IOL/Infostrada: "Libero"... di censurare

 

(Ovvero: la vera storia di come uno dei maggiori provider nazionali

stia violando impunemente la libertà d'espressione)

 

 

 

Non sempre si può scherzare. Certo, piace anche a noi, quando si parla di Internet, scavare fra le infinite amenità reperibili in rete e farci quattro risate su questo pazzo pazzo web (che è come farsele su questo pazzo pazzo mondo, col vantaggio di potersela spassare con le assurdità partorite dalle più improbe menti d'ogni angolo del pianeta). Per esempio, avremmo volentieri parlato con enorme ilarità del sito e della mailing list del World Kaiba Fan Club, uno dei "luoghi" più deliranti ed irriverenti della Rete, più volte citato su riviste di settore e non, ed al quale è stata addirittura dedicata una voce del "Dizionario di Internet" (a cura di F.Rossi, Vallecchi, 2000). Avremmo voluto parlarne, dicevamo; ma se alla fine il Kaiba trova spazio sulle nostre pagine è purtroppo per parlare di qualcosa di tutt'altro che esilarante, anzi, per qualcosa che riteniamo gravissimo. Pochi giorni fa, infatti, il grande provider nazionale il cui server ospitava le pagine del WKFC ha, con un inaudito, vergognoso ed ingiustificato atto unilaterale che non può definirsi se non come censura, chiuso il sito. Il provider in questione è IOL, ovverosia il braccio Internet di Infostrada, provider non nuovo ad atti discutibili quando non chiaramente illeciti per quanto riguarda la loro gestione dell'utenza, dello spazio web e dei dati personali. Ma andiamo per ordine, perchè questa brutta storia ha una lunga, disdicevole serie di cause, provocazioni ed, infine, di conseguenze ancora tutte in fieri.

Cominciamo dall'inizio dunque; e prima di tutto chiariamo cos'è e cosa fa il World Kaiba Fan Club. Il vero cuore del Kaiba non è il sito, ma la mailing list; per chi non lo sapesse, una mailing list è un sistema di comunicazione attraverso il quale tutto un gruppo di utenti, cioè gli iscritti alla lista, riceve le stesse email; se nel caso di comunicazioni pubblicitarie, aziendali o notiziari questo sistema funziona in una sola direzione (un solo mittente invia email a tutto il gruppo, ma non c'è contatto fra i diversi utenti, che possono, nella lista, solo ricevere ma non inviare), la maggior parte delle mailing list, e tra esse il Kaiba, sono aperte, ovverosia tutti gli iscritti possono inviare messaggi, i quali verranno ricevuti da tutti gli altri iscritti. Questo, come potrete immaginare, può significare un traffico molto intenso, specialmente nel caso di liste con iscritti numerosi e costanti nel partecipare; ed il WKFC è senz'altro una di queste, con un numero di iscritti ben oltre i 300 che inviano messaggi spesso con regolarità quotidiana; è facile quindi capire come un iscritto al Kaiba si trovi ogni giorno nella casella email una mole impressionante di messaggi, spesso anche centinaia. Il tutto è reso ancor più ingombrante dal fatto che la maggior parte dei messaggi contengono allegati, quasi sempre immagini, e quasi sempre deliranti. Il solo ed unico scopo del WKFC è infatti, per definizione, la risata, declinata variamente sotto le forme della goliardia, della demenzialità, e soprattutto del nonsenso totale. Per esempio, la stessa parola "kaiba" non significa assolutamente nulla, e se venite a contatto con un Kaibano doc vi troverete probabilmente a fare i conti con linguaggi e parole folli o incomprensibili, alfabeti bizzarri e storpiature da grattacapo (provate a guardare l'immagine della loro homepage, e chiedetevi che cosa sia mai il Garatsu, questa disciplina...buon divertimento!); anche i messaggi automatici che il server invia agli utenti in casi come l'iscrizione o l'uscita dalla lista sono stati settati in portoghese, senza altro motivo che quello di accrescere il bordello generale.

