Ascolto
ancora una volta
La
ballata del dolce silenzio,
nella
luce di questo buio
che accarezza ogni pensiero;
nasco,
cresco e muoio
più
leggero di un filo d'erba,
più
veloce di un raggio di luna
che
si perde alle luci dell'alba.
Canto
la melodia
E
ascolto la mia voce
Che
si perde in quest' immenso
Desolato,
mare di nulla;
aspetto
che si avvicini
la
fatidica, ultima nota,
prima
che tutto finisca,
e
trattengo il fiato nel petto.
Mi
perdo dentro il mio mondo,
lontano
da chiunque altro,
dove
solo sento di essere
ancora,
qualcosa di vero;
mi
perdo dentro un'ombra
in
un sogno di realtà,
e
la musica ad un tratto finisce,
per
sempre, dentro di me.
Il
mondo ci usa
come
carne da macello
destinata
a scomparire
in
un battito di ciglia;
siamo
solo delle cavie
che
rincorrono speranze
costruite
da noi stessi
per
non perdere la testa
e
impazzire, ad un tratto,
quando
apriremo gli occhi
e
vedremo soltanto il buio
che
ci ha sempre circondato.
Siamo
nati senza senso,
e
non andiamo in nessun luogo;
siamo
in attesa della fine,
ma
non abbiamo un inizio;
siamo
inermi e aspettiamo
che
qualcosa domani cambi,
ma
sappiamo, dentro il cuore,
che
è soltanto un’illusione.
Siamo
meno della sabbia
trasportata
dalle onde,
o
di una goccia d’acqua
che
si perde dentro il mare;
ci
crediamo superiori,
e
non abbiamo capito niente;
siamo
questo, niente più,
e
di noi non resterà nulla.
Provo
paura,
tremo
dal freddo,
avvolto
nel buio
della
mia ombra;
vivo
di incubi,
che
non sono miei,
in
una tortura,
ma
che non è sufficiente
per
placare la rabbia
che
dentro me cresce
ogni
volta che provo
ad
aprire gli occhi.
Ho
voglia di urlare,
di
fuggire via,
ma
sono rinchiuso
in
questa follia;
mi
esplodono lacrime
più
fredde dell'odio
che
scorre incessante
nelle
mie vene;
mi
sento svenire,
vorrei
vomitare,
è
come se fossi
sull'orlo
del mondo:
tutto
è lontano,
tutto
è diverso
da
come mi ero
illuso
che fosse;
tutto
è cambiato,
è
solo delirio,
è
solo riflesso
di
uno specchio infranto.
Abbracciami e fammi sognare,
In questa notte che dura una
vita,
Mentre il silenzio vive
nell'ombra
Di ogni speranza lasciata;
Voglio poter provare
Almeno per una volta,
Il dolce sapore di ciò
Che non ho mai vissuto;
Forse è soltanto illusione,
poter ascoltare la vita
Forse non ha più senso
Aspettare il tramonto, alla
sera.
Baciami in fondo al cuore,
E fammi scoppiare il petto,
Ma voglio sentire che batte
Prima che si fermi per sempre;
Soltanto questo mi resta
Nei sogni, nelle speranze;
Un soffio di vita e un ricordo,
Prima che il nulla mi prenda.
Non
c'è posto per l'anima
In
questo tempo,
tra
i giorni sprecati
alla
ricerca del nulla,
credendo
in sogni
comprati
con i saldi,
ed
illusioni create
per
andare avanti.
Non
c'è posto per l'anima
Tra
queste parole,
urlate
in silenzio
nella
luce del buio,
lasciate
alle spalle
come
tutti i ricordi,
come
l'ultimo sole
che
saluta la luna;
ho
sperato che fosse
soltanto
un incubo,
quando
l'ho vista sparire
lontano,
da me:
si
è voltata,
poi
è sparita:
questo
è il mondo,
e
domani, gran festa.
Urla
alle porte del cielo
Il
silenzio di ogni giorno,
mentre
il tempo non si arresta
per
dargli l'estremo saluto;
il
mondo assiste così
alla
morte della speranza,
lasciata
lontano nel cuore
per
far spazio alla falsità.
Urla
e poi scompare,
con
senza lasciare nulla alle spalle,
ed
un altro giorno è finito,
per
molti, uguale agli altri.
Nessuno
si accorge ,ormai,
che
il cuore non batte più,
che
i ricordi fuggono via
più
leggeri di una bugia;
la
vita sta uccidendo
tutti
quelli che provano a vivere,
perché
sanno che è troppo tardi,
che
non c'è più niente da fare;
le
lacrime si comprano in saldo
e i
sospiri preconfezionati,
un
sorriso può costare caro
se
non ci si è messi d'accordo prima:
questo
è ciò che rimane
prima
delle porte del cielo;
forse
questo è già l'inferno,
e
nessuno lo ha ancora capito.
Ritorna
la nebbia
Nei
miei pensieri,
il
freddo che assorbe
ogni
emozione;
ritorna
il silenzio
del
nulla che riempie
i
giorni sprecati
in
questa follia;
ritornano
i sogni
che
fanno tremare,
anche
quando la luce
dovrebbe
scacciarli;
ritorna
quell'ombra
dentro
il cuore,
e
tutto, alla fine,
scompare
nel nulla.
Ritorna,
o forse,
non
è mai sparita,
ritorna,
o forse,
è già dentro me.
Dormi
e non pensare
A
ciò che sarà il domani,
al
tramonto che deve arrivare
alla
fine di questa giornata;
chiudi
gli occhi e sogna,
qualsiasi
cosa tu voglia;
basta
una sola parola,
e
da questo momento, sarà solo tuo.
Lascia
che ogni illusione
Diventi
più vera di ogni
lacrima
che hai versato
Alla
luce di questa follia;
accarezza
l'ultimo sospiro,
perditi
e non pensare
a
ciò che stai per lasciare
consumarsi
di giorno in giorno.
Voglio
sparire nel nulla,
E
sentirmi avvolto dal dolce
Rumore
del buio che scende
E
che copre ogni verità;
trovare
un posto nascosto
in
mezzo a nessun luogo,
per
vedere da spettatore
il
mondo, davanti a me.
