanno gli arditi-futuristi a difendere la borghesia ed a fare il lavoro dei carabinieri,gli arditi-futuristi e gli ex Arditi erano su posizioni "antiborghesi" e "pantolaie" per loro stessa definizione.Nell'immediato proseguio partecipa al tentativo di golpe ante-litteram con Argo Secondari tentando di spingere all'insurrezione ed lla presa di potere i militari di stanza a Pietralata , episodio dai contorni molto confusi.Nell'estate del 1919 si schiera sempre di pi� con l'ala di sinistra del combattentismo avvicinandosi ai socialisti. Il prefetto di Roma prende nota 30 luglio 1919 che :
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�Viene riferito in via fiduciaria che l�Associazione Arditi
malgrado il personale interessamento di Mussolini, non abbia
voluto aderire al fascio delle forze interventiste. Lo stesso
informatore aggiunge che la propaganda socialista fra gli
arditi, inizialmente diretta solo al disgregamento
dell�associazione, starebbe per raggiungere un obiettivo
ancora maggiore di quello prefissosi, giacch� tre dei pi�
autorevoli membri e dirigenti l�Associazione (Mario
Carli, Cesare_Maria_De_Vecchi,
Ambrosini) avrebbero negata l�adesione al fascio suddetto (mussoliniano)
per orientarsi verso il movimento socialista.�
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di dubbia veridicita' dell'informatore � il caso di Cesare_Maria_De_Vecchi,ovvero del suo avvicinamento ai socialisti. Lo stesso discorso,nei contenuti, fa Francesco_Saverio_Nitti in comunicazione del 6 agosto 1919 ad Alberico Albricci, ministro della guerra. Dopo prima,nel maggio del 1919 il Comando della divisione militare di Torino pubblica questa circolare:
- (riferimento Eno Mecheri, Chi ha tradito? Milano, Libreria lombarda, 1947, pag. 42. e riportato anche in Arditi del Popolo di Eros Francescangeli).
Ambrosine scrive una lettera all'Avanti con cui si annuncia la rottura di buona parte degli arditi_futuristi con Mussolini,ma la risposta dei socialisti(almeno quella ufficiale)e' di invettive verso Ambrosini ed Argo Secondari,e' finito il mai iniziato formalmente idilio fra ex Arditi,arditi_futuristi e socialisti:nella pratica pero' non � vero perche'molti socialisti entreranno nel fronte unito Arditi del Popolo nel proseguio,anche con persone di enorme caratura come Guido Picelli,deputato al parlamento e capo carismatico de fronte unito Arditi del Popolo parmense.Ambrosini entra comunque nel P.S.I. e nella "Lega proletaria",organizzazione di reduci ma cinghia di trasmissione del PSI che nel periodo pi� alto d'adesione conta pi� di 1.200.000 iscritti,con un giornale "Spartacus".Nello stesso anno Ambrosini scrive diversi lavori per l'Avanti attaccando Benito Mussolini ed i futuristi e ricevendo lodi da Amedeo Bordiga,forse anche se l'articolo non � firmato, per queste sue prese di posizione sul giornale il Sovietdel 7 settembre 1919.Entra poi nella Guardia Rossa di Milano,di cui si hanno pochissime informazioni, ed in concomitanza dell'occupazione delle fabbriche di Torino fonda gli Arditi Rossi:dei rapporti fra Ambrosini ed il gruppo soviet ne parla Giuseppe Berti,(Napoli 1901 - Roma 1979),militante e storico delle vicende del PCI,additando quasi il capitano Ambrosini quale infiltrato della polizia,cosa che nel periodo � assolutamente indimostrata e falsa dal come si svolgera' la vicenda dell'Ambrosini stesso in quel lasso di tempo,per cui,invece nel Soviet,giornale viene pubblicato l'intervento di Ambrosini nel giugno 1920 e le posizioni dell'Ambrosini si possono riassumere :come di appoggio ai consigli di fabbrica,al metodo rivoluzionario dei soviet come organismo di base e in linea di