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Utente:Lupo rosso/Sandboxnuova/ricatilolativa/2
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carabinieri fascismo Resistenza 2 ricapitolativa []
Utente:Lupo_rosso/Sandboxnuova/ricatilolativa documentazione periodo antecedente alla prima guerra mondiale solo brevi note su impiego su repressione di moti popolari,e'troppo estesa la questione
dal discorso di Mussolini
Le premesse alla completa fascistizzazione dei corpi e organi di repressione dello stato sotto il regime fascista son nettamente chiarite dal discorso di Benito Mussolini[1] Mussolini non poteva fidarsi appieno ne' dell'esercito nel quale vi era state grosse ribellioni al fianco dei sovversivi''(Arditi di Trieste ed i successivi Arditi del Popolo dove conflui' l'ala anarco-bolscevico-sovversiva degli Arditi,Bersaglieri di Ancona,il famigliarizzare fra soldati e rivoltosi nella difesa di Parma del 1922) ne' delle associazioni di reduci e dei loro legami con settori militari, in cui vi erano persino personalita' monarchiche come i senatore Viola (verificare se era prorio Viola ,Francescangeli e/o Rossi come riferimento)antifasciste convinte e di Pietro Badoglio[2]ANPI],l'"eterno" intoccabile sotto qualunque regime,(anche per meriti di rispetto reciproco con la truppa),che chiese al re di smantellare a cannonate i facinorosi che marciavano su Roma,la sua adesione al fascismo fu causata dalla sua fame di quattrini ben nota,aveva due stipendi,unico caso nella storia d'Italia come capo dell'eswercito e come ministro della guerra e dopo il 1943 ripassera' tranquillamente dall'altra parte nuovamente.
Nello specifico dei carabinieri,che si erano distinti gia' per le collusioni con gli squadristi,essendo anche nella logica dello scontro sociale del tempo,in quanto le prime formazioni antifascistenon si sarebbero accontentate di battere il fascismo rampante ma avrebbero anche abbattuto la monarchia, conD'Annunzio in "testa" nell'ottica antimonarchica ,mentre invece i carabinieri sono corpo notoriamente fedele alla monarchia e lo dimostreranno anche,a parte rari casi in cui la matrice non e' ideologica,le frange che aderiranno alla Resistenza dopo il 1943 .
la citazione che segue dimostra quanto Mussolini riusci' a rendere efficace quando aveva programmato da Fascismo_e_questione_ebraica#Persecuzioni_e_resistenza_ebraica_nel_periodo_bellico
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« Ma
si macchiano di complicita' con i nazisti pure le prefetture,
la polizia e i carabinieri (alcune prefetture e comandi –
scrive Renzo
De Felice – ci mettono "uno zelo veramente
incredibile, fatto al tempo stesso di fanatismo, di sete di
violenza, di rapacita'"). E’ un fatto ormai accertato
che i 4210 ebrei deportati dopo l’Ordine n. 5, siano stati
arrestati quasi tutti dalle autorita' italiane. »
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ma il discorso piu' eclattante e' fatto sul sito stesso dell'arma dei carbinieri dal sito dell'arma dei carabinieri
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« Ai
Carabinieri sono affidate anche mansioni ingrate come la
repressione del dissenso politico e lo sviluppo di un
imponente sistema di spionaggio interno. Dal 1931 al 1938
partono 3.940 proposte di assegnazione al confine, 4.468
proposte di ammonizione sempre per motivi politici »
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.
Dimostrando un'efficienza,sempre a detta dell'arma,superiore agli altri corpi di repressione che agivano in campo "legale",tralascisndo quindi i compiti assegnati a gruppi speciali come fu il caso dell'omicidio di Carlo Rosselli da ANPI
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« Nei
pressi della cittadina francese, i due fratelli cadono
nell'agguato teso loro da alcuni sicari del gruppo
filofascista La Cagoule
e sono massacrati a colpi di arma da fuoco e coltellate;
mandanti del duplice omicidio, Mussolini e suo genero Galeazzo
Ciano, alcuni ufficiali del SIM (Servizio
Informazioni Militari), come ha provato l'istruttoria
giudiziaria condotta a Roma nel 1944-45. »
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Centro Imolese Documentazione Resistenza Antifascista e storia contemporanea
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« grazie
pure all’utilizzo dei sistemi di comunicazione, allora
rappresentati da radio e giornali. Tuttavia di fronte al
levigato linguaggio burocratico con cui prefetti, questori,
podestà, carabinieri, direttori didattici, presidi e semplici
impiegati pubblici trattavano le pratiche razziali, si avverte
un senso di disagio, acuito dal fatto che solo una manciata di
decenni ci separa da quel periodo. »
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periodo fra le due guerre ,prefazione con un commento chiarificatore dal sito del ministero dell'interno
proprio dal ministero dell'interno
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« Emblematica
della commistione di ruoli tra Milizia, polizia e Ceka e
dell'esistenza quindi di strutture "parallele" a
quelle ufficiali, era la circostanza che De Bono, primo capo
della Polizia fascista, fosse al tempo stesso comandante della
Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. »
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altre collusioni traspaiono assai chiaramente dal seguente scritto: Inchiesta
socialista sulle gesta dei fascisti in Italia di Giacomo
Matteotti
fonte [2]
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« Un
altro tenente dei carabinieri che finge di contenere le
spedizioni facinorose è un noto amico di organizzatori
fascisti e fu udito prendere accordi con loro dentro i locali
di un pubblico ufficio. Il comandante dei carabinieri
agisce spesso a rovescio delle istruzioni prefettizie. Il
brigadiere di Pincara, ove è stato compiuto l'assassinio
durante la notte, mangia, beve, canta e spara coi fascisti.
