A volte vorrei
Un pò di silenzio ,
A volte vorrei
Saper piangere ancora ;
A volte vorrei
Sparire in un sogno
E scappare via
Da questa follia.
Strane emozioni
Mi crescono dentro,
E senza controllo
Mi stanno invadendo
Ogni pensiero,
Ogni secondo,
Ogni frammento
Di vita che ancora
Mi resta da vivere,
Se mai troverò
Almeno un inizio,
Una sola speranza.
Rumori lontani
Di sogni perduti
Lungo il cammino
Mi fanno impazzire,
ombre nascoste
di troppi deliri
ancora non lasciano
che io viva;
a volte vorrei
che un soffio di vento
portasse via
parte di me;
a volte vorrei
che non mi lasciasse
l'assurda illusione
di felicità;
follia cercata
per non impazzire,
a volte vorrei
soltanto silenzio.
Corre la strada
Davanti ai miei occhi
Pieni del buio
Di questa notte;
esplodono in testa
tutti i ricordi
rimasti nell'ombra
per molto tempo:
vorrei scappare,
sto per impazzire,
lasciatemi stare
pensieri affogati
da tutte le lacrime
che ho versato
per dimenticare
ogni me stesso.
Non vedo l'inizio,
non vedo la fine,
non vedo un'uscita
da questo incubo;
ma non è un sogno,
sento il dolore,
sento le gambe
tremare ancora:
chiudo gli occhi,
vorrei silenzio,
e, all'improvviso,
silenzio è.
Dentro la luce
Dell'oscurità,
Nascosto in un angolo
perso, di mente,
Nasce un sogno,
Un'altra illusione
Per non affogare
In questa realtà.
Gocce di vita
Sulla mia faccia
Scivolano lente
E fuggono via;
Non rimane niente
Nelle mie mani
Se non il ricordo
Di ciò che è stato.
Un soffio di eterno,
Ad un passo dal nulla
Mi da la speranza
Per andare avanti;
Poi come ogni vento
La vedo sparire
E davanti a me,
Soltanto buio.
Non ho bisogno
Di altre parole,
Di belle bugie
Per colmare il vuoto
Dei nostri silenzi
Pieni di nulla
Mentre la vita
Ci sfugge nel vortice
Perso, del tempo,
e la nostra fiamma
Diventa cenere.
E come amanti
Sospesi tra sogno
e cupa realtà,
Cerchiamo il senso
Di questa follia
Vagando nell'ombra
Di ogni illusione,
Così ci troviamo
racchiusi nel vuoto
Tra sorte ed eterno,
Travolti dall'onda
Della disperazione.
La musica è ormai
Diventata silenzio,
coperta soltanto
da tanto rumore;
i pochi ricordi
nascosti dal tempo
stanno fuggendo
dentro le ombre
di tutti i sogni
già abbandonati
nella memoria
di chi non vive.
Non c'è speranza
Di poter vedere
Un altro tramonto
Prima che tutto
Sia illuminato
Da una falsa
Illusione di vita.
Non c'è più calore
Nelle parole
Scritte nel vento
Della passione:
tutto è soltanto
sopravvivenza,
e non c'è più tempo
per provare a vivere.
Città deserte
Senza più vita,
tramonti spenti
oltre il cielo,
stelle offuscate
dai sentimenti
di chi resta solo
in mezzo alla strada.
Silenzio del cuore
Che non vede più,
rumore del nulla
che sento arrivare,
lacrime calde
di una estate
passata sognando
un altro destino;
aiutami notte
ad essere nulla,
sparire dall'incubo
in cui sto vivendo;
aiutami freddo,
entra in me,
e forse potrò
ancora sognare.
Sembrava perfetto
Poi tutto è finito
In un solo secondo,
E ora è soltanto
Un vago ricordo
Dentro la mente,
Una cicatrice
rimasta nel cuore.
Sembrava un sogno,
Una illusione ,
Adesso è un altro
Incubo oscuro
Che prova a rubarmi
Ogni emozione;
Ormai sento solo
Un sottile nulla
Che come un sollievo
Riesce a calmare
Il fuoco che brucia
Dentro il mio petto,
E questo è tutto
Ciò che è rimasto.
Adesso è soltanto
Un incubo oscuro
Che mi accompagna
Durante il giorno;
Mi scalda il letto
Durante la notte,
E non temo più
la mia solitudine .
Forse è solo
Pura follia,
Forse davvero
Sto impazzendo;
Ho vissuto un sogno,
Poi sono caduto
Nella triste certezza
Della realtà .
Volta la pagina
e troverai
ogni risposta
alle Domande;
volta la pagina
e credici ancora,
non abbandonare
la sola speranza
che ancora rimane
rinchiusa nel cuore
dopo che tutto,
in silenzio, è finito.
Così passa il tempo,
così scorrono lenti
i tristi capitoli
di ogni vita;
poi all'improvviso
tutto finisce,
e ci si accorge
che di quelle pagine
non rimarrà nulla,
che non c'era scritta
una sola parola,
nessuna ragione
per arrivare
fino a quel punto.
Nessuna risposta,
nessuna certezza,
nessun senso
in questa follia.
Ma ormai
Sarà troppo tardi.
Strappami gli occhi,
Non voglio vedere;
Toglimi il fiato,
Non voglio più urlare;
Bruciami il cuore,
Non voglio soffrire,
E tutto il mio sangue,
Fino all'ultima goccia.
Trasformami in buio,
Fammi sparire,
Cancella i ricordi
E ciò che è stato:
Non lascerò traccia
Del mio passaggio,
Non lascerò ombre
Del mio passato.
Se sono caduto
In questa follia
È stato un caso,
E ne uscirò:
Qui non c'è più nulla
Che possa volere,
E ciò che ho voluto
Me lo sono già preso.
Trasformami in nebbia
Per essere vivo,
E fammi scappare
Da questa prigione.
Asciugo le lacrime
Con la vendetta
Di chi non accetta
Questa follia;
lascio che tutto
sia solo un passato
lontano nel tempo
e nella memoria.
Piovono gocce
Di sangue bollente
Di rabbia, di odio,
di cupo rancore,
piovono sogni
di un falso domani
dove tutto ha un senso,
o, solo, non esiste.
Urlano i silenzi
Sotto questo cielo
Di sorrisi regalati
Per nascondere le lacrime;
giurano vendetta
ed imprimono nel cuore
ciò che esplode dentro il petto
e che spezza in due la schiena
Urlo paura,
e tremo nel cuore,
perché sono stanco
di questa battaglia
senza alcuna speranza
di essere vinta,
mentre il sole è scomparso
da tempo, ormai.
Ho voglia soltanto
Di un po’ di silenzio,
ho voglia soltanto
di essere nulla.
Immagini oscure
Di ricordi persi
Ritornano in vita
E sono i miei incubi;
volti confusi
dalla nebbia del tempo
mi entrano dentro
come fantasmi;
li posso toccare,
li posso sentire,
mi fanno male:
non sono fantasmi.
Nessuno li vede,
nessuno li sente,
sono dentro di me:
sì, sono fantasmi.
Sto impazzendo,
non distinguo più
il sogno dal vero,
il giorno e la notte;
sto impazzendo,
fuggo da me,
mi apro il cuore
per farli sparire.
Silenzio attorno,
guerra nel cuore,
battiti lenti
fanno tremare:
non sono fantasmi,
mi fanno male,
non sono fantasmi,
sono reali
Sputo la rabbia
Di essere uomo
In questo mondo
Senza più senso;
troppo lontano
stiamo correndo,
troppi silenzi
ancora separano
gli occhi perduti
di chi non capisce
e vorrebbe solo
un po’ di certezze;
troppi ricordi
sfuggono via
dalla memoria
di chi non si volta
e vede il passato
soltanto nell'ombra
di ciò che è già stato
e non sarà mai:
soltanto parole
non ascoltate
si possono urlare
in questo mare
di pura follia,
di finti sorrisi,
mentre là fuori
è già inferno.
Sogni inspiegabili
Di droghe sintetiche
Riempono i vuoti
Dei nostri silenzi.
Siamo soltanto
Due sconosciuti
Che hanno percorso
Vie parallele;
Siamo soltanto
Due di molti
Persi nell'ombra
Della disperazione.
Non ho più voglia
Di credere ancora ,
Non ho più forze
Per dimenticare:
Ho chiuso gli occhi
Per troppo tempo,
Ho fatto finta
Che non fosse questo
Ciò che rimane
Tra le mie mani
Dopo che tutto
È solo passato:
Soltanto tracce
Che scompariranno.
Stringimi forte
Prima del buio,
Fammi sparire
In una illusione,
Scaldami il cuore
Con la speranza
Che questa follia
Avrà una fine.