massima alla preparazione all'insurrezione proletaria per la presa del potere politico,in cui vengono mescolate idee di socialismo rivoluzionario e/o sindacalismo rivoluzionario con metodi bolscevichi,tesi inaccettabili per la frazione allora dominata da un tentativo di rigida impostazione leninista.Nel periodo dell'occupazione delle fabbriche,Ambrosini struttura gli Arditi Rossi con un giornale :"L�Ardito Rosso" ,editato presso il fascio giovanile socialista[4] di Milano. Il PSI non ha mai avuto struttura paramilitare di autodifesa e risulta inadeguato sia a guidare i fermenti rivoluzionari dell'epoca sia a difendere le sedi e le manifrstazioni dagli attacchi squadristi,Amedeo Bordiga convinto della linea leninista conosce invece benissimo il problema che puo' portare la mancanza di struttura militare in un partito rivoluzionario,per il ditrigente comunista la violenza di risposta alla repressione capitalistica non puo' nascere spontaneamente dal basso,come asserisce Giacinto Menotti Serrati ma deve essere guidata e diretta dal partito.Le spinte di Bordiga e della federazione giovanile del PSI non sortiscono efferri a livello di organismi centrali del partito per cui c'e' tutta una fioritura di formazioni di difesa proletaria che agiscono in modo scoordinato anche se in casi puntuali infliggono dure lezioni agli squadristi:gli Arditi Rossi sono una di queste.in un documento segreto della prefettura di Napoli in data 13 aprile 1919 viene riportato:
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�"Circa la costituzione di comitati segreti i quali
dovrebbero preparare tecnicamente la rivoluzione, risulta che
qualche accenno se ne fa in alcuni gruppi ristretti, con
grande circospezione, per confermare la prossimit� di un
movimento rivoluzionario. A tener viva tale convinzione si
dedicano specialmente i noti ing. Amadeo
Bordiga e prof. Giovanni
Sanna."�
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Ambrosini fugge a S.Marino perche' pende sulla sua testa un mandato di catturaed ivi specifica le finalita' e la strurrura organizzativa dei Gruppi Arditi Rossi (G.A.R.) o Arditi Rossi:
Raccolta di armi armamento di tutti i militanti dei G.A.R. ,istruzione all'uso delle armi;protezione delle manifestazioni proletarie e comizi,indicazioni su come disarmatre carabinieri e rappresentanti degli organi di repressione dello stato,in caso di situazione rivoluzionario presa dei posti strategici come telefono, ponti ferroviari, depositi di benzina ecc. ed assalti alle caserme in cui latruppa deve gia' essere instradata alla rivolta dai Consigli dei Soldati ,organismo politico collegato ai G.A.R. che deve agire preventivamente nelle caserme. Si mette quindi a disposizione della neonata Frazione comunista del P.S.I. e nel contempo tenta di raggiungere D'annunzio per prender Fiume,ma non riesce a raggiungerlo a causa dei mandati di cattura che gli impediscono movimeti adeguati sul teritorio nazionale. Quando sorge il Partito Comunista d'Italia,nel 1921,come fara' osservare Lenin, � tardi e la repressione dello stato ,gli attacchi squadristici ,la inadeguatezza sia teorica che organizzativa del PSI hanno fiaccato,sopratutto militarmente le organizzazioni del proletatiato:ci sara' ancora il tentativo del Fronte Unito Arditi del Popolo che fara' vaccillare l'avvento del fascismo,stroncato grazie all'intervento del governo di Ivanoe Bonomi,visto che gli squadristi erano stati sconfitti dal Fronte Unito Arditi del Popolo in situazioni chiave.Nel periodo imediatamente precedente l�Ambrosini si occupa come espeto militare di difesa di occcupazione di fabbriche e di protezione di scioperi.
