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Guardie Rosse (Italia)
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In Italia, all'inizio del primo dopoguerra (1919 - 1920), le Guardie Rosse furono alcune formazioni di difesa proletaria, composte soprattutto nel biennio rosso durante l'occupazione delle fabbriche di Torino[1], i fatti di Empoli 1921 e quelli di Crema[2]. Tali formazioni antifasciste confluirono poi nell'organizzazione paramilitare degli Arditi del Popolo.
- nel 1919 Spartacus Picenus ,ovvero Raffaele Offidani[3]scrisse un canto[4] intitolato proprio la Guardia Rossa che fu fatto ascoltare da Lenin in persona che pero' ebbe da obbiettare sulla musica ,non abbastanza marziale,Spartacus Picenus scrisse anche "La Canzone della Neva" parafrasando la "Canzone del Piave"
Alcuni versi qui riportatiillustrano sia atmosfera ,gusto estetico del periodo e speranze
Un fatto strorico curioso ed unico è quello relativo al capitano dei carabinieri, Guido Jurgens[5],che prima partecipo' alla repressione delle Guardie Rosse a Torino, dopo,durante i fatti di Sarzana fece fuoco contro gli squadristi fascisti assieme agli Arditi del Popolo,ovviamente non fu premiato per il suo zelo di integerrimo servitore dello stato con l'avvento del regime fascista e la sua carriera termino'.L'unicita' dell'episodio è che fu il solo in cui i carabinieri si schierarono apertamente contro gli squadristi ,senza appoggiarli e/o non bloccarli durante le scorrerie,in tutto il triennio 1919/1922.