Mostrami un sogno
In cui volare,
Un soffio di vento
In cui urlare
Tutto il nulla
Che ci circonda
In questo attimo
Perso, di tempo.
Ho voglia soltanto
Di sentirmi vivo,
Di sentire il cuore
Dentro nel petto:
Questo rumore
Che ci circonda
Mi ha cancellato
Ogni emozione.
Stringimi forte
E non pensare
Ad ogni domani
Uguale a ieri,
ad ogni notte
Nascosta nell'ombra
Di un cammino
Senza più meta.
Ci sono persone
Che provano a credere
Ancora in qualcosa
Per non impazzire;
Ci sono persone
Che hanno già smesso,
E dentro il silenzio
Hanno trovato
La sola risposta
Ad ogni domanda
Nascosta in un angolo
Sperduto, di mente.
Ci sono persone
Perse nel sogno
Che questa follia
Abbia un senso,
E dentro quel sogno
Vogliono chiudere
Ogni illusione,
Ogni speranza .
Ci sono pochi
Che solo si chiedono
dove trasporti
Questa corrente
In cui siamo immersi,
In questo buio,
E dove si trovano
Ancora non sanno.
I sogni sono morti
Su quell'ultimo treno,
quando si è fermato
nella mia stazione;
forse sono morti,
o non sono mai esistiti,
e ho soltanto bisogno
di false illusioni
per non cadere anche oggi
dentro il vortice del tempo,
per non soffrire un'altra volta
per i fantasmi del passato.
Ho visto tramontare
Ogni mia speranza persa
Dentro l'ombra di una lacrima
Nata dietro ad un sorriso;
ho visto scomparire
tutto ciò in cui credevo,
solo per far posto ad un altro
ideale per non soffrire.
Ma in fondo, forse è meglio,
e dimenticherò tutto,
rimarrò dentro il limbo
di chi non vuol piangere più;
forse sì, in fondo è meglio,
e non ricadrò mai più
dentro il buio del presente
di chi non ha nessun passato.
Stasera non voglio scrivere,
più per nessuno,
perché questa è solo una lenta
caduta verso il buio;
nessuno mi ascolterà
quando proverò ad urlare,
ed in fondo non mi dispiace
essere solo davanti al nulla.
Non sono belle
Queste parole,
non è la mente
che sta scrivendo,
ma solo la forza
dell'ultima lacrima
che sta scivolando
sulla mia faccia.
Chiudo gli occhi
E non c'è più nulla:
ogni mio sogno
ormai è svanito,
ogni illusione
in cui mi perdevo
è scappata via
insieme alla luna
che non splende più
in alto nel cielo,
adesso è un ombra
nascosta nel buio.
Stasera non parlo
Di ciò che sarò,
non so più nemmeno
chi sono adesso;
silenzio, vi prego,
almeno un momento,
soltanto un minuto
ancora mi resta,
prima che la candela
si spenga del tutto,
e fermi anche il cuore
che in me sta battendo.
Vorrei lasciare
Un ultimo soffio
Di vita, di nulla;
o forse è meglio
sparire, e basta;
la mia candela
adesso è finita.
Non riesco a trattenere
Queste lacrime che cadono,
non riesco a capire
il perché di tanto male:
non accetto la morte
perché non capisco la vita,
aspetto la notte
e ho paura del buio.
Ho scelto di camminare
Al di là della mia strada,
del destino che qualcuno
ha già scritto per me;
o forse è tutto inutile,
ed è solo un'illusione,
l'attesa è ciò che ormai
ci resta da vivere.
Non riesco a trattenere
Queste urla dentro il petto,
ma non ho più voce,
o, forse, non l'ho mai avuta.
Scrivo parole
Piene di rabbia,
piango in silenzio
per non far vedere
ciò che ora brucia
dentro il mio petto,
per non dimostrare
le mie paure;
a volte perdono,
ma non dimentico
le facce di chi
mi ha fatto del male;
a volte sorrido,
ma non sempre allegro,
e ho tatuati
dei nomi nel cuore.
Non cerco la lotta,
ma non indietreggio,
e se può far male,
correrò il rischio;
negli occhi la luce
di un altro tramonto
mi fa riaffiorare
vecchi ricordi;
insieme ai fantasmi
della mia mente
stasera dovrò
provare a dormire.
Non cerco vendetta,
ma ho tatuati
col fuoco dell'odio
dei nomi, nel cuore.
Aiutami a credere
Ancora in qualcosa,
aiutami a vivere
almeno un secondo,
aiutami a urlare
con tutta la voce,
davanti a me
ho solo il buio.
Sento che tutto
È un vago sogno,
perso nell'ombra
di un desiderio;
non è più pioggia
quella che cade,
ma lacrime perse
di chi vuole fuggire.
Aiutami ad essere
Ancora me stesso,
nascosto dal mondo
sotto una maschera;
aiutami a nascere
dentro i tuoi occhi,
e lì fammi restare
fino alla fine dei giorni.
Sarà il mio corpo
La mia unica bara,
saranno le stelle
le mie uniche luci,
sarà il nulla
la mia unica strada,
sarà il freddo
il mio unico amico.
Lenti i ricordi
Mi sfuggono via,
portati dal fiume
del tempo che passa
e cancella tutto,
persino la vita,
e ad un tratto capisco
che non sto vivendo.
Sono un morto
Che ancora cammina,
sono un muto
che parla nei sogni,
sono un angelo
senza più ali,
sono un'ombra
di ciò che sono stato.
Non so più nemmeno
Che cosa vorrei essere,
non so più nemmeno
quali ricordi ho perso:
non vale la pena
di andare avanti
in questo cammino
verso il buio:
vivo nell'ombra
di emozioni,
e vorrei che tutto
in un attimo, sparisse.
È rinchiusa in una fotografia
La magia di un momento,
la luce di un sorriso
nato senza volerlo.
Non so nemmeno chi sia
Il volto grigio impresso
In un giorno di tanti anni fa
E forse non ha importanza:
un briciolo della sua anima
è tornato a vedere la luce
per un attimo, oppure in eterno,
perché non ancora dimenticato.
La piccola, folle illusione
Di vivere oltre il corpo
È ciò che non fa impazzire,
anche se sappiamo di essere nulla;
è rinchiusa in una fotografia
l'ombra di un'anima persa
che ritorna per un attimo in vita
e che forse, non sparirà più.
Lo squallore della vita
È racchiuso nel silenzio
Del sorriso ormai freddo
Di quest’ultima fotografia.
Il passato non rimane,
è soltanto un’illusione,
è soltanto una speranza
per dar vita alla follia.
Quel sorriso sparirà
In un angolo di mente,
poi un’ombra, poi il nulla,
e sarà come mai nato;
siamo un’onda solitaria
in un mare senza costa,
siamo stelle in un cielo
troppo buio per brillare.
Siamo persi in questo mondo
E stranieri a noi stessi,
siamo vittime del tempo
e lo sprechiamo senza senso;
lo squallore della vita
sta bruciando con la foto,
che non voglio rivedere,
perché impressa nel mio cuore.
Come possono gli occhi vedere
Un petalo cadere nel vuoto
Per un solo, eterno secondo,
e non piangere?
Come può la mente accettare
Un altro tramonto del sole
Così uguale ad ogni ieri,
e cercare di non impazzire?
Ha senso cercare l'eterno
E sapere di essere nulla,
aspettare tutta la vita
sapendo che solo un salto
sarà il nostro destino,
ed il resto, solo passato?
Come si può sfuggire
Al tempo che porta con sé
Tutto ciò che porta il dolore,
lasciando i sogni alle spalle?
Sono stanco di questa follia,
stanco di ogni parola,
stanco di ogni pensiero,
stanco do ogni illusione:
rimango seduto e osservo
il salto che dovrò fare:
ho paura, è buio, ma non riesco
a non chiedermi cosa sia meglio.
In un'altra dimensione,
Un anello dentro il tempo
In cui tutto non avviene
È soltanto , in eterno.
Un tramonto silenzioso
Accarezza i pensieri
Di chi assiste alla fine
Che non tornerà mai più;
Una triste alba insegue
Ogni sogno abbandonato
Nella razionalità
Che si mischia alla follia;
Basterebbe una lacrima
Per spezzare l'incantesimo,
Basterebbe un sospiro
Per scacciare via quest'incubo :
Forse davvero
Nessuno lo vuole,
Forse davvero
È meglio così.
Non è la morte che uccide,
ma solo il cammino del tempo,
perché il cuore continuerà a battere
nel petto di chi non avrà
ancora dimenticato
il cammino appena concluso
per andare in nessun luogo,
per sfuggire al proprio destino.
