Brinderò
alla vostra vittoria
con
il calice di tutto il mio odio,
verserò
ogni goccia di sangue
che
non mi avete ancora rubato.
Perdono
tutti i nemici,
ma
non dimentico ciò che hanno fatto;
io
non parlo, ma osservo in silenzio,
perché
le parole non servono a niente;
mi
avete strappato anche il cuore,
ed
usato, fino alla fine,
avete
vinto usando i miei colpi
una
guerra che non era vostra;
avete
calpestato i destini
di
tante altre persone,
solo
per fama, per il denaro,
senza
nemmeno un misero grazie.
Adesso
nascondo la rabbia
dietro
ad un falso sorriso,
ma
i miei occhi non mentono più,
e
non siete capaci di vederlo;
aspetto
solo il momento
in
cui vedrò cadere per terra
le ingiustizie subite nel silenzio
di
chi poteva parlare,
di
chi non ha avuto il coraggio
o
la voglia, per dire di no,
e
proteggere per se stesso dal buio
da
cui, ormai, non tornerà.
Brinderò
alla vostra vittoria,
perché
così sarete più forti,
e
il muro di false promesse
crescerà
sempre di più;
brinderò
alla vostra fine,
e
questo ne è solo l’inizio,
aspetterò
e mi gusterò lo spettacolo
mentre
l’odio vi restituirà tutto.
Ballo
al dolce silenzio
di
questa sera d’autunno,
mi
perdo nei miei pensieri
ed
osservo una foglia che cade.
La
luce non è più forte,
e
sembra che tutto si fermi
in
attesa di un nuovo inizio,
in
attesa di un’altra fine;
anche
il sole scappa lontano
e
si nasconde dietro le stelle,
troppo
lontane per ascoltarci,
troppo
vicine per non vedere.
Ascolto
il dolce lamento
del
vento che mi avvolge,
la
nebbia che sta per scendere
mi
fa credere che tutto sia vero;
vorrei
che tutto fosse diverso,
vorrei
che tutto fosse uguale,
vorrei
soltanto capire
se
vedrò un altro giorno, oppure no;
ma
non adesso, non questa sera,
ho
perso troppi ricordi
per
non rapire ogni secondo
e
nasconderlo nella mia mente.
Non
voglio più pensare a niente,
non
voglio più cercare dentro me stesso,
voglio
solo godermi questo silenzio,
e
perdermi dietro a questa foglia.
Non
credo nella giustizia,
non
credo nel mio destino,
non
credo sia giusto
quello
che sta succedendo.
Non
credo più alle parole
che
sento in ogni momento,
negli
occhi delle persone
vedo
solo indifferenza.
Non
aspetto più niente dal mondo,
perché
niente mi può offrire:
vorrei
solo un po’ di silenzio,
un
po’ di pace, tranquillità.
Vorrei
sparire nell’ombra
di
questo ultimo sole,
in
una notte senza più stelle,
in
un giorno più cupo del buio;
perché
questa luce è illusione
che
nasconde un’altra realtà;
ora
voglio solo fuggire,
ora
voglio solo dimenticare.
Se
non mi vuoi ascoltare,
non
leggere più;
se
pensi che non sia vero,
dimentica
ogni parola;
se
hai paura di vedere il vuoto
che
vedo io ogni giorno,
vestito
di stupenda apparenza,
fai
finta che io non esista.
Scrivo
quello che sento,
ogni
pensiero della mia mente,
ogni
battito dentro il petto,
ogni
sospiro durante la notte;
spesso
non scrivo nemmeno,
parlo
solo con me stesso,
e
questo diventa uno specchio
che
riflette le mie sensazioni.
Non
riesco a mentire a me stesso,
voglio
essere pulito dentro,
voglio
potermi guardare allo specchio
senza
provare disgusto per me;
ma
tremo per ogni emozione
che
sento esplodere dentro,
piango
lacrime e troppo spesso
mi
perdo nella mia ombra:
questo
è ciò di cui parlo,
questo
è ciò che scrivo,
questo
è quello che sento
e
se non vuoi, non leggere.
