Brigata Partigiana Stella Rossa

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La brigata partigiana Stella Rossa,brigata autoctona di montagna, fu un gruppo partigiano stimabile fra le 700 e le 800 unità,armate in prevalenza con armi leggere, che dal novembre del 1943 combatteva contro le forze nazifasciste nei territori compresi tra i comuni di Marzabotto, Monzuno, Grizzana e comuni limitrofi.

La brigata, comandata da Mario Musolesi, detto “Il Lupo”, [1] era costituita principalmente da partigiani originari delle sopracitate zone, a cui, successivamente, si unirono elementi provenienti da Bologna e dintorni ed alcuni prigionieri inglesi fuggiti da campi di detenzione limitrofie e due ex carabinieri di Castiglione dei Pepoli,ricordando nello specifico,pero', la forte conflittualita' in generale esistente nei rapporti fra carabinieri e Stella Rossa,la base combattente,in linea di massima,quindi,era costituita da persone giovani.


Indice

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 Formazione della brigata

l'Appennino tosco-emiliano e' considerato da esponenti del [[C L N] inadatto per la guerra di Resistenza,che deve avere le carateristiche di guerriglia vista la differenze delle risorse disponibili dalle forze in campo contrapposte,le brigate che dovrebbero operare sull'Appennino tosco-emiliano non sono ne' di "citta'" ne' di "pianura",piu' facilmente strutturabili durante la lotta partigiana come si vede dalla sua evoluzione, Stella Rossa dimostrera' invece l'importanza delle brigate autoctone al di fuori di modelli prestabiliti fuori della zona operativa specifica.Non per niente ci saranno rapporti ben difficili col CUMER (comando unificato per l'Emila-Romagna,per la guerra di Liberazione),l'invio ,dopo vari tentativi andati vani, e la successiva presenza di un commissario politico,di lunga esperienza nella battaglia contro il fascismo,comunista,ma sopratutto,antifascista al di sopra delle tendenze ideologiche permettera' nel proseguio un rapporto strutturato fra CUMER e Stella Rossa.E' da rimarcare la sostanziale apoliticita' di Stella Rossa,nome voluto dal Lupo e dal fatto che i suoi aderenti in qualche modo fossro credenti.Dopo l’8 settembre 1943 nascono altri gruppi di resistenza nella zona montagnosa dell'Appennino tosco-emiliano vicino a Bologna ma debbono disperdersi a causa dell'imposibilita' di poter contare su basi di appogio stabili.Per la Stella Rossa ci son caratteri di eccezzionalita' sia per la struttura che per la formazione in cui il Lupo ed il suo nucleo familiare hanno importanza fondamentale,impiegando anche per le neccessita' iniziali tutto il capitale di famiglia(250.000 £ secondo testimonianze).La stessa denominazione e' Stella Rossa-Lupo (talvolta Stella Rossa-Leone da un caduto in combattimento),a quanto pare non per megalomania di Mario Musolesi,bensi' per impremere quasi un marchio di affidabilita',viste le caratteristiche peronali di Lupo, alla formazione stessa:la brigata prima dello stanziamento in montagna e' quasi studiata a "tavolino".

  • Alcuni Militanti di Stella Rossa,i sopravissuti hanno permesso la ricostruzione della storia della brigata partigiana
  • Guido Musolesi,fratello di Mario,il Lupo
  • Lucia Musolesi,sorella di Mario e Guido
  • Bruna Musolsi,sorella di Mario e Guido,la "Brunetta" biografa di Lupo e Stella Rossa
  • Ferruccio Magnani, Umberto Crisalidi, commissari politici, gli unici fra quelli inviati dal CUMER , ben accetti alla brigata
  • Virginio Battistini
  • Aldo Brenni
  • Adriano Lipparini
  • Alessandro Quattrini
  • Amedeo Mengoli
  • Ciro Masi
  • Gastone Rossi "Leone",Medaglia_d'Oro_al_Valor_Militare
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« Giovanissimo partecipò alla lotta per la libertà in una gloriosa formazione partigiana ed il suo valore emerse in tutti i combattimenti. Benché ferito rifiutò di lasciare i compagni d’arme. In una dura azione di fuoco, accortosi che una mitragliatrice nemica decimava i partigiani, si lanciava da solo all’assalto per distruggerla a colpi di bombe a mano »

da ANPI,infatti la brigata piu' conosciuta col nome di Stella Rossa e/o Stella Rossa -Lupo viene talvolta anche chiamata Stella Rossa-Leone.