Ma quando quell'ombra lontana
Lentamente, trasformerà in buio
Quel poco che ancora resta,
Allora sarà la fine.
Non serve versare lacrime,
non serve provare a combattere,
non serve creare illusioni
per sfuggire a questa realtà:
non c'è mai stata speranza,
e non ci sarà mai:
prima corpo, poi ombra, poi nulla:
questo è ciò che ci aspetta.
Si perde nel vento
L'urlo nascosto
Di un pianoforte
Appena sfiorato;
si perde in un sogno
la sola speranza
che questa follia
abbia un senso.
Non restano immagini
Nella memoria,
non restano suoni
da ricordare,
ma solo emozioni,
gocce di vita,
che danno la forza
per andare avanti;
poi tutto ad un tratto
ritorna la notte
e all'improvviso
svanisce il sogno;
rimane soltanto
quell'urlo lontano,
e la sola speranza
è nell'ultima nota.
Non c'è lacrima che possa lavare
Ogni ombra nata nel cuore,
non c'è giorno in cui non vorrei
essere chiunque altro;
non c'è attimo per ascoltare
il silenzio di ogni pensiero,
non c'è altro rispetto a questo,
e qui dobbiamo morire.
Non c'è fine alla caduta
Della vita verso il buio,
non c'è luce che possa mostrare
la realtà in cui ci perdiamo;
non c'è urlo che vada più forte
del cupo silenzio del vento,
e la notte nasconderà
l'orrore che sta vedendo.
Sono stanco di tutto questa
Finzione per coprire il nulla;
stanco di ogni parola
regalata per stare in silenzio;
sono stanco di sopravvivere
in una vita che non è mia,
questa notte vorrei solo dormire,
senza sogni, senza follie.
Se non bastassero
Queste parole,
se non bastassero
tutti i discorsi
persi nel vuoto
che ci circonda
prendi anche il cuore
che ancora batte.
Se non bastasse
Ogni promessa,
urlata nel vento
della disperazione,
se non bastasse
nemmeno una vita
per trovare il senso
a questa follia;
se non bastasse
nemmeno la morte
per chiudere il cerchio
dell'eternità,
sarebbe anche vana
ogni speranza
di credere ancora
di essere vivi.
Luci di notte
Spezzano il buio
Di ogni ricordo
Dimenticato;
è inquinato
dal troppo dolore
il fiume del tempo
in cui siamo persi.
Fantasmi che tornano
Nella memoria
Non spariscono più
Alla fine del sogno;
è troppo profonda
la ferita che perde
gocce di vita
ad ogni risveglio:
ma non si vede,
distrugge dentro,
e non c'è speranza
di poter guarire.
Luci isolate
Come silenzi
Immergono l'anima
Di tutto il nulla,
che ci sta avvolgendo
dentro gli abbracci
dei falsi sorrisi
che coprono l'odio;
in fondo sappiamo,
non facciamo nulla,
solo vittime,
soltanto complici,
solo attori
di questa commedia
che si perderà
dentro il buio.
Stordiscimi con l'illusione
Che questo è solo un sogno,
convincimi che domani
sarà un giorno migliori;
abbagliami con la certezza
che questo abbia un senso,
poi lascia che in me nasca
la voglia di ricominciare.
Aspetta che io ci creda,
cullami in questa follia,
nascondi ciò che vedono
i miei occhi, anche se chiusi;
fammi impazzire di vita,
anche se solo sperata,
dammi l'ultimo appiglio
prima del salto nel buio
del vortice oscuro del tempo
che mi sta per ingoiare,
lasciandomi dietro le spalle
soltanto un'ombra su un muro.
Apro gli occhi
Per la prima volta
E davanti a me
C'è soltanto buio.
Lascio che sia
Solo il domani
A dover decidere
Della mia vita;
lascio i ricordi
scorrere via
dalla mia mente
senza rimorsi;
siamo soltanto
un'ombra che presto
si perderà dentro
il buio del tempo.
Ho troppa paura
Per andare avanti,
ma non è concesso
fermarsi un secondo;
vorrei vedere
un po’ di luce,
ma questa nebbia
mi sta uccidendo.
Ombre di luce
Davanti ai miei occhi
Oscurano il mondo
Mentre scompare
Lontano, da me,
dai miei pensieri
persi nel vuoto
di una illusione.
Questo non è
Ciò che volevo,
questa non è
la mia vita:
queste non sono
le mie parole,
ma solo un incubo
divenuto realtà.
Nemmeno un ricordo
Del mio passato
Verrà risparmiato
Dal vortice immenso
Del tempo che corre
E porta via tutto,
e forse adesso
lo seguirò anch'io
Cresce il vuoto
Nella mia mente,
e nel silenzio rimbomba
il buio che arriva;
sparisce la luna
dal mio cielo,
e muoiono sogni
prima dell'alba:
è solo l'inizio
della mia fine,
oppure è soltanto
la fine del nulla.
Non scendono lacrime
Dai miei occhi,
né un solo sospiro
dalle mie labbra:
non serve più a nulla
piangere, ormai,
e il vento ha rubato
anche ogni speranza.
Non voglio che nessuno
Mi ascolti, adesso:
è già troppo tardi,
ormai è già sera:
aspetto che il buio
entri in me,
ed il silenzio abbracci
i miei pensieri.
Ma prima che tutto
Scompaia da me,
addio, a nessuno,
a chi mi ha ascoltato.
La musica è vita
Nel battito lento
Del cuore che ancora
Non vuole fermarsi;
è solo poesia
in ogni respiro
che viene rubato
da chi la ascolta;
trema la voce,
silenzio, buio,
poi tutto ad un tratto
diventa magia;
è pura follia
o genialità,
di chi vuole ancora
provare a stupire;
la musica è nulla
e molto di più,
nel battito lento
di un cuore che batte.
Osservo in silenzio l'arrivo
Della fine di un'altra stagione,
mentre tutto sembra cambiare,
mentre tutto è sempre uguale.
I pensieri vanno in letargo,
il corpo diventa freddo,
le lacrime perse nell'ombra
di ogni istante sprecato
non vogliono scendere più,
Aspettano un nuovo inizio,
mentre un brivido fa scomparire
anche l'ultima, vana speranza..
Il vento trasporta via sogni,
illusioni, parole, sospiri,
e non riesco più ad uscire
dal terribile vortice in cui
tutto diventa passato
ancor prima di essere nato,
tutto diventa già perso
ancor prima di avere un inizio.
Rimbombano i ricordi lontani
In un angolo della memoria,
è il rumore di ogni silenzio,
è il canto di ogni notte;
piove, e sarà più cupo
il cielo sopra di me,
senza stelle, senza luna,
nel chiarore della solitudine.
Si alza,
piange e poi ride,
ma negli occhi non brilla più
la luce che illuminava il sorriso:
sembra che abbia vissuto
il doppio della sua vita,
abbia visto cose terribili,
da non voler tornare mai più;
o forse non ha visto mai niente,
e preferisce credere ancora
nella piccola, assurda illusione
che la vita esista davvero.
Si perde in un petalo di rosa
Lo sguardo del primo mattino
Quando anche la luce più lieve
Abbaglia gli occhi socchiusi:
cercano una goccia di vita
per non perdersi dentro il buio
di ogni ricordo strappato
da un angolo oscuro di mente.
Sorride,
e non si volta mai,
il passato può fare male,
può essere troppo lontano,
mentre ancora nel domani c'è luce,
e gli occhi si abitueranno
a vedere la vita, là fuori,
nella realtà o nell'illusione.
Ascolto il canto
Di questo deserto,
al caldo dell'ombra
dell'ultimo sole.
Mi stringo nel dolce
Silenzio del tempo,
in un luogo in cui sembra
non scorrere mai;
lasciatemi andare
ricordi scomparsi
in fondo al pozzo
della memoria;
lasciatemi vivere
in questo nulla,
urlare nei sogni
mai realizzati.
Nemmeno una lacrima
Tocca la sabbia,
nessuno perdona
la fragilità;
nemmeno un sospiro
è più concesso,
persino l'aria
adesso è preziosa.
Viaggio nel vortice
Dei miei pensieri
E il deserto, forse,
non è poi lontano.
Curami con il tuo odio
Quest'assurda voglia di vita,
Aiutami a cancellare
Questi folli pensieri che nascono
In un angolo della mia mente,
E riaccendono una speranza
Proprio quando la notte è vicina
Ed il buio mi sta accarezzando.
