All’interno di una casa, due persone stanno passando la serata; l’atmosfera è tranquilla, e sembra una sera come tante altre; fuori piove molto

 

U: senti come sta piovendo?

D: è da un bel po’, ormai..

U: da diversi giorni…e la televisione dice che il tempo è in peggioramento…

D: dici che c’è da preoccuparsi?…

U: forse sarebbe meglio se non lasciassimo niente in giardino.. con tutto quel fango starà marcendo tutto…

D: appena smette, dovremo fare un bel lavoro…

U: ..come tutti gli anni… da quando hanno stretto gli argini del fiume, si allaga tutta la zona..

D: lo sai che a me fa paura la diga…

U: quella no…hanno tanto di quei sistemi si sicurezza che non si corrono pericoli…

D: speriamo…

U: e poi l’hanno sistemata pochi mesi fa…ricordi tutto il viavai di tecnici, operai, elicotteri?…sono andati avanti un mese…

D: sì, però con quest’acqua…

 

Mentre l’uomo resta seduto a guardare la televisione, la donna gira per casa…

 

D: certo che dovremmo risistemare anche le pareti.. si continuano a riempire di umidità..

U. è la casa…troppo vecchia…che ne dici se ci trasferiamo?

D: dove?
U. ho visto un paio di cartelli in paese.. sarebbe anche comodo per la spesa…se poi avremo bambini…

D: potremmo pensarci.. in fondo, un po’  di soldi da parte li abbiamo…

U: ultimamente le cose vanno bene…

D: finalmente…

U: aspetta, ti do una mano..

 

E si alza per aiutare la donna ad asciugare piccole infiltrazioni…

 

D: grazie

U: figurati.. domani metterò un po’ di cemento dove entra l’acqua..

D: ma sotto la porta non dovrebbe passare…l’abbiamo appena rifatta…

U: con tutto quello che l’abbiamo pagata…ma ci hanno assicurato che nessuno sarebbe riuscito a sfondarla…ma non avevano parlato di acqua…

D: ci sono stati così tanti furti in questo periodo…

U: troppi…non è mai stato così… ho sentito che anche la polizia è preoccupata… non riescono a controllare la zona…

D: ..ora usano mezzi molto più tecnologici… ho saputo che riescono anche a disattivare gli antifurti elettronici..

U: ..e la vecchia porta veniva giù con una spallata…adesso siamo al sicuro qui dentro…

D: ti dirò.. sono un po’ preoccupata…non avevo mai visto piovere così…

U: ..anche a me non piace.. e se andassimo in paese a passare la notte, giusto per non rischiare di rimanere isolati?

D: bell’idea…non dormirei tranquilla…

U: prepara una borsa.. intanto tiro fuori la macchina….

 

La donna prepara la valigia, mentre l’uomo si mette la giacca ed esce; poco dopo, però, rientra…

 

D: come mai già di ritorno?.. hai dimenticato qualcosa?

U: no, non ho dimenticato niente…

D: .allora?….

U: troppo tardi…la macchina è sprofondata in mezzo metro di fango…ci vorrebbe una gru per tirarla fuori…

D: ..e adesso?…

U: dobbiamo rimanere a dormire qua…e speriamo che non ci siano infiltrazioni proprio sopra il letto…

D: speriamo. .guarda alla televisione quale è la situazione….

U: forse se avessimo fatto più in fretta…

D: …ma se nessuno ha dato l’allarme, vuol dire che la situazione non è così grave…

U: anche a me sembra strano…magari è solo una nostra sensazione…

 

L’uomo si risiede davanti alla televisione, che sta trasmettendo il bollettino meteorologico:

 

Televisione: gravi danni in tutta la zona per la fortissima pioggia che si sta abbattendo sulla valle… tutti i raccolti della stagione sono ormai compromessi, adesso si teme per gli animali rimasti richiusi nelle stalle… entro breve anche le dighe che stanno cercando di liberare più acqua possibile dichiareranno lo stato di allerta… con questa manovra le campagne e le zone circostanti subiranno lievi inondazioni……

 

U: lo sapevo…quel maledetto argine non lascia scaricare l’acqua delle dighe… credo rimarremo con i piedi bagnati, questa notte…

D: non hanno rifatto anche quello?

U: proprio per quello…per costruire la nuova strada, hanno ridotto il letto naturale…

D: ed è per questo che il livello si è alzato..

U: esatto..…

D: odio queste cose…

U. cosa vuoi fare?.. con la macchina bloccata e questo tempo, non possiamo andare da nessuna parte…

D: perché non chiedi a qualche tuo amico con il fuoristrada di passare a prenderci?.. credo che tutti se ne vorranno andare…

U: hai ragione… quelle macchine non hanno problemi nel fango…

D: ..e nessuno ci negherebbe un passaggio.. al limite, possiamo raggiungere una casa vicino anche a piedi…

U: adesso provo…

 

L’uomo alza la cornetta del telefono, e prova a telefonare, ma nessuno risponde… dopo qualche tentativo, smette.

 

U: non risponde nessuno nelle case.. e, qualche volta, sembra che salti la linea… probabilmente le centraline sono state allagate…

D: sono già andati tutti via?

U: non so…magari è solo un problema di linea…

D: siamo rimasti isolati?

U: non ancora…ma ho paura che presto lo saremo…

D: non mi piace neanche un po’…

U: cominciamo a sistemare le cose più delicate… non vorrei che si bagnassero troppo….