  • Cleto Comellini
  • don Tommasini,avvisera' Lupo dell'attacco strutturato dai nazifascisti a Stella Rossa che sfocerra' nell'eccidio di Monte Sole
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«Sulla Resistenza nelle valli del Reno e del Setta e sugli eccidi delle SS di Reder, don Tommasini ha scritto anche un libro, intitolato "La Bufera".»

da ANPI

  • Evaristo Cevenini
  • Giorgio Sternini
  • Giorgio Ugolini
  • Giovanni Rossi fratello di "Leone"
  • Giuseppe Castrignano
  • Guerrino Avoni
  • Guido Tordi
  • Libero Rambaldi
  • Ottorino Ruggeri
  • Sugano Melchiorri,gia'comandante di distaccamento della 7a Brigata GAP di Bologna(1943).
  • Roncaglia Amedeo, «Pietro»,nato 4/5/1916 a Castelfranco Emilia(BO); ivi residente nel 1943. 3a elementare. Colono. Prestò servizio militare nella GAF dal 1936 al1943 con il grado di caporale. Militò nella Stella Rossa operando sull'Appennino tosco-

emiliano. Nel giugno 1944 lasciò la formazione e si unì al battaglione Sugano , dal nome del suo comandante Sugano Melchiorri - con il quale raggiunse la zona libera di Montefiorino [2] [3] Dopo la fine della repubblica partigiana tentò di attraversare la linea del fronte, ma il 2/8/1944 cadde nello scontro al passo delle Forbici (Villaminozzo da

  • Olindo Sammarchi amico d'infanzia di Lupo,fa evadere Lupo dalla prigione dei carabinieri con un'azione spericolatissima e poi passato ai nazifascisti organizza numerosi attentati al Lupo,verra' catturato,dopo una lunga caccia,da un compagno del Lupo e giustiziato sul posto
  • Alfonso Ventura,ex sottoufficiale dell'esercito,salva il Lupo da uno dei tanti attentati di cui il Lupo era oggetto

 azioni militari e breve storia

Il passaggio dall'organizzazione a "tavolino" alla vera epropria clandestinita' avviene per una iniziativa di Lupo.Essendo ormai risaputo,molto probabilmente, in paese cosa stava organizzando la famiglia di Lupo ed i loro amici ed essendo comparsi (facevano viaggi a Bologna per procurarsi armi,fra l'altro) manifestini antifascisti,un ufficiale della milizia fascista fa il nome di Lupo,che per tutta risposta va alla casa del fascio e picchia vigorosamente il suddetto subendo,ovviamente, successivo arresto dai carabinieri,Sammarchi va dal maresciallo dei carabinieri e lo obbliga,revolver in pugno,a liberare Lupo;la scelta a questo punto della montagna e della relativa clandestinita' per la Brigata partigiana in nuce e' obbligata.Teniamo sempre conto che c'e' un forte coinvolgimento della famiglia di Lupo nella formazione e nella vita di Brigata,dal fratello Guido alle sorelle,fra le quali Bruna sara' poi quella che scrivera' la storia dei fratelli e del Lupo,in particolare,inoltre la brigata e ' fortemente appoggiata dalle persone del paese e dei paesi limitrofi,cio' non impedira' dissidi col tradimento di Sammarchi e lo stacco di un contingente valutabile fra i 50/100 che prendera' il nome di Stella Rossa-Sugano o bataglione Sugano che la comandera',Sugano Melchiorri,questo a causa di dissidi con Lupo,su problemi di tatttica militare,sembra,tale brigata confluira' nella Repubblica_partigiana_di_Montefiorino.

A monte Sole si inizia a costituire la brigata che oltre i locali puo' contare su alcuni soldati inglesi fuggiti da un campo di concentramento, la banda cresce rapidamente anche grazie alla fama ottenuta del comportamento di Lupo e Sammarchi e la prima azione risulta il deragliamento tramite uso di esplosivo di un un treno in zona di Grizzana[4] sulla direttrice Bologna-Firenze,con la distruzione di cisterne di benzina ed automezzi.Di li' l'azione della brigata partigiana autonoma cresce esponenzialmente grazie al coraggio degli aderenti ma anche alle capacita' di organizzazione instancabile di "Lupo",le azioni vanno dagli attacchi diretti ai nazifascisti al sabotaggio all'eliminazione di spie e collaborazionisti,agli attacchi dimostrativi che aumentano la popolarita' della Brigata e qundi ne permettono il rafforzamento.Uno di questi attacchi e' fatto all locale legione dei carabinieri: il "Lupo",travestito da miliziano fascista con alcuni compagni,fingendo di portar due prigionieri fuggiti dai campi di concentramento,in realta' inglese della Stella Rossa,fattisi aprire abbattono a colpi di mitra maresciallo e due repubblini presenti facendo anche diversi feriti.Queste azioni son fatte anche per deterrenza verso i collaborazionisti italiani,vedi carabinieri nello specifico.