situazione dopo la nascita del Partito Comunista d'Italia e posizione di Ambrosini
La nascita del Partito Comunista d'Italia avviene in ritardo,e Lenin critica questo avvenimento,l'onadata rivoluzionaria in Italia � ormai in deflusso a causa dei continui attacchi squadristici e dell'appoggio che offrono a questi gli organi di repressione dello stato,la dirigenza socialista neanche la frangia comunista all'interno del PSI non sono state in grado di dotare le organizzazioni proletarie di formazioni paramilitari di autodifesa ben dirette e collegate fra di loro,pur tenendo conto che Amedeo Bordiga aveva dimopstrata sensibilita' per il problema ma la riteneva comunque di secondo piano rispetto alla strutturazione del partito comunista rivoluzionario. In tale periodo Partito Comunista d'Italia altro non puo' fare che subire glia attacchi sia fascisti che del sistema statale nelle sue varie espresioni,la morte di Spartaco Lavagnini ne � esempio,cosi' come i Fatti_di_Empoli_1921.Il primo coso come esempio della tracotanza fascista il secondo come esempio di collusione fra squadristi ed apparati istituzionali.Nel febbraio del 1921 viene attaccata e distrutta dagli squadristi la sede di "Il Lavoratore" di Trieste,e finiscono in carcere Giuseppe Tuntar[5] e i compagni triestini.[6]
Nel frattempo Ambrosini,fra l'altro deluso per la non forte adesione del del Partito Comunista d'Italia,a livello di organismi centrali alla strutturazione degli Arditi Rossi ed in quanto inseguito da numerosi mandati di cattura continua le sue peregrinazioni,e dopo non aver potuto raggiungere D'Annunzio a Fiume,si reca ripetutamente a Vienna,citta' riconosciuta da tutti i servizi segreti quale crocevia per la connessione con la rivoluzione Bolscevica ed i suoi emmissari.A Vienna la polizia indica Ambrosini appartenente ad un fantomatico gruppo affiliato ale ancor pi� fantomatiche "Bande Rosse di Pietroburgo",assieme a Nicola Bombacci. E' da notare che fra i dirigenti del Partito Comunista d'Italia,Ambrosini e Nicola Bombacci fan parte della minoranza del Partito Comunista d'Italia che � favorevole agli Arditi del Popolo seguendo nettamente le indicazioni dell'Internazionale comunista,anche Antonio Gramsci,si deduce dai suoi articoli su l'Ordine nuovo e dall'invio di emmissari ad intervistare Argo Secondari vede di buon occhio il sorgente Fronte Unito Arditi del Popolo,come con l'attenzione e l'acutezza politica che lo distingue nel nucleo dirigente aveva cercato di incontrare Gabriele D'Annunzio tramite il tenente filocomunista della Legione di Fiume Marco Giordano,quando si era reso del senso in cui stava stava evolvendo l'Impresa di Fiume.Su l' Ordine Nuovo 8 luglio del 1922 per quanto riguarda gli Arditi del Popolosi legge
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�"il primo tentativo di riscossa operaia contro le orde
della reazione"�
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ed il 15 luglio Antonio Gramsci aplicita :
in perfetta linea con le indicazioni dell'Internazionale. Ma son le posizioni della minoranza del gruppo comunista dirigente. ma i militanti comunisti contravvenendo le indicazioni dl partito ma seguendo quelle dell'Internazionale saranno numericamente ilgruppo pi� consistente del Fronte Unito Arditi del Popolo. Ambrosini su "L�Internationale Communiste" pubblica un articoloin cui rinforza le critiche rivolte al Partito_Comunista_d'Italia da Vorovskij,rappreesentante del governo sovietico a Roma mentre Umberto Terracini riconferme la posizione ufficiale del Partito_Comunista_d'Italia su Correspondance Internationale del dicembre del 1921.