Il
mistero della morte
è soltanto uno specchio
distorto,
incrinato,
della
paura della vita.
La
fine è l'inizio,
se
il tempo ha senso,
o
siamo nel nulla,
immersi
nel vuoto;
siamo
sogni, illusioni,
destinate
a sparire
con
la luce del mattino
dopo
l'alba della vita.
Siamo
immersi dentro il buio
Di
ciò che è già passato,
oscurati
dal destino
contro
cui corriamo ciechi;
siamo
gocce della pioggia,
e
domani sarà sereno,
siamo
un ricordo destinato
a
sparire dalla mente.
Un
attimo è eterno,
o
forse non esiste,
un'emozione
sfugge
e
non tornerà più:
forse
siamo solo un incubo,
e
il giorno verrà a salvarci;
forse
siamo già nel giorno,
e
la notte ci attende.
Lontano
dal mondo,
un
altro universo,
dove
l'alba è tramonto,
nel
buio, la luce.
Nessun
passato,
nessuna
speranza,
soltanto
l'adesso
è
ciò che conta;
nessuna
pressione,
cultura
perversa
verso
l'uomo, verso il cuore,
non
lontano dalla vita.
Viaggio e non torno,
non
mi volto mai,
ma
non troverò
un
altro universo.
Pensieri
mi spaccano la mente
Come
chiodi arroventati,
e
sento il cuore fermarsi
per
un secondo, che sembra infinito;
le
gambe non reggono più
il
peso di tutti i ricordi,
aspettando
un' 'alba che so,
per
me, non arriverà mai;
mi
tuffo nel buio del tempo
circondato
da false emozioni,
da
spettri di sensazioni
che
non ho avuto il coraggio di avere;
tutto
resta in attesa,
che
qualcosa succeda e trasformi
questo
limbo in cui sono perso
e
da cui vorrei fuggire.
Ormai
è troppo tardi,
il
buio mi è entrato dentro:
il
tutto si è trasformato in niente,
ed
il nulla è ogni cosa:
qui non ha più senso
sperare,
credere, esistere,
mentre
il sogno svanisce in silenzio
e
la mente mi fa sempre più male.
Vorrei una goccia di stella
Per perdermi nell'universo,
Per restare nel buio a vedere
La follia di questo mondo;
Vorrei non avere confini,
Un corpo in cui rimanere
Prigioniero, schiacciato,
bloccato,
O regole da osservare;
Vorrei non avere più voce
Per poter urlare per sempre
Il nulla che mi circonda
Ogni volta che chiudo gli
occhi.
Un attimo di puro silenzio,
Uno strappo dell'infinito,
Una luce in questa nebbia
Di sensazioni perdute;
Un soffio di calore cercato
Nel freddo di ogni pensiero,
Un sogno, un'illuminazione
Prima che tutto finisca.
Forse soltanto un sogno
vorrei ancora avere;
Forse si è perso lontano
Su una stella che non splende
più.
Un
urlo si spegne nel vuoto
Di
ogni parola non detta,
soffocata
dalla fredda e già persa
lacrima
che sta scendendo;
lasciami
stare e vattene
lontano
dalla mia vita,
ridammi
ogni speranza
che
hai cancellato in me.
È
scesa una lunga notte
Durante
questo cammino,
e
non so se mai tornerà
un'alba,
un nuovo inizio;
si
è spenta quella scintilla
che
riscaldava ogni sera
che
calava davanti ai miei occhi
e
penetrava dentro il cuore;
sono
in balia del buio,
nel
silenzio che mi circonda,
sperduto
in una emozione
in
cui sto annegando;
è
troppo tardi, ormai,
per
sperare di tornare indietro,
è
troppo tardi, ormai,
per
trovare una nuova vita.
Dov'è
che sei scappata
illusione
di una speranza,
dopo
tutte quelle parole,
quando
ho avuto bisogno?
Dove
ti sei nascosta,
mentre
aspettavo il tuo arrivo,
mentre
il buio mi scendeva dentro
fin
giù, dritto al cuore?
Sono
stanco delle promesse
Che
hai cercato di farmi ingoiare,
sono
stanco di tutto il fango
dentro
cui affogo ogni giorno:
dove
mi hai aspettato,
con
il tuo bel sorriso,
scusandoti
e cercando ancora
di
convincermi ad andare avanti?
Ho
nausea di ogni secondo
Sprecato
a cercarti al buio,
ho
il rifiuto anche solo di dire
il
tuo nome ad alta voce:
lascia
che viva da solo,
se
questo è ciò che mi dai,
meglio
morire vivendo
che
vivere aspettando la morte.
Mi
fermo e provo a trovare
Un
senso a questa follia;
poi
chiudo gli occhi ed entro
nell'illusione
che mi protegge;
nascere,
crescere, morire,
nient'altro
esiste per noi:
siamo
uno strappo nell'infinito
che
con il tempo, verrà ricucito;
siamo
ombre alla luce del sole
che
si perderanno dentro il buio
quando
luce non sarà più,
ed
allora avremo la pace.
Oggi
ho provato a vivere,
ma
non ne ho avuto la forza:
morire
è un secondo,
vivere
una lenta agonia.
Aspetto
che il sole scompaia,
ma
non voglio più chiudere gli occhi:
voglio
vedere quanto è profondo
il
vuoto in cui sto cadendo;
mi
fermo e provo a pensare
se
tutto questo ha un senso,
prima
di sparire del tutto
e
illudermi di essere esistito.
Un’altra
traccia si perde nel tempo,
un
altro attimo è dimenticato,
un
altro volto non dice più niente
quando
appare nella mente, di notte;
veniamo
dal nulla, e nel nulla andremo,
e
nel frattempo c’è la sofferenza
che
rende tutto oscuro,
troppo
triste per venire compreso;
viaggio
su questo treno
ma
non so dove sono diretto,
e
se dovessi fermarmi adesso,
probabilmente
sorriderei;
non
c’è luce che mi faccia vedere
tutto
ciò che mi sta circondando,
e
ho troppe lacrime negli occhi
per
riuscire ad aprirli ancora.
