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UNA RECENSIONE SULL'ULTIMO ALBUM DEGLI U2:
"HOW TO DISMANTLE AN ATOMIC BOMB"
U2
2004
Cosa posso dire di questo nuovo album degli U2? Che mi è piaciuto? Magari. Che non mi è piaciuto? Dipende. Dopo i primi cinque ascolti del cd, nell'arco di una settimana, avevo deciso di accantonarlo nella pila dei dischi abbandonati.
Poi ho preso una decisione più ragionata a mio avviso: ho ricominciato da zero, cercando di sgombrare la mente e il cuore da pregiudizi che potessero influenzarmi nell'ascolto.
Ho ripreso in mano tutta la collezione degli album della rock band Irlandese e li ho riascoltati, intervallandoli di tanto in tanto con questo HTDAAB.
Senza fare paragoni tecnici, ma soltanto cercando di capire quale feeling e quali emozioni trasparissero da questa nuova "produzione".
Il giudizio complessivo è rimasto negativo per una serie di fattori come la mancanza di originalità della quasi totalità dei pezzi, o la troppa semplicità delle canzoni migliori.
Mi sono chiesto anche se il mio amore per i primi album degli U2 derivasse soltanto dalla mia "giovine età" di allora...
Ma il feeling trasmesso dai dischi degli anni '80 è lo stesso di allora. Allora cosa c'è che non va in questi ultimi album?
Volendo partire da Achtung Baby c'è più tecnica di prima, senza dubbio.
E c'è anche molta più elettronica, ma mancano gli U2!
I testi si assestano sempre sopra la media, ma la musica sparisce di fronte ad essi.
E che dire poi del fatto che le uniche canzoni che colpiscono in questo HTDAAB sono le più ritmate? Forse gli U2 non si accorgono di riuscire
a fare dei bei pezzi pop-rock con "Vertigo" e "All because of you", e cadono troppe volte nella trappola della "easy soundtrack", con "Sometimes you can't make it on your own", "One step closer" e "Original of the species". Era già successo in passato in tutti gli album a partire da "PoP".
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Il fatto è che gli U2 in questa veste non funzionano.
E non si elevano neanche nei pezzi più pop come "City of blinding lights": partono bene nell'intro strumentale, si perdono nell'assenza di ispirazione della strofa, per ritornare a far sperare nel ritornello... Ma tirare avanti con questo schema per 5 minuti e 47 è troppo anche per chi adora Laura Pausini!
Non importa se poi i ritornelli di certe canzoni come "One step closer", "Miracle drug" o "Yahweh" siano piacevoli, perchè è tutto il resto che non funziona abbastanza. Certo, da quello che ho scritto finora, sembra di trovarsi di fronte ad un album da buttare, eppure non è così... Come dicevo, i testi: si parte dal puro delirio di "Vertigo", per finire con la preghiera "laica" di "Yahweh", in cui Bono si chiede "Perchè il buio prima dell'alba?".
In mezzo c'è tutto un crescendo, di canzone in canzone, passando dall' "Abbassate/Abbassate le vostre armi/Tutte voi figlie di Sion/Tutti voi figli di Abramo" di "Love and peace or else" al "Ti darò tutto ciò che vuoi/tranne la cosa che vuoi" di "Original of the species".
Sono essenzialmente tutte canzoni d'amore, e allora dov'è il messaggio del titolo dell'album? Dove è la politica?
Bono stesso dice che bisogna andare all'essenza delle cose, ed i rapporti tra le persone sono anche essi politica. E' convinto profondamente che la
gente può fare la storia e muovere i potenti verso certi ideali, per questo scrive con il cuore.
L'altro motivo per cui l'album non è da buttare è la chitarra di The Edge, potente, ispirata, essenziale.
Direi "elettrica" ma sarebbe ridondante.
Voto 6+
Gianpaolo
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