A Loreo i fascisti su di una strada assaltarono un povero disgraziato, lo picchiarono e poi si presentarono al comando dei carabinieri dichiarando di avergli sequestrata una rivoltella. I carabinieri, invece di arrestare coloro che lo avevano picchiato e assalito e perquisito, sostituendosi se mai alla pubblica autorità, arrestarono lo stesso disgraziato e insultato. Sono metodi e sistemi che hanno perfino meravigliato l'autorità politica. Perciò la mia interrogazione era diretta al ministro della guerra, troppe volle assente in questi banchi della Camera, per sentire le sue responsabilità. Ho detto che il sottoprefetto era avvisato della presenza dei fascisti in Adria, e la notte che andarono a prendere nella sua casa il Presidente della Deputazione Provinciale, i carabinieri perciò appunto dormivano profondamente e non udirono nulla, mentre per due o tre ore in città si udirono spari, inseguimenti, rumori. Nessun carabiniere apparve se non alle 4,40 del mattino, quando, come nell'episodio dei "Maestri Cantori", i ladri e gli assassini erano scappati, la luna sorgeva e tutto era ritornato in tranquillità. Fino a questo si arriva : che, mentre lo chaufeur che ha condotto l'automobile assassina di Pincara ha deposto e indicato persone; mentre è noto chi montava l'automobile chi la pagò, chi andò a compiere l'assassinio, il procuratore del re, ancora dopo parecchi giorni, mi dichiarava che non sapeva nulla, e che egli non ha l'abitudine di leggere i giornali. "La viltà è un atto d'eroismo" Qui non si tratta di fatti singoli, di piccola polizia..... Ma qui si tratta piuttosto di riconoscere una organizzazione, una associazione a delinquere, la quale si vanta nei giornali, con manifesti, vistati dalle vostre autorità, che minacciano di morte determinate persone, di organizzare queste spedizioni e queste rappresaglie.....(sempre organizzazione a delinquere)...., lasciate intatta. . Se avviene mai che qualche avversario sia bastonato, allora sono arrestati i capilega, il Sindaco, gli Assessori..... .....la stampa tace sugli avvenimenti della provincia di Rovigo..... che anche la viltà è un dovere, un atto di eroisno.....più oltre tacere ai nostri che la disciplina può segnare la loro morte..... che si lascino uccidere ad uno ad uno, sgozzare uno per uno, per amore della nostra disciplina..... Voi del Governo assistete inerti o complici. Noi non deploriamo più.....la Camera è avvertita » |
dalla vita di Giuseppe Di Vittorio a cura di Felice Chilanti
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« non
bastava piu' contro di loro la testimonianza del padrone,
sacra fino a quel giorno per i marescialli dei carabinieri e
spesso per i giudici del tribunale; e non erano piu' soli a
difendersi, con le testimonianze della povera gente che i
marescialli dei carabinieri e spesso i giudici del tribunale
consideravano prive di ogni valore giudiziario nei confronti
della testimonianza del padrone che era necessariamente la
"verita'". »
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ma il discorso piu' eclattante e' fatto sul sito stesso dell'arma dei
carbinieri dal sito dell'arma dei carabinieri
|
« Ai
Carabinieri sono affidate anche mansioni ingrate come la
repressione del dissenso politico e lo sviluppo di un
imponente sistema di spionaggio interno. Dal 1931 al 1938
partono 3.940 proposte di assegnazione al confine, 4.468
proposte di ammonizione sempre per motivi politici »
|
.
ovvero i carabinieri dimostrano un'efficienza per "l'ingrato compito" superiore alla pubblica sicurezza che ammettono sul sito stesso,pur sottolineando,ad onor del vero,per confronto, che nella Resistenza di appartenenti alla pubblica sicurezza ,corpo di repressione svilupatissimo durante il fascismo,non ce ne furono anzi le piu' note note,tristemente note,bande di torturatori erano affigliate alle pubblica sicurezza,dalla banda Koch,il cui capo fu appuno eliminato dai carabinieri alla banda Collotti, caso a parte e' il povero Giovanni_Palatucci tradito e venduto ai nazifascisti da un suo zelante collega,che fra l'atro con la Resistenza aveva solo contatti per essere aiuato nel suo mai abbastanza lodato lavoro di protezione della gente ebraica)mentre i carabinieri,in modo molto minoritario rispetto alla loro consistenza,parteciparono
e per quanto riguarda l'avvento del fascismo son ben chiari sempre dal sito dell'arma dei carabinieri
|
« per
quanto riguarda la marcia su Roma:Nonostante le precedenti
acquiescenze e connivenze, le forze armate (e i Carabinieri in
primo luogo) avrebbero eseguito l'ordine del re. Quattro
fucilate avrebbero riprodotto in grande il miracolo di Sarzana
ed avrebbero risparmiato molti lutti »
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.
