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Francesco Leone
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Francesco Leone
Nasce in Brasile la fine del 1899,ma viene registrato il 13 marzo 1900 ,a detta di Leone stesso.
si spegne a Vercelli il 23 maggio 1984
Antifascista,e' uno dei capi degli Arditi del Popolo di Novara e Vercelli,militante del Partito Comunista d'Italia e delle Guardie_Rosse_(Italia),comandante partigiano,sindacalista nel settore risiero,padre costituente nel gruppo comunista[1],fra i promotori della centuria Gastone_Sozzi[2],aggregata al famoso V Reggimento, [3] conosciuto anche come il Reggimento di ferro, organizzato da Vittorio_Vidali,a difesa della repubblica nella guerra di Spagna.
Nasce da Antonio e Caterina Molino,braccianti provenienti da Asigliano
Vercellese.In quel periodo,ovvero attorno agli anni '80 del 1800,vi
erano inverni estremamente duri nel vercellese e zone limitrofe,malsane
per l'umidita' e nebbia gelato e stagnante per la presenza
dell'acquitrino dovuto alla coltivazione del riso durante l'inverno ed
altrettanto malsane per le zanzare durante il periodo caldo (ricordiamo
l'importante film neorelista riso
amaro),per cui in zona stazionavano agenti per l'emigrazione per
reclutare braccia sopratutto per il Brasile,nella
bassa vercellese nel periodo considerato vi fu quindi una forte
emigrazione verso il paese sudamericano.
La famiglia torna in Italia e Francesco Leone riesce in qualche maniera a portare a compimento gli studi presso la scuola tecnica di Vercelli e nel proseguio presso quella porfessionale di Biella,pur nella sostanziale poverta' in cui vive la famiglia.Nel 1916 aderisce ai giovani socialisti ed al relativo fascio locale portando conseguentmente avanti posizioni antimilitariste.
L'anno successivo a causa del ritrovamento di volantini ritenuti sediziosi alla Camera del Lavoro viene arrestato assieme ad altri compagni con l'accusa di "voler perseguire la mutazione violenta della costituzione dello Stato":una massicccia protesta del proletariato locale e limitrofo abbliga le autorita' alla scarcerazione degli inquisiti.
Essendo di leva '900 dal 20 aprile del 1918 al 1 marzo del 1919 presta servizio militare prsso il 33° Reggimento fanteria a Cuneo.Ritornato alla politica attiva partecipa agli scioperi e manifestazioni di appoggio al proletariato rivoluzionario russo ed ungherese e viene coinvolto negli scontri con ii cavallegeri,in tali occasioni conosce Paolo Robotti[4],con cui proseguira' la lunghissima militanza prima nel Partito Comunista d'Italia e poi nel partito comunista italiano,fino ad essere inserito dopo la suo morte nella lista dei padri costituenti ,facenti capo al gruppo comunista.
il primo periodo di lotta antifascista
Si schiera immediatamente all'interno del partito socialista con l'ala ordinovista grazie anche alla sua amicizia e frequentazione con Paolo Robotti.
Nel 1920 vi è il più lungo sciopero,ovvero 51,del settore risiero,e
semre con Robotti è fra gli organizzatori ed agitatori ;la sua
militanza assume l'aspetto di rivoluzionario di professione.In
base a questa esperienza,alla quasi contemporanea [[occupazione delle
fabbriche ]] , ai fermenti a livello nazionale con le rivolte militari
in cui i militari solidarizzano con la popolazione ,alla seppur
controversa ma ricca di spinte innovativo-rivoluzionarie Impresa
di Fiume,alla situazione internazionale con la Rivoluzione
di Ottobre,si forma la convinzione in Leone che sia possibile
indirizzare lo stato insurrezionale verso una Rivoluzione
socialista.
E' comunque incerto sulla neccessita' di scissioni minoritarie a
sinistra nel partito socialista e non partecipa quindi alla votazione al
Congresso di Livorno,in perfetto accordo con le critiche di Lenin
per la scissione in un momento non consono,ovvero l'inizio del deflusso
della marea rivoluzionaria proletaria e il pericolo fascista.