Non
sono nemmeno arrabbiato,
perché
ho perso la sola speranza
che
ancora stringevo nel cuore;
non
è la morte la morte il mio incubo,
è
il morire durante la vita,
quando
l’unica cosa che batte
è
il cuore, ma non lo si sente;
è
morire giorno per giorno
risucchiato
da false speranze,
nell’illusione
di essere vivi
Balla al raggio di luna
Finché tornerà il sole,
In quest'ultimo attimo di
pace,
Alla luce di tutte le stelle;
Il vento e il mare saranno
La nostra musica eterna,
traguardo delle nostre
speranze,
Il senso della nostra vita.
Dimentica il resto del mondo,
Oscurato da una falsa luce,
Rinchiuso in illusioni
Che spariscono in ogni
tramonto;
Non cerchiamo parole,
Godiamoci questo silenzio,
È un sogno, lo so, non
importa,
Ma più reale di questa realtà.
E ora arriva la pioggia,
Nel silenzio del mio nulla,
In quest'attimo senza un senso
Perché ormai tutto è perduto.
È arrivata un'altra illusione
Di paradiso sognato,
Ogni volta che chiudo gli
occhi
Provando a fuggire da me:
Lasciami restare qui,
Non credo più in niente,
ormai,
Sono solo un'ombra destinata
A sparire in silenzio, al
mattino.,
Sono un'altra emozione
scomparsa
Nel silenzio di questo rumore,
E nessuno più vuole vedere
Abbagliato da questo nulla.
In
questo mondo
Non
c'è più spazio
Per
chi vuole ancora
Provare
a sognare;
non
c'è più tempo
per
vedere la luna,
per
sperare ancora
in
qualcosa di meglio.
Non
c'è più voglia
Di
credere in qualcosa,
di
ascoltare il silenzio
nella
nebbia dell'inverno;
si
vedono le stelle,
ma
non ci sono più,
perché
ormai sono lontane,
e
impossibili da raggiungere;
ognuno
vuol parlare,
ma
nessuno più ascolta,
si
combatte, ma ormai,
non
si sa più per cosa:
in
questo mondo
non
ho più il mio spazio,
per
cui andrò via,
e
toglierò il disturbo.
Mi perdo in un'ombra,
Ne ascolto il silenzio,
Osservo il buio
Di ogni luce.
cerco un senso
Ma trovo follia,
Ho troppe domande
Senza risposta;
Combatto per vivere,
O per non morire,
Vorrei solo urlare
Ma non dico nulla;
Chiuderò gli occhi
Soltanto una volta,
Quando sarà finita
Quest'agonia.
Non sono nessuno,
Nemmeno un fantasma,
La pausa, il sospiro,
Tra due parole;
Vorrei solo vivere,
O almeno provarci,
senza aspettare
L'inizio della fine.
Potrei piangere per ore
Senza versare una lacrima,
Potrei urlare la mia rabbia
E nessuno lo sentirebbe,
Potrei aspettare un'altra
notte,
Ma preferisco chiudere gli
occhi:
Ciò che vedo, ormai,
È soltanto una follia.
Potrei ascoltare il nulla
Chiuso dentro un bel sorriso
Regalato per circostanza
in un giorno senza senso;
Forse sono già arrivato
Alla fine del cammino
E mi guardo alle spalle
Perché davanti non ho niente.
Potrei osservare il cielo
E contare ogni stella
Che non brilla, che è spenta,
E si nasconde come me.
Potrei piangere per ore
Se provassi a capire,
Ma ormai è troppo tardi,
E il silenzio è ciò che resta.
Un'altra
goccia di sangue
È
uscita dalla mia mente,
e
ancor prima di toccare terra
è stata dimenticata;
un
altro giorno è scomparso
vissuto
senza una vita,
si
è spento in un altro tramonto
e
perso in una notte;
il
tempo distrugge i sogni,
fa
sparire le poche illusioni
che
ancora danno la forza
di
arrivare fino a domani;
non
ho più niente da offrire
in
cambio di una speranza,
un
soffio di calore vero
per
un secondo di vita reale;
non
ho più alcuna ragione
di
aspettare un altro domani,
ho
appena toccato terra
e
sono già un ricordo scomparso.
Canto
per un amico,
la
sua immagine è dentro di me,
il
suo ricordo non diventerà
un'altra
ombra del mio passato.
Un'amicizia
vissuta in un mese,
troppo
breve, che sembrava infinito,
un'attimo
ed è tutto finito,
e
sono qui, nella realtà.
Non
so ancora il perché,
non
se se ce ne è uno,
non
so neppure, ormai,
se
è ancora vivo, o no;
hanno
tagliato il sottile filo
che
lega un'amicizia,
e
per questo non perdonerò,
per
questo non perdonerò.
Ho
cercato la strada
Della
vera giustizia,
ho
sperato che, in fondo,
avesse
un senso
questa
folle illusione
dentro
cui sto cadendo,
ogni
volta che il mondo
mi
scivola via.
Ho
lasciato sparire
Tutti
i miei sogni,
per
fingere meglio
una
vita normale;
giorni
speciali,
ugualmente
vuoti,
felicemente
cosparsi
di
sottile nulla.
Perché
continuare
A
lottare, in eterno,
quando
il buio aspetta
e
può consolare?
Battiti
del cuore
Come
tuoni che esplodono
Dentro
questo temporale
Che
mi sta spaccando il petto;
vecchi
inutili pensieri
che
ritornano alla mente
senza
un preciso scopo
solo
per non precipitare
nell'abisso
delle memorie,
nel
lato oscuro delle ombre
che
mi stanno assalendo
nella
strada che ho perso.
In
un sogno che sembrava reale
ho
aperto davvero gli occhi,
e
ho visto davanti a me
un
mondo che non conoscevo;
ho
visto ombre più alte del cielo,
silenzi
avvolti nel nulla
di
ogni istante sprecato;
ho
visto sorrisi venduti a poco,
e
promesse regalate a chiunque,
lacrime
nascoste nelle pause
per
non dare fastidio a nessuno;
ho
visto persone cercare
illusioni
in cui sperare,
per
non ammettere che tutto questo
è
soltanto pura follia.