D: mettiamole sui mobili…

U: così in alto?…

D: non si sa mai.. meglio fare un lavoro unico… per non doverle rispostarle  di nuovo..

U: non credo che arriverà così in alto l’acqua.. comunque mettiamole per sicurezza…

 

I due cominciano a sistemare un po’ di cose nei ripiani alti della casa, specialmente piccoli oggetti e soprammobili; nel frattempo il rumore della pioggia si fa sempre più forte

 

D: mi sembra che stia aumentando il rumore…

U: forse è soltanto una sensazione…

D: speriamo....

U non ti preoccupare…questa casa fa acqua da tutte le parti.. però è solida.. è stata costruita più di cent’anni fa ed è ancora in piedi.. sente un po’ gli anni, è vero…guarda, adesso comincia a perdere anche il soffitto…

D: mettiamoci sotto qualcosa…

U: il vecchio metodo delle pentole?

D: sarà sicuramente molto più semplice svuotarle una volta ogni tanto, che continuare ad usare gli stracci…

U: è vero…le prendo io..

 

L’uomo prende un po’ di pentole e le mette sotto i rivoli d’acqua…In quel momento ne  comincia ad entrare anche dalla porta

 

D: quella cosa è?.. comincia ad entrare acqua in casa anche dal basso…

U: ho visto…ma avevano avvertito che sarebbe successo… questa notte dormiremo con i piedi bagnati…

D: cerchiamo un modo per andare via…

U: come?… a piedi, ormai, non riusciremmo a fare nemmeno cento metri… la pioggia è aumentata troppo… forse sarebbe stato meglio uscire prima.. senza contare il pericolo di scivolare nel fango…

D: forse non è troppo tardi.. potremmo provare…

U: non so…

D: prova ancora a telefonare…

U: …chiamo anche la sicurezza, per avvertire che siamo qua.. se succedesse qualcosa, almeno sanno che ci siamo…

 

L’uomo compone il numero, e

 

U ( quasi urlando): sicurezza?…. mi sentite?…. non capisco niente… stiamo per rimanere isolati…sì, qui c’è fango dappertutto… no, non riusciamo a prendere la macchina…come?…situazione di emergenza?… non potete venire voi?… gli elicotteri non volano per il troppo vento?…come?….no, non ci muoviamo…pronto?. . pronto?

 

Riattacca il telefono, e si rivolge alla donna

 

U: è saltata la linea…te lo avevo detto…credo si sia allagata qualche centralina…

D: cosa ha detto?

U: che la situazione è d’emergenza…ma non possono far salire gli elicotteri per il troppo vento…fra poco, poi, sarà anche buio… mi stava dicendo che entro breve  sarebbero arrivati  i soccorsi da terra, tipo anfibi o cose del genere.. solo che è saltata la comunicazione…

D: quindi non sanno dove siamo?

U: no…ma vedrai che qualcuno si accorgerà della nostra assenza…

D: qualcuno chi?….in tutta quella confusione, ognuno proverà solo ad andarsene….

U: faranno sicuramente qualcosa tipo appello.. tanto per vedere se tutti sono lì…

D: non credo…

U: mi ha detto che manderanno sicuramente delle unità ad esplorare la zone, prima o poi..

D: ma se hanno detto che gli elicotteri…

U: di mezzi ne  hanno tanti…per tutte le situazioni…sono addestrati.. vedrai, non ci lasceranno soli..

U: proviamo con il cellulare…

D: se la linea normale è saltata…

U: magari il ripetitore è ancora in piedi… è costruito su una collina

D: …sempre che il vento lo abbia risparmiato

U: non ci costa niente provare…

 

L’uomo si avvicina ad un cassetto, tira fuori il telefono ..in quel momento si sente un terribile boato, e tutto comincia a tremare… i due cadono a terra, e la luce salta; adesso tutto è completamente buio.

 

D: cosa è successo?

U: non ne ho idea.. forse un terremoto..

D: come stai?

U: la mia gamba.. devo essermi slogato la caviglia.. tu ti sei fatta male?

D: no…. aspetta, ti prendo delle fasce…non ti alzare…

U: provo a camminare…non fa poi così male… …è saltata la luce….dove sono delle torce?

D: nel cassetto del tavolo….

U: … provo a prenderle…

 

Nel buio si sentono i rumori dell’uomo che abbatte per avvicinarsi al tavolo…

 

U: una gamba del tavolo ha ceduto.. e il cassetto è finito sotto… è tutto rotto… non ci sono più lampadine funzionanti…

D: ..non ti muovere…vado in cucina a prendere delle candele… e delle garze.. dovrebbero esserci, da qualche parte….

U: ..nel frattempo provo a vedere se qualcuna di queste luci funziona… magari, con un pò di fortuna..

 

Si sentono altri rumori nel buio…  poi, ad un tratto, la donna accende una candela

 

D: ecco, se non altro adesso riusciamo a vedere… stiamo attenti a non bagnarle…

U: è una parola…qui è tutto bagnato…

D: ne ho altre…sistemiamole per la casa…

U: usiamone il meno possibile…non so per quanto dureranno.. e dobbiamo passare tutta la notte…

D: ne abbiamo molte…usandone due per volta, dovrebbero bastare …

U: e illuminano una stanza…

D: basta che gli occhi si abituino..