Ai primi di febbraio del 1921 entra comunque nella Federazione giovanile comunista, ed è redattore per l'ultima volta sulla "Risaia" della rubrica "Uomini e cose" col pseudonimo di "Don Biagio Bolscevico",ormai in dura polemica con esponenti del partito socialista.
E' questo il periodo della lotta antifascista degli Arditi del Popolo,assieme ad anarchici[5](e comunisti ovviamente)ed ad ex combattenti della prima guerra mondiale.Negli Arditi del Popolo convegono le formazioni di difesa proletaria Figli di nessuno,presenti a Genova e Vercelli e di ideologia anarchica,e' il momento in cui i Partito Comunista d'Italia rifiuta,in contrasto con L'internazionale Comunista,di far convergere le squadre comuniste di autodifesa negli Arditi del Popolo,problema che Leone affronta diffusamente nella sua intervista allo storico Cesare Birmani.Gli scontri con i fascisti nel Triangolo Rosso (Genova,Torino,Vercelli) sono durissimi con morti da entrambe le parti. Nel 1922 viene arrestato per una sparatoria avvenuta nei pressi di Vercelli contro il treno Trieste-Bordeaux,in effetti coinvolto e/o responsabile della sparatoria era un gruppo di anarchici ma Leona viene tenuto in carcere un mese.Nel contempo inizia una intensa attivita' giornalistica,avendo fato tesoro dell'esperienza precedente presso il gornale socilista La risaia,collabora con il"Bolscevico" l'organo della Federazione comunista provinciale di Novara occupandosi di "I dialoghi della settimana" ,usa diversi pseudonimi qauli "Bicciolano Strafottente" (Bicciolano è un dolce famoso e tipico di Vercelli),oppure "L'occhio di Mosca nella ditta Aclastite" [6] .Nel maggio del 1922 viene processato per frasi dette in un comizio relativo al 1_maggio,e nello stesso periodo partecipa agli scontri con i fascisti che avevano occupato il comune di Novara nel suo ruolo di caposquadra degli Arditi del Popolo.
Il periodo della lotta clandestina
Essendo condannato a 8 mesi di carcere espatria clandestinamente ma ritorna fruendo di un'amnistia nel 1923 riprendendo per quanto è possibile,visto il periodo,la "regolare" attivita' di militante nel partito comunista d'Italia,ma la sua casa viene perquisita ed essendo trovato materiale sovversivo deve riparare ancora all'estero.
Dalla Francia ,rifugio preferito per vicinanza e relativa liberta' di azione per tanti sovversivi,(fuoriusciti)nel 1925 viene mandato a Leningrado per poter aver addestramento militare presso l'accademia Tolmaceva con addestramento specifico per commissario di reggimento,addestramento che gli verra' utilissimo quando andra' in Spagna con la centuria (o colonna) Gastone Sozzi. Nel 1925 ritorna in Italia ed è segretario interregionale per Lombardia ed Emilia-Romagna,nel contempo partecipa al III Congresso del partito comunista d'Italia ed alla fase preparatoria,l'ulimo congresso con Antonio Gramsci libero che presentera' dure critiche alla direzione precedente del partito compreso la questione della formazioni di difesa proletaria.
Di li' a breve Gramsci verra' incarcerato , il congresso avra' luogo a Lione nel gennaio successivo.
A Parigi,Leone, nel 1926 oltre ad essere fra i dirigenti dei gruppi comunisti rifugiati, collabora all' "Humanita'" e da note poliziesche risulta dirigere la "Riscossa"utilizzando lo pscudonimo "Marini",gia' utilizzato per il foglio il "Lavoratore Italiano".
Ritenuto responsabile dell'uccisione di un fascista nel 1922 durante gli
scontri a Novara
viene dichiarata dalla Corte d'appello di Torino,nel 1927,il
non dover procedre per insufficienza di prove.Quindi nel 1928
torna in Italia per il lavoro illegale di partito ma viene trovato in
possesso di pacchi di copie dello "Stato Operaio" , stampato a
Parigi, e con bozze di un articolo che aveva intenzione di scrivere per
l' "Unita' " clandestina.