Insegnami a dimenticare
E a continuare ad occhi chiusi,
A combattere colpendo alle spalle,
A brindare sul corpo degli altri;
Educa ogni emozione
A crescere con il rancore,
Fino a che arriverà il nulla,
E poi finalmente, la pace.
Cura le mie ferite
Con il freddo dei tuoi occhi,
Perché così è molto più facile,
Così fa meno male:
Non c'è più futuro in noi,
Ed il passato è solo un'ombra,
È impossibile vivere ancora,
Si può solo, ormai, sopravvivere.
La sabbia cancella
Le macchie di sangue
Versate da chi
Ancora credeva;
il vento prosciuga
le lacrime fredde
versate in silenzio
dietro i sorrisi;
il sole abbaglia
e non fa vedere
che cosa nasconde
questa follia:
in questo deserto
di desolazione
nessuno ha il coraggio
di aprire gli occhi,
in questa apparente
calma del tempo,
si sta combattendo
contro il nulla.
Parlo del lato oscuro
Della mia anima, della mia mente,
entro in un mondo che so
ormai non mi appartiene più.
Viaggio nell'illusione
Di suoni, pensieri, parole
Che vedo nascere in me
Come fossero indipendenti.
Un lungo brivido e poi
Anche il sole diventa nero,
il cielo adesso mi abbraccia
con un caldo manto di buio;
osservo da spettatore
l'inizio, la fine, la morte
di sogni creati da me,
che tornano ad essere nulla,
ma poi le loro ombre
crescono in nuovi sogni
in un walzer senza mai fine,
senza più musica, senza speranza.
Dimentico per un momento
Persino come mi chiamo,
il corpo non è più mio,
fuggo verso il nulla
degli attimi sprecati in attesa
che qualcosa, in fondo,cambi,
mentre esco dal lato oscuro
e ritorno in ogni me stesso.
Mi sono perso
In questa nebbia
Di false speranze
E dolci illusioni;
Busso alle porte
Dell'eternità
mentre ascolto
Il ritmo del tempo
Troppo veloce
Per poter vedere
Ciò che davvero
Mi sta circondando;
meglio restare
con gli occhi chiusi,
meglio far finta
che tutto sia come
ho sempre voluto,
ho sempre cercato,
mentre speravo
che fosse reale.
Si appoggia la sabbia
Sopra il mio volto,
e nessuno saprà
Dove sono scomparso;
ascolto il silenzio
dei miei pensieri,
poi chiudo gli occhi,
e aspetto.
A poco a poco
Il mondo scompare,
il corpo diventa
sempre più lontano;
non sto tremando,
non ho più paura,
poi un ultimo brivido,
e tutto finisce.
Non so più chi sono,
non so cosa sono,
non so più che cosa
potrebbe succedermi:
vedo solo la sabbia
coprire il mio volto,
nessuno saprà mai
dove sono scomparso.
Tutto è finito,
o non è mai stato;
un solo secondo,
un soffio di eterno,
e il lento cammino
si è concluso;
ciò che rimane
è soltanto l’ombra
di un riflesso del tempo
in uno specchio infranto.
Questa realtà
Non è di nessuno,
questo silenzio
vuole parlare,
questo deserto
non ha più vita
il sole, ormai,
è scappato via;
nel cielo un cupo
manto di buio
abbraccia la strada
che sto percorrendo
cercando il nulla,
e forse la pace,
di questo corpo
che non è mio.
Stringo la notte
Nelle mie mani,
ballo nel brivido
della sua luce;
vorrei impazzire,
o essere nulla,
non un attore
in questa follia.
Aspetto soltanto
L’ultimo atto,
il sipario chiuso,
per poter sparire:
poi un nuovo inizio,
una nuova storia,
e forse un nuovo
finale, migliore.
Un solo secondo,
un lampo di luce,
poi soltanto buio
è ciò che è rimasto:
nessuna speranza,
nessun ricordo,
nessuna traccia
del nostro passaggio.
Continuo a vagare
In questo nulla
In cerca di cosa,
ancora non so;
sento i ricordi
rimasti rinchiusi
in ogni ombra
impressa nel tempo:
sono fantasmi
di vita rubata
dalla follia
di qualche sogno;
sono granelli
di questo deserto,
in cui non sento
più battere il cuore.
Li lascio parlare
Dentro di me,
prima che tutto
sparisca nel buio;
una sola frase
lasciata al vento
e forse non tutto
sarà perduto.
Mi basta toccarli
Mi basta pensarli,
e nella mia mente
si apre una porta;
li lascio passare,
e per un secondo
le loro illusioni
saranno reali;
mi esplode nel petto
l’urlo nascosto
dalla pioggia che batte
di lacrime fredde.
Vedo la luna
Brillare di giorno,
caduta nel cielo
della disperazione;
piange in silenzio
insieme ai ricordi
di ciò che è passato,
o che non sarà mai;
vedo le stelle
fuggire lontano
per non ascoltare
un sospiro di luna;
vedo il buio
in questo cielo,
poi chiudo gli occhi
perché ho paura.
La terra è un cimitero,
è solo questione di tempo;
la fine ci sta aspettando,
e forse non cambierà molto:
non c’è poi differenza
da sopra o sotto la terra:
se la pace è ciò che cerchiamo,
la pace è ciò che avremo.
Assaggio gocce di morte
Ogni volta che chiudo gli occhi,
ma nel buio che ho davanti
mi sono perso già troppe volte;
forse non so più nemmeno
chi sono in questo momento,
forse soltanto un’ombra
che si illude di essere vera:
sento battere il cuore,
ma forse non è il mio;
la mente vorrebbe impazzire
ogni volta che penso al nulla:
sono solo uno strappo nel tempo
in una vita che non appartiene
a niente, perché già finita
ancor prima di avere un inizio.
Passato, futuro,
fratture del tempo
capaci soltanto
di cancellare;
un solo secondo,
l’intera esistenza,
ricordi di domani
appaiono in me;
discorsi mai detti
in ogni parola
perdono il senso
del loro essere:
è pura follia,
allucinazione,
vorrei silenzio,
vorrei silenzio.
Non mi importa
Di ciò che succede
Intorno a me
In questo momento;
non ho la forza
di aiutare
chi ne ha bisogno
vicino a me;
non ho più fiato
e so che ormai
il traguardo è lontano
della mia vita:
vorrei si fermasse
almeno un secondo
per provare a capire
dove mi trovo;
ma forse è tardi
e sono già perso
in questo mare
di solitudine;
nemmeno una lacrima
mi bagna gli occhi,
forse davvero
sono già morto.
Mi fermo e aspetto
Che questa tempesta
Nella mia mente
Si trascini via
Tutti i sogni
Mai realizzati
Per inseguire
Follie razionali;
che porti con sé
tutti i ricordi
troppo pesanti
da cancellare;
soltanto il nulla
potrà curare
ogni ferita
rimasta aperta:
soltanto il nulla
mi drogherà
e nasconderà
questa realtà:
Sento arrivare
Le voci lontane
E apro la mente
Per ascoltarle.
Appare una luce
Davanti ai miei occhi,
poi, all’improvviso,
qualcuno mi parla:
non c’è nessuno
intorno a me,
ma dice, urlando,
queste parole:
Lo squallore della vita
È racchiuso nel silenzio
Di quest’ultima fotografia.
Il passato non rimane,
è soltanto un’illusione,
è soltanto una speranza
per dar vita alla follia.
Quel sorriso sparirà
In un angolo di mente,
poi un’ombra, poi il nulla,
e sarà come mai nato;
siamo un’onda solitaria
in un mare senza costa,
siamo stelle in un cielo
troppo buio per brillare.
Siamo persi in questo mondo
E stranieri a noi stessi,
siamo vittime del tempo
e lo sprechiamo senza senso;
lo squallore della vita
sta bruciando con la foto,
che non voglio rivedere,
perché impressa nel mio cuore.
Un ultimo lampo di luce,
poi tutto si spegna in me:
le parole ancora rimbombano
lontano, nella mia mente:
adesso vorrei dormire,
svuotare in po’ la mente,
domani sarà diverso,
domani avrò le risposte.