| Per approfondire, vedi le voci L'Internazionale e gli Arditi del Popolo e Partito Comunista d'Italia e Arditi del Popolo. |
Ambrosini dopo il 1922 e nella diaspora dei rifugiati politici
Ambrosini � fedele alla linea dell'Internazionale ed esprime il suo dissenso dalle indicazioni di mancata partecipazione Al Frronte Unito Arditi del Popolo dalle colonne "Kommunismus" e di "Revue Communiste".pubblica un libretto :"Per la difesa e la riscossa del proletariato italiano" in cui continua a dissentire dalla linea "Bordighiana"sui metodi di autodifesa proletaria,e dopo il congresso di Roma del 1922 si dimette dal Partito Comunista d'Italia . A Vienna all'inzio del 1923 fonda in perfetto accordo con i dettami del IV Congresso del Comintern inerenti la fusione tra Partito Comunista d'Italia e PSI il nuovo raggruppamento dal nome Partito Comunista d�Italia Unificato non riconosciuto dal Partito Comunista d'Italia. Vienna in quelmometo e'crocevia di agentidi varie ideologie politiche e di servizi di varie nazionalita nonche' di agenti procatori fascisti;Ambrosini entra nel Circolo proletario Andrea Costa e nel comitato degli esuli ma ne viene ben presto espulso e si avvici a personaggi legati al dissenso fascista ma � ancora individuato dai servizi polizieschi come emissario dell'Internazionale.Alla fine del 1923 Nicola Bombacci fa un singolare discoso in parlamento in cui si ipotizza una alleanza fra fascismo e Russia sovitica mentre � presente a Vienna Attilio Tamaro delegato del P.N.F. per vedere se ci sono condizioni per una alleanzafra Russia, Italia e Germania,Ambrosini � un tramite per queste manovre dietro cui c'e' il "Comintern" col duplice scopo di indebolire l'accrchiamento capitalista che circonda la Russia sovietica e che ha sovvenzionato i controrivoluzionari e continua ad appoggiare i focolai rimenenti ed il fuoriuscitismo russo antibolscevico,l'altro scopo,in situazioni come quella italica in cui il proletariato � sconfitto ma non ancora domo e ci sono ancora partiti antifascisti con strutture organizzate tentare di indbolire il fascismo (l'altra faccia della medaglia � il fronte unico antifascista)dal suo interno sfruttando anche la disillusione dei fascisti in "buona fede2 come li chiamera' inseguito Antonio Gramsci. Ambrosini tornato in Italia nel 1924 al momento dell'omicidio di Giacomo Matteotti assume posizioni contro i socialisti ed accetta icarichi come agente provocatore da Crispo Moncada,scrivendo contemporaneamente su l'Epoca quotidiano di Giuseppe Bottai,l'"intelettuale" del fascismo legato,al tempo,come Ambrosini,all'ambiente futurista ed ardito_futurista presente all e riunioni di fondazione degli Arditi del Popolo di Argo Secondari e Vincenzo Baldazzi,(come vediamo tutti personaggi che provengono dai battaglioni d'assalto,ma che prendera' immediatamente le distanze dalla scissione portata avanti da Argo Secondari,non appena si accorge che e'un organizzazione strutturata appositamente e sopratutto militarmente, contro i fascisti. Ambrosini � ancora fra i fondatori di una rivista "La Sintesi" intitolata in questo modo perche' fa riferimento ad un discorso di Benito Mussolini del 7 giugno 1924 in cui Mussolini indicava una via politica di congiungimento fra i due grossi movimenti rivoluzionari del dopoguerra (rivoluzionari per il fascismo � un aggettivo dato dal "duce"):il fascismo ed il bolscevismo.Siamo ancora prima ,di poco,dell'omicidio di Giacomo Matteotti,dopo questo e "grazie" sopratutto all'Aventino dei partiti democratici,come condanerra' poi con estrema durezza Carlo Rosselli [7]il fascismo potra' procedere "sulle sue gambe" senza tentennamenti,ripensamenti al "fascismo originale" (non ancora asservito a tutto campo al compito di bastonatore degli avversari di capitalisti ed agrari ed ammiccamenti) alla Russia Sovietica.Sinteticamente in questo periodo si intrecciano e si sovrappongono le tattiche del Comintern verso l'Italia e la tattica di Mussolini uomo di straordinaria astuzia politica.Amrosinni nel 1925 � fra i fondatori del periodico "Roma-Mosca",
- Anna Kuliscioff scrivendo a Filippo Turati
nell' agosto
Ambrosini conferma in questo discorso nel contenuto
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�"politicamente mi trovo tra Lenin
e Mussolini, cio� per l�uno e per l�altro per quel tanto
di rivoluzionario che entrambi hanno, e ritengo che dai due
debba venire la sintesi di nuova vita politica e sociale"�
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.La rivista "Sintesi" viene sciolta nel 1926 ed Ambrosini fonda "Movimento Impero Lavoro" e scrive sulla rivista "Lo Stato Sindacale".Svolge nel contempo un lavoro di tramite fra ambienti fascisti ed addetti dell'ambasciata sovietica facendosi promotore dell'incontro fra Edmondo Rossoni[8] accompagnato da Augusto Turati,in cui concessero un'intervista a Vladimir Kournosov inviato dell'agenzia Tass.