Ho
visto tanto rancore
per
ogni giorno vissuto,
e
voglia di cancellare
tutto
ciò che è già stato;
ho
visto un mare immerso nel buio
dentro
cui si cerca una luce,
ho
visto il cielo diventare scuro
per
non assistere a questo spettacolo.
Raccolgo le lacrime
Di questa terra
Nel silenzio del vento
Che soffia tra i monti;
Ascolto la notte
Che scende improvvisa
Mentre il sole scompare
Dietro alla luna;
Tutto è passato
E dietro le spalle,
Divorato dal tempo
immerso nel buio;
Mi lascio cadere
E sento calore
In quest'ombra drogata
di finta realtà,
Dove ogni lacrima
non si fa vedere,
E nel silenzio,
non c'è nulla di non detto.
Cavami gli occhi,
Lasciami al buio,
Non farmi vedere
Ancora la luce.
Fantasmi lontani
Di giorni sprecati,
Ricordi lasciati
Dietro le spalle;
Vorrei riprovare,
Un nuovo inizio,
Un'altra speranza
Oltre il tramonto.
Lascia che sogni
Ancora una volta,
Prima che il nulla
Mi avvolga per sempre;
Non farmi cadere
Nel vortice perso
Di questa realtà
Che è solo finzione;
nel buio è la vita,
Nel pianto, la gioia,
Nel silenzio, la musica,
Nell'attimo, l'eterno.
Ho
creato il mio mondo
in
questo vuoto,
ho
trovato parole
dentro
il silenzio,
e
questo rumore
che
mi sta opprimendo
non
è che la voce
di
chi sa già tutto.
Aspetto
che passi
Un
altro secondo
Per
trovare il senso
Dell'essere
nulla;
aspetto
che arrivi
un
altro tramonto,
per
sentire il canto
dell'ombra
che sale;
mi
perdo e cerco
di
sparire per sempre
lontano
dagli occhi
che
si sono chiusi,
perché
troppo stanchi
di
questo spettacolo
in
cui siamo vittime
senza
alcun senso.
Parlo
e non dico
Ormai,
più niente,
perché
questo ci resta
alla
fine del giorno.
Non
ho voglia di cercare
altre
inutili certezze ;
Non
ho bisogno di promesse,
non
mi servono speranze,
ascolto
la notte, mentre scompare
ascolto
l'ultimo sospiro nascosto
nel
mistero del dolce silenzio,
dove
tutto ha ancora un senso;
bruciano
gli occhi al sole
per
tutte le lacrime perse,
per
tutto il rumore creato
per
coprire il nulla che cresce;
brucia
la pelle e scotta
la
ferita che è dentro nel petto,
perché
il tempo non può cancellare,
può
soltanto far finta di niente;
le
vere urla non si fanno sentire,
restano
chiuse nel profondo del cuore,
ma
verrà un giorno in cui esploderanno,
ed
il mare raggiungerà i monti;
siamo
profughi in questo mondo,
lontano
dalla nostra casa,
ed
ogni volta che guardiamo il cielo
fuggiamo,
per un secondo.
Ci
sono sogni troppo lontani
Persino
in mezzo alla notte,
ed
incubi così reali
da
risplendere alla luce del giorno;
ci
sono vittime senza speranza
morte
ancora prima di nascere,
e
chi si illude davvero
di
avere davanti un destino.
Ci
sono stelle che si sono spente
Perché
forse è meglio restare
Inermi,
davanti a questo
Assurdo
spettacolo vivo.
Maschere
con bei sorrisi
Brillano
ogni mattina
E
inquinano fino alla sera
L'aria
che respiriamo;
ho
voglia di un po’ di silenzio,
di
pace in questo rumore,
di
vento che porti via un po’
di
questi sogni lontani.
Sento l'odore dell'asfalto
E quella luce, da lontano
È tutto ciò che mi rimane
In quest'attimo di nulla;
Sento il vento che accarezza
Ogni mio pensiero perso,
Ed il silenzio mi accompagna,
Dentro il buio di
un'illusione;
Il mio sangue ormai è freddo,
Ho perso l'ultima speranza
Quando ho aperto gli occhi
Per davvero, ed ho visto
Il vero Mondo, intorno a me,
Affogare nelle promesse
Regalate per cercare
Di zittire un altro urlo.
Ho perso i sogni dentro il
sole
In quest'ultimo tramonto,
E ogni parola è silenzio
Dentro questo tetro rumore;
Soltanto una luce davanti a
me,
Un'illusione per continuare,
Prima che tutto diventi buio,
Prima che tutto finisca.
Vorrei
non sentire più nulla,
immergermi
dentro il silenzio,
nel
buio, dove ogni cosa
ormai
non è più niente.
Vorrei
cancellare il mondo,
o
ciò che ne è rimasto,
e i
giorni sprecati a sperare
in
sogni troppo lontani;
vorrei
che tutto il passato
scorresse
via fungo il fiume
come
l’ultima speranza che vedo
sparire,
lontano da me.
Vorrei
cancellare me stesso
per
potermi trovare davvero,
lasciare
questa agonia
dentro
cui sono rinchiuso;
ha
senso sperare ancora
e
dover chiudere gli occhi,
mentre
si affonda senza speranza
in
un vortice troppo profondo?
Ha
senso urlare ancora,
anche
se nessuno ascolta,
e
sperare che qualcosa trasformi
quest’incubo
in un bel sogno?
Vorrei
aspettare domani,
ma
domani sarà troppo tardi;
vorrei
avere speranza,
ma
adesso voglio solo silenzio.
Cercare
se stessi
Oltre
la morte
È
abbattere il muro
Della
speranza;
un'ombra
di luce
in
questo silenzio,
infranto
da un urlo
che
spezza il cuore,
è
ciò che rimane
di
ogni illusione
che
lascia nel giorno
la
disperazione.
Ho
voglia di essere,
ho
voglia di vivere,
ho
voglia di credere
ancora
in qualcosa;
non
parlo di nulla,
e
cerco silenzio,
ma
forse non basta
per
sentire l'anima.