Trascorre 15 mesi a S.Vittore
e a Regina Coeli,il Tribunale
speciale lo condanna a 7 anni e 7 mesi di reclusione con vari capi
di imputazione compresa l'appartenenza al disciolto partito comunista.Dopo
le trasmigrazioni in diversi istituti di pena,spesso punito per
comportamento contrario al regime carcerario,finalmente nel 1933
nel carcere di Civitavecchia
viene raggiunto da un provvedimento di amnistia e ritorna a Vercelli.
Riesce ad espatriare in Brasile,vi
era nato, ottenedo un passaporto con facilita' e partecipa nel 1935
al tentativo insurrezionale di Luis
Carlos Prestes appoggiato e progettato dal Comintern,il
tentativo viene represso in modo sanguinoso dal dittatore Vargas,comunque
Francesco Leone riesce di nuovo a riparare in Francia
dove riprende il lavoro di partito.
Il partito comunista un anno dopo lancia un appello di riconcilazione verso i fascisti,che Leone sottoscrive,ma tale appello non sortisce esito:il fascismo è affermato ed ha ottenuto anche un certo appoggio popolare e l'ipotesi di Antonio Gramsci degli anni '20 di cercare il proselitismo verso i fascisti in "buona fede" e coerenti con le istanze del "primo fascismo",se aveva un senso nel periodo degli anni '20 visto che molti fascisti passarono,comprese frange militari ritenute fasciste ,all'antifascismo militante,non puo' sortire effetti nel periodo in questione,occorre rimarcare che l'intuizione di Gramsci fu osteggiata al tempo all'interno del partito comunista d'Italia stesso,contravvenendo alla tatttica generale indicata dall'Internazionale per il teatro italiano.
Dopo diversi tentannamenti il Comintern
decide l'intervento nella guerra
di Spagna, non fu solo a causa dell'antifascismo ma anche per
impedire che comunisti di osservanza non moscovita, comunisti libertari
e frange liberal socialiste come gli azionisti potessero prendere la
direzione della difesa della repubblica che poteva sfociare in una nuova
rivoluzione proletaria non controllabile da Stalin,inoltre anche forti
frangie di comnunisti di osservanza moscovita andavano in Spagna
per combattere i fascisti anche senza indicazioni del Comintern
per cui lasituazione doveva rientrare sotto il controllo di Stalin
le dure repressione da parte di frange comuniste ed agenti di Mosca
verso i combattenti antifascisti non di osservanza moscovita nel seguito
lo dimostreranno.Il livello tecnico organizzativo comunque delle truppe
antifasciste sorrette dal Comintern
è chiaramente superiore a quello delle altre forze antifasciste in
campo ed una serie di vittorie nette sui franchisti ne son
testimonianza.
Francesco Leone ,commissario politico della centuria "Gastone Sozzi",antecedentemente partecipa anche alla sua strutturazione presso la casema Karl Marx.La centuria è inquadrata nella "Libertad" del Partito socialista unificato catalano.Dopo i durissimi scontri sul fronte di Madrid la centuria viene disciolta e confluisce nella XII Brigata internazionale dove Leone dimostra le sue capacita' di combattente e capo militare fino al suo ferimento,in modo grave,mentre guida un assalto durante la difesa di Madrid e viene quindi portato in un ospedale di Barcellona.Pur essendo capitano delle brigate internazionali ed insertito nello stato maggiore del battaglione Garibaldi inizia il suo scontro con gli emmissari di Mosca,per cui viene allontanato ed è inviato a far conferenze presso gli studenti moscoviti durante la convalescenza passata a Mosca:e' l'occasine per allontanarlo e viene definitavamente mandato in Francia
A Parigi è redattore de "La voce degli italiani" e membro del segretariato centrale dell'Unione popolare italiana, di cui presiede il congresso dell'11 giugno 1938.
Nel contempo viene firmato il patto di non agressione fra nazisti e
sovietici e successivamente inizia il secondo conflitto mondiale, Leone
viene arrestato e recluso per 2 anni a Vernet
d'Ariège vicino ai Pirenei;dal
campo di Vernet
d'Ariège viene trasferito in quello di Les
Milles, vicino a Aix-en-Provence
,tale campo era stato fatto per i prigionieri che desideravano andare
negli USA.Nel 1941 pero' Leone evade ed essendo stata invasa la Francia
dalle truppe naziste prende contatto con la Resistenza,ma viene preso a Tolone
dai collaborazionisti nel 1943 e consegnato ad agenti dell'OVRA,dopo
esere stato sottoposto ad interrogatori dato che la questura di Vercelli
lo aveva segnalato come comunista pericoloso ben conosciuto e
propagandista preparato in URSS
per la eversione ,nonche' gia' appartenente agli Arditi del Popolo ed
alle guardie
rosse,e' ovvio sia inserito insertito nella lista dei sovversivi da
arrestare nella "Rubrica di frontiera".