U: perfetto…allora rimaniamo nella stessa stanza…

 

La donna si avvicina all’uomo con la candela, e ne accendono un’altra; poi le sistemano su due mobili, riparandole sotto due tovaglie tirate; il livello dell’acqua aumenta sempre di più

 

D: così non dovrebbero correre rischi di bagnarsi… anche se comincia a sgocciolare anche dall’alto ovunque.. le travi stanno cedendo

U: speriamo non marciscano..

D: forse sono già marce…

U: ma prima di cadere, ne devono scendere mille di piogge come questa…

D: adesso però siediti, ti sistemo la gamba…

U: te l’ho detto, non fa tanto male..

D: ma rischia di gonfiarsi… e allora non cammineresti proprio più… ti metto solo una benda stretta, in modo che non peggiori…poi, domattina, andremo dal medico che ti farà una medicazione più definitiva…

U: va bene, ma fai in fretta…

D: sentirai un po’ male…

U: non fa niente…

D: non fare il duro… non ti riesce…

 

La donna sistema la fascia intorno alla caviglia dell’uomo, che soffre in silenzio; dopo essersi riposato un secondo,

 

U: …io faccio il primo giro per le pentole….

D: non serve.. ormai c’è acqua dappertutto… non serve a niente toglierla…

U: ..andiamo a chiudere tutte le tubature,…non vorrei che cominciasse ad uscire anche da lì…

D: io vado in cucina, tu vai in bagno…

U: chiudiamo anche il camino e la cantina… non vorrei arrivasse acqua anche da lì…

D: il camino?

U: sì, è tutto rovinato.. probabilmente entra acqua anche da lì.. è da parecchio tempo che devo sistemalo.. adesso vorrei averlo già fatto..

D: non credo sia il camino, il nostro problema principale, adesso..

U: no, non credo..

 

I due si dividono nelle camere, poi si ritrovano nella sala; la donna si siede un secondo sul divano

 

D: cosa sarà successo?

U:... un terremoto, probabilmente…

D: forse una tromba d’aria…

U: non credo.. normalmente non nascono dal nulla.. e nessuno se l’aspettava..

D: ..ma tutta questa pioggia…

U: reggerebbe benissimo il fiume, se non fosse stata stretto… dovranno rifare tutto…

D: non sono problemi nostri..

U: ma è per colpa loro che siamo in questa situazione…

D: è anche vero che non ha mai piovuto così tanto…

U: è vero…

D: ..non so. .è tutto strano… adesso sono terrorizzata…

 

L’uomo si avvicina a lei e la abbraccia

 

U: non ti preoccupare…anche se continua a piovere, qua dentro siamo al sicuro…

D:.. ma cosa è successo?.. il rumore è diventato molto più forte…

 

L’uomo si alza e comincia a passeggiare per la camera avvicinandosi alla finestra; poi corre vicino alla donna

 

U: dobbiamo andarcene, e subito…non so come, ma dobbiamo andarcene…

D: cosa è successo?

U: la diga…deve essere saltata…là fuori è un unico lago…c’è acqua dappertutto, e la corrente sta trasportando via tutto…sarà alta più di un metro…

D: non c’è più la strada?

U: non c’è più niente… anche gli alberi sono stati abbattuti…

D: e le altre case?

U: non si vede.. è troppo buio.. la pioggia crea una specie di tenda nera..

D: da che parte andiamo?

U: possiamo solo seguire la corrente, ormai…che porta a valle..

D: ma non ce la faremo… se finiamo dentro la gola?

U: è un rischio…

D: molti sono scomparsi là dentro senza la piena..

U: lo so…

D: cosa facciamo?

U: non abbiamo scelta…

 

Anche la donna si avvicina alla finestra, e scoppia a piangere.. l’uomo si avvicina a lei…

 

U: non possiamo farci prendere dal panico…dobbiamo trovare un modo… forse, se riusciamo ad arrivare al garage.. dentro c’è il vecchio canotto.. lo prendiamo, e da qualche parte ci porterà…

D: proviamo…basta che si esca da qua…

U: aprendo la porta, la corrente distruggerà tutto. .mobili, cose.. tutto…

D: non importa…

U: oltretutto, sembra quasi che la pioggia stia diminuendo…

D: magari il peggio è passato…

U: speriamo….

 

I due si vestono, prendono giacca e cercano di coprirsi il più possibile… intanto l’acqua, in casa, è arrivata quasi alle ginocchia…

 

U. cerca di metterti vestiti facili da sfilare…se cadessi nel fango, ti tirerebbero giù per il peso…

D: metto su solo questa giacca…dovrebbe bastare.. non fa nemmeno tanto freddo…

U: ma piove, e rimarremo bagnati per molto tempo…

D: dovrebbe bastare…

U: copriti anche la testa..

D: prendo il passamontagna…

U: se dovessi cadere, toglilo subito…

D: va bene…

 

I due si avvicinano alla porta, poi l’uomo si allontana un secondo per spegnere la candela più lontana..

 

U: dovremo camminare praticamente al buio…rimaniamo qualche secondo così, con la luce bassa, per cominciare ad abituare gli occhi.. quando saremo fuori, teniamoci per mano…anzi, leghiamoci con una corda corta…se però qualcosa si dovesse impigliare, la taglieremo.. se fosse un tronco trasportato dalla corrente, ci trascinerebbe via.. perdersi là fuori potrebbe essere molto facile, anche se conosciamo bene la strada… appena aprirò la porta, l’acqua che entrerà sarà molto forte…aggrappati bene da qualche parte, per non essere portata via…

 

Dopo qualche secondo, si prendono per mano e spengono la luce; si sente un forte rumore, e l’uomo comincia a far forza sulla porta per provare ad aprirla, ma senza risultato…

 

U: perché diavolo non si apre?

