LUIGI NANNI


ANIME IN SCENA

di Liletta Fornasari

 

Il linguaggio pittorico di Luigi Nanni è un’arte figurativa capace di creare una dimensione di magica irrealtà nella quale la materia , apparentemente priva di linee o contorni netti,  emergendo da sfondi indefiniti, si trasforma invece in immagini reali, riconoscibili e dotate di rara bellezza, sebbene sospese come anime incorporee in un’atmosfera irreale e  priva di ogni riferimento temporale.

Il mondo di Nanni   è affollato  di miti creati dal genio e dalla fantasia di drammaturghi, di  scrittori e di compositori che secondo un duplice sdoppiamento mentale, oltre che visivo, vengono raffigurati dall’artista come se fossero incarnati da grandi attori, ancora viventi, o da  pittori,in particolare Schiele, da poeti e da musicisti del passato, destinandoli in ogni caso ad essere interpretati dalla raffinata sensibilità del proprio pensiero.

Con fantasia e grande capacità tecnica Nanni  assume il ruolo quindi di  un  “regista” invisibile che assegna le parti interpretandole in modo autonomo, traducendole in azioni visivamente concrete  e dirigendo con libertà palcoscenici immaginari, nonché illuminati solo dalla luce emanata dalle figure create con la propria  pittura grazie a straordinari e improvvisi bagliori dati con tocchi di bianco,oltre che con tinte preziose.

I personaggi di Nanni resi corporei dalla forza del colore che dato quasi a rilievo scandisce e scolpisce in superficie la materia, sono anime eterne che capaci di comunicare sentimenti profondi calcano la scena facendo rivivere nella realtà figurativa inventata nelle tele e nella grafica gli sguardi intensi e indimenticabili di amate rappresentazioni teatrali o dando corpo ad immortali interpretazioni drammatiche femminili o facendo ascoltare nell’immaginazione, attraverso solo la forza del pensiero, il vibrare impalpabile di soavi brani musicali o celebri romanze  destinate all’eternità.  

Musica e teatro, realtà e fantasia, persone e personaggi, maschere e volti veri,  abiti di scena e vesti abituali si alternano quindi con molta disinvoltura, ma senza ironia, nei lavori di Nanni, sfidando miti dell’immaginario collettivo e rendendo vivo un repertorio di figure che all’osservatore, divenuto a sorpresa “ spettatore” di un mondo intimamente vissuto, paiono familiari, amate, consapevoli della propria mortalità, comprese, oltre che nobili testimoni di un umano sentire tradotto dall’artista in “espressioni” incisive o emblematiche nel rispetto e nel recupero  del binomio testo e immagine, principio primario, nonché  antico dell’arte, spesso dimenticato.

Il Falstaff di Verdi, rappresentato da Nanni con l’aspetto di un saggio epicureo,vissuto tra spavalderia e malessere trova un compagno nel volto buono di  Michel Petruccian, pianista francese che affetto di nanismo ha sfidato la morte.

Sguardi malinconici e carichi di accenti nostalgici, mentori di un mondo perduto, indicano la dimensione mortale di personaggi eternati dalla letteratura e dalla musica.

Imponente ed elegante è Ingrid Bergman, inspirata ad un’immagine di Sinfonia d’Autunno e trasformata nella “narratrice” del Flauto Magico, sostituendo il mezzosoprano o contralto mozartiano.

Un “teatro” animato da sostituzioni di ruoli e nel quale  Margherita è interpretatata da Silvana Mangano , Schiele diviene uno zingaro ungherese con grandi mustacchi, senza escludere l’Otello ingigantito nei volumi , quasi “gonfiato”dalla musica del finale dell’ultimo atto, o Jack identificato con il Dott. Schon che abbigliato secondo la moda degli anni Trenta uccide Lulù .

Blu e viola sono i colori che evocano la Lulù di Alban Berg, identificato in Alwa, compositore visto da Nanni come un ingenuo e romantico ragazzone.

Dall’aspetto arrogante, prepotente e maschilista è invece l’immagine del  Conte d’Almaviva nelle Nozze di Figaro, rappresentato da Nanni seduto  e con lo sguardo deciso.

Sebbene pare possibile nello stile paragonare Nanni a Schiele, più volte presente sootoo strane e diverse sembianze, la realizzazione tecnica e la fantasia con cui il nostro “ regista”distribuisce i ruoli conserva un’unicità di modi e di risultati.

Nanni è capace di mettere in scena personaggi che catturano con gli sguardi, restituendo l’anima e il sentimento a figure che rifrangendo la luce e dando l’idea di muoversi  a tempo di musica divengono interpreti straordinari di un mondo carico di contenuti esistenziali , espressi con nobiltà di stile e di gusto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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