Gli asteroidi

Denominazione
Asteroidi, meteore, meteoriti... tanti nomi per indicare un solo oggetto? In realtà no, le cose non stanno così, anche se da televisione e giornali sembrerebbe di poter dedurre il contrario.
Il motivo delle differenti denominazioni è la necessità di classificare questi particolari corpi celesti in base al loro comportamento; essi, infatti, hanno tutti in comune il fatto di essere molto più piccoli di pianeti e satelliti, ma si differenziano per il modo in cui si muovono nello spazio. Ecco allora la spiegazione dei nomi:
Gli asteroidi sono corpi celesti che orbitano nel sistema solare senza mai venire in contatto con altri corpi celesti;
Le meteore sono asteroidi che però a un certo punto vengono in contatto con l’atmosfera di un altro corpo celeste; l’altissima velocità con cui questo avviene (si parla di decine di migliaia di chilometri l’ora) causa un attrito enorme, ed un conseguente surriscaldamento della meteora e dell’aria che la circonda: il calore è tale che l’aria “si incendia” (in realtà non si tratta di fiamma, ma di reazioni chimiche particolari): è così che nascono le stelle cadenti. Se un piccolo “sasso cosmico” entra nell’atmosfera terrestre di notte, la luce che produrrà “incendiandosi” lo farà diventare una stella cadente, che quindi in realtà non ha niente a che vedere con le stelle: si chiama così solo perché, come le stelle, appare come un puntino luminoso, con in più una scia; però, mentre le stelle sono lontane miliardi di chilometri, e grandi parecchie volte più della Terra, le stelle cadenti sono in genere sassolini di pochi millimetri di diametro, e lontani poche decine di chilometri dalla superficie terrestre: l’atmosfera, infatti, già a 40 o 50 chilometri dalla superficie terrestre è talmente rarefatta da potersi dire quasi assente (quasi).
I meteoriti, infine, non sono altro che meteore che però sono così grandi da non bruciarsi completamente attraversando l’atmosfera: riescono cioè a giungere fino al suolo, formando un cratere.
I crateri
Il cratere che si forma ha una particolarità: se il meteorite che lo genera ha un diametro di un centimetro, esso non avrà affatto un diametro di un centimetro o due, ma forse di un metro o più! E un meteorite di 3 metri di diametro formerà un cratere largo 150 (centocinquanta!) metri!! Di conseguenza, un grosso meteorite, pesante qualche milione di tonnellate, esploderebbe con un’energia pari a quella sviluppata da parecchi terremoti, o, se volete, da una grossa bomba atomica! Questo perché la grandezza del cratere dipende dalla quantità di terreno che viene spostata nell’impatto, e questa a sua volta dipende dalla quantità di energia che il meteorite possedeva prima di schiantarsi al suolo, e che al momento dell’impatto si libera tutta insieme.
Fisicamente, l’ammontare di questa energia si esprime con 0.5*m*v*v , cioè moltiplicando la MASSA del corpo per la sua VELOCITA’ e un’altra volta per la sua VELOCITA’ (in parole povere, per la velocità al quadrato): questo significa che tanto più un corpo si muove velocemente, tanta più energia possiede; e un meteorite arriva al suolo andando a parecchie decine di migliaia di chilometri l’ora!!
Succede spesso?
Il verificarsi di questi eventi non è poi così raro come si potrebbe credere: lo dimostra il gran numero di stelle cadenti che è possibile osservare in certi periodi dell’anno, come ad esempio nelle notti intorno al 10 Agosto.
Ma, a proposito: perché i grandi avvistamenti di stelle cadenti avvengono in particolari giorni dell’anno? Non sono eventi casuali? La risposta è “sì e no”: si tratta infatti di eventi che non possono essere previsti con precisione, ma che possono comunque essere previsti approssimativamente. Il motivo per cui i cosiddetti “sciami meteorici” si ripresentano a intervalli regolari, infatti, è semplice; prendiamo ad esempio la notte di S.Lorenzo, il 10 Agosto: in quei giorni, la Terra, nel suo girare intorno al Sole, si trova a passare in un punto dove, parecchio tempo prima, è transitata una cometa. Questa, come tutte le comete, ha lasciato dietro di sé una scia di detriti cosmici: pezzetti di roccia, sassolini che sono rimasti a vagare nello spazio. Quando la Terra si avvicina a questi sassolini, la sua forza gravitazionale li attira verso di sé, questi entrano nell’atmosfera, si incendiano, e noi da Terra ammiriamo lo spettacolo delle stelle cadenti.

Questo per quanto riguarda le meteore; per i meteoriti, invece, il discorso è diverso: per poter arrivare fino al terreno, devono essere piuttosto grossi in origine, perché nell’attraversare l’atmosfera buona parte di essi si vaporizza, mentre abbiamo detto che i residui delle comete, che danno origine alle stelle cadenti, sono in genere piccoli. I corpi celesti più grandi che dànno origine ai meteoriti, invece, hanno un’origine diversa.