D: forse è bloccata…

U: non è possibile.. è nuova… e la chiave gira..

D:.. bloccata dall’acqua che sta premendo.. è come se ci avesse murato dentro…

U: dobbiamo riuscire ad aprirla, perché non ci sono altre vie d’uscita…

D: su tutte le finestre ci sono le grate per non fare entrare i ladri…siamo chiusi dentro

U: ..aspetta…ragioniamo…per prima cosa, riaccendiamo le candele…

 

La donna riaccende la candela, e l’uomo si allontana dalla porta; poi, all’improvviso, prende la rincorsa e cerca di abbatterla con una spallata, ma senza risultato…cade a terra nell’acqua…

 

D: cosa fai?.. sei impazzito?.. non ce la farai mai così…

U: cosa possiamo fare?.. per uscire, dobbiamo aspettare che il fango sparisca, ma dobbiamo uscire prima che aumenti…in pratica, non c’è soluzione…

D: ..dalle finestre?…

U. impossibile…ho passato una settimana a saldarle… nessuno riuscirebbe a staccarle in meno di tre ore…con gli attrezzi.. e noi siamo qui a lume di candela…

D: quindi, possiamo soltanto aspettare….

U: sì.. siamo chiusi qua dentro…

 

O due si abbracciano per qualche secondo, trattenendo le lacrime…

 

D: l’acqua continua a salire…e la corrente sembra sempre più forte…

U: la pioggia sta diminuendo… forse il peggio è davvero passato…

 

Ad un tratto una finestra si rompe, ed entra un fortissimo vento e dell’acqua; l’uomo si alza di scatto e si avvicina alla finestra; con l’aiuto della donna spinge un mobile alto davanti alla finestra, riuscendo a placare un po’ l’acqua e il vento..

 

D: cosa sta succedendo?…l’acqua continua ad aumentare…

U: siamo allagati….la diga deve essere completamente distrutta…

D: ..quindi anche se smette di piovere…

U: la pioggia, ormai, non c’entra più… è il livello dell’acqua della diga…

D: oltretutto siamo in fondo alla valle…

U: speriamo che l’acqua riesca a fluire via e non si fermi…. Altrimenti questa sarà la nuova diga…

D: ..e, soprattutto, che non facciano apposta a fermarla… magari non vogliono che il paese giù a valle venga allagato, e la fermano qui…

U: se non sanno che siamo qua, potrebbe anche essere…in fondo, se riescono a fermare qui la piena, il paese sarebbe al sicuro…

D: possiamo solo sperare che qualcuno si accorga che siamo qua…

U: se lo sapessero, sarebbero già arrivati…

D: ..allora non abbiamo più alcuna speranza?

U: possiamo solo uscire…..non so come, ma possiamo solo uscire…

D: cosa possiamo usare per sfondare tutto?

U: per prima cosa dobbiamo impedire che l’acqua rompa i vetri, o ci taglieremo…

D: cosa facciamo?

U: apriamo  tutte le finestre…per quelle rotte, ormai, non si può più fare niente…se vedi qualche vetro, buttalo su un ripiano alto..

D: .. e stai attento a non tagliarti le mani…

U: poi, aiutami a spostare i mobili davanti alle finestre…non impediranno all’acqua di entrare, ma almeno la rallenteranno…

D: speriamo di non dover aspettare troppo…

U: meglio pensare e prepararsi sempre al peggio..

 

 

I due cominciano ad aprire tutte le finestre, cercando di spostare i mobili più velocemente possibile

 

D: come facciamo qui?.. non abbiamo niente…

U: chiudiamo le tapparelle.. sono comunque un ostacolo per i detriti…

D: ..ma così non ci vedranno…

U: hai ragione….

 

L’uomo si guarda intorno, poi si avvicina ad n quadro e lo stacca; si avvicina alla finestra

 

D: cosa vuoi fare?

U: aiutami a staccare i quadri.. questo è abbastanza grosso, ma non resistente.. faremo una piccola diga con i quadri…

D: ma non ci vedranno lo stesso…

U: ma sarà facile abbattere tutto, nel caso li vedessimo noi… e poi, se dall’esterno si vedesse un simile blocco, attirerebbe l’attenzione… aspetta…

 

 

L’uomo si avvicina ad un cassetto e prende un grosso pennarello; velocemente scrive la parola “aiuto” su un quadro e lo appoggia sulla finestra

 

U: così sarà un chiaro messaggio…

D: …i quadri….

 

 

Anche la donna comincia a staccare i quadri, e li passa all’uomo che li incastra dietro al primo sulla finestra…. Adesso, però, nella casa c’è quasi completamente buio.

La donna si allontana per prendere un’altra candela, poi ritorna e la accende.

 

D: se usassimo qualche asse come leva?…pensi di farcela?

U: possiamo provare…

 

La donna prende in mezzo all’acqua una delle travi per bloccare le porte, e la passa all’uomo..

 

D: prova con questa..