mentre per l'enorme astuzia del duce
sempre dal sito dei carbinieri
|
« per
quanto riguarda il colpo di mano di Mussolini Il colpo di
Stato mussoliniano è da manuale: infiltrazione graduale di
apparati statali con simpatizzanti; creazione di un movimento
politico; riuscita dimostrazione di forza; progressiva e
rapida occupazione dello Stato. Nessuno spargimento di sangue,
paralisi della classe dirigente, neutralità dei reparti non
amici, cattura dell'opinione pubblica. Nei mesi seguenti viene
operata la fascistizzazione della vita pubblica e privata
dell'Italia in un crescendo di leggi liberticide e sempre più
invadenti. »
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ed ancora
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« Ma
mano a mano che il regime venne affermandosi, quei progetti
che erano tesi a creare una polizia al servizio del partito (fascista)
e delle autorità si fecero palesi. All'inizio della sua
scalata al potere, pur affidando alla sola Arma dei
Carabinieri il servizio di polizia, sciogliendo la
"Guardia Regia" e facendo confluire nell'Arma il
Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e i 12.000 uomini
del "Ruolo Specializzato" - regio decreto 31
dicembre 1922 - il fascismo preparò l'attuazione di tale
disegno. »
|
|
« Il
fenomeno della reazione armata all'insurrezionalismo
"rosso" fu spontaneo. L'idea di aggregarsi per
reagire non nacque dai "Fasci". All'inizio del 1919
il cardinale di Milano, Andrea Carlo Ferrari, formò un gruppo
di giovani ardimentosi che prese il nome di Avanguardia
Cattolica. Il motto "O Cristo o morte" dava la
misura della drammaticità della situazione, specie nel
milanese, roccaforte socialista. A partire dall'autunno del
1920, nacquero le Squadre d'Azione dei Fasci. Lo squadrismo,
scrive Francesco Perfetti, «fu un fenomeno a sé, che pesò
in maniera determinante sul fascismo e sul suo sviluppo, anche
per una acquisita dimensione mitica». Roberto Vivarelli così
ne descrive la composizione: «...nelle prime formazioni
squadriste erano certamente confluiti uomini ai margini della
delinquenza, avventurieri... di questa componente i Fasci
manterranno a lungo il segno e, tuttavia, essa diventerà, ben
presto, secondaria... L'obiettivo che i Fasci si prefissero fu
quello di una sistematica occupazione del territorio,
spazzando via le forze avversarie, organizzazioni sindacali e
amministrazioni locali, attraverso incursioni (spedizioni
punitive) che miravano alla devastazione di sedi e
all'intimidazione. Tutto ciò era in gran parte il frutto di
uno spontaneo consenso, che accompagnò il sorgere della
reazione fascista per più di una ragione...». »
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« 1925
- INIZIO ATTACCHI REPRESSIVI DEL REGIME FASCISTA AGLI STUDENTI
BIBLICI
Dal gennaio 1925, il potere di Mussolini era ormai ben saldo e il processo di fascistizzazione delle istituzioni e della società in quest'anno, si delineava in maniera netta, più che prima. Una delle prime preoccupazioni del Duce, fu quello del riassetto delle forze di polizia e più in generale dei corpi armati. Nel campo delle forze di Polizia (qui quello che ora più ci interessa) si avvertì l'esigenza di creare uno strumento proprio che fosse fedele allo Stato fascista piuttosto che allo Stato di diritto e che si caratterizzasse come un corpo esclusivamente poliziesco repressivo. L'arma dei carabinieri aveva ben svolto un ruolo repressivo durante tre anni di transizione, ma dalla polizia il fascismo voleva molto di più: una presenza effettiva capillare nella società, il controllo totale della vita pubblica e privata di tutti i cittadini. Non solo repressione, quindi, ma anche vigilanza di prevenzione. Per raggiungere quest'obiettivo era necessario un corpo alle dirette dipendenze del Ministro dell' Interno, (di Mussolini, quindi, che ricoprì ad Interim la carica una prima volta dal 31.12.1922 al 17.6.1924 [dal 17.6.1924 al 6.11.1926 il dicastero venne retto da Luigi Federzoni] e una seconda la più lunga e la più importante dal 6.11.1926 al 25.7.1943 quando fu arrestato) che avesse notevole celerità e mobilità nell'intervento. » |
|
« Le
squadre fasciste avevano armi, mezzi di trasporto, il tacito
consenso di Carabinieri e Polizia per cui fu possibile per
loro avere il sopravvento anche sui lavoratori più sovversivi
come lo erano i contadini dell'Oltrepò Pavese ... »
|
periodo bellico []
da Fascismo_e_questione_ebraica#Persecuzioni_e_resistenza_ebraica_nel_periodo_bellico
|
« Ma
si macchiano di complicita' con i nazisti pure le prefetture,
la polizia e i carabinieri (alcune prefetture e comandi –
scrive Renzo
De Felice – ci mettono "uno zelo veramente
incredibile, fatto al tempo stesso di fanatismo, di sete di
violenza, di rapacita'"). E’ un fatto ormai accertato
che i 4210 ebrei deportati dopo l’Ordine n. 5, siano stati
arrestati quasi tutti dalle autorita' italiane. »
|
|
« Lo
storico Enzo
Collotti sta per pubblicare due volumi con il contributo
della Regione Lager toscani dimenticati "Gli ebrei erano
raccolti qui" Nuovi sorprendenti studi sulla Shoah
"C´erano campi a Bagno a Ripoli, Civitella e altri. Ma
se ne parla poco. Nella delazione decisivo il ruolo dei
carabinieri" »
|
|
« Ma
le delazioni furono tantissime, e determinante fu la
collaborazione delle tenenze dei carabinieri. Questo è un
dato che mi preme sottolineare, anche per sfatare la favola
sull´atteggiamento degli italiani nei confronti prima delle
leggi razziali, poi delle deportazioni. »
|
|
« un
altro elemento di novità di questo lavoro è l´attribuzione
della maggior parte degli arresti ai repubblichini e alle
forze dell´ordine italiane »
|
|
« Lo
storico tedesco Gerhard Schreiber, nel suo ultimo lavoro,
riconduce gli eccidi nazisti nel Sud al rancore accumulato
contro gli italiani dopo il "tradimento" del 25
luglio, sottolineando le gravi responsabilita' non solo delle
SS ma anche degli ufficiali dell’esercito regolare tedesco,
che agirono per "spirito di vendetta". Ma la colpa
non fu solo dei tedeschi. In uno studio sulla Resistenza nel
Sud, uscito di recente, Aldo De Jaco documenta che anche
alcuni ufficiali e carabinieri italiani favorirono la politica
delle stragi oppure non vi si opposero in alcun modo. »
|
Aldo
de Jaco ,la Resistenza
al sud nel 1943
da Wikipedia Fascismo_e_questione_ebraica
|
« Lo
storico Renzo De Felice, riferendosi indistintamente a
carabinieri e polizia e loro gerarchie, scrisse:
Collabora «Alcune prefetture e comandi ci mettono uno zelo veramente incredibile, fatto al tempo stesso di fanatismo, di sete di violenza, di rapacità, nel collaborare con i nazisti.» » |
Carabinieri caccia ai partigiani da
www.associazioni.prato.it/resistente/italia/home.htm
|
« 03/01/1944
- A Valibona, 18 partigiani capeggiati da Lanciotto Ballerini
vengono accerchiati nella notte da un reparto della Guardia
Nazionale Repubblicana di Prato che agisce insieme a dei
fascisti e ai Carabinieri di Calenzano. Scoppia a un
combattimento che porta a un vero e proprio massacro, con
successive rappresaglie fasciste sulla popolazione locale »
|
sotto si sta parlando di ebrei di Carlo Spartaco Capogreco DA STORIA CONTEMPORANEA Anno XXII, Agosto 1991 IL MULINO EDITORE
|
« La
retata degli arresti venne messa in atto dalla polizia e dai
carabinieri delle grandi citta', dove in genere gli ebrei
stra- nieri risiedevano. Gli agenti, dopo aver notificato il
provvedimento - che il piu' delle volte non era neppure
scritto, ma comunicato a voce - conducevano i malcapitati
nelle guardine delle varie questure e quindi, dopo ore ed ore
di attesa trascorse senza cibo, li avviavano nelle carceri.
