Spazio libero
Forse sbaglio, ma il fatto di ergermi in difesa di quelle che ormai sono considerate solo delle utopie da molti, come una giustizia vera, non mi spaventa.
Ci vuole del pelo sullo stomaco per mandare gi� bocconi amari e palesi falsit� mascherate come "il bene degli italiani".
Ogni tanto mi domando se tutto questo non sia qualcosa che ci meritiamo, una sorta di giusta punizione per la nostra superficialit�, poi penso a tutti quelli che vorrebbero qualcosa di migliore e che non si piegano al mero tornaconto e, con un sorriso amaro, mi rimetto in gioco.
Eppure c'era chi sognava una vita migliore, pi� giusta, persone che negli anni hanno costruito una corazza di indifferenza e di cinismo per non dover ammettere che sono "gli altri" ad aver vinto.
E' a queste persone che mi rivolgo sempre quando parlo, a me viene il vomito quando vedo quello che stanno facendo alla mia Terra, a come strumentalizzano tutto trasformandolo SEMPRE in danaro, ma resisto. Viene il vomito quando sento come giocano con la vita delle persone per guadagnare 4 posti letto negli ospedali e far vedere che risparmiano. Viene il vomito quando sento parlare quelli che stanno abbattendo i nostri diritti civili a colpi di (false) riforme.
Eppure resisto.
Basta la parola di un amico in difficolt� per capire che devo farmi forza e non abbandonare la mia battaglia, anche se lui ha perso ogni speranza.
Non c'� solo l'io, il danaro non � la risposta ai mali che ci gravano sulle spalle, il profitto non � la via giusta da perseguire, dobbiamo lottare ancora anche se siamo stanchi, affranti, scoraggiati e non vediamo via di uscita.
Perch� la via di uscita c'�, esiste la possibilit� di migliorare tutti senza distinzioni di razza o fede religiosa, di perseguire quel miglioramento globale che � la vera globalizzazione. Non quella basata sul fatto che chiunque ha diritto di comperarsi le Nike o di andare a mangiare da Mc Donalds, il diritto di vestirsi e di mangiare non sono la stessa cosa...


Forse sbaglio, ma allora non svegliatemi.

Alessio
Per quanto dovremo cantare ancora questa canzone? La puntina salta sul disco incantato a ripetere sempre le stesse parole
Urlare basta alla finestra serve?, No, perch� se serve lo faccio, oppure mi blindano? Che dite? Non si fa? Non sta bene? Chiss� che pensa la gente...
E che se ne frega di quello che pensa la gente...
Non sono queste le cose che ti fermano!
Abbiamo bisogno di urlare? e allora facciamolo... che cosa volete che sia urlare dare voce a chi non pu� essere sentito, far sentire la sua voce a chi non vuole ascoltarla.
Urliamo pi� forte che possiamo, facciamoci sentire!
Forse disturbiamo qualcuno, :-)
Come tanti piccoli Kermit che gracchiano tutti insieme, zanzare che ronzano fastidiose con le loro urla, sempre l� a farti sentire la loro presenza.
In che cazzo di posto viviamo, dove credere in qualcosa di pi� alto del danaro � sufficente per essere bollato di eresia...

Ma chi cazzo ce lo fa fare di sopportare tutto questo?
Nessuno!
Solo noi stessi.
Ci proteggiamo dalla vergogna di essere bollati come diversi, e allora, s�. uniformiamoci tutti.
Emarginiamo quelli che non si uniformano, i "diversi"...
...fino a quando i diversi non saremo noi e qualcuno ci metter� da parte.
E in un rigurgito di orgoglio, di "alto senso morale" capiremo che c'� qualcosa che non va, noi, proprio noi, che siamo sempre stati l� pronti a mettere all'indice le idee troppo diverse siamo diventati un'idea scomoda.
L'idea che ci fa sentire vivi diventa il motivo della nostra diversit�, ci� per cui non siamo pi� accettati.
Ma davvero ci frega qualcosa di essere accettati dalla massa?