U: aiutami ad incastrarla…

 

I due con fatica riescono ad incastrare sul lato della porta la trave, poi l’uomo comincia a spingere

 

D: aspetta che ti do una mano…

U: pronta?…uno, due e tre…

 

Nonostante stiano usando tutte le loro forze, la porta si apre solo di qualche centimetro, poi la trave perde l’aggancio e i due cadono per terra nell’acqua

 

D: non ce la faremo mai.. è troppo pesante…

U: ho visto che all’esterno ci sono degli alberi…dei rami, credo…qualcosa che si deve essere incastrato sotto e non permette di aprirla.. in più, tutta l’acqua che entra non permette di aprirla di più…

D: riproviamo…

U: aspetta un secondo…

D: ahi!
U: cosa ti è successo?

D: un crampo…deve essere il freddo

U: .. … prova a sederti…

D: no, non c’è tempo…dammi solo qualche secondo…

U: non ti preoccupare…prendi tutto il tempo che vuoi…

D: e se provassimo anche a  bloccarla, per uscire?…avremmo più tempo…

U: prendi quel panchetto… appena vedi che c’è abbastanza spazio, incastralo in mezzo

D: eccolo.. speriamo sia abbastanza resistente e non si rompa..

U: speriamo…

 

Con grande sforzo riescono ad aprirla e la donna incastra il panchetto, ma non c’è abbastanza spazio per passare…

D: aspetta, prendo qualcosa di più grosso da incastrare…

U: no, sarebbe inutile…facciamo così: io provo ad aprirla ancora di qualche centimetro, e tu stai pronta ad uscire… fai lo scatto fuori, e vai a cercare aiuto…

D: no, non ti lascio qua..

U: se rimaniamo qua, nessuno saprà di noi.. se riesci a farti vedere, verranno subito a prenderci..

D: vedere!.. ecco una possibilità…

U: cosa vuoi dire?

D: ….non ne abbiamo più dei fuochi che abbiamo usato a capodanno dell’anno scorso?… se li facciamo partire, si accorgeranno di noi e ci verranno a prendere..

U: è vero… dovrebbero essere nell’armadio in camera…

 

L’uomo corre in camera, apre l’armadio, ma poi torna dalla donna..

 

U: proviamo ad accenderne uno.. speriamo..

D: come ti sembrano?

U: non so…ho le mani bagnate, e non riesco a capire.. proviamo…

D: da dove?
U: appoggiamolo in una bottiglia, e dirigiamolo verso la finestra rotta… uscirà da lì, e la miccia non si bagnerà sotto la pioggia..

D: stai attento a non farli bagnare..

U: li tengo in alto apposta… passami l’accendino..

D: arrivo… stai attento, perché è l’ultimo che abbiamo ancora asciutto…

 

Mentre l’uomo sta preparando il piccolo razzo, un’altra forte scossa fa tremare la casa; una grossa onda allaga la casa rompendo tutte le finestre, e i due cadono, appena si rialzo, si ritrovano sommersi fin quasi le spalle sotto il fango; non è acqua, e non si riesce a vedere cosa c’è sotto…

 

D: cosa è successo?

U: probabilmente un’altra onda di piena…se avvengono così, senza avvertimento, vuol dire che quelli della diga hanno perso completamente il controllo…

D: …i fuochi?

U: bagnati…completamente fradici…non funzioneranno mai… sono inutilizzabili…

D: stai scherzando, vero?…

U: no, purtroppo…

D: quindi non ci vedranno mai…

U: ho paura di no… sta anche per scendere il buio…

D: dobbiamo resistere fino a domani mattina..

U: sarà una notte molto lunga…

 

Ad un tratto una grossa esplosione proviene dall’esterno…

 

D: cosa sarà stato, ancora?.. un altro cedimento della diga?

U: non so.. negli altri casi non c’era stata nessuna esplosione… ma, aspetta…

 

L’uomo si precipita e spegne entrambe le candele; adesso sono nel buio completo

 

D: perché?.. adesso siamo al buio

U: hai chiuso il gas?

D: solo il rubinetto…

U: mi è venuto in mente che poteva essere stata una perdita di gas a provocare lo scoppio

D: è vero, potrebbe.. ti sembra di sentire odore di gas?

U: adesso no.. ma non si sa mai.. aspetta, vado a chiudere tutto l’impianto…

D: ti ricordi dov’è il primo rubinetto?

U: sì, più o meno.. spero di arrivare..

D: ti aspetto… nel frattempo provo a riaccendere le candele…

U: va bene.. tanto non c’era odore…

D: secondo te sono morti i nostri vicini, nello scoppio?

U: potrebbe essere.. spero per loro di no, ma…

 

La donna scoppia in un pianto forte, mentre l’acqua, ormai, arriva quasi alla vita; i due si riavvicinano facendosi strada nel fango

 

U: stiamo attenti a non bagnare la candela, o rimarremo ancora al buio

D: cosa cambia, ormai?

U. non dobbiamo mollare… potremmo provare ad aprire la porta adesso.. magari, per assurdo, ora che tutto è ugualmente allagato, è più facile…

D: proviamo…

 

Si avvicinano alla porta, e provano ad aprirla, ma senza risultato

 

U: passami ancora la trave, proviamo ad aprirla…

D: no, è inutile… guarda…

 

E la donna gli indica la finestra

 

D: vedi?.. tutta quella roba sta bloccando la porta.. non riusciremo mai ad aprirla, finché resta lì…

U: e più passa il tempo, più si accumula…

D: te l’ho detto…non c’è speranza….