Nelle celle gli ebrei vivevano in condizioni igieniche
terribili, ma il loro tor- mento maggiore era il timore di
vedersi riconsegnare alle autorita' naziste. »
|
saggio di Spartaco Capogreco sui campi di concentramento italiani da ANPI
libri di capogrossi su tematica campi concentramento italiani:
- I campi del duce. L'internamento civile nell'Italia fascista (1940-1943) Carlo Spartaco Capogreco
Einaudi 2004
- Renicci. Un campo di concentramento in riva al Tevere 1ª ed. Italiano
Carlo Spartaco Capogreco Mursia 2003
ed ancora lager italiani sempre dal lavoro di Spartaco Capogreco
|
« I
campi di concentramento italiani sottoposti all'autorità
civile, tra il giugno del 1940 e l'agosto del 1943, furono
complessivamente una cinquantina. La loro direzione era
affidata a un commissario o a un maresciallo di pubblica
sicurezza, oppure al locale podestà, coadiuvato da
carabinieri, questurini o militi fascisti. »
|
|
« (prima
c'e' un raffronto con i lager nazisti,nota dello
scrivente)Questo non deve farci dimenticare che il regime
fascista praticò fin dal 1938 una politica autonoma
antiebraica e che dal 1943 al 1945 il fascismo repubblicano di
Salò attuò procedure di arresto e concentramento che portano
allo sterminio di oltre ottomila ebrei. »
|
nello specifico da Lista_dei_campi_per_l'internamento_civile_nell'Italia_Fascista si trae che ben 7 su 50 erano diretti e/o affidati a carabinieri,da cui si evince che una buona quota di carabinieri ritenuti ben fedeli al fascismo era presente nell'arma e non semplicemente carabinieri "sopportanti"il regime per dovere ed esigenza di "lavoro" ,relativamente per i tempi,ben remunerato e rispettato.
carabinieri nella Resistenza
elenco campi concentramento italiani retti o con partecipazione di carabinieri
particolare importanza ha il periodo dei campi ci concentramento italiani.Da Wikipedia si evince che ben 8 campi di concentramento fascisti e/o nazifascisti son retti da carabinieri
Lista_dei_campi_per_l'internamento_civile_nell'Italia_Fascista Con il termine lager si indicano i campi di concentramento e sterminio (in tedesco: Konzentrationslager) utilizzati dal regime nazista e fascista.
Il sistema dei lager venne inizialmente impiegato (1933) in Germania
e Austria per confinare gli oppositori politici al nazismo (comunisti,
socialdemocratici, obiettori di coscienza) allo scopo di
"rieducarli". In seguito vennero usati per la detenzione e lo
sterminio degli ebrei, e di altre categorie di indesiderati (zingari,
omosessuali, apolidi ecc.) La parola "lager" in tedesco
significa "campo". Dal punto di vista ideologico era quindi
considerato un luogo (analogamente ai Glavnoye upravleniye lagerey, i
gulag sovietici) in cui esercitare una stretta sorveglianza su un
considerevole numero di individui (che le SS, cui spettava la gestione
dei lager, chiamavano "pezzi").
In Italia i primi lager furono costituiti a partire dal 1940.
La quasi totalità dei lager italiani furono espressamente voluti dal Ministero
dell'Interno italiano. Il numero di persone calcolato nella tabella Stima
del numero di internati (medio) non vuole essere una stima delle
persone che in totale transitarono nei vari lager (se non in quei lager
il cui numero è seguito da asterisco, per i quali il numero riportato
è effettivamente corrispondente alla stima approssimativa dei deportati
transitati lungo tutto il periodo di apertura del lager), ma una media
delle persone che erano costantemente presenti in essi. Per una più
precisa e dettagliata analisi del termine, rimandiamo a lager.