Davvero ne sentite il bisogno!?
Dai, adesso non esageriamo...
Basta mettere il danaro davanti a tutto il resto per essere sicuri da far parte sempre dei pi� forti. ;-)
E dopotutto che problemi ci sono nel farlo?
E' facile...
Ci lamentiamo di quello che offende il nostro buon gusto, una persona che ti aspetta al semaforo per pulirti il vetro o per venderti dei fazzolettini...
s�, ok ma chi li produce quei fazzolettini?
A chi � che va bene?
(ringrazio Franco per questo pensiero e Jack per averlo spinto a forza nella mia testa dura)
Io vivo in una realt� paradossale, qui in veneto una massa di razzisti schifosi � sempre pronta a dare contro ai soliti extracomunitari, ma se da un lato fa finta di non vederli dall'altro ne ha un disperato bisogno per mandare avanti il "motore del nord", quelle aziendine che senza manodopera sarebbero solo un ricordo dei tempi che furono.
Il fatto � che capita che sia difficile continuare a sorridere quando quello che vedi ti fa schifo e cos�, il bravo imprenditore, ogni tanto si lascia sfuggire quello che realmente pensa.
S� lo so che non siamo tutti cos�. per fortuna, ma ne basta anche uno solo...
Dopotutto non sono loro ad essere razzisti, sono i negri che sono negri.

Alessio
Davvero vi sentite sempre a posto con la vostra coscienza?
Io no, capitano volte che non mi sento a posto con la mia famiglia, con gli amici, nel lavoro, con me stesso.
Eddai, non diciamo cazzate, sono rimasto solo io a comportarmi in maniera sbagliata?
A vergognarmi dei compromessi che devo fare con la vita, a capire che devo fare qualcosa quando vedo che c'� chi sta peggio di me ma non so che cosa fare.
E' tutto cos� semplice, cos� lineare per tutti voi?
Spiegatemi come si fa a chiudere gli occhi quando sappiamo di un ragazzo saltato su una mina prodotta da noi, quando la pistola che uccide una donna che sta facendo da mangiare a casa sua � in giro perch� noi lo permettiamo.
Quando ci indignamo per qualcuno che ruba, ma se un nostro amico non paga le tasse approviamo senza capire che se non le paga lui le devo pagare io per lui.
Ok, capisco prestare i soldi agli amici, ma preferisco farlo di mia spontanea volonta.
Provate a pensare se il vostro amico infilasse la mano nel vostro portafoglio e vi sfilasse il tanto sudato danaro, come reagireste? Perch� � questo che fa chi non paga la sua pare e la fa pagare a noi...
Pagare meno ma pagare tutti...
Bello slogan, quasi, quasi mi butto in politica, mi basta vendere l'anima a Berlusconi e diventare anch'io un berluscoglione :-)

Alessio
Sinceramente non so che cosa mi fosse preso, le mie gambe non sembravano colersi muovere mentre la mia mente correva velocissima.
In realt� stavo seduto l� come la sera prima senza nemmeno muovere un muscolo se non un impercettibile battere di palpebre.
I miei pensieri erano sconnessi e per quanto mi sforzassi non riuscivo a trovare che piccoli pezzi di un puzzle senza riuscire a farli combaciare. Chissa cos'era successo la notte prima.
Le onde si infrangevano con tranquillit� sugli scogli.
Allungai la mano verso il cielo come per raggiungere la fonte di calore che mi scaldava le ossa dopo una notte lunga e umida; mi accorgevo, con grande disappunto, che quella sfera luminosa non era cos� vicina come poteva sembrare o, cosa che mi faceva imbestialire ancor di pi�, probabilmente non le andava di farsi raggiungere da me!
Odiai il sole in quel momento.
Ma me ne innamorai dopo un istante.
Pensai ancora alle sue mani, osservando il palmo della mia mano mi accorsi che era vuoto.
La luce del sole diventava timidamente pi� presente.
Chiusi gli occhi e li riaprii d'improvviso sperando di aver solo sognato, ma nulla.