O forse, ieri.
in un'altra dimensione,
un anello dentro il tempo
in cui tutto non diviene,
è soltanto, eterno;
un tramonto silenzioso
accarezza i pensieri
di chi aspetta una fine
che non tornerà mai più;
una triste alba insegue
ogni sogno abbandonato
nella razionalità
che si mischia alla follia:
basterebbe una lacrima
per spezzare l'incantesimo,
basterebbe un sospiro
per spazzare via quest'incubo:
forse davvero
nessuno lo vuole,
forse davvero
è meglio così.
parlami ancora
di ciò che è stato,
regalami sogni
già consumati:
rimango rinchiuso
nella mia mente
e non so nemmeno
dove si trova
ciò che credo
sia il mio corpo,
ora che, ormai,
non sento più nulla.
fammi ascoltare
dolci speranze
anche se vane
riscalderanno
ciò che rimane
del mio cuore,
ora che, ormai,
è soltanto freddo.
dormirò ancora
per non vedere
ciò che succede
attorno a me;
con te vicino
e voleremo
lontano da qui.
versami ancora
due dita di vi
per macchiare il sangue
con il calore
dell'ombra di un sogno
dimenticato
dietro le spalle
della ragione;
versami ancora
un'illusione
per non vedere
questa realtà;
fa troppo male,
vorrei fuggire,
dalla prigione
dei miei pensieri.
non c'è nessuno
in questa follia,
in questo attimo
senza più senso:
forse è paura
per ciò che ora
sento bruciare
in fondo al petto,
e non fa più male:
è solo un'onda
di nulla che riempie
i silenzi rotti
da parole perse.
allucinazioni
mi fanno impazzire,
vedo ricordi
abbandonati;
non sono miei,
sono reali,
stano crescendo
nella mia mente:
regalami un attimo
di felicità,
di dolce far finta
che il cuore batta.
Avvolgimi Luna
E fammi sparire
Dietro la luce
Di una stella:
A volte sogno
Ciò che vorrei,
a volte il buio
mi avvolge i pensieri;
parole, emozioni,
perse nel vento
ritornano in vita
nell'ombra del tempo,
violente, in un incubo,
e vorrei urlare,
ma ciò che rimane
è la sola follia.
Riapro gli occhi
Ma non vanno via,
sono dentro di me,
e non posso scappare:
rivoglio il buio,
rivoglio il silenzio,
voglio fuggire
da questa realtà.
Ho comprato un sogno
In offerta speciale
Durante i saldi
Di fine stagione,
ed in omaggio
un vago ricordo,
una illusione
per vivere meglio.
Ho comperato
Una speranza
Per credere ancora
In un domani;
un falso sorriso
davanti alla maschera
che devo indossare
per non far vedere
tutte le lacrime
che ho versato,
per non far vedere
le debolezze.
Tutto è denaro,
persino la vita
nascosta nell'ombra
di un falso ideale;
tutto è denaro,
persino l'anima
lasciata in angolo
perso, del tempo.
È già troppo tardi
Per tornare in dietro,
in questo cammino
senza speranza;
è già troppo tardi
per ricominciare
e credere ancora
davvero, in qualcosa.
Ho comprato un sogno
E chiudo gli occhi,
forse, davvero,
è meglio così.
È la fine del mondo,
e noi lo sappiamo,
in ogni sorriso,
in ogni tramonto,
in ogni foglia
che cade per terra,
avvolta nel buio
di un altro autunno.
È la fine di tutto,
e non ci crediamo,
facciamo finta
di non vedere,
di non capire
che tutto è finzione,
che tutto è soltanto
vana disperazione.
Baci rubati
Sotto un lampione
Sembrano nulla
Il giorno seguente;
sospiri lasciati
dentro il silenzio
contengono più
di mille parole;
in ogni carezza,
in ogni pianto,
in ogni secondo,
la fine del mondo.
La tua morte non è ciò che ho in mente
Per saziare la mia vendetta,
ma un lento cammino nel buio
di ciò che mi hai fatto provare.
Non sarai salvato da leggi
Scritte da simili a te,
oggi sono io a giudicare,
e la sentenza è scritta nel cuore.
Non devi nemmeno provare
A guardarmi ancora negli occhi,
non devi nemmeno provare
a scusarti per ciò che hai fatto;
forse tutto sarebbe diverso
se il tempo non fosse trascorso,
ma ormai è troppo tardi,
e il mio passato sarà il tuo futuro.
Ho provato a restare fuori
Dal sentiero della vendetta,
ma il tuo sguardo mi ha attirato,
e adesso è tutto compiuto;
lascio che sia l'istinto
a portarmi in questo viaggio,
e finchè non sarò arrivato
non avrò nessun altro pensiero.
Siamo angeli caduti
In un angolo di strada
Di una città perduta
In un mondo senza tempo;
siamo stelle senza luce,
Abbracciate dal buio,
circondate dalle ombre,
in un mare di silenzio.
Siamo persi nella notte,
Abbagliati dalla luce
Di stupende illusioni
Che si perdono nei sogni
Di chi ancora non accetta
Un destino già deciso
Da qualcuno che si illude
Di aver capito tutto.
Siamo vittime innocenti,
solo attori inconsapevoli
di un dramma che va in scena
senza avere una fine;
siamo lacrime perdute
in un angolo di cielo
senza più nessuna stella,
e nel silenzio, finiremo.
Uccidimi senza rancore
Se provo a non vivere più,
se dentro di me si spegne
l'unica fiamma di vita
che ancora riesce a scaldare
le notti senza più stelle,
in cui il sembra che il mondo finisca
in un mare di immenso nulla.
Tagliami entrambe le mani
Se decido di non scrivere più,
se un giorno vorrò dimenticare
la follia in cui sto vivendo.
Se mi lascerò portare
Nel lento torrente del tempo
Dove tutto è solo passato,
ti prego, fammi sparire;
se comincerò a credere
in un sogno comprato in saldo
solo perché forse è molto più facile,
ti prego, fammi impazzire;
se rinuncerò ad ogni me stesso
per diventare soltanto un numero,
perché così forse fa meno male,
ti prego, fammi morire.
Basta,
non scriverò più,
non ha senso cercare ancora
una luce in questo buio:
ho urlato per troppo tempo
parole rubate dal vento,
ho pianto lacrime fredde
credendo in assurde speranze
svanite come un sogno
alla luce del primo mattino,
mentre in me un raggio di buio
illuminava ogni pensiero.
Basta,
lasciatemi andare,
non voglio più credere in nulla
di ciò che mi avete mostrato:
è tutto soltanto finzione
perché forse fa meno male,
è il pianto nascosto nell'ombra
del sorriso di circostanza;
mi viene da vomitare
se penso a ciò che sarà domani,
uguale a qualsiasi oggi
vissuto da quando sono nato:
basta,
adesso e per sempre,
quest'assurdo salto nel buio,
basta,
quest'illusione,
è soltanto una follia.
È ormai deserta
La strada del tempo
In cui ripercorro
I miei ricordi;
come ombre lontane
che non possono toccare
prima si avvicinano,
poi fuggono via.
Vorrei provare
A ricominciare,
vorrei non vedere
il buio del tempo;
nemmeno i sogni
sono più eterni,
e il loro tramonto
è sempre più cupo.
Rimango in attesa
Che qualcosa spezzi
L'immenso silenzio
Che mi circonda;
ma non c'è parola,
nessuna musica
che possa descrivere
questo abisso.
Lampi di luce
Oscurano il mondo,
questo rumore
è solo silenzio;
ascolto il vento,
accarezzo la pioggia,
e questa follia
è razionale.
Parlo da solo
E non ascolto
I miei discorsi
Senza più senso;
questo è ciò
che ormai rimane
di sano, in me,
ed il resto è buio.
Odio d'amore,
gocce di vita,
passione, morte,
soltanto parole:
adesso basta,
voglio finire,
adesso basta,
voglio dormire.
Perché ti diverti
A gettare pietre
Sul mio cammino,
senza motivo?
Perché sorridi
Ogni volta che vedi
Qualcuno cadere
Ad un passo da te?
Spiegami questa sottile
Gioia dentro il dolore,
il potere che può provare
un essere simile a te,
che si illude di essere grande
perché sa di essere nulla,
e soltanto nella nullità
è il padrone di tutto il suo regno.
Non voglio nemmeno sputare
Sui passi del tuo cammino,
perché nemmeno dell'odio dei degno,
soltanto di tanto ribrezzo;
il mondo è troppo pieno
di spazzatura ambulante,
posso solo tapparmi il naso
e lasciarti dietro le spalle.
Siamo il centro dell'universo,
origine di questo male,
ragione della follia
che qualcuno chiama vita.
Siamo lacrime perse nel cielo
Che le stelle proteggeranno
Dall'assurdo cammino del tempo
Verso il buio dei ricordi persi;
quando il sole non splenderà più,
ed il silenzio abbraccerà il mondo
ogni domanda avrà una risposta,
ogni illusione sarà realtà;
quando un attimo sarà infinito,
ed il passato unito al futuro,
ogni cuore smetterà di battere
in attesa di un nuovo inizio.
Ho in testa soltanto un pensiero,
un incubo più vero del cielo,
tengo gli occhi chiusi ma ancora
vedo ciò che non vorrei vedere:
siamo il centro dell'universo,
ma vorrei solo essere nulla
per un attimo, un solo secondo,
e vivere da spettatore.
