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La Scogliera
Ristetti lì, senza far nulla,
ed una bianca figura, immensa dolcezza,
si pose sulla sabbia gelata dell'Inverno inoltrato.
Il mare gridava le sue enormi pene,
s'infrangeva e schiumava sullo scoglio stremato.
Ad un tempo le nuvole tuonavano abbassandosi e
le onde picchiavano la spiaggia nascosta tra i due promontori.
Lei si alzò gelida e dolcissima:
una veste lunga, e trasparente, e azzurra;
e con lo sguardo ancora abbassato incrociò le braccia al petto
quasi a proteggersi.
Quando tirò su il viso ed i capelli lisci e lunghi
cominciarono ad ondeggiare a sinistra,
quasi richiamati dal mare in tempesta,
i suoi occhi brillarono del riflesso di un lampo.
Ed echeggiò il tuono, ed un'onda le bagnò i piedi nudi,
e incominciò a camminare,
irreale come quel paesaggio,
verso di me.
Non pioveva in quel tramonto, e la tempesta
non oscurava di molto la volta del cielo,
ma i nembi ricoprivano minacciosi la scogliera;
la luce variava, rapida, come creata
da un'immensa lampada stroboscopica,
e la mia mente era così offuscata ed incantata
che non riuscii a rendermi conto se stessi sognando.
Gianpaolo Papa
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