| Nome del campo | Città | Tipo di campo | Tipologia di internati | internati (stima) | Campo istituito da | Direttori | Operatività |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Zlarino | Zara_(Croazia) | Lager
per
rastrellati politici e loro familiari |
Civili | 1652* | Ministero dell'Interno | Comandante della 173° Sezione Regi Carabinieri
della Divisione "Eugenio di Savoia", in seguito il Tenente Colonnello Umberto Ransava |
Marzo 1943 |
| Arbe | Fiume
(Croazia)
Dalmazia (oggi in Croazia) |
Lager | Civili uomini, donne, bambini, ebrei (internamento protettivo) | 6577* | Ministero dell'Interno | Colonnello dei Carabinieri
Vincenzo Cuiuli |
Giugno 1942 |
| [Fertilia]] | Sassari,
[ [Sardegna]] |
Lager
per
slavi dell'internamento civile parallelo |
Civili, per lo più croati | 300 | Ministero dell'Interno | Arma dei Carabinieri | Gennaio 1943, Agosto1943 |
| Monigo | Treviso | Lager
per
slavi dell'internamento civile parallelo |
Civili jugoslavi | 3464* | Ministero dell'Interno | Tenente Colonnello dei Carabinieri
Alfredo Anceschi aiutato dal Capitano Eliseo Signorini |
2_luglio |
| Gonars | Udine,Friuli_Venezia_Giulia | Lager
per
slavi dell'internamento civile parallelo |
Civili jugoslavi | 6500* | Ministero dell'Interno | Tenente Colonnello Eugenio Vicedomini, Cesare Marioni, Ignazio
Fragapane, Gustavo De Dominicis, Arturo Macchi |
Ottobre,1941,19_ottobre |
| Visco | Udine,Friuli_Venezia_Giulia | Lager
per
slavi dell'internamento civile parallelo |
Civili jugoslavi | 3272* | Ministero dell'Interno | Tenente Colonnello dei Carabinieri
Salvatore Bonofiglio |
Gennaio 1943 |
| Fabriano | Ancona | Lager | "Italiani pericolosi" (oppositori politici, ma anche
pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi |
90 | Ministero dell'Interno | funzionario di pubblica sicurezza Antonio Vecchio,
"sorvegliato" dai Carabinieri |
Settembre |
sito dedicato memoria campo di concentramento di Gonars Udine
Il
campo di concentramento di Gonars Udine
|
«
C’erano in questo campo 4000 persone, che in maggio, come
risulta sempre da questi documenti della Censura, erano stati
picchiati dai carabinieri con "botte da orbi" perché
"quando hanno saputo che abbiamo perso la Tunisia, si
sono messi tutti a gridare "Viva la Russia"". »
|
testimonianza di Slavko Malnar
|
« La
situazione più difficile e vergognosa è stata quando
dovevamo tutti assieme spogliarci nudi per la doccia; non
osavo alzare gli occhi da terra. Posso solo immaginare come
fosse penoso per le mamme e gli altri adulti. Le ragazze
provavano a tenere le mutandine, ma i carabinieri gliele
strappavano di dosso. Alla doccia seguente non c’era più
bisogno perché quelle strappate erano l’unico paio che
avevano avuto. »
|
nella lista di quelli con partecipazione carabinieri manca anche Campagnia ,Salerno CAMPO DI S. BARTOLOMEO CAMPO DELLA CONCEZIONE istituto Palatucci
|
« L’8
giugno erano già dislocati a Campagna - per svolgere il
servizio di vigilanza – 12 carabinieri, di cui due
sottufficiali, e 15 agenti di Pubblica Sicurezza, compreso un
sottufficiale ed escluso il funzionario che non era ancora
giunto da Lampedusa. »
|
|
« Con
un telegramma datato 8 settembre 1939 l’allora Prefetto
Bianchi, pur facendo presente al Ministero dell’Interno che
esistevano diverse località idonee alla costituzione di
colonie per confinati comuni nella provincia di Salerno,
propose Campagna »
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anche a Sassoferrato i reclusi erano "affidati" ai carabinieri che non risultano in relazione al campo comunque presente daisraele urbis sassoferrato
|
« La
maggior parte degli internati, come si evince dalla
corrispondenza, era definita "allogena" della
Venezia Giulia (di altra stirpe diversa dallo Stato Nazionale
in cui si trova) ed alcuni sono stati utilizzati per la
realizzazione dell'acquedotto di Arcevia. La vigilanza dei
Campo era stata affidata ad una postazione fissa di
Carabinieri (4 carabinieri pi� un sottufficiale). »
|
note su organi di represione dello stato,sia polizia che carabinieri []
|
« La
neonata Repubblica di Salo' non fu piu' tenera del fascismo
con gli ebrei, anzi. La Carta di Verona del 14 novembre 1943 -
il manifesto politico della Rsi - risolve il problema degli
ebrei italiani nel capitolo settimo, affermando che tutti i
membri della razza ebraica sono "stranieri e parte di una
nazione nemica". L’Ordine di Polizia numero 5, emanato
il 30 novembre 1943 e trasmesso il giorno seguente alla radio,
annuncia che tutti gli ebrei saranno inviati ai campi di
concentramento, »
|
confermando qunto detto come generalita' dal Renzo De Felice
|
« Ma
si macchiano di complicita' con i nazisti pure le prefetture,
la polizia e i carabinieri (alcune prefetture e comandi –
scrive De Felice – ci mettono "uno zelo veramente
incredibile, fatto al tempo stesso di fanatismo, di sete di
violenza, di rapacita'"). E’ un fatto ormai accertato
che i 4210 ebrei deportati dopo l’Ordine n. 5, siano stati
arrestati quasi tutti dalle autorita' italiane. »
|
|
« La
prima retata attuata da un reparto specializzato di polizia fu
quella del 16 ottobre 1943 a Roma: quel sabato vennero
rastrellati 1.259 ebrei; due giorni dopo 1.023 di essi vennero
deportati ad Auschwitz (tra di essi vi era anche un bambino
nato dopo l’arresto della madre). Il 1° dicembre anche le
autorità italiane cominciarono ad arrestare gli ebrei e a
internarli in campi provinciali; alla fine di quel mese