Una dolce sensazione di dolore mi stava stringendo il cuore o forse era la gola, non percepivo bene le singole parti del mio corpo dopo una notte come quella. Avevamo passeggiato per ore la sera precedente e io ero rimasto ad osservarla senza mai toglierle gli occhi di dosso, era perfetta...
Ma ogni pi� piccola sfumatura, le sue curve, il suo profumo erano solo un ricordo ormai.
D'un tratto mi accorsi di due ragazzi che mi guardavano ridacchiando mentre facevano footing, era cos� palese quello che provavo?
Poi mi resi conto che avevo ancora la mano aperta di fronte al viso e della posizione un po' ridicola che avevo in quel momento e scoppiai io a ridere senza potermi fermare.
Alzai lo sguardo al cielo e chiudendo gli occhi inspirai l'odore di salmastro che � tipico delle mattine di agosto.
Una sensazione di dolcezza infinita mi riemp� i polmoni e capii che non era l'unica conchiglia del mare e che mi ero affezionato a lei in una notte di alcool, ne avrei trovato un'altra da tenere in mano e da coccolare.

Alessio
Come gli anni i momenti si sono susseguiti uno dopo l'altro, le voci del mio passato ogni tanto vengono ancora a salutarmi e a farmi sorridere.
Sono passati anni ormai, ma ricordo tutto come se fosse successo pochi minuti fa. Era qualche giorno che le cose non erano pi� cos� lineari come ero abituato a vederle, mi soffermavo a riflettere su tutto e questo non andava bene, almeno secondo le regole che mi ero creato per non affogare.
Le parole di Vasco ovattavano i pensieri ma non era abbastanza.
Ogni tanto alzavo lo sguardo verso il muro sperando di vedere qualcosa di nuovo. Ero io che dovevo cambiare me ne rendevo conto ma non sapevo come.
Un leggero sibilo dentro la mia testa mi rendeva impossibile concentrarmi sulle cose intorno a me e la luce che entrava dalla finestra diventava opaca.
Anche il tempo sembrava riflettere i miei sbalzi di umore...
Eppure le cose erano l� esattamente come io le avevo lasciate, tutto era come io lo ricordavo e come lo avevo creato.
Ero tornato da un viaggio da poche ore ma ero gi� insofferente.
Avevo passato ore a guardare la penna senza avere la forza di mettere su carta una singola parola, ma questo blocco non arrivava da dentro di me, era una specie di feedback che mi tornava indietro.
Parole dette e pensate, parole senza senso, mi mulinavano in testa e nonostante i miei sforzi non riuscivo a fare ordine.
Che rabbia, io che avevo sempre preteso il massimo da me stesso ero incapace di trovare il bandolo della matassa.
Ancora una volta le parole di lei mi avevano lasciato l� senza la forza fisica di replicare. Avrei voluto chiamarla, vederla, ma nulla. Non facevo nulla se non far accavallare i pensieri dentro di me. La sua volont� era come le dune del deserto, capaci di sommergerti in pochi secondi, corrono veloci senza poter essere afferrate, al massimo ti resta qualche granello di sabbia tra le dita. Era frustrante.
Ancora oggi mi chiedo dove sia stato il mio errore, se mai ce ne fu uno.
Anche il vento si era calmato, le cime degli alberi erano silenziose e i miei movimenti sembravano al rallentatore.
Era sempre dentro di me, una sensazione di inadeguatezza e di impotenza. Lei non c'era...
E non parlo di presenza fisica, quella strana ragazza si era pian piano insinuata tra le pieghe delle mie giornate.
C'era il mare nei suoi occhi.
I miei pensieri colavano gi�, lenti, senza che io riuscissi a fermarli.
Era triste vedere la felicit� di un incontro svanire per un errore, per un qualcosa che non era sotto il tuo controllo.
Capita di sbagliare per poi imparare dei propri errori, ma con lei no. Con lei l'errore era stato fatale e non c'erano possibilit� di tornare indietro.
L'amicizia che era nata tra noi non esisteva pi�, la complicit� che ci aveva legato era stata spazzata via come la cenere allo spirare del primo alito di vento.