La vicenda di Ambrosini nel periodo(ed in parte anche nel proseguio)e'in certo qual modo simile a Quella di Nicola Bombacci e nel fuoriuscitismo francese si intreccera' con quella di Giuseppe Mingrino,gia' deputato socialista neglia anni '20 schierato nell'appoggiare gli Arditi del Popolo,che diverra' agente provocatore per il servizio segreto fascista nel fuoriuscitismo nel Francia per ovviare alla galera consenguente di untraffico di cocaina in cui era stato implicato,e preso, e che gli serviva avere i soldi per la sopravvivenza nel periodo di furiuscitismo:banalemte ricattato:Ambrosini e Mingrino sono gli unici due grossinomi legati agli Arditi del Popolo che avranno connivenze col fascismo o peggio ne diveranno agenti provocatori,Nicola Bombacci dpo varie giravolte si riavicenera' al fascismo nel suo momento pi� tragico sperando ancora di riportarlo alle origini "rivoluzionarie",occorre rimarcare i legami fra Bombacci e Mussolini che perdurano durante tuto il regime e la personalita' del "duce" con la sua enorme astuzia nel campo politico per capire questa situazione:Bonacci seguira' Mussolini fino ad essere giustiziato con lui.Queste tre per molti aspetti grose personalita' hanno dei punti in comune vediamo :la convinzione che le due "rivoluzioni del secolo" fascista e bolscevica posano trovare un accordo operativo,non capendo che quella fascista fu solo presentata molto astutamente da un vero ex rivoluzionario di valore(Benito Mussolini) come una rivoluzione ,la tendenza all'intrigo tipica in Ambrosini nonche' il ricatto della polizia segreta fascista molto in uso nel fuoriuscitismo,termine poliziesco fascista ma che da bene l'idea del periodo. Ambrosini va a Parigi nel 1926 assieme ad Alfredo Gerevini,(al soldodei servizi riservati italiani) infiltrato nel gruppo sindacalista rivoluzionario "Filippo Corridoni",prende contatto con Giuseppe Mingrino e insieme fanno da delatori ma anche e sopratutto da agenti provocatori nell'ambiente dei fuoriusciti.