Aggrappati
ad un’altra speranza
tu
che ne hai ancora;
vivi
tutto il tuo sogno
e
stringilo, oltre il mattino;
non
chiuderti dentro te stesso,
ma
non scordare chi sei;
lascia
che ogni pensiero
ti
guidi, ad occhi chiusi.
Non
ti aspettare che tutto
cambi,
all’improvviso,
ma
è solo di tempo
che
c’è bisogno, ormai;
corriamo
troppo veloci
per
rimanere sempre più fermi,
mentre
il tempo fugge lontano
e
ci lascia sempre più in dietro.
Io
ho già perso tutto,
sono
sceso da questo treno,
ho
scoperto l’ultima carta,
e
adesso non ho più nulla.
I
miei sogni si sono persi nel tempo
come
parole che nessuno ha ascoltato,
le
mie illusioni sono scomparse alla luce
nel
momento in cui ho aperto gli occhi;
sono
solamente un ombra, ormai,
che
aspetta il buio ogni sera,
per
far finta di essere vera,
persa
nel nulla da cui fugge.
Nessuno
dice che è giusto,
ed
ognuno resta indignato;
certo,
è tutto sbagliato,
ma
niente, alla fine, cambia.
C’è
chi regala parole
troppo
belle per essere vere,
e
chi si nasconde in silenzio
perché
non vuole vedere:
alla
luce del sole è assurdo,
ma
poi nessuno si muove.
Perché
continuare a sperare
in
persone senza più vita,
perché
credere ancora
in
false, vendute illusioni?
Servono
per non far vedere,
per
spingere tutto in avanti
e
lasciare il passato alle spalle,
dimenticato
lontano nel tempo.
Non
ha senso parlare ancora
per
cambiare qualcosa, ormai:
se
nessuno si alza e crede davvero
non
c’è più alcun futuro;
ormai
credo solo in me stesso,
ed
in ogni parola che dico,
credo
in ogni passo che faccio,
e
non so in che direzione;
credo
perché sto cercando
solo
di capire me stesso,
prima
di capire il mondo
e
regalare false parole.
Regalami
un altro giorno,
regalami
un altro sogno,
regalami
un altro momento
di
illusione di felicità.
Non
mi lasciare da solo,
potrei
scomparire di nuovo,
potrei
affogare nel buio
dei
pensieri che mi tormentano;
potrei
provare a sognare,
ed
ogni sogno sarà più reale
dell’apparenza
che mi circonda,
e
che nasconde un vuoto profondo.
Io
vivrò finchè avrai
un
ricordo di me nella mente,
finchè
il suono della mia voce
ti
terrà compagnia, di notte;
tu
sarai sempre in me,
in
ogni attimo, in ogni passo,
in
ogni pensiero che nascerà in me,
in
ogni sospiro davanti alle stelle.
Addio
Un
giorno d’autunno è il tramonto
della
cupe notte d’inverno,
l’anticamera
prima di arrivare
nell’immenso
mondo del buio.
Tutto
sembra fermarsi,
tutto
sembra in attesa
dell’arrivo
del dolce riposo, o fine,
in
cui tutto troverà un senso.
Non
so più cosa pensare
davanti
a questo spettacolo,
ho
paura della notte,
ma
cerco solo il silenzio,
vorrei
che tutto passasse in fretta
e
che non smettesse mai;
fuggo
per restare,
osservo per non vedere.
Solo
un vento freddo mi ricorda
di
essere ancora vivo,
ma
la mia mente è già in un sogno
da
cui non vuole più uscire;
troppe
volte ho aperto gli occhi,
troppe
volte ho percorso questa strada,
troppe
volte ho visto il buio,
ed
ormai ho solo illusioni.
Andrò
oltre il limite,
al
di là di ogni pensiero,
raggiungerò il cielo
e
andrò anche oltre;
e
se non tornerò,
se
mi perderò per sempre
almeno
avrò avuto qualcosa;
tanto
cosa ho da perdere?