Lascio queste parole toccare
Quel futuro che non vedrò mai,
quel passato nascosto
nell'ombra
Di ogni stella che brilla nel
cielo;
una traccia del mio cammino,
Una goccia di vita eterna,
Un barlume di anima fuggita
Dall'assurda prigione del
corpo.
Lascio il silenzio parlare,
Ed il vento cantare parole
Che esprimano quello che,
ormai,
La voce non riesce più a dire;
Lascio tutto alle mie spalle,
In quest'istante di pura
follia,
Prima che tutto quanto ricada
Dall'assurda rincorsa del
nulla.
Mi sento perso in queste
parole,
Perso in questo tramonto,
Perso dentro la nebbia
Dei Miei pensieri perduti.
Sento lacrime cadere in
silenzio
Come pioggia in un giorno
d'autunno,
sento il freddo entrare nel
cuore
Come un cupo richiamo del
buio;
Sento un canto riempire le
valli
Dei ricordi lasciati lontano
In un angolo della mia mente,
Mentre il tempo li sta
cancellando
Come gocce sulla riva del
mare,
Come sogni quando arriva il
mattino,
Come quel sospiro che mai
Ho voluto davvero affrontare.
Ho
il sogno impossibile
Di
un sogno reale,
ho
l'illusione che provo a toccare,
ma
è sempre troppo lontana;
è
una goccia che riempie il mare,
e
la pioggia che non cade più
per
pulire questa città,
per
coprire questo rumore.
Passi
verso il deserto
Del
dolce non sentire nulla,
dove
dicono si stia molto meglio,
dove
sembra non scorrere mai
il
tempo che sta cancellando
anche
il poco che ancora rimane,
rimbombano
nella mia mente,
e
non riesco più a fermarmi;
sono
artefice del mio destino,
vittima
senza speranza
di
una vita che non è più mia,
che
non lo è mai stata:
rinchiusa
in false speranze,
in
troppi tramonti lasciati
sparire
dentro le tenebre
senza
nemmeno un solo saluto.
La
vita soffia intensa
Come
il vento che arriva in autunno,
e
strappa dalla mente i ricordi
come
foglie ormai ingiallite;
una
pioggia perduta nel mare
è
ogni pianto nascosto nel buio,
rinchiuso
dentro il cuore,
più
affilato di una lama.
Stagioni
passano in fretta,
ma
niente, in fondo, cambia:
non
c'è lacrima senza sorriso,
non
c'è alba senza un tramonto:
siamo
vittime di un destino
già
scritto, già calcolato,
in
un disegno che è troppo grande
per
poter essere capito;
o
forse un disegno non c'è,
siamo
solo in attesa del nulla;
siamo
foglie in questa tempesta,
gocce
in questa pioggia.
Ho
paura che tutto finisca
In
un attimo, un eterno secondo;
sentire
un brivido intenso
e
poi il nulla, poi il freddo;
ho
paura di perdermi dentro
quell'ultimo
lento respiro
e
sentire il cuore fermarsi,
ed
il silenzio dentro di me.
Ho paura che
i miei occhi
Non
riescano più ad aprirsi,
e
dimenticare quanto è bella
la
luce del sole che nasce;
ho
paura della solitudine,
quando
non si ha niente addosso,
quando
il corpo ha abbandonato
la
nave che sta affondando;
ho
paura di quel silenzio,
di
quel buio, di quel freddo;
vorrei
piangere, ma non ci riesco,
perché
è un terrore troppo profondo.
Sono
notti senza più stelle
Quelle
che illuminano il mondo,
sono
lacrime già cancellate
quelle
piante in questo silenzio;
sono
attimi senza speranza
e
parole senza più senso:
sono
solo illusioni lasciate
per
provare a dimenticare.
Sono
urla, e niente più,
quei
ricordi che volano via,
prima
solo un po’ nascosti,
e
poi persi nel buio del tempo;
dopo
un'alba c'è anche la luce,
ma
non cancella il buio che lascia
una
notte vissuta il attesa
di
quel sogno, ormai lontano.
Sono
gocce di pioggia i sorrisi
Che
cadono in mezzo al mare,
sono
rocce che travolgeranno
quegli
sguardi pieni di odio:
vorrei
soltanto il nulla,
un
secondo di vera pace,
uno
spazio tra due parole
per
sparire dentro un silenzio.
La
mia mente riesce a creare
Solo
assurde, folli emozioni;
il
mio cuore potrebbe scoppiare
e
nessuno se ne accorgerebbe;
le
mie mani tremano e le labbra
non
si riescono più ad aprire,
mentre
il mondo fugge da me,
o
sono io che vorrei fuggire.
Non voglio che il mio cielo
Sia uguale a tutti gli altri,
costruito per una vita
scritta, e già pianificata,
Non voglio desideri imposti,
Regalati con un sorriso,
o provare emozioni create
Per coprire tutto il nulla.
Non voglio un inizio diverso
Che sia solo un'altra fine,
E un fiume di promesse
gratuite
In cui ormai non credo più;
Troppo tempo ho già trascorso
In quest'immensa prigione di
vetro,
Dove dietro alla bella
finzione
Ci sono solo alti recinti.
Vorrei solo poter avere
La mia vita nelle mie mani,
i miei pensieri nella mia
testa,
le mie parole nella mia bocca.
Non riesco a fermare
Quest'onda di piena
Che mi esplode in testa
Ad ogni respiro;
Non ho più la forza,
Non ho più pazienza,
non ho più il coraggio
Di andare avanti;
Ho perso il controllo
Di tutto me stesso,
Sono solo, contro un muro,
Di ricordi annebbiati.
Ho perso i miei occhi
Nella vana speranza
Di vedere almeno
La luce, una volta;
Un raggio di vita
Che desse un senso
A questo cammino
In mezzo alla nebbia.
Ho perso la strada,
O non ho capito
Quale fosse davvero
Il mio destino;
Lascia che cerchi
Un nuovo obiettivo
Che mi spinga ancora
Ad andare avanti:
Tutto è confuso
In questo rumore
di cupo silenzio
Intorno a me;
Tutto è buio
Di ombre nascoste
Che rendono persa
Ogni illusione;
Tutto è passato,
e non tornerà più:
Io non l'ho colto,
lo capisco adesso.