Verso lameta' di agosto del 1943viene ancora mandato nel carcere di Breil,(Breglio) in attesa di giudizio da parte di tribunale militare,ma si sta avvicinando l'8 settembre del 1943 e dopo gli scioperi operai del marzo il fascismo mussoliniano è alle corde infatti viene rilasciato ed inizia la sua attivita' di comandante ed organizzatore nella Resistenza.
Il periodo della Resistenza ed il dopoguerra
Immediatamente dopo il rilascio in concomitanza del'8 settembre 1943 "Sandrelli" nome di battaglia assunto da Leone inizia a svolgere una intensa attivita' di organizzazione delle brigate d'assalto Garibaldi e nei ruoli di gestione dei comandi unificati dell' Italia del Nord in qualita' di rappresentante del partito comunista italiano,di cui le brigate d'assalto Geribaldi sono stata emanazione pur combattendo nel suo interno,anche nei ruoili di massimo comando elementi non del partito comunista quali Aldo Gastaldi ed Emilio Canzi ,popolar_monarchico il primo,anarchico il secondo,ma la organizzazione del partito comunista nel settore militare era tale da attirare personalita' di spicco di ideologia diversa ma che trovavano nelle brigate Geribaldi la possibilita' di combattere il fascismo efficacemente:il nome di Francesco Leone è riportato quindi tra i componenti del Comando generale del Corpo volontari della libertà.
Nell'inverno del 1943 diventa responsabile dell'attività militare del partito comunista per la zona piemontese e nella primavera del '44, essendo menbro del locale triumvirato insurrezionale va in Toscana,dove è fra i promotori dell'insurrezione di Firenze e guida un gruppo di partigiani delle brigate d'assalto Geribaldi infiltratisi in città in stato di completa occupazione da parte delle truppe germaniche.
Di seguito passa a coordinare assieme a Giuseppe Massola[7] e Aldo Lampredi [8] ,in rappresentanza del partito comunista italianoed in qualita' di ispettore generale delle brigate d'assalto Geribaldi il coordinamento in azione fra partigiani italiani ed jugoslavi che si concretizzano in un documento firmato da tutte e due le parti in causa nell'aprile del 1944 a Chepovan (Chiapovano),Slovenia.
- Da tutto cio' si deduce nettamente il ruolo di primo piano giocato da Leone nella Resistenza.
Lo ritroviamo viceresponsabile dell'attività di stampa e propaganda del partito a Roma,subito dopo la Liberazione.Nuovamente nell'agosto del 1945 puo' ritornare alla sua Vercelli come primo segratario Federazione comunista locale,con incarico ovviamente di riorganizzare il partito nel quadro postfascista,tale ruolo lo ricoprira' nuovamente negli anni '50,nel frattempo riprende la riorganizzazione del lavoro sindadale e di emancipazione nel settore del proletariato risiero che lui ben conosce.
- In riferimento alle cariche di partito centralizzate è membro del comitato centrale del Pci dal 1946 al 1960 e nel V Congresso lancia ancora la proposta di unificazione fra i due più grandi partiti operai della sinistra,convinto dell'esigenza di un unico partito della classe operaia;convinzione che non lo abbondonera' neppure quando nel vercellese iniziano i primi tentativi di amministrazioni di centrosinistra.
- A livello istituzionale statale è membro della commissione Difesa nazionale e poi di quella per la Ricostruzione e fa parte della Consulta in qualita' di rappresentante del partito comunista:viene quindi eletto all'Assemblea costituente e, nella prima legislatura della repubblica riceve la nomina senatore di diritto con i costituenti che avevano scontato più di cinque anni per la loro attività antifascista per sentenza del Tribunale speciale.