Conterò
ogni stella,
e
toccherò ogni fiore,
ascolterò
il canto
del
vento, del mare, del sole;
e
se non tornerò,
se
mi perderò per sempre,
almeno
avrò avuto qualcosa.
Meglio
perdere cercando qualcosa
o
aspettare solo la fine;
cosa
abbiamo di così importante
da
tenerci stretti, legati?
Non
mi aspettare,
forse
non tornerò,
non
ho niente da perdere
che
non abbia già lasciato.
Credere
in un ideale,
lottare
fino alla fine,
versare
ogni goccia di sangue
e
non ottenere nulla:
troppe
volte mi è capitato,
troppe
volte sento che tutto
non
vale quello che chiede;
il
prezzo è troppo alto,
e
non riesco più a sostenere
il
peso di ogni pensiero
che
mi nasce dentro la mente.
Lascio
tutto il passato
per
provare a vivere adesso,
ho
calpestato solo me stesso
per
inseguire un’inutile sogno;
lascio
ogni altra speranza
per
chi ha ancora coraggio
per
un’altra corsa sprecata
ai
limiti della sopravvivenza.
Non
c’è più giorno che nasca
in
cui il mondo si fermi un secondo;
non
c’è più nessun tramonto
da
ascoltare in un dolce silenzio,
profondo
come il respiro
e
la lacrima che sta cadendo
al
pensiero di ciò che sarebbe
se
il futuro fosse diverso.
C’è
chi dice che niente è scritto,
ma
non ci credo, ormai:
siamo
vittime di troppi giorni
sprecati
in questo rumore;
siamo
artefici dell’illusione
dentro
cui proviamo a vivere,
ma
non ho più ideali in cui credere,
sono
troppo stanco, ormai.
Non
capisco più ciò che sento,
non
controllo le mie sensazioni,
sento
cadere una lacrima dagli occhi
e
non riesco più a fermarla.
Se
piangere non è da uomini,
allora
non sono un uomo;
se
ascoltare il battito del cuore
non
è normale, allora sono diverso;
se
passare la notte a pensare
e a
sognare ad occhi aperti
è
soltanto un malattia,
allora
non sto più bene.
Scorrono
troppe emozioni
e
mi annebbiano la mente,
mi
tremano le mani,
non
mi reggono più le gambe,
credo
che non resisterò
ancora
lontano dal buio
che
mi attrae, sempre di più,
con
il silenzio in cui è immerso,
con
la pace dell’essere nulla,
dimenticato,
in nessun luogo.
Ho
soltanto molta paura,
perché
non ho più il controllo,
perché
non so dove mi porterà
questo
assurdo viaggio nel buio;
potrei
perdermi per sempre,
potrei
non tornare più,
potrei
impazzire vedendo davvero
come
sono dentro;
potrei
entrare in un incubo
più
reale dell’ultima certezza
che
ho perso nel buio
nell’ultima
notte in cui ho pianto.
Scrivo
per non pensare,
prima
che tutto mi crolli addosso;
sono
una scheggia di pura follia
queste
parole senza più senso.
Scrivo
per chiudere gli occhi,
per
sfogare quello che ho dentro,
per
dar voce ai troppi pensieri
che
esplodono nella mia mente.
Scrivo
solo parole
che
non hanno più un’anima,
che
non raccontano nessuna emozione,
non
vogliono trasmettere niente;
sono
scritte solo per caso,
sono
l’unico mezzo che ho ancora
per
non sparire nel buio per sempre.
Sono
gocce di inutilità,
di
nulla che diventa reale,
di
attimi rubati alla vita,
di
pensieri che sono già morti;
sono
incubi ad occhi aperti,
nient’altro
che vane illusioni,
allucinazioni
più vere della luce
che
da troppo tempo non vedo più.
Un’assurda
danza di fantasmi
è
diventata questa giornata,
non
diversa da tutte le altre,
non
più falsa di ogni sorriso.