Ma di cosa sia e faccia il Kaiba abbiamo per ora detto abbastanza; vediamo dunque di entrare nel vivo della questione "censura", dato che l'atto nazistoide di IOL/Infostrada va fatto risalire proprio alla questione delle iscrizioni e cancellazioni dalla lista. Bisogna sapere che per iscriversi (o per iscrivere qualcuno) ad una mailing list è sufficiente inserire l'indirizzo email a cui i messaggi verranno recapitati; accade così che ogni tanto, nello spirito che li contraddistingue, che qualche kaibano iscriva, a sua insaputa, un amico, un corrispondente o, più spesso, qualcuno che in rete ha fatto il cattivo o ha rotto le palle: spammer, seccatori, gente che gli ha inviato catene di Sant'Antonio o persino virus. Piccola, piccolissima vendetta contro utenti della rete che, con i loro comportamenti, si meriterebbero ben altro: e diciamo piccolissima perchè, anche se trovarsi a sorpresa duecento pesanti email in casella può essere seccante, cancellarsi dalla lista o evitare che essa venga inviata nella propria casella email è facile e veloce, e lo si può fare in svariati modi. Nulla di terribile dunque; ed anzi, è bene precisare, prima di proseguire, che il Kaiba non ospita mai nulla di osceno, offensivo o insultante: solo sana goliardia, magari a volte un po' pepata com'è giusto che sia ma niente che possa offendere chicchessia (salvo forse il signor Dino Radano a quanto abbiamo appreso recentemente dalle pagine del "Simposio", vista la sua ipersensibilità...). Ora, evidentemente il Kaiba è incappato in qualcuno che di spirito non ne ha neanche un po'. E fin qui pazienza, nessuno è perfetto; ma in questo caso, e qui comincia la losca storia del sopruso, questo qualcuno ha pensato bene di abusare della sua posizione, compiendo, con l'ovvio consenso di chi sui server di IOL ha il controllo, questo gesto degno di dittatori pelati o baffuti. Ma ripercorriamo la storia un passo per volta: il giorno 25 novembre compare, su News2000, ovvero il notiziario online di IOL, un articolo di prima pagina intitolato "Ti spammo sul muro!", a firma di tale "Antispam Man", cioè qualcuno senza neppure il coraggio di firmare ciò che scrive. Tale articolo è dedicato appunto al World Kaiba Fan Club, è scritto in tono sprezzante, parla di "denigrazioni e insulti", di "cyber-persecuzione", definisce i kaibani "scriteriati" e i moderatori della lista "braccio armato dell'Army kaibana"; infine, non soddisfatto di tanto livore grondante falsità e calunnie, piazza a fine pagina, sotto l'indicazione "articoli correlati", nientemeno che un link ad un pezzo dall'inequivocabile titolo "follia antisemita", aggiungendo, fra le sue calunnie, al delirio la più infame delle vergogne.

I kaibani, ed in primis i moderatori della lista, ovviamente insorgono; pure si limitano ad educati commenti con civili proteste, e soprattutto, com'è nel loro spirito, senza troppo prendersela e metterla giù dura, iscrivono naturalmente al WKFC l'indirizzo indicato in calce all'articolo ([email protected]), al quale si diceva di inviare commenti all'articolo stesso. E proprio da quell'indirizzo l'oscuro Antispam Man non ha resistito a bullarsi una volta di più della sua mestizia: ha risposto con un messaggio di tono tra il borioso e il moralista, da perfetto sceriffo della rete; il tutto firmato non con nome e cognome ma come AntiSpam Man, ovviamente.