Sono
i sogni che non posso scordare
Quelli
che fanno più soffrire,
sono
i giorni che non passano mai
quelli
che fanno scoppiare il cuore;
sono
i discorsi senza più senso
quelli
che si ascoltano ancora,
mentre
nel silenzio si perde
anche
l'ultima, lieve, speranza.
Urlami
ancora una volta
Che
siamo vivi davvero,
perché
troppo spesso, ormai,
non
sento più battere il cuore;
urlamelo,
e dimmelo ancora,
finchè
non riuscirai più
a
dire nemmeno una parola
senza
che ti piovano lacrime;
sento
freddo dentro il petto,
e
vuoto nella mia mente,
vedono
nebbia i miei occhi
quando
provo ad aprirli.
Sono
gli attimi perduti nel tempo
Quelli
che fanno la Storia,
e
le ombre perse nella notte
quelle
che la vivono davvero
Siamo figli di un sogno,
Immersi dentro un incubo,
Accarezzati dall'illusione
Di non essere nulla.
Aspettiamo che nasca
Un'altra speranza,
Un motivo per vedere
Il sole, domani;
Ma il cielo è già scuro,
Immerso in un' altra notte,
Di cui non vedremo l'alba,
in cui non ci sono stelle;
Tutto passa in silenzio,
E scompare alle spalle,
Ma rimane solo un'ombra
Che si perde nella mente.
Siamo vittime innocenti
Di un futuro già segnato
Dalle lacrime versate
In un gelido silenzio;
Non ho voglia di lottare
Per non arrivare a nulla,
Per vedere un'altra alba,
Di questa notte senza fine.
Ci
sono giorni che lasciano un segno
Indelebile,
dentro la mente;
e le parole esplodono dentro
ma
non trovano voce capace
di
esprimere tutta la rabbia
nascosta
dietro un sorriso
di
chi vuole soltanto silenzio
ma
è perso in quest'uragano.
Sotto
ogni lacrima
Che
cade in silenzio
C'è
un pezzo di cuore
Che
si perde nel buio;
sotto
ogni sguardo
che
chiede un aiuto
c'è
paura che tutto
finisca
in un attimo;
sotto
il nulla
che
copre il mondo
c'è
la vana illusione
che
abbia un senso
tutta
questa fatica
per
andare avanti
in
questo grande cerchio,
dove
l'inizio è la fine.
La vita mi uccide,
La notte mi abbaglia,
Ed un'altra speranza
Si perde nel vento;
Nessuna parola,
Nemmeno un lamento,
In questo inferno
Inghiottito dal mondo.
Lunghi silenzi
Di freddo terrore
Mentre il cuore si ferma
E la mente esplode;
Soltanto tramonti,
Addii solitari,
Sospiri lasciati
In balia delle onde;
E così finisce
Quest'assurda commedia,
Mentre cala il sipario,
senza applausi.
Non voglio che il mio cielo
Sia uguale a tutti gli altri,
costruito per una vita
scritta e già pianificata,
Non voglio desideri
Regalati da qualcuno,
o provare emozioni
Per coprire tutto il nulla.
Sperare non costa nulla,
ma non serve più a niente;
forse è meglio chiudere gli
occhi,
forse è meglio non ascoltare.
Non voglio un nuovo inizio
Che sia solo una nuova fine,
E un fiume di promesse
In cui ormai non credo più;
Troppo tempo ho trascorso
In una bellissima prigione,
Dove dietro agli specchi
C'erano solo alte mura.
Anche il cielo, questa notte,
sembra voglia andare via,
e liberarsi delle stelle
che qualcuno gli ha affidato;
anche la luna vorrebbe
sparire,
stanca di questo spettacolo,
stanca di essere soltanto
ciò che gli altri vogliono
sia.
Ho lasciato le lacrime
Asciugarsi sul volto,
prima di aprire gli occhi,
Prima di respirare;
Ho lasciato fuggire
Anche l'ultimo sogno
All'arrivo dell'alba,
E non ho più nulla.
Ho sprecato parole
Per trovare il senso
A questa follia
Dentro cui sono perso,
E ho dimenticato
Che cosa davvero
È importante per me,
Per provare a vivere.
Ho lasciato una fredda
Lacrima dimenticata
In fondo al cuore
Nel buio del tempo,
Mentre una falsa luce
Mi illuminava una assurda
Ragione, per andare avanti;
Ormai è troppo tardi,
E non posso piangere più,
Ma in ogni silenzio vivrà
Quella lacrima non più nascosta.
Siamo
stelle nella notte
in
un cielo troppo scuro,
per
provare a vedere ancora
la
speranza, in un domani;
siamo
il buio del tramonto
alla
nascita del mondo,
siamo
l’urlo che accompagna
questa
lunga agonia;
solo
silenzio vorrei sentire,
un
po’ di luce per ritrovare
la
forza per andare avanti
senza
lasciarmi portare dal tempo;
questa
notte è solo un fiume
dentro
cui siamo caduti
e
trasportati dalla corrente
senza
poterci fermare mai;
tutto
è già passato,
un’inutile
ricordo destinato
a
sparire, in silenzio, dalla mente,
ed
il futuro, ormai, non esiste;
siamo
soltanto niente
che
aspetta la propria fine,
siamo
stelle nella notte
che
non hanno più la luce.
Ci sono troppi sogni,
Troppe stelle da inseguire,
Troppi attimi prima del buio
Per capire che cosa è
importante;
Ho lasciato che tutto
scorresse
Senza mai voltare le spalle,
Dimenticando anche il passato
Per provare ad avere un
futuro;
Ogni attimo è stato e basta,
Un mattone del grande muro,
Un granello di sabbia
scomparso
nel deserto di questa vita.
Mi mancano quelle parole
dentro quest'immenso rumore,
Quelle gocce di falsa speranza
Che mi davano una
bell'illusione;
Mi mancano tutte le stelle
Con cui parlavo ogni sera,
Ora che ho perso il mio buio
Per vedere soltanto la luce
Dentro cui sono caduto,
Da cui non posso più scappare,
Dentro il pozzo, rinchiuso in
prigione,
Del mondo in cui sto vivendo.