Mi sentivo disperso.
Forse era questo che pi� mi faceva soffrire, non poter avere un'altra possibilit�.
Non ho mai avuto cos� tanto pelo sullo stomaco da fregarmene...
Vasco continuava a cantare.
Vivere, � passato tanto tempo. Vivere, � un ricordo senza tempo. Vivere, � un po' come perder tempo. Vivere e sorridere.
...e sorridere dei guai, proprio come non hai fatto mai e poi pensare che domani sar� sempre meglio.
Come ogni volta...
Come ogni volta che ho lottato e mi sono rialzato, come ogni volta che ho capito il perch� e come ogni volta in cui il perch� non c'era, come ogni volta in cui avrei voluto tornare indietro e come ogni volta in cui lasciarsi andare era la cosa pi� facile, come ogni volta che mi sono fermato a guardarmi indietro o ho preteso di andare avanti facendo finta di nulla.
Avrei chiuso la porta una volta di pi� che cosa sarebbe stata una volta in pi�? Avrei chiuso la porta e buttato anche questa cosa alle spalle.
Come sempre...
Le parole scendevano veloci dalla punta delle mie dita e si fissavano l� dove i miei occhi potevano leggerle ma dove la mia mente non voleva vedere.
Il sole anche domani sarebbe sorto l� ad oriente, mi sarei immerso tra le onde per lavarmi via un po' di tristezza, avevo voglia di perdermi nel nulla, non sentire pi�, potermi isolare almeno per un po' e cancellare tutti i pensieri, ma sempre le stesse cose mi tornavano in mente e io non capivo dove fosse la strada.
Non riuscire pi� a vivere le sensazioni, non riuscire a vedere le cose speciali che abbiamo intorno...
Ma forse era questa la cosa giusta, stare male per poi rialzarsi sarebbe stata ancora una volta la mia strada, ripetuta cos� all'infinito come un vecchio vinile incantato.
Mi rendevo conto che lei camminava dall'altro lato della strada tenendomi a distanza per un dolore che avevo anche io nel cuore, che si espandeva e dava una sensazione di malinconia, avrei voluto camminare un po' al suo fianco...
Eppure lei era l� e io lo sapevo.
Era Sally, sapevo che avrei potuto condurla per mano verso l'uscita ma non avevo il coraggio di dirle nulla. Chi ero io per arrogarmi il diritto di dire qualcosa? Lei non mi voleva l� e questa era l'unica cosa chiara dentro di me.
Guardavo dentro a tutto questo e l'unica cosa che ci vedevo era sofferenza. Mia, sua...
Eppure eravamo cos� stolti da non volerne uscire o forse eravamo solo deboli.
Vedevo dentro questa follia e mi accorgevo che il tempo scorreva via, inafferrabile, come il mercurio.
Ma le parole per dire la cosa giusta non c'erano o almeno io non le conoscevo, mai avrei potuto dire o fare qualcosa per modificare quello che ormai era immutabile.
O forse avrei potuto...
Ma ormai � tardi, questo � stato tanto tempo fa, troppo tempo fa e adesso che il mio sorriso si confonde con le rughe del mio volto restano solo i ricordi di una ragazza con gli occhi come il mare.

Alessio
Il respiro manca quando capisci che ormai non c'� pi� nulla da fare se non arrenderti alle cose.
Ogni singolo movimento � solo uno spreco di energia, ormai da quando sei andata via sono come perso senza lasciare traccia, la luce mi acceca.
E adesso ci sono solo le lacrime.
Sono salate.
Ma sulla tua pelle scura sono dolci.
Non vedi che mi appartieni? Nel nome dell'amore.
Dei rapidi movimenti degli occhi cercano di catturare la tua essenza, ma tu sei sempre un passo pi� avanti.
Come perle bianche i tuoi occhi brillano al buio, la tua pelle scura ti nasconde nell'ombra ma tu sei l�, posso sentirti. Brancolo nel buio e non vedo una via di uscita.