iniziarono a trasferirli nel campo nazionale di Fossoli, nel
comune di Carpi, in provincia di Modena. »
|
|
« Per
i nazisti il compito di arrestare tutti gli ebrei di Casale fu
molto semplificato dal lavoro svolto dalla polizia italiana a
partire dal 1938; inoltre non fu molto difficile o pericoloso
l'arresto di Sanson Segre, nato nella città monferrina nel
1866, che fu trascinato fuori dal letto - gli era stata
amputata una gamba per una grave forma di diabete - e
trasferito nelle carceri di Torino. »
|
Notiamo che Sanson Segre 88 anni,ex commerciante con un piede amputato ed in cancrena su inviato prima a Fossoli e poi ad[Auschwitz]] fonte universita' di Torino
di seguito fonte da
|
« Decisione
italiana di consegnare alla polizia tedesca gli ebrei tedeschi
presenti nella Francia sudorientale occupata dall'Italia;
direttiva di trasferimento a Bolzano degli internati (per lo
più ebrei stranieri) del campo di Ferramonti di Tarsia in
Calabria. »
|
|
« Oltre
alla Questura e alla Guardia Nazionale Repubblicana, GNR (che
aveva assorbito anche l'Arma dei Carabinieri), svolgevano, di
fatto se non di diritto, attività di polizia anche la già
citata Legione Autonoma Ettore Muti, la Brigata Nera Aldo
Resega, l'ISPA (Ispettorato Speciale Polizia Antipartigiani,
formato da personale della Pubblica Sicurezza), il CIP (Centro
Informativo Politico, una sorta di polizia finanziaria alle
dipendenze dirette del comando SS), nonché un reparto di SS
italiane e l'ufficio politico della Decima Mas. Infine, ultima
solo per metterla meglio in luce, operava il Reparto Speciale
di polizia, al quale il suo capo, Pietro Koch, aveva il vezzo
di aggiungere il suo nome, preceduto abitualmente dal titolo
di dottor (anche se Koch non aveva mai terminato gli studi
universitari) »
|
.
|
« In
questo periodo nasce anche l'amicizia con l'attore Osvaldo
Valenti e con la sua amante, l'attrice Luisa
Ferida. Osvaldo
Valenti, squinternato e cocainomane, è ufficiale della
Decima Mas, ma partecipa anche all'attività della Banda, più
che altro perché tra le altre lucrose attività, oltre alla
rapina, gli uomini di Koch si sono specializzati anche nel
traffico di droga. »
|
|
« La
tortura a Villa Triste diventa quasi fine a sé stessa; certo,
è un sistema per far parlare gli arrestati, ma l'insistenza
con cui viene effettuata, la fantasia perversa degli aguzzini,
dimostrano quello che dicevamo in apertura, ossia che il
Reparto Speciale si distingueva da tutte le altre polizie. Ma
si distingueva proprio perché anche la crudeltà della guerra
può conoscere dei limiti, ma l'immaginazione di un sadico li
supera di continuo. »
|
belin me scurdavu de: Gaetano Collotti da
http://www.deportati.it/litorale_adriatico.html da]
|
« Prefetti
e podestà finiscono sotto il controllo di
"consiglieri" tedeschi". Dalle autorità
tedesche dipendono direttamente anche le formazioni della
milizia fascista e i vari reparti di polizia, impegnati anche
nelle operazioni di rastrellamento antipartigiane. Tra questi
particolare rilievo ha l'Ispettorato Speciale di Pubblica
Sicurezza per la Venezia Giulia, agli ordini dell'ispettore
generale Giuseppe Gueli. Questo ispettorato, con sede nella
famigerata "Villa Triste" di via Bellosguardo, era
stato creato fin dal 1942 con specifici compiti di repressione
antipartigiana e di controllo delle organizzazioni operaie
nelle fabbriche. La sezione operativa dell'Ispettorato divenne
tristemente nota come Banda Collotti, dal nome del suo
comandante Gaetano Collotti. Dopo l'8 settembre essa proseguì
nella sua attività antipartigiana mettendosi al servizio dei
tedeschi e distinguendosi in particolare nella cattura degli
ebrei. »
|
in quanto a Giuseppe Gueli risiera S.Sabba sempre su Collotti
|
« In
seguito, in polemica con lo Stato repubblicano che aveva
concesso un riconoscimento militare alla memoria di Collotti,
il suo torturatore, Miani rifiuta ogni onoreficenza. »
|
sempre su Collotti da testiminianzelager RAI e questa ce la dimentichiamo per caso? Banda Carità
|
« Dopo
l’8 settembre del 1943 a Firenze si costituì un ufficio di
polizia denominato “Reparto di
Servizi Speciali”, che divenne tristemente famoso con il nome di “Banda Carità”, dal nome del suo comandante Mario Carità. Suo compito era di scoprire le organizzazioni resistenziali e di catturare gli esponenti del movimento partigiano, dei comitati di liberazione nazionale e dei partiti antifascisti. La Banda Carità agiva prevalentemente a Firenze, in stretta collaborazione con le SS e con altri servizi di polizia tedeschi ed italiani. L’ultima sede operativa della Banda fu un caseggiato situato a Firenze (via Bolognese n. 67) che venne denominato “Villa Triste”, a motivo delle efferate torture inflitte agli interrogati. » |
Banda Collotti
|
« Gaetano
Collotti., torturatore fascista. Fu vice commissario
dell’Ispettorato Speciale di P.S. per la Venezia Giulia,
costituito a Trieste nell’aprile del 1942 per reprimere
l’antifascismo giuliano. »
|
|
« Candrilli
implacabile ingranaggio dell'efficiente macchina di Eichmann »
|
la sentenza di condanna a morte del candrilli e questo taglia la testa ad un branco di tori,non ad uno
per quanto riguarda le ben tristemente ricordate ville tristi:
Villa Triste
Fra il 1943 ed il 1945 in Italia furono istituite le famigerate ville tristi, ossia dei luogi chiusi (a differenza dei campi e delle colonie che avevano un ampio spazio esterno) di tipo carcerario interni alle città.