U: a questo punto, proviamo il tutto per tutto…

D: e se provassimo a passare dal camino?.. è abbastanza stretto e non dovrebbe essere difficile scalarlo..

U: è vero. E, una volta uscito, potrei spostare i detriti dalla porta….

D: vai a riaprirlo

 

L’uomo si allontana e si dirige verso il camino, ma mentre lo apre una pioggia di sassi esce dall’imboccatura

 

U: qui è franato tutto… te l’ho detto che era la parte più rovinata di tutta la casa… e la corrente sbatte proprio lì.. ha eroso mattone per mattone, e sta crollando tutto… da qui non si passa…

D: sembra una persecuzione… dobbiamo trovare un altro passaggio…

U: se non dall’alto, potremmo provare dal basso….dalla cantina… ti ricordi?.. c’è una piccola finestra nella cantina,…forse potrei provare a passare da lì…

D: no, tu non ci passeresti mai..

U: posso provare..

D:.. ti dico che non passeresti mai…vado io…

U: non se ne parla nemmeno…

D: perché?. . pensi che non ce la faccia?

U: è troppo pericoloso…

D: non ti preoccupare.. so badare a me stessa..

U: mi preoccupo sì…. Ti ricordi dov’è?

D: sì, me lo ricordo…

U: prendiamo un filo.. là sotto è tutto buio… potresti perderti…

D: usiamo questo ,è abbastanza resistente…

U: va bene.. legalo in vita… e mi raccomando…

D: te l’ho detto, non ti preoccupare…

U: appena puoi, riprendi fiato…e ricordati di fare lo stesso percorso, al ritorno…ci saranno oggetti che vagano nell’acqua…

D: non sono una bambina…lo so..

U: scusa, non volevo…

D: vado….

 

La donna scompare nell’acqua, mentre l’uomo fa scorrere il filo

 

U: dai, fai in fretta…torna su…non fare scherzi…  di tutte le serate schifose, proprio questa ci doveva capitare… accidenti a quando non ho accettato l’invito di passare la settimana fuori città… ci saremmo risparmiati tutto questo.. saremmo tornati e avremmo trovato la casa distrutta.. e chi se ne frega della casa distrutta.. non saremmo certo qui… dai, torna su… ehi, perché non vuoi più filo.. non stai andando avanti…ti sei fermata?…fammi capire ce non ti è successo niente… torna in dietro…non si vede niente lì sotto… tira questa maledetta corda!.. ecco, ho sentito qualcosa…forse si sta muovendo.. ma non capisco.. è come se si muovesse a tratti…

 

In quel momento un’altra leggera onda di piena si abbatte sulla casa, creando un forte vortice; l’uomo

Scivola e cade in acqua, e appena si rimette in piedi cerca disperatamente il filo a cui è attaccata la donna; pochi secondi dopo lo ritrova nel fango…

 

U: Che spavento.. pensavo di averlo perso…ma cosa faccio, mi metto anche a parlare da solo?.. sto impazzendo…speriamo che l ’onda non sia arrivata fin giù…non sento più niente… se entro pochi secondi non sento più niente, vado a cercarla…

 

In quel momento la donna riappare, e prende un grosso sospiro.. l’uomo la aiuta a sistemarsi, poi

 

U: cosa è successo?

D: da là non si passa…ci ho provato, ma ci sono detriti ovunque…non si apre la finestra…i vetri sono rotti, ma non l’intelaiatura…mi sono tagliata, ma senza risultati

 

E mostra un lungo taglio sulla mano

 

D: quando mi sono avvicinata ho cercato la finestra con la mano, perché era tutto completamente buio… per questo mi sono tagliata.. ma poi, cosa è successo?

U: una piccola onda di piena…

D: giù è scoppiato l’inferno…è stato un miracolo che qualche mobile non mi abbia schiacciata.. un vortice fortissimo ha cominciato a trasportare tutto… anche me… mi sono salvata perché ho sbattuto contro il mobile grosso, e ho capito che lì c’era l’uscita… altrimenti sarei ancora lì…

U: quindi non si passa nemmeno da lì…non importa, troveremo un altro modo…importante è che tu sia tornata su…aspetta, adesso tocca a me aiutarti…ti metto una benda sul taglio, per cicatrizzarlo…

D: domani facciamo una spedizione dal medico tutti insieme…

U: veramente preferirei andare da qualche altra parte con te, piuttosto che dal medico…

D: effettivamente…

U: guarda, continua a piovere..

D: vorrei solo che questo fosse solo un brutto sogno, e che ci risvegliassimo tranquilli nel nostro letto..

 

Qualcosa colpisce il muro della casa, ma non si capisce che cosa…i due si avvicinano alla finestra…

 

D: cosa è stato?

U: non so…forse un tronco che ha sbattuto contro la parete…

D: potrebbe.. guarda!(urlando)

U: sembra una barca

D: proviamo a prenderla.

U: è capovolta….

D: sembra non ci sia nessuno..

U: è alla deriva.. ma…

D: sembra quella…

U: sì, è dei nostri vicini…la tenevano anche loro nel garage…

D: vuoi dire…

U: probabilmente hanno avuto la nostra stessa idea, ma con qualche minuto di anticipo… e sono riusciti a prendere la barca..