Ora sono io alla tua merc�. Pensavo di essere il pi� forte ma non � cos�. Ti sei alzata e mi hai guardato dritto negli occhi. Mi sono sentito piccolo tra le tue braccia mentre tu sei immensa come la luce ma da lei fuggi.
Le tue apparizioni fugaci alla luce del giorno mi lasciano un amaro in bocca, vivo questi amplessi con te come un dono prezioso.
Cos� fredda e cos� avvolgente...
Un brivido mi scorre lungo la schiena.
Tua sorella candida ci osserva amoreggiare e sorride.
Lei � quella che sa cos'� l'amore.
E il segreto resta tra le sue labbra.
Ti chiamo urlando con il poco fiato che i tuoi baci mi hanno lasciato, ma non rispondi e come sempre resto qui da solo.
Ogni volta che mi avvicino a te i miei nervi saltano.
Ogni cosa che fai � avvolta di mistero e magia. Lo sai che mi leghi a te.
Il mio urlo diventa silenzio e poi arrivi tu, mi stringi mi coccoli mi avvolgi, sento finalmente il tuo manto avvolgermi, la tua pelle sfiora la mia.
Non dici nulla e ti addormenti tra le mie braccia.
Desidero andare dall'altra parte ma ti stringi a me. Legato.
Sogno di farfalle e lune che mi aspettano.
Scrivi parole nel nulla che parlano dei miei sogni e li vedo realizzare tra le mie palpebre.
All'alba te ne vai amore mio, scompari come la fiamma di una candela consumata.
Ma domani tornerai ancora da me, sei troppo forte per rinunciare al tuo ruolo e troppo piccola per non rifugiarti tra le mie braccia.

Alessio
Mi sento un idiota, ma in questi giorni non riesco a smettere di scrivere. Scrivo fiumi di parole che lasceranno sempre il tempo che trovano, che non cambieranno mai una singola virgola delle nostre vite. Non so perch� lo faccio, ma sento che devo scrivere.
E' come voler razionalizzare il tutto, cercare di ridurlo a schemi per non soffrire. Tutto questo, mi secca ammetterlo, ha uno scarso successo, sei sempre presente nei miei pensieri e nelle mie parole.
Odio l'idea di vederti andare via. Sento il cuore che si divide in due. Ogni volta che sento la tua voce dentro di me rimbombano le aprole che ci siamo sempre detti e che ora non sento pi�.
E cos� adesso scompari, te ne vai, diventi quello che forse sei sempre stata, una presenza lontana da me ma stavolta anche dal mio cuore, dovrei essere certo di tutto questo restare a galla ancora una volta, capire e rinunciare.
Dovrei convincermi che non � nulla ma non ce la faccio a lasciare andare il tuo pensiero, e la tua amicizia non mi basta, forse ci telefoneremo, ci scriveremo ma non sar� la stessa cosa.
Vai via...
Sta piovendo ora, non fuori ma dentro di me. Te ne vai, l'ho capito, che vuoi che sia se te ne vai...
Ti conosco da cos� poco tempo che non significa nulla che tu ci sia o non ci sia.
Mi ripeto queste parole fino allo stremo, ma non serve a nulla.
Non serve a nulla urlare di no alla notte.
Vai via, non � giusto, qualcun altro avr� le tua bellezza e i tuoi baci. Te ne vai, non � giusto, ma � cos�.
Se anche oggi sono qui davanti a questo foglio a scrivere parole � perch� da quando abbiamo parlato non riesco a pensare ad altro.
Ci sono parole che non ho mai scritto ma ho imparato ad urlare e libri che non ho mai letto ma che ho scritto per cercare di capire la mia vita per imparare a seguire la rotta, sogni che non ho sognato ma che guidano le mie scelte e lacrime che non ho versato ma che hanno bagnato il mio viso.
Vedo un turbinio di persone intorno a me ma tu che fai?
"Tu come vivi, come ti trovi, chi viene a prenderti, chi ti apre lo sportello. Chi segue ogni tuo passo, chi telefona e ti domanda adesso: tu come stai."