Nessuno
vede se stesso
affogare
sempre di più
dentro
il buio che ci circonda,
nel
silenzio che ci opprime;
nessuno
vede il futuro,
troppo
perso in questo giorno,
e
non accetta ancora nemmeno
il
passato che torna a svegliarlo;
forse
non è vero niente,
e
sono io, che non riesco a vedere;
forse
non ho ancora capito
come
si viva questa illusione.
Vedo
solo ombre passare
e
mi illudo di essere vivo;
vedo
il mondo che si sta perdendo,
ma
sono io che rincorro me stesso;
forse
è solo un incubo,
e
domani sarà tutto diverso,
forse
ho solo bisogno
di
una parola, che sia la mia chiave;
ma
adesso tutto è confuso,
e
non riesco più a vedere nulla:
i
fantasmi nella mia testa
sono
più reali di queste parole.
Forse
il nostro destino
è
il numero impresso nel petto,
ciò
di meno umano che abbiamo,
ciò
che, ormai, conta davvero.
Siamo
solo tanti soldati
che
si muovono a comando,
che
non devono disturbare
il
lento cammino del tempo;
siamo
solo qua per caso,
o
perché ce ne era bisogno:
quando
non serviremo più
nessuno
piangerà per noi.
Siamo
attori in una tragedia
di
cui qualcuno ha scritto il copione,
siamo
vittime innocenti
di
qualcosa di troppo grande;
siamo
solo tanti mattoni
nell’immenso
muro del mondo,
un
inutile tratto di strada
che
nessuno percorrerà.
Siamo
oggetti che camminano,
con
l’illusione di essere vivi:
forse
questa è la tortura,
o
una punizione ingiusta.
Se
hai paura di parlare
il
tuo silenzio fa ancora più male,
se
non riesci più a piangere,
allora
tutto è finito;
se
sono lacrime quelle che scendono,
allora
il tuo cuore batte ancora,
se
sono sospiri, i pochi respiri,
non
tutto è ancora perduto.
Cerchi
parole ma vuoi silenzio,
solitudine,
ma con qualcuno,
solo
risposte, e nessuna domanda,
un’altra
emozione, e poi il nulla.
Vorresti
che tutto svanisse,
ma
non in questo momento,
senti
la testa che sta per scoppiare
e
vedi buio, davanti a te;
vorresti
andare lontano
e
fermarti, per un secondo,
ascoltare
il vento passare
sperando
che porti via tutto.
Senti
un passato che non si scorda,
ed
un futuro che non esiste,
sensazioni che non sono tue
e
lanciate via, lontano;
ma
tutto dovrà finire,
prima
o poi, lo so,
e
quell’ultima lacrima cadrà
forse,
in un sorriso.
Scusa
per ogni abbraccio,
per
ogni momento sprecato,
scusa
per ogni parola
che
ho detto, che non ho pensato.
Scusa
per tutti i momenti
che
abbiamo passato insieme,
pensavo
fossero stupendi,
e
lo sono, per me, davvero stati;
ma
non sono stato capace
di
guardarti dritto negli occhi
per
vedere che qualcosa in te non andava,
che
non eri per niente felice.
Scusa
per il mio non vedere,
per
il non capirti neanche un secondo,
per
aver vissuto questa illusione
mentre
il mondo mi crollava addosso;
ormai
è troppo tardi,
non
si può più fare niente,
sono
uscito da questo sogno
per
entrare in nuovo incubo;
ormai
è troppo tardi,
e
sei già andata via,
senza
nemmeno un ultimo addio,
senza
poterti vedere almeno
una
volta, con i tuoi veri occhi,
per
dirti che mi dispiace,
per
dirti che sono stato bene
nella
mia illusione con te.
Forse
non ho più niente da scrivere,
perché
tutto, ormai, si è spento;
non
voglio più leggere niente,
né
ascoltare parole di altri,
non
voglio nemmeno capire
che
cosa mi sta succedendo.
Forse
è solo stanchezza,
e
domani sarà diverso;
forse
è solo un momento,
e
da solo, poi, passerà;
forse
ho aperto gli occhi
e la
realtà mi è piombata addosso;
forse
tutto è cambiato,
e
forse non ho più niente.