D: speravano di seguire la corrente e arrivare in paese..  sono sfuggiti  allo scoppio, allora…

U: deve essere stata l’onda di piena… questa barca è da due posti, e loro erano in quattro.. forse erano troppo pensanti, e si sono ribaltati…

D: …e sono annegati…

U: nel fango non si riesce a nuotare… è come essere nelle sabbie mobili…se non c’è niente a cui aggrapparsi, si va giù..

D: magari si sono salvati salendo su qualche albero…

U: lo spero per loro…

D: quante persone saranno già morte, ormai?

U: non so.. ma sicuramente troppe…

D: probabilmente hanno già fatto una stima…

U: avranno contato gli assenti… ma non sanno chi veramente è qua, e chi è, per esempio, fuori città…

D: domani si saprà con più precisione..

U: ..anche perché ci sarà molta meno confusione di adesso…

D: speriamo di non aver perso nessuno che conoscevamo…

U: speriamo…

D: e noi come veniamo considerati?

U: per il momento, credo, dispersi…

D: …fin quando?…

U: non so….

D: cosa ne facciamo della barca?
U: leghiamola alle grate della finestra… così, appena usciti, saliremo su quella.. siamo in due ,il numero giusto… e come remo useremo qualcosa…

D: anche senza remi…basta farsi portare dalla corrente…

U: ma c’è il rischio dei piccoli vortici che crea la corrente… non è sicuro andare senza remi… ma non dovrebbe essere un problema..

D: prendiamo le scope.. dovrebbero andare bene…

U: sì, dovrebbero….

 

Mentre stanno guardando fuori dalla finestra, vedono avvicinarsi un elicottero da lontano

 

D: guarda, sono venuti a salvarci..

U: appena prima del buio…

D: avranno dovuto aspettare gli ordini

U: non ci speravo più…

D: facciamogli vedere che siamo qui..

U: come?

D: proviamo ad urlare…

U: non serve.. i rumori del motore coprono tutti gli altri…dobbiamo farci vedere

D: come facciamo?

U: non so.. proviamo a buttare oggetti fuori dalle finestre.. è l’unico modo per farci notare….

 

I due cominciano a buttare tutti gli oggetti piccoli che trovano fuori dalla finestra, come dei matti

 

U: più in fretta, più in fretta

 

Ad un tratto, mentre lei continua a buttarli, l’uomo guarda fuori e smette di colpo

 

U: smettila, non serve più..

D: cosa?

U: smettila ( urlando), non serve più… se ne sta andando

 

La donna si avvicina alla finestra, e comincia ad urlare.. poi riprende altri oggetti e riprende al lanciarli

 

U: smettila! Non vedi che non ci ha visto?…se ne sta andando… non era venuto per noi, ma per vedere la situazione.. non ci ha visti perché non ci cercava… e adesso torna alla base a fare rapporto… nessuno sa che siamo qua… e dovevamo capirlo subito

D: perché?…

U: perché se avessero voluto aiutarci, sarebbero venuti qui con mezzi anfibi, o barche.. o, per lo meno, avrebbero montato il gancio per tirare su le persone sull’elicottero.. e invece non avevano niente…

D: no, non è vero…ci ha visti ed è andato a chiedere aiuto…

U: no, non ci ha visto…

D: no, ti prego, non me lo dire….

U: se ne sono andati…

 

La donna piangendo si avvicina alla finestra e sporge un braccio oltre le grate

 

D: vedi?…la vita è ingiusta…la mia mano sta toccando la salvezza… se potessi respirare l’aria che sto toccando, sarei fuori… e invece non posso… basterebbero così pochi centimetri per metterci in salvo… non siamo lontani dalla libertà, è solo che non riusciamo a raggiungerla…e in questa condizione, non fa differenza se mancano pochi centimetri o centinaia di chilometri… abbiamo fatto tutto questo per proteggerci, e adesso ci sta distruggendo.. siamo noi artefici della nostra fine… abbiamo costruito passo dopo passo la nostra fine, rallegrandoci della falsa illusione di felicità e tranquillità che ci eravamo creati…

U: lo abbiamo fatto in buona fede…

D: non importa in buona o mala fede… alla fine, siamo rinchiusi nel nostro mondo, nel nostro regno…cosa potremmo volere di più?..

U: vedrai.. compreremo un’altra casa, e costruiremo un regno ancora più grande di questo, con tanti bambini…

D: ..con tanti bambini…

 

Il rumore della piena è ormai assordante, e l’acqua entra sempre più velocemente; il livello, ormai, arriva quasi fino alle spalle

 

U: mettiamoci in piedi sul tavolo, tra poco l’acqua arriverà fino al collo

D: è finita…te l’ho detto…

U: no, non ancora….riprovo con la porta…

D: sento qualcosa che si muove tra le gambe…

U: sarà qualcosa trasportato dalla corrente…

D: no, ti assicuro…

U: magari è un laccio o qualcosa del genere…

 

La donna si mette ad urlare, mentre l’uomo con uno scatto si avvicina…

 

U. …vedi, è solo un laccio che ti si è annodato intorno…

D: ho paura…

U: anche io.. ma dobbiamo restare calmi…

D: è inutile….

U:  e se provassi a piegare con la trave le sbarre delle finestre?.. tu potresti passare…

D: te l’ho già detto: non ti lascio qui

 

L’uomo prende la trave e si avvicina alla finestra; l’acqua arriva quasi al collo, e i movimenti diventano sempre più difficili.. nonostante questo la incastra e comincia a far leva per aprire una strada…

 

U: vieni ad aiutarmi, da solo non ce la faccio…

D: te l’ho detto…non ti lascio

U: vai a cercare aiuto…..