Ora, qui inizia il capitolo della storia che conduce all'ulteriore, inammissibile prevaricazione dell'elefante/IOL sul topolino/Kaiba. Nell'header (cioè l'intestazione, la quale riporta una gran mole di dati sulla storia del messaggio, dalla partenza all'arrivo) di quell'email i kaibani hanno infatti notato (e l'avrebbe potuto fare chiunque abbia gli occhi per vedere) che la stringa di caratteri che indica il "nome del computer" del mittente, guarda caso, corrispondeva a nome e cognome di uno dei redattori di News2000, i cui nomi e volti sono pubblicati sul sito stesso, tale D. P. (noi la privacy la rispettiamo, ma se ci tenete basta che andiate sul loro sito a controllare). Una rapida e facile ricerca in rete ha consentito di individuare, fra tutte le altre completissime indicazioni che questo bel tomo fornisce al mondo su se stesso, anche uno dei suoi "veri" indirizzi email; il quale, come era facile intuire, era stato iscritto al kaiba poco tempo prima, per tre giorni, soli tre giorni, dal 4 al 7 di novembre (se sono così preciso è perchè, naturalmente, ciò che dico è e dev'essere documentato e verificabile data la sua estrema gravità), e ne era uscito con il semplice unsubscribe, cioè la mail di richiesta di cancellazione automatica dalla lista.

Svelata dunque l'identità del calunniatore, e stabilito così che si trattava di un redattore e dipendente a tutti gli effetti di News2000/IOL, i kaibani si muovono per cancellare la calunniosa macchia che un inverecondo omuncolo pieno d'astio gratuito ha gettato su di loro approfittando indebitamente di un mezzo di comunicazione come un giornale online per sfogare le proprie private frustrazioni; e dato che non sono i mostri che vengono accusati di essere bensì persone civilissime, lo fanno nel modo più corretto, cioè scrivendo una lettera di protesta, nella quale chiedevano rettifica delle calunnie scritte su di loro, all'indirizzo del direttore di News2000.

Silenzio. Non vi è stata nessuna risposta, nessuna rettifica, l'articolo è rimasto lì a far bella mostra del suo squallore. Lo stesso risultato hanno sortito ripetute email del medesimo tenore scritte da decine e decine di iscritti al Kaiba. Ma un effetto c'è stato: ed è questo che, ancor più dell'articolo insultante, fa gridare allo scandalo. Infatti, dopo poche ore, il sito http://digilander.iol.it/wkfc , il sito del Kaiba è stato "oscurato", cioè, in parole povere, cancellato, segato, spazzato via. Senza giustificazioni, senza una vera ragione che non fosse la bassa cucina redazionale e la vergognosa copertura dei deliri di un irresponsabile. Piuttosto di rettificare le loro parole incivili, hanno portato l'inciviltà oltre il confine della censura e della negazione della libertà d'espressione: hanno zittito il sito. Il tutto con una risibile email al webmaster del kaiba, nella quale con una formula standard di due righe si accusava il sito di infrangere regole d'uso non meglio precisate per le quali si rinviava all'apposita "pagina web delle regole". La quale pagina, naturalmente, è stata attentamente letta da cima a fondo, con il risultato di chiarire a tutti, kaibani e non, che il sito non violava alcunchè; tantopiù che, come detto, il cuore del Kaiba è la mailing list, ed il sito è in realtà praticamente vuoto, contenendo solo, nella sua unica pagina, il link per scaricare una canzone composta e cantata dai kaibani stessi (dedicata a Ramando, il personaggio-culto che il Kaiba stesso ha fatto assurgere a fama imperitura come protagonista eponimo del più lungo thread della storia di Usenet in Italia) ed il form, cioè modulo, per iscriversi alla mailing list. Tutto qua, tutto, come si vede, alla luce del sole e perfettamente regolare. Ma non per gli arroganti signori di cui parliamo, che evidentemente fanno i comodi loro in barba ad ogni più elementare diritto, comodamente coperti dal fatto di essere parte di una enorme corporation, che, per restare solo all'Italia e al campo delle telecomunicazioni, raggruppa News2000 (settore notizie), Digiland (settore spazio web e community) e molti altri subservizi online sotto il già ampio mantello di IOL (ItaliaOnLine), che, a sua volta, non è altro che il portale web del colosso Infostrada, la multinazionale delle TLC che, per coloro che vivessero su Marte e non lo sapessero, è, sotto il marchio di "Libero" (e poi dicono che "nomen est omen"...), uno dei provider leader in Italia.

