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La riscossa valdese vide protagonisti Gianavello e Bartolomeo Jahier di Pramollo,
che iniziarono una serie di attacchi verso la pianura,
con rapidi ripiegamenti sulla montagna: una tecnica di guerriglia che colpì
Garzigliana, San Secondo, San Giovanni, Bricherasio, due volte Torre.
In giugno una spedizione a Crissolo procurò parecchio bestiame.
Qualche giorno dopo Gianavello fu gravemente ferito e dovette essere curato a Pinasca, allora in territorio francese, mentre Jahier fu ucciso in una imboscata a Osasco. I Valdesi non si persero d�animo e proseguirono la lotta nominando nuovi comandanti. Ascoltiamo lo storico (contemporaneo) Jean Leger: | �Il martedì 18 giugno il capitano Gianavello era ad Angrogna accompagnato da 300 uomini, quando fu attaccato decisamente da tutto l�esercito nemico. Egli si trovò improvvisamente accerchiato quasi da tutte le parti. Ma Dio volle che la tromba che doveva dare il segnale suonasse un po� prima del dovuto, di modo che Gianavello con i suoi riuscì ad occupare una collina e, con l�aiuto di Dio, contrastare fino alle due pomeridiane un nemico forte di ben 3000 uomini. Infine questi non poté più resistere e prese la fuga, che avvenne nella solita confusione di modo che Gianavello lo seguí fino in basso, causandogli ancora molte perdite�� |
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Incursioni valdesi nella guerra del 1655:
25 maggio. Attacco a Lusernetta |