La sua indole di uomo d'azione ed agitatore non lo porta a lasciar tracce particolari nei lavori di discussione in sede di Costituente,di lui son ricordate solo due interrogazioni di un certo peso,una relativa alla formalizzazione di una sessione straordinaria di esami riservata a partigiani, reduci ed ex detenuti politici,l'altra relativa alla posizione dei militari reduci ed ex internati in Germania affetti da tubercolosi.
- Di importanza è il lavoro di Leone nel settore del proletariato contadino,che si sta spostando verso la piccola proprieta' in gestione propria,risiero nel particolare vercellese,in quel periodo la zona è sede di forti tensioni sociali che traspaiono anche dal fil neorealista riso amaro,per cui il partito gli da' incarichi organizzativi e di coordinamento a livello regionale,fonda e direge dal 1949 al 1952 "Il Contadino Piemontese" diretto ai piccoli produttori agricolidi cui difende le rivendicazioni anche in parlamento con la parola d'ordine "controllo democratico dei monopoli".
Nel 1953
nella tornata elettorale per il senato viene sconfitto dal candidato
democristiano e viene eletto alla Camera dei deputati nella terza
legislatura per la circoscrizione Torino-Novara-Vercelli,superando
in preferenze Palmiro
Togliatti.Comunque si astiene dal partecipare alla campagna
elettorale del 1963 presentando ufficialmente come motivazione la
possibilita' di ingresso di forze giovani e nuove nei ranghi di
direzione del partito,anche se tempo primo aveva affermato che il
rinnovamento del partito comunista non è questione anagrafica. Leone
chiude la sua vita politica nel 1970
con la sua presenza nel consiglio comunale di Vercelli,ivi
presente per 24 anni con un esorbitante numero di preferenze,rimane
membro del consiglio federale del partito.Leone non tralascia la sua
passione per il giornalismo in senso lato e continua a collaborare con
l' "Amico del popolo",periodico della Federazione provinciale
fondato proprio da lui nel 1945,si
firma "Asianotu" da Asiano,che
gli diede i natali. Leone muore a Vercelli il 23 maggio 1984
,Giancarlo
Pajetta tiene l'orazione funebre , tra i numerosi messaggi di
cordoglio figurano quelli delle organizzazioni della Resistenza toscana
e del Partito
socialista unificato della Catalogna.
Bibliografia
Fonti e bibliografia
a cura di Francesco Rigazio
|
« Si
vedano, in particolare, il nutrito* fascicolo personale in
Archivio Centrale dello Stato (Acs), Casellario politico
centrale e, sempre ad nomen, Ministero
di Grazia e Giustizia, *Istituti di prevenzione e pena,
"Detenuti politici", b. 9, f. 182;
Notizie sulla sua attività politica e la sua vicenda umana si trovano ad indicem in:
Per i contributi giornalistici si vedano in particolare:
Leone ha anche lasciato alcune tracce di memorialistica:
attivita' alla Costituente
|
da dastoria900 bibliografia francescoleone
Approfondimento
|
« La
seconda formazione di volontari italiani ad essere costituita
è la centuria "Gastone_Sozzi":
tra i suoi promotori figura il vercellese Francesco Leone.
Dirigente comunista trentasettenne, aveva alle spalle
un'intensa attività politica: fondatore ed organizzatore
degli Arditi
del Popolo a Vercelli e guardia
rossa all' "Ordine
Nuovo", era stato segretario della Federazione
giovanile comunista di Novara e redattore de "Il
Bolscevico". »
|
da [21] In difesa della Spagna repubblicana Vercellesi, biellesi e valsesiani volontari antifascisti in Spagna (1936-1939) di Pietro Ambrosio
intervista rilasciata a Cesare Bermani[9] storico e studioso antifascismo
Pagine correlate
collegamenti esterni
- istituto beni culturali ed artistici Regione Emilia Romagna memorie della guerra di Spagna,il sito presenta immagini sia sull'uso del combattimento aereo che di militanti della centuria Gastone Sozzi
- Aspetti della storia della provincia di Vercelli tra le due guerre mondiali a cura di Patrizia Dongilli
- archivio Rai riso amaro
- archivio Rai neorealismo
- la conquista delle 8 ore del proletariato operante nel settore risiero
- 1920 lo sciopero più lungo della storia del proletariato vercellese
- gli scioperi durante il fascismo per il salario e la riconquista delle libertà democratiche ( 1927 - 1945 ) nel vercellese
- il vercellese nel '900 generalita'
- memorie delle guerra di Spagna con contributo dei sopravissuti
- la guerra di Spagna da Leonardo
- istituto Resistenza Vercelli e Biella
- istituto Resistenza Novara
Note
- ^ [1] Elenco dei padri costituenti dove compare Francesco Leone come appartenente al gruppo comunista
- ^
da presentazione libro di Grimaldi Fabio , D'Orazio Pietro (a cura di):Memorie di una guerra civile La Spagna del 1936 nella voce dei testimoni.