Non
ho più nessuna speranza
né
sentimento, per le parole;
non
ne ho nemmeno per sentire
il
cuore che batte nel petto;
non
ho più illusioni nascoste
in
un angolo della mia mente,
che
mi facciano sognare ancora,
che
mi portino via da qui.
Ho
solo bisogno del buio,
e
di un po’ di silenzio, intorno;
ho
solo bisogno di tornare
nella
mia illusione di vita;
ho
solo bisogno ancora
di
chiudere gli occhi al mondo.
Non
ho più paura
di
tutti i fantasmi,
non
alcun sogno
da
cancellare,
non
aspetterò più notti
per
cercare qualcosa;
forse
ho trovato tutto,
o
sono perso per sempre.
Brucerò
ogni ricordo
e
mi riscalderò con la fiamma,
lascerò
tutto il passato
nelle
mani di qualcun altro,
scapperò
perché non mi interessa
proseguire
questa battaglia.
Non
cerco il nulla,
cerco
solo l’armonia
con
il ritmo del mondo,
con
il cammino del tempo;
mi
perdo nel buio
per
trovare me stesso,
per
uscire dai miei pensieri
e
vedere veramente
per
la prima volta, forse,
come
si può vivere davvero,
per
un secondo almeno.
Cammino
per le strade
di
una città;
sono
perso nel mio mondo
e
non vedo più nessuno.
Strappo
i secondi
ad
ogni mio passo,
cerco
un rifugio
in
questo uragano,
vorrei
andare via,
ma
non so più dove,
vorrei
solo urlare,
ma
non ho più voce.
Sento
scoppiare in testa
ogni
battito di questo posto;
mentre
vorrei solo silenzio
non
posso nemmeno più ascoltare
la
voce della mia mente
mentre
cerco un senso a questo,
mentre
provo a chiudere gli occhi
per
fuggire ancora da qua.
Ha
senso che persone vivano
nella
speranza di sopravvivere,
ha
senso che tutto finisca
dentro
i muri, in una casa,
mentre
ognuno rincorre se stesso
e
non vive nemmeno un secondo?
Ha
senso avere speranze
che
non sono, ormai, nostre,
troppo
vuote per riempire ancora
tutto
il vuoto che ci circonda?
Cammino
solo, per la strada,
e
vorrei che tutto sparisse;
mi
sento strano, sono diverso,
non
so nemmeno perchè sono qua;
vorrei
rubare una goccia di vita
per
poterla buttare sul mondo,
per
vedere, almeno una volta,
un
secondo vissuto davvero.
Non
riesco a concentrarmi,
non
riesco più a scrivere,
i
pensieri mi cadono addosso
come
pioggia in un uragano.
Non
riesco a fermarli, capirli,
non
so a chi appartengano;
leggo
parole che non ho mai scritto
mentre
aspetto che tutto finisca.
Non
riesco nemmeno a parlare,
ma
non provo, ormai, più niente;
le
mani mi tremano e vedo
che
tutto, intorno, è diverso;
quand’è
che finirà
questa
lunga, ingiusta tortura,
quand’è
che la mia mente potrà
essere
libera, anche per un secondo?
Se
tutto sembra fermo,
in
me c’è una tempesta;
se
intorno c’è silenzio,
mi
rimbomba ogni respiro,
se
una lacrima ancora cade
è
perché non ho speranza.
Sento
l’odore del freddo
che
mi penetra nella mente,
sento
il rumore dei pensieri
che
si avvicina a me;
sento
urla nella mente,
senza
avere più nessuna voce.
Oggi
ho pensieri più grigi
del
cielo che vedo dal buio
della
stanza in cui mi trovo,
mentre
mi esplode un fuoco in testa.
Tutto
è immerso in un limbo
di
triste normalità,
di
sottile ipocrisia,
di
falsa, ma perfetta apparenza;
osservo
ogni secondo
in
un giorno qualsiasi nel mondo,
dove
tutto sembra tranquillo
perché
dentro è ormai già morto.