Vedo le luci
Della città
E per un secondo
Mi sento meglio;
dolci ricordi,
o solo illusioni
mi danno un attimo
di tranquillità;
poi tutto svanisce,
all'improvviso,
e cado nel buio
di questa realtà;
troppo dolore
mi ha già distrutto,
troppe speranze
ho già abbandonato.
Mi scorre la vita
Davanti agli occhi
Nei pochi secondi
Di cupo silenzio:
chiudo gli occhi,
trattengo il fiato,
lascio che il vento
mi stringa in sé,
poi tutto finisce,
abbraccio il nulla,
e ogni ricordo
non è più mio.
Brandelli di anima
Come le stelle
Illuminano il cielo
Dei miei pensieri;
è una bella illusione,
solo belle parole,
che coprono il marcio
davanti ai miei occhi
Mi sento svenire,
mi sento morire,
mi sento già vuoto
di ogni me stesso;
non ho più la forza
di urlare al vento,
non ho più la forza
di andare avanti:
tutto è diverso
da come vorrei,
tutto è lontano
dai miei orizzonti:
lasciatemi andare
nella mia notte,
vi venderò l'anima
come pedaggio.
Lasciatemi dire
Ciò in cui non credo,
lasciatemi essere
ciò che non sono;
lasciatemi urlare
tutta la rabbia,
soltanto stasera,
soltanto stasera.
Un'altra persona
È dentro me,
sento il suo cuore
battere lento;
non sono mai stati
i miei pensieri
quelli che stanno uscendo
dalla mia bocca,
non sono i miei sogni
che sto rincorrendo,
ma solo illusioni
per non impazzire.
È solo follia
ciò che sto dicendo,
è solo follia
dell'essere nulla;
soltanto stasera,
poi tutto sarà
uguale a ieri,
uguale a domani.
Persi in questo orizzonte
Di buio nascosto da luce
Cerchiamo soltanto un'uscita
Per fuggire da questa follia;
persi in vaghi ricordi
più simili a sogni lasciati
in un angolo della memoria
cerchiamo qualcosa che dia
un senso per andare avanti;
persi in ogni parola,
in ogni discorso urlato al vento
vorremmo un po’ di silenzio
ma viviamo nell'immenso rumore
del tempo che ci distrugge,
e non ci possiamo fermare
nemmeno per un secondo.
Persi in questo nulla
Di speranze comprate in saldo
Perché forse fa meno male
Far finta di non vedere
Ci droghiamo di false illusioni.
Persi in noi stessi,
più vuoti ogni giorno che passa
proviamo a dare un senso,
ma un senso, forse, non lo abbiamo.
Non c'è differenza
Tra Nulla ed Eterno
Se siamo soltanto
Squarci di tempo;
Non c'è differenza
Tra ieri e domani
Se non rimarrà
Nemmeno una traccia
del nostro cammino
In questo sogno
Che può far più male
della realtà.
Ogni ricordo
Scomparirà
Dentro l'abisso
Della speranza,
Ed Ogni emozione
Perduta nell'ombra
Di ciò che soltanto,
È, immutabile.
Perché cominciare
Se ciò che sappiamo
È soltanto che
Avremo una fine?
Perchè continuare
Ad andare avanti
Senza sapere
Dove ci troviamo?
Siamo rinchiusi
nella prigione
Senza confini
Del tempo che scorre;
Non c'è differenza
tra ieri e domani
Perché scompariremo
In un giorno qualsiasi.
Siamo neve che si scioglie al sole,
e di noi non resterà nulla,
come fiocchi e il nostro cammino
è avvolto nel triste silenzio
di chi assiste al mondo
e vorrebbe non farne Parte,
di chi vive credendo in sogni
che scompaiono con la prima luce.
Ho pianto stanotte pensando
A ciò che, alla fine, non sono,
ho pianto perché ho capito
di non essere nulla di più
delle piante e delle rocce
che guardo con indifferenza,
sentendomi così superiore,
e sono soltanto un'ombra.
Mi nascondo dietro una maschera
Per coprire il mio vero io,
e forse morirò un giorno
senza aver mai vissuto davvero:
sto male ed il cuore esplode,
ora voglio non pensare più,
ma fuggire in un altro sogno
per illudermi di essere vero.
Vedo sangue allagare
i pensieri, come un fiume,
e non sento più calore,
ma soltanto sottile freddo
immerso in una nebbia
di dubbi e disperazione,
dove ogni certezza è nascosta
dal sapere di non essere nulla.
Sembra troppo lontana
quella poca luce capace
di dare un po’ di speranza
al domani che non esiste,
sembra troppo vicino
Questo cielo senza più stelle,
che si perde dentro il silenzio
di uno sguardo senza più vita;
Urla di disperazione
Fanno tremare i muri
Della stanza senza uscita
In cui è rinchiusa ogni illusione:
sogni spariti alla luce
di una ragione perversa
ritornano come ombre
e penetrano nella mia mente.
Lasciatemi libero di credere,
lasciatemi libero adesso,
lasciate che possa illudermi
di vivere almeno un secondo.
Brandelli di infinito
Si perdono dentro
Queste parole,
a cui si affida
la sola speranza
di vivere oltre
il tempo scandito
dal ritmo del cuore.
Buttate al vento,
scritte su sabbia,
lasciate nascoste
dentro la mente
non possono più
essere nulla,
e nei silenzi
nascono i sogni.
Un fiume di urla
Si perde nel mare
Che vuole nascondere
Ciò che è vivo;
la sola illusione
che ancora ci resta,
soltanto infinito,
soltanto nulla.
È strano sentire
Il sangue che scorre
Dentro il testa,
E il cuore che batte
Dentro il petto
Se all'improvviso
Ci si sente soltanto
Morti viventi.
Tutto si perde
In un mare di nulla,
un vecchio, triste,
ballo finito;
tutto appare
come una commedia
in cui siamo solo
vittime, attori.
Un altro tramonto
Si spegne in silenzio,
e niente è cambiato,
né cambierà mai:
cerchiamo qualcosa
che renda eterno
il nostro cammino,
ma ci illudiamo:
era già scritto
fin dall'inizio,
siamo ombre e basta,
e al primo sole
scompariremo.
Silenzio, un sottile vento
Avvolge ogni pensiero;
il cuore esplode nel petto,
un brivido spezza la schiena,
gli occhi rimangono aperti,
ma il mondo si allontana
e dall'ombra ogni illusione
ritrova una nuova vita.
Assisto al lungo preludio
Del sole, prima del buio,
il freddo mi sta entrando
come un onda, dentro la mente;
vorrei poter fuggire,
ma il mio corpo è la mia prigione,
vorrei poter ritrovare
la speranza che ho perduto.
Nemmeno una lacrima bagna
Questo attimo, perché ormai so:
Non c'è niente più per cui piangere:
sono come avete voluto,
sono uguale a tanti altri,
tranne adesso, in questo momento,
un secondo perso nel tempo.
Vivo dentro la notte,
Mi perdo in ogni suo sogno,
Accarezzo il buio che scende
Sotto il cielo pieno di stelle.
Vivo insieme alla notte,
Il suo cuore batte nel mio,
Nel silenzio ritrovo la pace
Per ascoltare le sensazioni;
Vivo dentro la notte
E mi sento davvero sicuro
Quando chiudo gli occhi e capisco
Che mi sta abbracciando ancora ;
Ho imparato ad accettare
Gli incubi che accompagnano
I viaggi alla ricerca
Di ogni mio io perduto ;
Ho imparato ad accettare
La paura di non essere nulla ,
Qui nel buio non c'è differenza
È il mio rifugio dalla pazzia.
Vivo per dimenticare
O cercare qualcosa che dia
Un senso a questo dramma
Nascosto sotto i sorrisi;
Preferisco essere un'ombra
Nella mia clandestinità ,
Preferisco illudermi ancora
Che sprofondare in questa realtà .
Bruciami il cuore
Con il tuo odio,
fammi impazzire
per il dolore;
meglio soffrire,
del non sentir nulla,
meglio bruciare
che perdersi dentro
il freddo del tempo,
della solitudine,
mentre il sole tramonta
ieri, o forse domani.
Rubami l'anima,
non serve più,
ormai l'ho lasciata
insieme ai sogni
lontani, da me,
e non so più dove,
ma ormai è già tardi
per poterli trovare.
Ero perso in una valle,
dentro un angolo della mia mente,
dentro ogni pensiero scomparso
nell'ombra di una lacrima;
ero perso, senza speranza,
ad un passo dal grande salto,
ad un tratto lei è apparsa,
e mi ha detto:questa è la strada.