Gli atti di guerriglia portano seri danni all'efficienza dell'apparato comunicativo dell'esercito tedesco tramite,appunto,sabotaggi ed assalti a veicoli di trasporto truppe.In campo aperto quando una divisione tedesca attacca la zona comprendente Sasso, Grizzana, Marzabotto, La Quercia, Vado,dopo 15 ore di durissimi scontri i nazifascisti lasciano sul campo circa 550 morti e un numero ancor maggiore di feriti nello scontro con Stella Rossa. Ricordiamo che partigiani di questo gruppo avevano stretti rapporti con gli abitanti delle zone in cui operavano ed anche i nazifascisti erano a conoscenza dell'aiuto fornito dalle popolazioni dei comuni,per cui alla fine di settembre del 1944 essendo gli alleati giunti nei territori immediatamente a sud rispetto alle postazioni di assestamento della Brigata Stella Rossa, i tedeschi ed i collaborazionisti,per tenatar di evitare pericolosi per loro congiungimento, elaborarono una strategia che consentaloro di mantenere un ultimo punto di difesa e di ritirata dietro alla linea del fronte e nello stesso tempo di eliminare i partigiani operanti nella zona; seguendo questi obiettivi i comandi nazifascisti effettuarono l'accerchiamento di Monte Sole.

  • Nel settembre 1944 L'offensiva di Stella Rossa e la risposta dei nazifascisti si incrementano ,i combattimeti sono sempre diu' duri e gli atti di sabottaggio incessanti compiuti dai partigiani fan da corollario agli scontri,Don Fornasini avvisa il comandante Lupo che la controffensiva nazifascista e' organizzata con mezzi e supporti tali da tentar di farla finita con Stella Rossa. La Brigata si difende strenuamente dopo scontri con l'uso di cannoni da parte dei nazi-fascisti ma e' obbligata a ripiegare,le forze avversarie sono troppo superiori di numero e sopratutto hanno i cannoni; comunque tramite un gran volume di fuoco con le armi leggere e le bombe a mano ed un ripiegamento strutturato , parte di Stella Rossa riesce a sganciarsi dal nemico,ma la brigata non riesce pur combattendo strenuamente ,casolare per casolare, a fermare il rastrellamento.Il "Lupo" muore,con l' arma in pugno, e verra' ritrovato il suo corpo solo un anno dopo.

Nell'attacco contemporaneo al rastrellamento fu impiegato anche il già tristemente noto reparto, per azioni di intimidazione e rappresaglia verso i collaboratori civili della brigata partigiana,comandato dal maggiore Walter Reder. L'operazione di accerchiamento terminò alle prime luci del giorno 29 settembre. Fino al 5 ottobre i tedeschi effettuarono rastrellamenti ed esecuzioni, compiendo il noto e terribile eccidio di Monte Sole.

Bibliografia

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  • don Zanini D. , Marzabotto e dintorni 1944, , , Ponte Nuovo, Bologna, 1996.
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  • Bergonzini L., La Resistenza a Bologna. Documenti e testimonianze vol. 3, , 3, ISB, Bologna, 1970.
  • Bergonzini L., La Resistenza a Bologna. Documenti e testimonianze vol 5, , 5, ISB, Bologna, 1980.

 Note

  1. [1]
  2. Collabora a Wikiquote
    «Nell'estate del 1944, durante i momenti più bui della guerra in Italia, in un piccolo paese dell'appennino tosco-emiliano si riaccende la speranza nella liberazione e nella conquista dei diritti democratici soppressi in vent'anni di regime fascista. La determinazione delle milizie partigiane e il coraggio della popolazione civile rendono possibile la creazione di un amministrazione autonoma nel bel mezzo dei territori ancora controllati dalle truppe di occupazione tedesche, proprio nelle retrovie della linea gotica, la linea difensiva che attesta il fronte nell'Italia settentrionale. »
    da
  3. [2]
  4. [3]

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