| Hasta siempre, comandante! di Carlos Puebla Aprendimos a quererte Desde la hist�rica altura Donde el sol de tu bravura Le puso cerco a la muerte. Aqu� se queda la clara La entra�able trasparencia De tu querida presencia Comandante Che Guevara. Tu mano gloriosa y fuerte Sobre la historia dispara Cuando todo Santa Clara Se despierta para verte. Vienes quemando la brisa Con soles de primavera Para plantar la bandera Con la luz de tu sonrisa. Tu amor revolucionario Te conduce a nueva empresa Donde esperan la firmeza De tu brazo libertario Seguiremos adelante Como junto a ti seguimos Y con Fidel te decimos Hasta siempre, Comandante! |
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| Per sempre, Comandate! di Carlos Puebla Imparammo ad amarti Dalla storica altura Dove il sole del tuo coraggio Ha posto l�assedio alla morte. Qui ci rimane la chiara La cara trasparenza Della tua amata presenza Comandante Che Guevara. La tua mano gloriosa e forte Spara sulla storia Quando tutta Santa Clara Si risveglia per vederti. Arrivi bruciando la brezza Con soli di primavera Per piantare la bandiera Con la luce del tuo sorriso. Il tuo amore rivoluzionario Ti porta verso nuove imprese Dove aspettano la fermezza Del tuo braccio libertario. Andremo sempre avanti Come abbiamo fatto con te E con Fidel ti diciamo Hasta siempre Comandante. |
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| Francesco Guccini Cyrano Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io pi� non vi sopporto! Infiler� la penna ben dentro al vostro orgoglio perch� con questa spada vi uccido quando voglio. Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finch� dura ch� il pubblico � ammaestrato e non vi fa paura e andate chiss� dove per non pagar le tasse col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna per� non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti; venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte; coraggio liberisti, buttate gi� le carte tanto ci sar� sempre chi pagher� le spese in questo benedetto assurdo bel paese. Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato, spiacere � il mio piacere, io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. |
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| Ma quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz'ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me � quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d'essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo ma sono triste perch� Rossana � bella, siamo cos� diversi; a parlarle non riesco, le parler� coi versi. Venite gente vuota, facciamola finita: voi preti che vendete a tutti un'altra vita; se c'� come voi dite un Dio nell'infinito guardatevi nel cuore, l'avete gi� tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso che Dio � morto e l'uomo � solo in questo abisso, le verit� cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti. Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco. Io tocco i miei nemici col naso e con la spada ma in questa vita oggi non trovo pi� la strada, non voglio rassegnarmi ad essere cattivo tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo; dev'esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto dove non soffriremo e tutto sar� giusto. Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole; ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perch� ormai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano... |
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| Guccini Stagioni Quanto tempo � passato da quel giorno d'autunno di un ottobre avanzato, con il cielo gi� bruno, fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia, giovanili ciarpami, arriv� la notizia... Ci prese come un pugno, ci gel� di sconforto, sapere a brutto grugno che Guevara era morto: in quel giorno d'ottobre, in terra boliviana era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara... Si offuscarono i libri, si rabbui� la stanza, perch� con lui era morta una nostra speranza: erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni, erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni... "Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva... "Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva... Passarono stagioni, ma continuammo ancora a mangiare illusioni e verit� a ogni ora, anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti: " Forza Compagni, all'erta, si deve andare avanti! " |
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| E avanti andammo sempre con le nostre bandiere e intonandole tutte quelle nostre chimere... In un giorno d'ottobre, in terra boliviana, con cento colpi � morto Ernesto "Che" Guevara... Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa che "Che" Guevara � morto, mai pi� ritorner�, ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni... "Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva... "Che" Guevara era morto e ognuno lo capiva che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva... E qualcosa negli anni termin� per davvero cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero: i Compagni di un giorno o partiti o venduti, sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti... Proprio per questo ora io vorrei ascoltare una voce che ancora incominci a cantare: In un giorno d'ottobre, in terra boliviana, con cento colpi � morto Ernesto "Che" Guevara... Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa che "Che" Guevara � morto, forse non torner�, ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni, da qualche parte un giorno, dove non si sapr�, dove non l'aspettate, il "Che" ritorner�, da qualche parte un giorno, dove non si sapr�, dove non l'aspettate, il "Che" ritorner� ! |
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