D: non c’è più tempo…

U: non ti preoccupare.. mi arrangerò… prendi la barca…la corrente ti spingerà… se vedi il canalone, buttati con il peso dall’altra parte.. ma stai attenta a non capovolgerti.. con la corrente che si è formata, sarebbe difficile ritornare su…

D: non ce la farò mai…

U: hai sicuramente più probabilità di farcela così, che rimanendo qui…

D: e tu?

U: anche io uscirò…mi aggrapperò da qualche parte e aspetterò il tuo ritorno… magari riesco a salire sul tetto.. nonostante la piena, la casa sembra reggere bene…

D: come farai ad uscire?

U: se rimaniamo qui a discutere, non lo sapremo mai…

 

La donna si avvicina alla finestra,  e aiuta l’uomo, ma riuscendo a incrinare la finestra solo di qualche centimetro…

 

D: non basta.. non ci passo…

U: non riusciamo di più…continuo a scivolare….

D: anche io…e l’acqua mi arriva alla gola…. Non tocco quasi più

U: torna sul tavolo.. proveremo qualcos’altro….

D: è finita….

 

La donna risale sul tavolo, e accende una nuova candela, appoggiandola su un mobile alto

 

D: qui non si dovrebbe bagnare…

U: non riesco ad aprire la porta… è troppo tardi….

D: lasciamo perdere…non ce la  faremo mai… è tutto finito…

U: no, non può finire così…

D: non ha senso…

U: provo ancora..

D: no, lascia perdere.. rimani qui…

U: guarda fuori dalla finestra…ha anche smesso di piovere…

D: non vedo niente…è tutto buio…

U: nemmeno una stella. .è proprio buio…

D: chissà cosa sta succedendo fuori.. magari stanno festeggiando perché la piena non ha investito il paese..

U: probabile.. e non sanno che siamo qua..

D: ormai soltanto un miracolo potrebbe salvarci…

U: non ho mai sperato nei miracoli, e non comincerò adesso… torno sotto ad aprire la porta

D: no, resta qui…è troppo pericoloso..

U: tanto, cosa abbiamo da perdere?

D: …non voglio rimanere da sola..

U: dobbiamo provare…e riprovare…fino all’ultimo…

D: no… tieni almeno questa corda.. se riuscissi ad aprirla, la corrente ti risucchierebbe via..

U: hai ragione.. la lego in vita…  se dovesse andare male qualcosa, darò uno strattone.. ma tu non venire, in ogni caso.. se tiro, vuol dire che qualcosa è andato storto, che sono bloccato.. o che, comunque, è   troppo rischioso.. ma non venire… è inutile correre in due lo stesso rischio..

 

L’uomo scompare nel fango, e la donna resta sola; sente che l’acqua sale di secondo in secondo, e fissa la candela

 

D: non può finire tutto così, non può…troppe cose devo ancora fare, prima di andarmene… devo finire il mio lavoro, aiutare i miei… devo sistemare tutta la casa, e cambiare la macchina.. o forse no, per quello posso aspettare… adesso che tutto cominciava ad andare bene.. devo avere dei figli.. sì, tanti figli…maschietti e femminucce… e cambiare casa, perché qui non ci sarà abbastanza spazio.. e andare in centro al paese, dove si vive più comodamente…senza umidità, senza infiltrazioni, senza strani rumori… con le finestre sulla via principale e la piazza a pochi metri… avevo promesso di organizzare la prossima festa dei ragazzini, per imparare come si fa.. così, quando sarà il turno dei miei, non farò la figura di quella che non sa fare niente… devo pagare tutti i conti del mese…chissà come saranno arrabbiati tutti i commerciati.. che figura…. Devo ritirare il vestito… tra una cosa e l’altra me ne sono dimenticata completamente… come farò a presentarmi?.. mi vergogno…  appena torna su, gli dirò di accompagnarmi…così parlerà lui… avevo promesso di uscire a fare compere con Lara… ma non mi ricordo più quando.. con questo brutto tempo abbiamo rimandato così tante volte, che ormai non mi ricordo più… forse domani?.. o dopodomani.?.. appena il telefono sarà sistemato, le darò un colpo… poi dovremo ripitturare tutta la casa, e pulirla.. sarà un lavoro di settimane… chissà tutte le nostre cose come sono rovinate… non fa niente, ripartiremo da zero.. siamo partiti da zero una volta, e possiamo rifarlo ancora… anzi, questa volta sarà molto meglio… ma sembra che l’acqua si stia fermando.. a poco a poco… forse la piena sta passando… è vero, sta passando… appena torna su glie lo dico.. sarà contentissimo…e tutta questa storia sarà solo un brutto ricordo… un brutto ricordo… ma da quanto tempo è là sotto?.. forse non si è accorto del tempo che passa.. provo a smuovere un po’ l’acqua così, anche se non mi vede, mi può sentire… (e smuove l’acqua con la mano)

..come mai non mi sente?…è riuscito ad aprire la porta?…non se ne sarebbe andato senza di me…no, probabilmente sta ancora provando…

 

l’acqua, ormai, è a pochi centimetri dal soffitto; un ultimo momento di silenzio, e la candela si spegne.

 

 

FINE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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