D'altronde, dei comportamenti palesemente illeciti o quantomeno scorretti di Infostrada non è la prima volta che si parla: è stata troppo frettolosamente insabbiata, non molto tempo fa, la denuncia di violazione della privacy e dei dati personali degli utenti di "Libero" riportata da tutti gli organi di stampa. Forse qualcuno ricorderà come, in barba alle leggi, il provider schedasse i siti ai quali i suoi utenti accedevano, al fine di farne una "profilazione", cioè tracciare un profilo dell'utente e dei suoi interessi che veniva poi utilizzato e ceduto a terzi a scopi pubblicitari se non peggio. Il sottoscritto ha parlato personalmente con almeno tre persone che possono testimoniarlo, ed una di queste ne ha subìto un danno alla privacy di gravità estrema: infatti, dopo che il giovanotto aveva passato qualche notte in rete a lustrarsi gli occhi in siti che ospitavano foto di donnette non proprio vestite e pudiche (suvvia, non fate quelle facce, lo sappiamo tutti che prima o poi la tentazione viene a chiunque), un bel giorno ha ricevuto una telefonata (sissignore, anche il numero di telefono veniva ceduto insieme ai dati personali) da una di quelle agenzie che organizzano "incontri" con disponibili (o disperate) fanciulle dell'Est, sul tono "Salve, sappiamo che le piacciono le ragazze disinibite, che le guarda in Internet, quindi pensavamo potesse interessarle il nostro servizio...". Non credo ci sia altro da aggiungere. Anzi sì: dimenticavo di dire che Infostrada e i suoi derivati, che tanto irreprensibili e castigatori si sono mostrati verso il Kaiba, non sono affatto famosi solitamente per essere dei pugnaci sostenitori di legalità, moralità e correttezza in rete: tanto è vero che le migliaia e migliaia di segnalazioni di abusi, e soprattutto di abusi gravi come invio di virus da parte di loro utenti, finiscono sistematicamente nel cestino. Se volete verificare, provate a fare un salto sul newsgroup it.news.net-abuse, dedicato proprio agli abusi in rete, e chiedete cosa ne pensano di questi signori.

Questo è tutto? No, naturalmente no, anche se il nostro "j'accuse" si fermerà qui. Perchè naturalmente nè i kaibani nè chiunque altro aborra come la peste il pericolo di un web censurato hanno lasciato cadere la cosa. E' in corso una sorta di battaglia combattuta su più fronti: quello mediatico, con i kaibani che cercano di far emergere al massimo l'accaduto (e non è facile, Infostrada a quanto pare fa paura e nessuno vuole rischiare di scottarsi; più d'una testata, cartacea o online, dopo essersi inizialmente interessata alla cosa ha fatto un'improvvisa marcia indietro); quello del boicottaggio, con una crescente fetta di utenza "consapevole" della rete che non solo abbandona Libero come provider, ma anche disdice i contratti telefonici con la casa-madre; ed infine anche con altri mezzi, ma sempre restando nel lecito e nel giusto (mentre a molti dei sostenitori della causa del Kaiba arrivano misteriose email contenenti virus, singolare coincidenza), anche se, per quanto ha mostrato in questa vergognosa e preoccupante storia, tutto quello che Infostrada (Libero/IOL/Digiland/News2000 o come volete chiamarli) si meriterebbe sarebbe ripagarli con la stessa moneta: per chi gioca sporco, una sporca guerra di bit.

 

 

Per saperne di più:

 

Il sito del World Kaiba Fan Club (immediatamente riaperto in altro luogo dopo il sopruso di IOL): www.worldkaiba.com ; da qui potrete anche iscrivervi, se lo desiderate, alla mailing list.

 

Il newsgroup sul quali si è maggiormente dipanata la polemica (con tutti i riferimenti, le prove e le testimonianze): it.fan.studio-vit .

 

Gli indirizzi email a cui scrivere per protestare: [email protected] , [email protected] .

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