Antonio Cieri
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Antonio Cieri (Vasto, 1898 � Huesca, aprile 1937) � stato un anarchico italiano.
Durante la prima guerra mondiale ebbe il grado di ufficiale e fu pi� volte decorato.
Dirigente del movimento anarchico di Ancona, in cui era impiegato presso le Ferrovie dello stato come disegnatore tecnico (talvolta gli viene attribuito, a torto, il titolo di architetto), nel 1921, a causa della sua attivit� politica, fu trasferito a Parma. Qui, nell'agosto 1922 insieme a Guido Picelli - che dirigeva l'intera formazione - fu comandante degli Arditi del Popolo a difesa del Naviglio, rione popolare di Parma, durante gli assalti degli squadristi fascisti di Italo Balbo, che aveva sostituito Roberto Farinacci, al comando degli squadristi, a causa dell'inefficienza dimostrata, su ordine di Benito Mussolini.
Pino Cacucci ha scritto un libro Oltretorrente, che tratta approfonditamente la difesa, appunto, dei quartieri proletari di Parma.
And� in esilio nel 1923 quando fu licenziato dalle Ferrovie. A Parigi nel 1925 riprese la sua attivit� di anarchico militante fondando il periodico Umanit� Nova. Nel 1936 fu uno dei comandanti delle Brigate internazionali nella guerra civile spagnola.
- Nella met� di Aprile del 1937 la Colonna Italiana - comandata da Giuseppe Bifolchi[1] tenta di espugnare il difficile sito di Carrascal di Huesca,in questi combattimenti muore Cieri. Il 13 Aprile l'attacco � portato dalla 29� Divisione (prima denominata Colonna Lenin del POUM) fra i combattenti italiani ci sono Etrusco Benci [2], Pietro Fancelli [3], Mario Traverso [4], Giuseppe Fusero [5], Pasquale Fioravanti [6], Camillo Lanzilotta [7] (nome di battaglia Lancillotto o Nathan).
In particolare Cieri fu a capo della squadra dei �bomberos�, da lui appositamente addestrata per l'assalto. Il giorno 7 Aprile 1937 cadde in combattimento durante l'assalto per la presa di Huesca, poi conquistata dalle formazioni antifasciste. I suoi figli, Ubaldo e Renee, furono allevati da Giovanna Caleffi[8] moglie di Camillo Berneri.
Note
Bibliografia
- Del Carria, Renzo "Proletari senza rivoluzione". Storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950, 2 voll., Milano, Edizioni Oriente, 1970 (I ed. 1966), (in particolare il XVII Capitolo "La giusta linea non seguita": Parma come esempio di vittoriosa resistenza politica-militare al fascismo (1-6 agosto 1922).
- AA.VV., Dietro le barricate, Parma 1922, testi immagini e documenti della mostra (30 aprile - 30 maggio 1983), edizione a cura del Comune e della Provincia di Parma e dell'Istituto storico della Resistenza per la Provincia di Parma
- AA.VV., Pro Memoria. La citt�, le barricate, il monumento, scritti in occasione della posa el monumento alle barricate del 1922, edizione a cura del Comune di Parma, Parma, 1997
- Pino Cacucci, Oltretorrente, Feltrinelli, Milano, 2003
- Luigi Di Lembo, Guerra di classe e lotta umana, l'anarchismo in Italia dal Biennio Rosso alla guerra di Spagna (191-1939), edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001
- Eros Francescangeli, Arditi del popolo, Odradek, Rom, 2000
- Gianni Furlotti, Parma libertaria, edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001
- Marco Rossi, 'Arditi, non gentarmi! Dall'arditismo di guerra agli Arditi del Popolo, 1917-1922, edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 1997
- Luigi Balsamini, 'Gli arditi del popolo. Dalla guerra alla difesa del popolo contro le violenze fasciste, Galzerano Ed. , Salerno.
- "Proletari senza rivoluzione"storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950. - Milano : Edizioni Oriente, 1970 Renzo Del Carria
- "Storia del Partito comunista" Paolo Spriano- Einaudi, Torino, 1967-1975 - 5 volumi
Voci correlate
- Carta del Carnaro
- Difesa_di_Parma_del_1922
- Arditi del Popolo
- Arditi
- Formazioni_di_difesa_proletaria
- Filippo Corridoni
- Guido Picelli
- Argo Secondari
- Alberto Acquacalda
- Vincenzo Baldazzi
- Alceste De Ambris
- Armando Vezzelli
- Gaetano Perillo
- Lorenzo Parodi
- Camillo Berneri
- Ercole Miani
- Storia del movimento partigiano a Genova
- Strade di Genova intitolate a partigiani ed antifascisti
- Fatti di Sarzana
- Fatti_di_Empoli_1921