Le ville tristi erano, nella migliore delle ipotesi, una sorta di precampo, ossia un luogo dove interrogare e torturare le persone prima di spedirle al confino o in un lager. Nel peggiore dei casi la villa triste serviva esclusivamente per interrogare, torturare, ridurre alla fame ed uccidere i detenuti.
La gestione di queste carceri era affidata sia alla Gestapo (il famigerato "braccio tedesco") che all'amministrazione italiana.
| Nome | Città | Tipologia internati | Campo istituito da | Direttori | Operatività |
|---|---|---|---|---|---|
| Via Bellosguardo | Trieste | Ebrei italiani e stranieri; civili inglesi, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, partigiani | Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza | Giuseppe Gueli, Banda Collotti | 1942 - 1945 |
| Via Bolognese 67 | Firenze | Oppositori politici. Da qui passarono alcuni dei nomi più conosciuti della Resistenza fiorentina fra i quali, il gappista Bruno Fanciullacci, tutti i componenti del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, Anna Maria Enriques Agnoletti, i patrioti di Radio Cora | 92° legione della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale | Mario Carità e la Banda Carità | 17 settembre 1943 - 1945 |
| Via Asti 22 Caserma Alessandro La Marmora | Torino | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani | n/a | Gastone Serloreti | 1943 - 1945 |
| Via Tasso | Roma | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani. Fra i detenuti del carcere anche Giuliano Vassalli, Giuseppe Cordero di Montezemolo, Sabato Martelli Castaldi, Bruno Lordi, Bruno Buozzi, Carlo Zaccagnini, Filippo De Grenet, don Pietro Pappagallo | SS | Herbert Kappler, Erich Priebke, Kock | 1943 - 1944 |
| Villa Fossati, Via Paolo Uccello | Milano | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani | n/a | Banda Kock, Armando Tela | 1943 - 1945 |
| Via Rovello | Milano | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani | Legione Autonoma Mobile Ettore Muti | Francesco Colombo | 1944 - 1945 |
a cui va aggiunta la famigerata all'epoca casa dello studente di Genova progetto ricerca ILSREC universita' Genova sotto da [3]
|
« Nella
zona di Portofino
era insediato un nutrito contingente di marina germanica in
funzione di avvistamento e difesa costiera comandato dal
tenente Ernst
Reimers. Costui viene indicato come un fanatico nazista in
rapporti di stretta collaborazione con il Comando SS di Genova
e legato da stretti rapporti di amicizia soprat-tutto con il
tenente Otto
Kaess. In particolare il Reimers aveva stabilito il
proprio comando nel castello di San
Giorgio, situato oltre il piccolo paese di Portofino verso
la punta orientale del capo, e lo aveva par-zialmente
trasformato in una prigione allestendovi numerose celle. Sulla
sua attività violenta e persecutrice riferisce la relazione,
in data 1 luglio 1949, della Commissione di epurazione
istituita dopo la fine del conflitto a Santa
Margherita Ligure. Ne parla altresì il già citato
in-terprete delle SS Giuseppe Nicoletti nel resoconto del suo
interrogato-rio, presumibilmente reso agli Alleati, nei
termini seguenti, prendendo le mosse dalla caratterizzazione
della figura del tenente Kaess: "(...) crudele emanatore
(il Kaess) di ordini di tortura che venivano per lo più
eseguiti nel cosiddetto 'cimitero delle persone vive' a
Portofino. In tale lavoro il Kaess era coadiuvato dal tenente
di marina Raimers (recte Reimers) comandante della marina di Portofino.
Infatti, siccome alla Casa dello Studente le urla delle
persone sottoposte a torture si udivano, il Kaess pensò bene
di servirsi del suo amico Raimers, che per cru-deltà lo
superava e che era l'autore materiale delle torture."