Non so quando ho toccato
l'ultimo soffio di vita
Che mi ha fatto sperare
Ancora, davvero, in qualcosa;
non so da quanti anni
vagavo, in nessun posto,
poi lei mi ha mostrato
l'unica uscita rimasta.
Ci sono vite avvolte
Da dolci illusioni sintetiche
Ed altre cadute in un lungo
incubo, di pura realtà;
ci sono notti lasciate
dalla luna, senza più stelle
dove ogni buio diventa
più profondo di ogni speranza;
ci sono attimi in cui
vorrei che tutto finisse,
poi ho ritrovato la strada
in quell'angolo della mia mente.
Raccontami cosa si prova
Ad essere un nulla vivente,
Non diverso da tutte le rocce
Verso cui ci sentiamo migliori;
Il futuro è scritto nel buio
Dentro cui stiamo precipitando,
Il passato è solo un sogno
Perso nella memoria.
Non lascia tracce il cammino
che siamo costretti a percorrere,
Siamo ombre che si perderanno
Nella prima luce del giorno;
Siamo gocce di un mare di lacrime
Che il vento cancellerà:
Tutto il resto è solo illusione,
Tutto il resto è solo follia.
Ciò che non lascia vivere
È la consapevolezza della fine,
È l'attesa per il Momento
Dopo cui sarà solo un ricordo.
Basta, voglio fuggire,
Voglio uscire da questa prigione,
Impazzire, scomparire, non importa,
Ma sentire la mente libera;
Temiamo la fine della vita,
Ma, in fondo, è mai cominciata?
Vivo nell'illusione
Di quel sogno mai realizzato,
costruito giorno per giorno
in un angolo della mia mente.
Vivo un milione di vite
Ogni volta che cala la notte,
ma non ho mai avuto il coraggio
di vivere davvero la mia;
ho sprecato troppi momenti
sospirando su ciò che sarebbe
se tutto fosse diverso,
se avessi un nuovo inizio;
ho maledetto giorni lasciati
alle spalle, senza un senso,
lontani dall'illusione
che speravo diventasse realtà.
Ed ora mi siedo e ripenso,
anzi no, ho troppa paura:
è meglio fuggire nei sogni
miei, o di chiunque altro.
Cammino nudo
Sotto la pioggia,
e per un secondo,
la libertà;
correi cancellare
ogni pensiero,
vorrei far sparire
tutto il passato,
vorrei rubare
ogni risposta,
vorrei liberarmi
di questo corpo,
e trovare un senso
a questa follia
nascosta nell'ombra
del giorno che arriva.
Ascolto il canto
E vorrei sparire
In ogni goccia
Che mi accarezza;
non c'è differenza
tra un secondo, e l'eterno,
sono tutto, sono niente,
sono dentro questa pioggia.
Fammi parlare
Ma non ascoltare
Ciò che sto per dire,
non ti piacerebbe;
non posso più stare
così indifferente
davanti al buio
che mi sta ingoiando;
ma non voglio entrare
dentro il tuo mondo,
sfondare il muro
delle tue illusioni:
ciò che sto vedendo
vorrei non vederlo,
ciò che sto dicendo
vorrei fosse falso.
Lascia che parli,
ma vai via, lontano,
perché forse sta meglio
che non vuol vedere;
forse è inutile
e non cambierà niente,
ma lascia che parli
almeno a me stesso.
Luci di notte
In mezzo ad una strada,
la pioggia che cade
mi sta accarezzando;
chiudo gli occhi
e provo a volare,
ancora un secondo
e sarà tutto finito.
Trattengo il fiato,
respiro il buio,
questa città
è dentro di me.
Ricordi confusi,
voci lontane,
gocce di sogni
lasciati nel tempo
mi fanno impazzire,
vorrei urlare,
ma non riesco più
ad usare la voce.
Non sono più nulla
In questo istante,
e cala il sipario
del mio spettacolo;
un ultimo atto,
una grande fine,
in pochi secondi
sarò solo passato.
Regalami la tua magia,
il tuo silenzio in questo rumore,
il tuo sorriso in questo buio,
il tuo essere in questo nulla.
Avvolgimi con l'emozione
Di un soffio di vita reale,
trascinami fuori dal sogno
dentro cui mi sono preso.
Affoga queste mie lacrime
In un mare di illusioni,
mostrami il vero volto
nascosto dentro la maschera
che indosso per sopravvivere,
per non essere più vulnerabile,
per combattere questa battaglia
che non ha nessuno vincitore.
Strappa anche il mio cuore
Se credi nono possa più battere,
taglia entrambe le mani
se non possono scrivere più nulla;
regalami la tua magia,
il mistero di ogni sospiro,
la luce nascosta nel fondo
di quegli sguardi profondi.
Sono l'ultimo attore rimasto
A recitare questa commedia,
mentre osservo svanire i sogni
alla luce di un altro tramonto.
Ho visto sparire il mondo
Nel silenzio dell'indifferenza,
cadere nel buio del tempo
come l'ombra di un ricordo perduto;
ho visto lacrime fuggire veloci
nascoste da un falso sorriso
perché forse è molto più facile
far finta che non sia vero.
Corpi senza più vita
Camminano vicino a me,
mentre il mio ha perso l'anima
quando ha maledetto di avere gli occhi
non abbagliati da questa luce
che nasconde la realtà dei giorni
sprecati cercando un domani.
Sono l'ultimo attore rimasto
E presto calerà il sipario,
mentre attendo in silenzio il destino
e maledico questa commedia.
Vorrei ciò che già ho
In questa assurda illusione
Coperta da tutta la luce
Del sole che nasce ogni giorno;
non c'è notte più lunga
di quella vissuta nel freddo
di un letto ancora invaso
da ricordi troppo lontani:
meglio fuggire nei sogni
nascosti dentro la mente,
meglio chiudere gli occhi
e ascoltare il cuore che batte.
Nemmeno il cupo silenzio
Di questa città che dorme
Mi tiene più compagnia
Mentre guardo le luci riflettere
Anime fatte in cemento
Che forse non piangono più
Mentre aspettano un nuovo inizio,
oppure soltanto una fine.
Forse ciò che rimane
È nascosto nell'ultimo sogno,
prima di essere solo
un altro giorno passato;
ho già tutto quello che serve,
o forse sono impazzito:
questo letto è sempre più freddo,
ed il cielo sempre più buio.
Canta la pioggia
Una triste poesia
Fatta di gocce
Di desolazione;
mi lascio abbracciare,
mi lascio cullare
da ogni silenzio
dentro cui volo,
e vorrei urlare,
ma questa città
non vuole sentire
perché fa più male
che chiudere gli occhi,
e lasciare sparire
anche se stessi,
dentro i ricordi.
Scrivo nell'ombra
E so che la luce
Potrà cancellare
Ogni illusione;
la luce oscura
la vera realtà,
e come una maschera
nasconde le lacrime.
Mi fermo e osservo
Il quieto deliro
Di questa città
Che sta dormendo;
il dolce silenzio
in cui si nasconde
un mondo rinchiuso
dentro i ricordi,
o soltanto sogni,
di chi ha provato
a vivere ancora,
ma non c'è riuscito.
Osservo il buio
E guardo nel vuoto
Sotto i miei piedi,
prima del salto;
un soffio di vento
come una carezza,
mi da il suo saluto,
poi tutto svanisce.
Ricordi di te
Davanti ai miei occhi
Appaiono come
Sogni perduti
In un cassetto
Della memoria
Senza più chiave,
senza più senso.
Non e passato
Poi, molto tempo,
eppure qualcosa
in me, è finito:
brividi freddi
di solitudine
fanno tremare
le lacrime perse
nella speranza
che non sia vero
che tutto è finito
in un secondo.
Rincorro i secondi
In cui ho creduto
Che questa follia
Non fosse perduta
Nell'ombra del buio
Che ci aspetta
Prima del salto
Della liberazione;
adesso aspetto
che passi il mio treno
in una stazione,
in questo silenzio.
Sono seduto sul bordo
del baratro della mia vita,
guardo in silenzio nel vuoto
e non mi fa più paura.
Vedo soltanto buio,
e questo è il destino,
provo a girarmi in dietro,
ma il tempo ha già cancellato
le orme del folle cammino
che mi ha portato fin qui,
e per gli altri sono solo un ricordo,
e poi, lentamente, ombra.
Tagliami entrambe le mani,
non voglio più scrivere nulla,
cancella ogni pensiero
che nasce nella mia mente:
è solo un'altra illusione
per non morire del tutto,
quando viaggerò nel nulla
della notte senza una fine.