Non riesco pi� a pensare, i pensieri sono sempre pi� confusi sempre pi� inutili e sempre pi� forti. Vorrei ucciderli, soffocarli ridurli al silenzio ma urlano, si dibattono e violentano i miei occhi.
Le note delle canzoni che non ho ancora scritto sono tra le mie dita vogliono uscire e cercano forma dentro di me.
Come quando le mie dita scorrono sulla tastiera del mio pianoforte e solo il mio cuore sa che cosa sono le note che seguo come un sentiero di molliche di pane. Irripetibili come la posizione delle stelle nel cielo.
Vorrei vederti addormentare al mio fianco ma non sar� mai cos�.
"Tu cose pensi, dove cammini, chi ti ha portato via, chi scopre le tue spalle. Chi si stende al tuo fianco, chi grida il nome tuo, chi ti accarezza stanco"
Siamo stati per una frazione di secondo parte del tutto ma dal tutto fuggiamo.
Ti sento mio dolce amore.
Vorrei tenerti sul palmo della mano per proteggerti e darti la sicurezza e la dolcezza che sono tue. Ripararti quando piove e scaldarti quando � freddo.
Vorrei essere la tua Stella Polare, � presuntuoso come pensiero, ma mi sono reso conto che vederti sorridere per la tua vita � una cosa stupenda. Sono stato malissimo quando ti ho visto soffrire quella notte e se avessi potuto piangere per il male che c'era lo avrei fatto.
E' uno scherzo crudele tutto questo, tu vorresti tutto questo da una persona che non sono io...
In un certo senso spero che questa persona te la possa dare, scrivo queste parole con una fatica immensa perch� so che sarebbe come perderti del tutto, per sempre. Se mai io ti ho avuta.
Mi sembra di essere una barca in balia delle correnti, le vele spiegate ma in mezzo alla bonaccia, senza rotta.
Stanotte ho camminato per la mia citt� senza meta, tutta la notte. Poi sono venuto qui sulla spiaggia per cercare di mettere un po' di ordine dentro di me, ho ascoltato le parole del mare chiedendo consiglio, ma nessuno mi risponde mai. Sono sceso tra le sue braccia gli ho chiesto di fare quello che vorrei facesse la donna che vorrei avere adesso al mio fianco, stringermi fino a togliermi il fiato. Le sue braccia non erano come le tue, erano fredde anche se dolci, non aveva il tuo profumo ma riusciva a nascondere le mie lacrime al mondo.
Adesso sono qui e sto scrivendo ancora parole che non leggerai mai, amore mio.
Anche questa notte sta passando ma non � cambiato nulla, la voglia e la paura di vederti sono sempre dentro di me. Tra poche ore sarai qui e non so con che coraggio ti ho chiesto di venire. So che mi far� del male.
La luce del tuo sorriso non sar� pi� per me come quella sera.
Le mie mani tremano forse per il freddo.
Vorrei averti qui per scaldarmi il corpo stringermi a te e perdermi tra le tue braccia. Ballare su questa sabbia, in silenzio, abbracciato a te.
Ma tu non ci sarai pi� e queste parole non mi lasciamo mai, sono il leit motiv delle mie giornate, ho riso e scherzato con gli amici ma quel velo di tristezza nei miei occhi non se ne voleva andare. Il mio migliore amico anche adesso � al mio fianco l�, senza dire nulla. Non capisce come non capisco neppure io ma � qui per fare quello che io non sono in grado di fare. Ogni volta che sento queste fottute lacrime che spingono per uscire mi immergo in acqua per nasconderle, ma non serve lui sa che lo faccio anche se non dice nulla.
Mi sento ingrato e mi odio a sapere che � l� per me e desiderare che scompaia per avere te al mio fianco.
Ma come un amico accetta anche questo.
E allora mi rendo conto che non sono un tuo amico, perch� io non accetterei mai questo da te, lo capirei e soffrirei per te ma non potrei accettarlo, mai.

Alessio
Home
Hosted by www.Geocities.ws

1