- Mauro Canali[9] spiega:
mentre invece Ambrosini da un suo documento al Direttore generale della PS del 4 settembre 1926
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�� Impostai l�azione Mingrino contro Rossi e Bazzi in
modo che apparisse come una vendetta personale del Mingrino
per l�affare della cocaina. feci infatti inventare al
Mingrino la storia che il Rossi gli aveva messo la cocaina
nella valigia: gli feci proclamare ci� in un comizio di
profughi in modo che gli stessi operai si presentassero al
Mingrino proponendogli di andare ad aggredire Rossi e socii e
lo accompagnarono infatti nell�aggressione. Al momento
dell�aggressione avevo poi preparato i miei uomini diretti
dal Gerevini, i quali provvidero a tenere Rossi e Bazzi per le
spalle quando avvenne il fatto e poi accompagnarono il
Mingrino alla polizia, al "Corriere degli Italiani"
e nelle redazioni dei giornali francesi confermando
dappertutto la versione che Mingrino era stato provocato, che
Rossi e Bazzi gli avevano offerto del denaro, ecc.. La massa
dei fuorusciti accolse con soddisfazione l�azione Mingrino,
che fu in un primo tempo applaudita da tutti i gruppi, meno
che da quello di Donati "Corriere degli Italiani",
gente pi� intelligente che aveva fiutato l�esistenza di
qualche trucco (*Giuseppe Donati dirigente del gruppo
sindacalista �Filippo Corridoni� con Vittorio
Picelli fratello di Guido
Picelli e altri fuoriusciti cur� la pubblicazione del
�Corriere degli Italiani�)..��
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Mauro Canali e Vittorio Ambrosini danno differenti valutazioni dell'"operazione" si avvicinano pi� alla posizione del Canali gli storici degli Arditi del Popolo che parlano della vicenda ma sottolineando maggiormente il peso del Mingrino,in effetti l'Ambrosini a Parigi ha pi� poco credito torna in Italia ed � spedito al confino dal regime fascista per aver fatto un "doppio gioco",cosa probabile visto anche il proseguio degli avvenimenti del secondo dopoguerra. Resta al confino fino al 1931, quando viene liberato inizia a collaborare col numero di codice 532 con la polizia politica fascista. Riprende le amicizie coi vecchi compagni antifascisti e comincia a inviare informative su questi ultimi ai servizi del regime[10]. La collaborazione con la polizia politica continuer� fino al maggio del 1943. A Roma nel 1936 � editore di "Lo Stato Corporativo",ma allo scoppio della guerra si collabora con i fascisti dissidenti di Felice Chilanti che nel proseguio diverra' uno dei capi della pi� forte compagine della Resistenza romana,Bandiera Rossa Roma,storico,scrittore e giornalista che curera',intervistandolo,la biografia di Giuseppe Di Vittorio
Ambrosini nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale
All'inizio del 1942 viene fatta una denuncia secondo la quale un gruppo di una settantina di fascisti di "sinistra" stanno preparando un colpo di mano per eliminare i fascisti reazionari Ciano compreso e chi guiderebbe questo gruppo sarebbero proprio Ambrosini e Felice_Chilanti,la denuncia � fatta da un appartenente al gruppo stesso Armando Stefani.
ambrosini nel secondo dopoguerra
Dopo la guerra riesce ad avere che escluda che lui abbia mai fatto parte dell'OVRA tramite l'"amicizia" di un ex capo della polizia:Carmine Senise[11][12],"amicizia" o pi� verosimilmente ricatti incrociati e scambio di favori ed inizia ad organizzare uncomitato di difesa per quelli su cui pende il sospetto di esser stati spie fasciste;fonda "Il tribuno socialista"ed il "Gruppo politico indipendente Italiani di Sicilia di Africa e del Mediterraneo" e si candia candida all�Assemblea Costituente senza essere eletto assumendo anche la difesa di Amleto Poveromo,uno degli assassini di Giacomo Matteotti.Nel 1958 � candidato col MSI da cui sistacca passando alla destra democristiana:ambrosini,come si vede si muove freneticamente,facendo e disfacendo,passando da una parte all'altra sempre tendendo ad ordire strane trame ed Ernesto Rossi asserisce :
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�Dalla Guida
Monaci[13]
1956 risulta che Vittorio Ambrosini � oggi presidente
dell�Ente Nazionale Difesa Civile d�Italia, presidente
dell�Ente Italiano Assistenza per il Ceto Medio,
Proletariato intellettuale e Sottoproletariato, direttore del
periodico "La difesa dell�Italia e degli Italiani"�
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oltre ad essere stato nel secondo dopoguerra anche presidente della Federazione nazionale Arditi d�Italia
Indro Montanelli scrive a Leo Longanesi di essere stato sfidato a duello dall�avvocato Ambrosini, capo di una "Lega pugiadista italiana" a causa di un suo articolo sul Corriere della sera,iltramite � il conte Ottavio Martinis Marchi ed il colonnello Aurelio Favia,questo da ancora maggiormente un'idea del carattere di Ambrosini e dei vari ambienti da lui frequentai,compreso Rauti,Borghese,De Lorenzo questo nel seguito attorno alla fine anni '60,di qui inizia l'ultima fase della vita di Ambrosini con collegamenti alle stragi fasciste ed alla strategia della tensione:
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�"Un�altra � quella dell�avvocato Vittorio
Ambrosini di Milano, amico di Almirante e di altri personaggi
della destra, ma anche dell�allora ministro dell�Interno Franco
Restivo e del deputato comunista Achille
Stuani. Proprio a questi ultimi Ambrosini scrive il 14
dicembre dicendo di essere a conoscenza di alcuni retroscena
della strage di Piazza Fontana: Fa il nome di Ordine nuovo,
dice che gli attentatori vanno ricercati nel "gruppo di
dissidenti usciti dal Msi
che andarono in licenza premio in Grecia".