Non vedo più il mio cielo,
la speranza è scomparsa per
sempre,
Troppi sogni, troppo lontani,
Ed il nulla è ciò che rimane.
Ho
perso una scommessa,
ed
il premio era la vita,
la
mia, o di qualcun altro,
non
importa, ormai è finita.
Ho
sentito il cuore scoppiare
E
ho visto il buio in me,
ho
ascoltato il silenzio, davvero,
abbracciarmi
nel suo splendore;
ho
perso una sola partita,
sono
arrivato appena secondo,
ma
non importa, ormai è tardi,
ed
assisto alla cerimonia
in
cui io sono il perdente,
davanti
al sorriso di tutti,
fallito,
perso, catalogato
tra
gli esempi da non ricordare.
Forse
non ho mai vissuto,
e
questa è la mia fuga
dal
mondo che non mi appartiene,
in
cui sono rinchiuso;
assisto
inerme alla fine
di
questa assurda commedia,
al
rito dell'essere vivo
in
cui ormai non credo più:
vivere
non è più questo,
ogni
giorno uguale ad un altro,
cercando
illusioni nascoste
in
sogni comprati a rate;
ho
perso una scommessa,
egli
altri mi credono a pezzi,
ma
rido, e sono contento,
perché
sono fuori, perché sono vivo.
Lascia che smetta
Il cuore, di battere,
Lascia che sbocci
Una rosa in dicembre;
Lascia che tutto
Rimanga in silenzio,
Avvolto nel dolce,
assurdo, nulla.
ascolta ogni petalo
che urla in silenzio,
L'inutile corsa
Per restare fermi;
sotterra i sogni
Per vivere meglio:
Non ne vale la pena,
Non ne vale la pena.
Aspetta che tutto
Finisca, e basta,
Non sprecare più
Ore a pensare;
Non versare lacrime,
Perché rimarranno
Soltanto un ricordo,
E poi, fantasmi:
Parole inutili
Come ogni alba,
Discorsi assurdi
Come ogni giorno:
Che cosa è vero,
Che cosa è falso,
Perché continuare
Quest'agonia?
Osservo
il mondo
Da
questa finestra
Cadere
nel buio
Di
ogni destino,
piovono
lacrime
da
questo cielo,
ma
nessuno, ormai,
le
vuole ascoltare.
Cala
la sera
Nascosta
dal sole
Costruito
dall'uomo
Per
dimenticare
Il
buio che aspetta
In
nostro arrivo
Nella
notte di cui
Non
vedremo l'alba;
sale
il silenzio
nella
mia mente,
scende
il freddo
nelle
mie vene;
tutto
è un attimo,
tutto
è passato,
ed
il mondo dimentica
anche
quest'illusione.
Sono stanco di questi
discorsi,
Delle promesse gettate nel
vento,
Delle parole sprecate soltanto
Per riempire quest'immenso
silenzio;
Sono stanco di queste
battaglie
Perse prima che abbiano
inizio,
Di questo cielo che ormai si
nasconde,
Troppo lontano persino dai
sogni;
E non c'è notte che non passi
a pensare
A come sarebbe se fosse
diverso,
Se fossi un altro, in un altro
universo,
Se avessi scelto di entrare
nel buio
Del silenzio di questi
momenti,
In cui osservo il mondo da
fuori,
Spettatore di questa commedia
Di cui nessuno conosce
l'autore.
Sono stanco di queste
promesse,
Paradisi comprati per posta,
Regalati a fine stagione,
Racchiusi in un'illusione;
Ricercati dentro il nulla
Nel fiume della vita che
scorre,
Mentre tutto ci resta alle spalle,
Prigioniero dentro un ricordo
Che diverrà, col tempo,
lontano,
Fino a scomparire del tutto:
Un ombra, poi il buio,
E ogni parola diverrà
silenzio.
Sono stanco di restare a
guardare
L'indifferenza del vivere
bene,
La leggerezza di chi crede in
niente,
Perché tutto gli è dovuto;
Così i giorni continuano a
correre,
nell'illusione che tutto sia
solo
Un momento non importante,
Che ce ne saranno di certo
migliori.
Ora voglio solo chiudere gli
occhi
E incatenarmi alle mie
illusioni,
Meno false di questa follia
Che abbiamo creato dal nulla;
Voglio sentire il cuore che
batte,
rimbombare nella mia testa,
Mentre tutto il rumore,
intorno,
Cerca solo di creare vuoto;
sento un urlo che sta per
nascere
Dentro il petto che sta per
scoppiare,
E nel silenzio si farà sentire
Più lontano di ogni pensiero.
Vorrei solo dormire per
sempre,
E annegare dentro i miei
sogni,
Un'altra notte, un altro
silenzio,
e il cielo non sarà più lontano.
Siamo
carne da macello
In
cui ancora batte il cuore,
in
attesa che la notte
copra
ogni illusione;
siamo
attimi lasciati
in
un angolo di mente,
libri
vecchi in un cassetto
che
nessuno aprirà.
Siamo
vittime o carnefici
Soldatini
comandati
In
quest'incubo reale
In
cui siamo imprigionati.
Non
abbiamo una vita
Perché
tutto finirà
Proprio
dietro quella stella
Che
non splende più nel cielo.
Ho
sentito troppe volte
la
parola ti prometto,
per
poterci credere ancora;
ho
sentito troppe volte
il
cuore scoppiare nel petto,
per
non avere ancora paura;
ho
sentito troppe volte
il
fiato mancare, e le vertigini
per
non temere ancora il buio.
Adesso
basta, adesso basta.
Lasciatemi
urlare da solo,
se
non capite le mie parole,
lasciatemi
nel mio silenzio,
se
non volete guardarmi negli occhi,
lasciatemi
nel mio delirio,
se
pensate che la vostra sia vita;
lasciatemi,
lasciatemi stare.