Ascolto le parole del vento
Ed un brivido mi spezza la schiena,
forse soltanto adesso
assaporo il gusto di vivere:
forse è troppo tardi,
forse nemmeno è vero,
per un attimo chiudo gli occhi
prima di scivolare nel vuoto.
Vorrei dormire,
magari per sempre,
scappare lontano
da questo mondo;
abbracciami mare
nel tuo silenzio,
cullami notte
dentro il tuo buio,
proteggimi luna
nella tua ombra,
cancella, tempo,
il mio passato.
Sogno speranze,
pura follia,
vita reale,
momenti di gioia;
sento il cuore
non battere più,
non sono lacrime
quelle che cadono,
ma gocce di sangue
che da i miei occhi
urlano e piangono:
ma è troppo tardi.
Vedo il freddo
entrarmi dentro,
e prima del nulla
voglio fuggire.
Ci sono giorni in cui non scrivo niente,
ed il vuoto entra in me,
ed altri in cui non riesco a smettere,
per riempirli di tutto il mio nulla;
ci sono giorni da dimenticare
e troppi nemmeno vissuti,
perché forse è meglio il silenzio
di tutto questo dolore.
Sono stanco di ogni parola,
stanco delle promesse,
stanco delle illusioni
che vivono nella mia testa;
stanco di questi sogni,
dei sorrisi di circostanza,
delle lacrime sotto la maschera
che indosso per non farmi vedere.
Non sento più battere il cuore
E non voglio più aprire gli occhi,
lo spettacolo a cui sto assistendo
è peggiore di ogni finzione;
ho la mano che trema al pensiero
di ciò che sarà domani,
perché so sarà come ogni ieri,
ogni oggi, ogni notte.
Forse questa è la vita
E non ho capito niente,
forse credere ancora
soltanto una malattia:
allora vorrei curarmi
e cadere per sempre nel nulla,
lasciare le parole al vento
perché qualcuno, un giorno, le ascolti.
Giace un corpo
Senza più vita
Sull'altra sponda
Di questo fiume;
scorre in silenzio
la corrente del tempo,
e porta con sé
ogni ricordo;
sono seduto
vicino alla riva,
lontano ad un mondo
senza speranze:
forse quel corpo
è proprio il mio,
senza più anima,
senza più sogni.
Non c'è poesia
Dentro il dolore,
se ciò che rimane
è solo silenzio;
non c'è speranza
dentro un sorriso,
se è solo scolpito
dentro una maschera.
Non c'è passione
Nel sole che sorge
Se non si ascolta
Il cuore che batte;
non c'è più musica
dentro una lacrima,
se chi sta piangendo
si è spento dentro.
Non c'è ritorno
Da questa fine
Se ci perdiamo
Nel buio del tempo;
è solo rumore,
solo follia,
ciò che circonda
quest'illusione.
Riempio i polmoni
Di libertà,
ma dove mi trovo
ancora non so;
non è la mia terra,
non è la mia casa,
non è questo il cielo
sotto cui vivo.
Ascolto in silenzio
Il cuore che batte,
un brivido freddo
mi spezza la schiena:
poi chiudo gli occhi
e vago nei sogni,
forse sono ancora vivo,
forse sono ancora vivo.
Scorrono lenti
I pochi secondi
Che ancora rimangono
Prima del buio,
poi tutto ad un tratto
non sento più nulla:
orarono davvero
libero per sempre.
Sorrido perché piango,
perché guardo il cielo,
perché forse dentro di me
un soffio di vita c'è ancora.
Sorrido perché soffro,
perché ancora spero in qualcosa,
di falso, di inutile, di impossibile,
e ascolto il cuore che batte;
non voglio aprire gli occhi,
ora che so cosa mi aspetta,
non voglio uscire dalla dolce
illusione che mi sono creato;
sorrido perché sogno ancora,
e non mi vergogno a dirlo,
perché forse arriverà domani
e qualcosa sarà cambiato in me;
adesso non voglio pensare,
non voglio aspettare ancora,
voglio solo godermi la pace
di tutto il mio essere nulla.
Ci sono giorni in cui tutto sembra perso
Nella nebbia che circonda ogni pensiero,
quando il freddo entra dentro nelle ossa,
e sul volto il sorriso è solo quello di una maschera;
ci sono notti in cui il sonno è solo un sogno,
e illusioni ci appaiono e spariscono lontane,
mentre gli incubi ci stringono nel letto,
e vorremmo fosse già arrivata l'alba;
sono stanco di combattere da solo
dentro questo folle ballo verso il nulla,
questa corsa per restare sempre fermi
troppo lenta per raggiungere i sogni
Ci sono giorni che sono grigi più di un sogno,
e quei tuoi occhi sono diventati un incubo
quando mi hai comunicato che era finita,
come un libro che si chiude senza far cadere lacrime,
e ancora adesso ogni sera ci ripenso
a tutto ciò che è passato senza avere davvero un senso
e ogni ricordo mi esplode nella testa
come un'onda che travolge ogni cosa sulla costa;
ma il motivo vero non l'ho mai capito,
forse era già finita e io non me ne ero accorto,
troppo preso da quell'incredibile visione
che invadeva la mia mente persa in un'altra dimensione
ma il tuo nome non l'ho mai più cancellato
lo hai tatuato nel mio cuore quando mi hai abbracciato
dietro al locale dove lavoravi
alla luce della scritta "senza fine".
Sono gocce che si perdono nel buio,
solo lacrime cadute all'improvviso,
nel silenzio di un urlo abbandonato
dietro un angolo nel buio della mente.
Sono fiumi di parole accarezzate
Dal silenzio che circonda questa notte senza fine,
troppo fredda per illudersi ancora
che il calore della vita possa ritornare in me;
sono attimi che sembrano infiniti,
mentre vedo che il mondo fugge sempre più lontano,
e a volte non riesco più a capire
quale sia la ragione di questa mia follia
Gocce di gioia
Si perdono in questo
Immenso, cupo,
Mare di buio,
e adesso capisco
che non ha più senso
continuare a cercare
un'altra ragione
che dia un senso,
che dia una speranza,
o soltanto un sogno
a questa follia.
Perché continuare
Ad affogare,
perché aumentare
l'ansia d'attesa
per un domani
che non ci sarà,
perché ancora non c'è
nemmeno uno ieri.
La vita trascorre
Come l'acqua di un fiume
Ma il mare arriva
All'improvviso;
poi tutto finisce,
o forse comincia,
ma ogni goccia
ormai, è persa.
Salvami, aiutami,
portami fuori
da questo sogno
che sembra infinito;
fammi fuggire
da ogni me stesso,
cancella ogni traccia
del mio cammino;
poi dammi un inizio,
almeno un motivo
che spinga il sole
a nascere ancora.
Dà un senso
Alle stelle del cielo,
perché non spariscano
dentro il buio;
dammi la forza
di dimenticare,
di lasciare uscire
ogni parola
che dentro esplode,
nella mia testa,
e fuori rimane
soltanto silenzio.
non mente lo specchio,
nemmeno al buio,
chi sono adesso,
non lo so più.
Indosso una maschera
Che mi è entrata dentro,
l'avevo voluta
per non sprofondare
nel buio del tempo,
oltre i ricordi,
per dimenticare
le lacrime perse
nascoste nell'ombra
di un falso sorriso,
per credere ancora
che tutto sia vero.
Ho spento la mente
Per non capire,
ho chiuso gli occhi
per non vedere,
ma sento che il cuore
non batte più;
forse, ormai,
sono già morto.
Nessuna illusione
Può più farmi vivere
Lontano da ciò
Che sento di essere;
nessuna follia
di sogno pagato
potrà cancellare
il mio vero volto;
è passato tanto
da quando ho tolto
per l'ultima volta
questa mia maschera;
adesso rivedo
il mio cuore aperto,
adesso rivedo
un soffio di vita.
Stai lontana
Dalla mia casa,
stai lontana
dal mio cuscino,
stai lontana
dai miei pensieri,
da ogni luogo in cui
mi hai regalato bugie.
Preferisco il freddo
Della solitudine
Del calore profondo
Di tutto il tuo odio;
preferisco il silenzio
del mio essere nulla
di ogni discorso
falso, che hai cercato
di regalarmi
come fosse un giocattolo,
per farmi contento
e poi colpire nel cuore.
Hai affilato i tuoi coltelli
Usando ogni mio osso,
ti sei dissetata bevendo
ogni goccia del mio sangue;
hai vinto, forse, la guerra,
ma non ne sarò sconfitto:
stai lontana
anche soltanto
dalla mia ombra,
o vi cadrai dentro. Per sempre.