Nel luglio 1970, interrogato dai magistrati, ritratta tutto.
Ma un anno dopo, incontrandosi con Stuani, conferma di essere
al corrente di fatti gravi. Nel settembre 1971 Ambrosini viene
ricoverato in ospedale, per sospetto infarto. Il 21 ottobre
muore suicida, lanciandosi dal settimo piano della clinica,(la
sua camera era pero' al quinto:nota non appartenente allo
stralcio qui riportato) dopo aver lasciato un biglietto di
addio. Ma le circostanze della sua morte non sono chiare e
molti dubitano che di vero suicidio si tratti."�
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Fonte :Alessandro Silj[14], Malpaese: "Criminalit�, corruzione e politica nell�Italia della prima repubblica", Donzelli, 1994, pag. 127-128
Fonte :Fabrizio Calvi-Frederic Laurent[15], Piazza Fontana. La verit� su una strage, Mondadori, 1977, pag. 92-93
Finisce in questo modo tragico ed oscuro la vita di questo strano personaggio la cui ambiguita' di scelte non � probabilmente da ascrivere ad opportunismo e/o codardia personale ma bensi',a genericamente ed impropriamente parlando, carattere.
Bibliografia
specifica su voce
- Eno Mecheri, "Chi ha tradito?" Milano, Libreria lombarda, 1947
- Gianni Isola"Guerra al regno della guerra! Storia della lega proletaria mutilati, invalidi, reduci, orfani e vedove di guerra (1915-1924)" , Firenze, Le lettere, 1990.
- Berti, Giuseppe[16]. �Il gruppo del Soviet nella formazione del PCI,� Lo Stato operaio, 12 (December, 1934)
piu' generale
- Luigi Di Lembo, Guerra di classe e lotta umana, l'anarchismo in Italia dal Biennio Rosso alla guerra di Spagna (191-1939), edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001
- Eros Francescangeli, Arditi del popolo, Odradek, Rom, 2000
- Marco Rossi, 'Arditi, non gentarmi! Dall'arditismo di guerra agli Arditi del Popolo, 1917-1922, edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 1997
- Luigi Balsamini, 'Gli arditi del popolo. Dalla guerra alla difesa del popolo contro le violenze fasciste, Galzerano Ed. , Salerno.
- "Proletari senza rivoluzione"storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950. - Milano : Edizioni Oriente, 1970 Renzo Del Carria
- "Proletari senza rivoluzione"storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950. - Milano : Edizioni Oriente, 1970 Renzo Del Carria
- "Storia del Partito comunista" Paolo Spriano- Einaudi, Torino, 1967-1975 - 5 volumi
- Mauro Canali, "Le spie del regime", Bologna, Il Mulino, 2004
Note
Achille Stuani fu fra i fondatori del Partito Comunista d'Italia,comandante partigiano,parlamentare del PCI,fuoriscito dal partito su posizioni di sinistra;amico dell'Ambrosini.