« La Russia bolscevica aderi' al'Patto del non intervento proposto dalla Francia, l'ordine fu prepararsi, ma attendere gli eventi. Numerosi militanti comunisti, insofferenti agli ordini di partito, si mossero alla spicciolata e raggiunsero la Spagna. Alcuni di essi fecero parte della squadriglia aerea del francese Andrea Malraux,(di cui faceva parte Primo Gibelli,nota fuori citazione) che con vecchi e mal ridotti apparecchi sfido' la molto più potente aviazione fascista. L'internazionale comunista tardo' ad intervenire in Spagna. Quando pero' intervenne getto' sulla bilancia forze incomparabilmente maggiori di quelle delle altre formazioni di sinistra. La prima formazione inviata dall'Internazionale Comunista fu la centuria italiana Gastone Sozzi » - ^ alcune strofe dell'inno del V Reggimiento da carnia-libera
- ^
da biografia di Paolo Robotti[2]
« Chiamato alle armi alla fine del 1920,assegnato al reggimento di artiglieria pesante di stanza a Merano e poi trasferito in Libia, scontò vari mesi di prigione, a Tripoli e a Trento, per aver svolto propaganda comunista tra i soldati. Ottenuto il congedo nell'estate 1922, entrò nel comando delle squadre di difesa proletaria, assumendone la guida alcuni mesi dopo.....
Dopo le leggi eccezionali fu condannato a due anni di ammonizione per attività sovversiva, venendo arrestato un anno dopo e chiuso in isolamento nel carcere di Marassi. Nel febbraio 1928 riuscì a espatriare clandestinamente, passando per la Svizzera, e si stabilì a Parigi. Incluso nella segreteria centrale dei gruppi di lingua italiana del partito comunista francese, ebbe l'incarico di dirigere i gruppi della regione parigina.....nel maggio 1943 fu destinato alla prima scuola antifascista per prigionieri di guerra nei pressi di Vladimir, venendo trasferito tre mesi dopo alla scuola superiore antifascista per prigionieri di guerra di Krasnogorsknei dintorni di Mosca, incaricato della direzione dei corsi del settore italiano. Collaboratore de «L'Alba», il giornale per i prigionieri italiani in Urss, dopo i primi quattro numeri ne assunse la direzione insieme a Luigi Amadesi. Al termine della guerra proseguì il lavoro con i prigionieri italiani e si occupò delle pratiche per il rientro in Italia o per la definitiva sistemazione in Urss di alcuni emigrati politici italiani. Nel gennaio 1947, dopo 19 anni di esilio in tre paesi, lasciò Mosca alla volta dell'Italia. Stabilitosi a Roma, negli anni seguenti svolse numerosi incarichi per il Pci. Collaborò alla creazione delle scuole di partito, in particolare quella alle Frattocchie, nei dintorni di Roma, e la scuola centrale di Reggio Emilia, tenendo di frequente conferenze e lezioni, soprattutto sull'Urss, in varie località italiane. Dal luglio 1948 fino al novembre 1949, quando fu costretto a rientrare a Roma per problemi di salute, fu inviato in Sicilia, come vicesegretario regionale
accanto a Girolamo Li Causi » - ^ intervista rilasciata a Cesare Birmani storico e studioso antifascismo
- ^ era il nome di un gruppo industriale con manifatture nel vercellese per l'elaborazione del corno ed i suoi derivati (come i bottoni,ad es.) nel vercellese
- ^ ANPI [3]
- ^ biografia di Aldo Lampredi da ANPI [4]
- ^ biografia di Cesare Bermanilibri di Cesare Bermani
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