Dove nascono?
Probabilmente ce ne sono migliaia che orbitano solitari in giro per il sistema solare senza che noi ne sappiamo niente, ma esiste una zona particolare del sistema solare in cui ne esistono in gran quantità: tra Marte e Giove, infatti, è presente la cosiddetta fascia di asteroidi, formata da migliaia e migliaia di blocchi di pietra, le cui dimensioni variano da quelle di un chicco di riso a quelle di una montagna; i loro movimenti sono dificilmente prevedibili: normalmente, si muovo tutti in massa lungo una stessa orbita, posta, come detto, tra Marte e Giove; all’interno dell’orbita stessa, però, essi si muovono anche uno rispetto all’altro, si sfiorano, talvolta si scontrano, talvolta, per complicatissimi e incalcolabili giochi gravitazionali, possono venire espulsi dalla loro orbita, e andare a girovagare nello spazio; trovandosi però ancora all’interno del sistema solare, subiscono gli influssi gravitazionali del Sole e dei vari pianeti, Terra compresa; ed è possibile che, “rimbalzando” da un pianeta all’altro, venendo attratto prima dall’uno e poi dall’altro, un frammento assuma infine una traiettoria che lo porta a collidere con la Terra.(esempio)
L’evento è di per sé molto poco probabile (ma comunque possibile), ed è tanto più improbabile quanto più grande è il corpo in questione, che se è più grande tende ad avere una traiettoria più stabile, riuscendo difficilmente ad essere “spostato” da influssi gravitazionali esterni.
Così, è estremamente difficile che un grosso asteroide lasci la sua orbita per puntare decisamente in direzione della Terra; è molto più probabile, semmai, che si diriga verso un corpo celeste più grande, dotato quindi di un’attrazione gravitazionale maggiore; il Sole, ad esempio, o un pianeta gigante come Saturno, o Giove.
Proprio su Giove, per l’appunto, si è recentemente verificato un fenomeno del genere: il 16 Luglio 1994 una cometa si è schiantata su Giove, dopo che, proprio in seguito ad un precedente passaggio vicino al pianeta, essa era stata frantumata in una ventina di frammenti dalla sua enorme forza gravitazionale.
[Cometa avvicina Giove] [Esplosioni su Giove] [Cicatrice su Giove]
Il risultato è stato un susseguirsi di violentissimi impatti con la superficie di Giove, ognuno dei quali ha sviluppato energie pari a quelle di parecchie bombe atomiche.
Nelle foto si può vedere l’avvicinamento della cometa a Giove, l’esplosione dei vari frammenti, e una delle “cicatrici” rimaste sul pianeta.
[Luna] Tuttavia, anche se la possibilità di impatto di grosse meteoriti con i pianeti è difficile, è evidente che non è impossibile: basta osservare la Luna.
Tutte quelle variazioni di colorazione, macchie chiare e scure, se osservate con un telescopio o con un semplice binocolo si rivelano essere migliaia di crateri. Migliaia di meteoriti si sono dunque schiantate sulla Luna, ed altrettante, probabilmente, hanno colpito la Terra in passato; questo, però, è avvenuto non in pochi giorni, ma nel corso degli oltre quattro miliardi di anni di vita dei due corpi celesti. Con un rapido calcolo, si vede che, anche se si fosse trattato di un milione di meteoriti, ne sarebbe dovuto cadere uno ogni mille anni, che è un bel lasso di tempo!
E oltretutto, non tutti i crateri sono poi così grandi, per cui la frequenza di impatti di notevoli proporzioni diminuisce ulteriormente.
Tuttavia, anche se un impatto catastrofico è estremamente difficile non, è impossibile.
E infatti è già successo sicuramente almeno una volta, circa 65 milioni di anni fa: un enorme meteorite andò a schiantarsi nel bel mezzo del Golfo del Messico (come è stato recentemente dimostrato), e l’enorme quantità di energia che si liberò nell’impatto causò sulla Terra devastazioni tali da causare, come forse
il lettore saprà, l’estinzione dei dinosauri.

E’ successo una volta; può succedere ancora? E’ su questo interrogativo che si basano i due film “Deep impact” e “Armageddon”.
[Gaspra]
Asteroide Gaspra, recentemente fotografata dalla sonda Galileo, in orbita intorno a Giove.
[Ida]
Un’altra foto della sonda Galileo, questa volta dell’asteroide Ida.
Un’ultima precisazione prima di chiudere sugli asteroidi: come si può vedere dalle foto, hanno tutti una caratteristica in comune: hanno tutti una forma estremamente irregolare, anziché sferica come il Sole, i pianeti e i loro satelliti; il motivo di ciò è semplice: gli asteroidi non hanno una massa abbastanza grande da generare un’attrazione gravitazionale sufficiente a far assestare tutta la loro materia in modo uniforme intorno al centro, costituendo così una forma sferica; cosa che invece può succedere (e infatti succede) per corpi più grandi come pianeti e satelliti.
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