Nei giorni in cui questo ipertesto veniva scritto (o meglio aggiornato, nel Settembre 1998), erano da poco usciti
nelle sale cinematografiche due film del filone catastrofico:
Deep Impact e
Armageddon.
Entrambi trattano il tema della possibilità di collisione di corpi celesti con la Terra; in particolare, il primo prende il
caso di una cometa, il secondo di un meteorite (
che differenza c’è?).
In entrambi i casi, gli scienziati di tutto il mondo, nel film, sono concordi nell’affermare che in caso di impatto le
conseguenze sarebbero devastanti, e quanto affermano si basa effettivamente su dati e stime scientifiche reali;
-nel caso della cometa di
Deep Impact (le dimensioni di una cometa in genere si assestano sulle decine di
chilometri di diametro), l’impatto con l’oceano provocherebbe
onde anomale alte un migliaio di metri e con
velocità superiori a quella del suono, con conseguenze deleterie per tutte le coste dell’oceano interessato; inoltre,
l’urto sarebbe tale da far sollevare dal fondo dell’oceano anche enormi quantità di terreno, che schizzerebbe in
aria per restare poi in sospensione nell’atmosfera per almeno due anni; in questo modo, si creerebbe uno schermo
impenetrabile che impedirebbe ai raggi del Sole di raggiungere la Terra, causando così da una parte un repentino
raffreddamento globale, dall’altra la morte di tutte le piante, per le quali la luce è indispensabile per vivere (perché
devono poter effettuare la fotosintesi), e, di conseguenza, la morte degli animali che se ne nutrivano e, infine,
anche dell’uomo. Per quest’ultimo, però, resterebbero delle pur basse probabilità di sopravvivenza: alcuni milioni
di persone potrebbero trovare scampo in appositi rifugi scavati nel sottosuolo, in cui verrebbero conservati acqua
e viveri a sufficienza per sopravvivere al lunghissimo “inverno”; le persone rimaste fuori, invece, non avrebbero
scampo.
Che queste affermazioni corrispondano a realtà lo si può dedurre sia dalla lettura della
sezione sui meteoriti, che
dall’osservazione di fatti più o meno recenti; ad esempio, recentemente l’esplosione del vulcano Pinatubo, la cui
potenza è incredibilmente
bassa rispetto a un ipotetico impatto meteoritico, ha causato l’immissione nell’atmosfera
di tonnellate di polvere e pulviscolo, che è rimasto in sospensione per anni e, dicono alcuni, ha parzialmente
contribuito al cambiamento del clima su tutta la Terra; qualcosa di analogo successe anche qualche secolo fa,
quando un’eruzione vulcanica spazzò letteralmente via dalla faccia della Terra l’isola vulcanica di Krakatoa; il
fatto ispirò anche un film.
-se questo scenario pare apocalittico, quello di
Armageddon (”giudizio finale”) è ancora peggio: nel film si ipotizza
infatti la collisione non con una “piccola” cometa, besnì con un meteorite “grosso quanto il Texas”!!!
Un’eventualità del genere, come dicono nel film stesso (che, tra l’altro, all’inizio cita per l’appunto l’estinzione dei
dinosauri avvenuta 65 milioni di anni fa a causa di un enorme meteorite), provocherebbe la morte di ogni
organismo sulla Terra: “Non sopravviverebbe nulla, nemmeno i batteri”, dicono a un certo punto del film. Ed è
vero, alla luce di quanto detto finora: con un meteorite largo qualche
centinaio di chilometri, gli effetti di un
impatto sarebbero decuplicati rispetto a quelli dell’impatto cometario.
Ma allora, c’è davvero da preoccuparsi?
La risposta è “Sì e no”: da una parte sì, perché l’evento è possibile;dall’altra no, perché, come detto, la probabilità
che un evento del genere si verifichi è spaventosamente
bassa: c’è chi ha calcolato che non dovrebbe essere per i
prossimi 50.000 anni....
E se proprio, per un caso di
scalogna cosmica, dovesse davvero presentarsi questa possibilità, sarebbe davvero
possibile mettere in atto le soluzioni proposte nei due film, ovvero di far esplodere il corpo celeste in due o più
parti? E’ difficile dirlo: la fattibilità dell’operazione dipenderebbe senz’altro dalle effettive dimensioni dell’astro, e
soprattutto dalla sua distanza dalla terra al momento della sua scoperta: sarebbe molto più facile (relativamente,
comunque...)
salvare la Terra se il corpo celeste venisse scoperto
anni prima del momento previsto per l’impatto,
il che non sarebbe difficile per la cometa, data la sua luminosità; più difficile sarebbe invece intercettare per tempo
un meteorite. In entrambi i casi, però, la prima cosa che si cercherebbe di fare
non sarebbe di far esplodere il corpo:
una simile azione, infatti, potrebbe risolversi nell’arrivo sulla Terra di tanti frammenti, più piccoli del corpo intero,
ma comunque abbastanza grandi da creare disastri; si cercherebbe invece di
deviare il corpo celeste: se infatti
questo si trovasse a grande distanza dalla Terra, basterebbe una “spintina” laterale per fargli cambiare l’orbita.
![[Dirottamento asteroide]](dirotta.jpg)
Provate a pensare di dare un calcio a un pallone, e di lasciarlo rotolare per un centinaio di metri: se lo calciate una
volta in una direzione, e la volta successiva in una direzione appena di poco diversa, vedrete che, dopo cento
metri, la distanza tra i due punti di arrivo sarà notevole, e lo sarà tanto più quanto più lontano da voi calcerete il
pallone
.