Ricado
dentro i ricordi
in
un viaggio senza ritorno,
alla
ricerca di una speranza,
che
so, non è nel futuro:
cerco
in ogni angolo
nascosto,
della mia mente,
ma
vedo soltanto ombre,
solo
immagini senza più senso;
forse
quella è la speranza,
il
nulla che ha un volto,
il
buio coperto di luce,
l’illusione
della realtà;
forse
quello è soltanto
uno
specchio, un riflesso,
l’altro
lato nascosto di me;
forse
non c’è davvero speranza,
forse
è davvero tutto sbagliato.
Lasciami
morire
in
ogni mio silenzio
se
questo è tutto ciò
che
la vita mi può dare;
lasciami
annegare
dentro
il buio dei pensieri
se
la luce che mi dai
illumina
solo questo mondo.
Non
mi parlare,
non
mi serve più,
non
mi ascoltare,
è tutto inutile,
non
ti aspettare
che
io resti ancora,
vorrei
solo andare via,
via,
lontano da qui.
Lasciami
ascoltare
il
dolce canto del nulla,
lo
splendore dell’incanto
del
non essere più vero;
tutto
questo è follia,
e
ne voglio uscire adesso,
tutto
questo è un incubo,
e
vorrei solo che fosse l’alba.
Parlo di sogni,
Di dolci silenzi,
Del vento che soffia
In fondo alla valle;
Parlo di nebbie,
Assurdi infiniti,
Paesaggi lontani
Perduti nel cuore;
Parlo di notti,
Di vite sprecate
Cercando il nulla
In un'illusione;
Di brevi sorrisi,
Di lacrime amare
Versate per credere
Ancora in qualcosa,
Lasciate cadere
Senza speranza
Nel silenzio del mondo
Che resta a guardare.
Taglia la gola
La lama sottile
Del silenzio che adesso
Mi sta uccidendo;
Scoppia nel cuore
L'urlo nascosto
da troppo tempo, ormai,
In fondo alla mente:
Sembra sia spenta
La luce degli occhi
Con cui stai guardando
ciò che ci circonda:
Questa è la luce
Fuori dai sogni,
Questo è il rumore
Che copre il silenzio;
Questo è il cielo
Lontano, ormai,
Questa è la strada
Senza ritorno,
Questa è soltanto
Un'altra illusione,
questo è un incubo,
ed è reale.
Credi
di essere vivo
Perché
il sangue è ancora caldo;
credi
di avere una vita,
perché
ogni mattina ti alzi,
credi
di avere dei sogni,
perché
dormi tutte le notte,
credi
che questo sia tutto,
perché
voli nella tua illusione.
Parole
nascoste dal suono
Del
silenzio in questo rumore,
dalle
urla per non ascoltare,
dai
ricordi per non aspettare
un
alba, ma solo il tramonto,
una
fine per ogni inizio,
una
risposta per ogni domanda
che
da tempo mi invade la mente.
Troppe
volte la luce ha nascosto
Il
buio di ogni emozione,
cancellato
le lacrime perse
per
un sogno non realizzato;
forse
questo è tutto
ciò
di cui possiamo gioire,
ma
non chiamate questa una vita,
perché
non ne è nemmeno l'ombra.
Le
mie urla andranno più lontano,
i
miei pensieri faranno più male
di
tutti i discorsi sprecati
cercando
invano nel nulla;
la
mia guerra è cominciata,
dentro
l'ombra prima del buio,
e
giuro, non mi fermerò
nemmeno
quando sarà tutto finito.
Siamo
morti ancora caldi
Se
le lacrime non bagnano più
Quel
poco di anima che ancora
Ci
illudiamo di avere dentro;
siamo
figli di un ceco destino
nel
vortice perso nel nulla
di
questi squallidi giorni trascorsi
con
la follia di tutta la luce
che
oscura ciò che vediamo,
o
ci protegge da noi stessi
mentre
in silenzio i piedi affondano
in
questa terra che ci sta aspettando.
Parole,
ricordi,
soltanto
illusioni
di
un sogno lasciato
in
fondo al cassetto;
tramonti
attesi da tempo
e
notti vissute tremando,
albe
avvolte nel buio
di
ogni pensiero nascosto,
sono
solo attimi persi
di
cui non rimarrà traccia,
sono
solo vento che soffia
senza
muovere nemmeno una foglia.
Ogni
goccia di sangue che scorre
Lentamente
nelle mie vene
Vorrebbe
urlare al mondo
Il
dolce silenzio del nulla
Da
cui è stata strappata;
ogni
suono della mia voce
nasconde
un profondo silenzio
di
chi vorrebbe parlare,
ma
non ha nessuno che ascolti,
di
chi vorrebbe restare,
ma
è travolto dal cammino del tempo.
Un leggero ronzio
Attraverso la mente,
Poi tutto, ad un tratto,
Diventa più scuro;
Silenzio, calore,
E nessun dolore:
Mi perdo in un mondo
Senza più uscita.
Forse è un sogno,
Forse soltanto
sono uscito dall' incubo
In cui sono vissuto;
So ciò che lascio,
Non so dove vado,
Ma non mi importa,
Perché non ho altro.
Il tempo non ha più senso,
Il futuro è già stato,
Il passato deve ancora
avvenire,
L'adesso, soltanto, esiste.
Non sento più il cuore,
Non devo respirare,
Un secondo di puro silenzio,
E sono dentro un nuovo sogno.
Ho
visto foglie cadere
E
macchiare di rosso il terreno,
calpestate
dal passo del tempo
nel
buio di ogni tramonto;
ho
visto urla spezzate
dal
rumore del nulla che avanza,
dimenticate
nell'illusione
di
chi ormai non crede più.
Ricordo,
o forse ho sognato,
la
realtà non ha più senso;
piango,
o forse rido,
in
questo mare di false emozioni.
Ho
visto esplodere il cielo
Mentre
il mondo restava in attesa,
ho
chiuso gli occhi e sperato
che
fosse soltanto un incubo;
poi
mi sono svegliato
e
la realtà era anche peggiore
di
ogni pensiero nascosto
in
un angolo oscuro di cuore.
Ho
visto foglie cadere
Ad
una ad una, senza speranza,
le
ho viste sparire lontano
mentre
ognuno voltava le spalle.