Una tragica, quasi incredibile, realtà: in una delle più
belle e suggestive località della Riviera ligure era stata
insediata una sorta di succursale della Casa
dello Studente per compiervi, con la complicità del
coman-dante di un reparto della marina germanica, alcune delle
azioni più spietate di polizia. Qui nella notte tra il 2 e 3
dicembre 1944 furono fu-cilati sulla spiaggia dell'Olivetta 22
prigionieri politici prelevati dalla IV sezione del carcere di
Marassi
a disposizione delle SS
e i loro corpi, legati l'uno all'altro con filo di ferro,
furono caricati su alcune barche e gettati in mare al largo
con pesanti pietre come zavorra. La scelta degli sventurati
non poté che avvenire, a causa del ruolo che egli ricopriva,
per determinazione del comandante dell'AK di Genova tenente
colon-nello Engel. All'operazione partecipò anche Vito
Spiotta, segretario del fascio di Chiavari
e vice comandante della brigata nera "Silvio
Parodi", condannato a morte, anche per la partecipazione
a questa strage, con sentenza del 18 agosto 1945 e fucilato al
poligono di Genova-Quezzi l'11 gennaio 1946. »
|
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI sui sopracitati argomenti []
- Le Brigate Nere, di Ricciotti Lazzero - Rizzoli, 1986
- L'esercito di Salò, di Giampaolo Pansa - Mondadori, 1970
- L'Italia della guerra civile, di Indro Montanelli e Mario Cervi - Rizzoli, 1983
- Storia della guerra civile in Italia, 1943-45, Giorgio Pisanò - Edizioni FPE Milano,
Note []
- dal
discorso di Mussolini 26 maggio 1927 su Cronologia
(fra questi c'erano anche *Guido Jurgens,capitano dei carabinieri *Federico Fusco ,il prefetto di Parma.*Vincenzo Trani,ispettore generale di pubblica sicurezza, a cui fu dedicato un film film su Trani oltre che il libro un poliziotto per bene di Luigi Faccini ]« (La Polizia)Veniamo alla Polizia. Fortunatamente, gli Italiani stanno liberandosi dei residui lasciati nei loro spiriti dai ricordi delle dominazioni straniere: absburgiche, borboniche, del granducato, per cui la Polizia rappresentava una funzione odiosa, abominevole, da evitare. Signori! è tempo di dire che la Polizia va, non soltanto rispettata, ma onorata. Signori: è tempo di dire che l'uomo, prima di sentire il bisogno della cultura, ha sentito il bisogno dell'ordine. In un certo senso si può dire che il poliziotto ha preceduto, nella storia, il professore, perché se non c'è un braccio armato di salutari manette, le leggi restano lettera morta e vile. Naturalmente ci vuole il coraggio fascista per parlare in questi termini. L'onorevole Luigi Federzoni ha lasciato una legge di Pubblica Sicurezza. Abbiamo in Italia 60.000 carabinieri, 15.000 agenti di polizia, 5.000 metropolitani, 10.000 appartenenti alle Milizie, diremo così, tecniche: la Milizia Ferroviaria, la Portuale, la Postelegrafonica, la Stradale; tutte Milizie e Polizie che compiono un servizio regolare, perfetto ed utile. Poi abbiamo la Milizia Confinaria e finalmente la Milizia Forestale. Io calcolo che il regime ha un complesso di 100.000 uomini come forza di Polizia. È un numero imponente. Bisogna epurare la Polizia, specie quella in borghese. Io non ho voluto aumentare il numero delle divise, non ho voluto cioè che i 15.000 agenti in borghese avessero la divisa. Ma quando la polizia è in borghese e non controllabile attraverso l'uniforme, deve essere scelta, cioè deve essere composta di cittadini irreprensibili, zelanti e silenziosi. Tutti coloro che non hanno questi attributi, io li mando a spasso senza pietà. Così, in questi mesi, ho allontanato sette questori, quattro vice-questori, venti commissari, sei commissari aggiunti, cinque vice-commissari, ed ho fatto una rapida pulizia, ho dato un colpo di «ramazza» in quella Questura di Milano che non mi è mai piaciuta. Sono in corso altri 52 collocamenti a riposo di funzionari e di 37 impiegati del gruppo C. Ma questo è il principio dell'epurazione. Dovrà essere continuata. Poi bisogna dare i mezzi alla Polizia. La delinquenza moderna è avanzatissima, come progresso! Conosce la chimica, la fisica, la balistica, adopera tutti i mezzi più veloci. La Polizia italiana aveva ancora le vecchie automobili, che col rumore della loro incomposta ferraglia si annunziavano di lontano al delinquente, che faceva in tempo a fuggire. Abbiamo portato le autovetture della Questura da 161 a 611. Tutti i comandi di legione dei carabinieri hanno un'automobile. Altrettanto dicasi di tutti i comandi di legione della Milizia volontaria. La polizia dispone oggi, quindi, di 774 autovetture, di 290 camions, di 198 motocicli, di 48 natanti e motoscafi, e di 12.000
biciclette. » - ^ [1]
collegamenti esterni di notevole interesse []
cesare bermani Cesare Bermani Delatori, infiltrati, poliziotti, regi carabinieri e agenti dell'Upi: l'apparato di repressione fascista. Storie di ieri per la storia di oggi, Adolfo Mignemi (a cura di Adolfo Mignemi), Novara fa da sé, atti del convegno, Novara, Isrsc No-Vb, 1999
periodo secondo dopoguerra:golpismo ed altro []
da [4]
|
«
I neofascisti organizzati dovrebbero creare il casus belli di
una insurrezione armata della sinistra, in modo da legittimare
un golpe dei Carabinieri contro i comunisti di Togliatti ed i
socialisti di Nenni. La strage di Portella della Ginestra,
appunto. »
|
|
«
l'Unione patriottica anticomunista (UPA),
una organizzazione clandestina capeggiata da generali e
colonnelli dei carabinieri( Messe, Pieche, Laderchi) e
manovrata occultamente da James Angleton,la superpia americana
in Italia dallo sbarco in Sicilia in poi »
|
|
«
Quella mattina del 1 Maggio sulla Piana di Portella della
Ginestra dove si ritrovavano da sempre a far festa operai e
contadini, fu accesa una miccia che avrebbe dovuto far
esplodere la rivolta delle sinistre e provocare l'intervento
dei Carabinieri, dalla Sicilia in tutta Italia »
|
|
«
Poi anche Pisciotta, che aveva confidato in un trattamento
particolare, venne avvelenato nel carcere di Viterbo nel 1954,
dopo aver sentito la richiesta di ergastolo nei suoi
confronti, lui che era stato quasi organico ai Carabinieri
golpisti. »
|
|
«
Una storia mai chiusa ed ora riaperta. Ce ne' abbastanza per
riaprire il processo su Portella della Ginestra? E' quanto
chiedono i due studiosi Giuseppe Casarrubea e Mario J.
Cereghino, che hanno consegnato le nuove carte alla Procura
della Repubblica di Palermo perche' il reato di strage non va
mai in prescrizione »
|
da editoriale di Santo Della Volpe,ovvero uno dei capiredattori TG3