Osservo
il tempo che scorre
nella
sua inutilità,
aspetto
che tutto finisca,
che
il silenzio diventi il solo canto
e
l’arrivo, per ognuno di noi,
intrappolati
in questa illusione,
troppo
stanchi, ormai, per vedere,
quanto
inutile sia questo giorno.
Osservo
il cielo più cupo
della
peggiore delle mie notti,
ed
il sole è già scomparso,
disgustato
da questo spettacolo;
ho
deciso che voglio fuggire,
e
non vedere mai più nulla;
chiudo
fuori tutto il mondo
e
mi perdo dentro nel buio.
Goditi
tutta la notte,
domani
sarà troppo tardi,
non
aspettare che il sole
cancelli
tutto, per sempre.
Assaggia
il dolce sapore
Del
buio che ti circonda,
e
perditi dentro il silenzio
che
rimbomba dentro un secondo;
non
aspettare che passi fa fiamma
per
poterti scaldare ancora;
potrebbe
farti male, è vero,
ma
potrebbe anche salvarti.
Lascia
ogni ricordo
ad
n passo dietro di te,
tieni
gli occhi chiusi
e
prova a vedere davvero
tutto
ciò che ci circonda,
tutto
ciò da cui scappiamo.
Non
contare nemmeno i battiti
dell’orologio,
ad ogni ora,
ma
prova a cercare le stelle
che
ti osservano, in ogni secondo;
assapora
l’odore della notte,
e
ricordati che sta vivendo;
tienila
stretta, al mattino,
quando
il sole cancellerà tutto.
Cerco
di essere nulla,
confondo
pensieri e sogni,
tocco
il fondo e per un attimo
sfioro
quasi il cielo;
mi
perdo nel dolce silenzio
del
suono dei miei pensieri,
e
le illusioni sembrano così vere
che
credo quasi di vivere.
Ho
perso contatto
con
il mondo reale,
o
con un altro sogno
da
cui sono uscito;
non
ho più parole in mente,
ma
soltanto brevi immagini
che
appaiono davanti ai miei occhi
mentre
tutto il resto scompare.
Forse
questa è la fine,
o
un altro inizio,
forse
è tutto un sogno,
o
ne sono appena uscito,
forse
il mio corpo è perduto
in
quest’ombra di buio,
e
la mente non riesce ad accettare
che
tutto sia finito;
non
mi importa, non voglio sapere,
che
cosa succede intorno a me;
voglio
solo che non sia un incubo
ciò
in sono immerso adesso,
cerco
solo un secondo di vita
e
non mi importa che non sia vera.
Ho
rinchiuso tutti i ricordi
in
questa foto, che ora brucia.
Ho
cancellato tutto il passato
per
avere un nuovo presente;
voglio
solo ricominciare,
voglio
solo un altro giorno.
La
fiamma illumina la notte
che
si è fermata dentro me,
e
riscalda dal freddo che, ormai,
lo
so, non mi lascerà più;
ogni
secondo mi sembra eterno,
e
mi perdo nell’illusione
che
tutto sia ancora vero,
che
forse abbia un senso.
Poi
tutto finisce e ritorno
nell’ombra della mia mente,
nel
buio di tutti i pensieri
che
volevo andassero via.
Niente,
in fondo, è cambiato,
e
non ci sarà altro inizio;
ormai
è troppo tardi,
ormai
è tutto finito.
Non
voglio più cercare me stesso,
perché
ormai non sono più nulla:
anche
le ultime sensazioni che ho provato
sono
scomparse, lontano, nel buio.
Non
so nemmeno più il mio nome,
perché
non vuole dire più nulla:
la
persona che lo aveva è scomparsa,
per
sempre, e ha portato tutto con sé.
Non
ho più la forza di piangere,
perché
mi è rimasta solo una lacrima;
nemmeno
dell’ombra del mio passato
ho
trovato traccia, ormai:
forse
non esisto davvero più,
o non
sono mai esistito;
cerco
solo un’altra illusione
in
cui fuggire, lontano da qui.
Sono
uno spettro dei giorni passati
ricordando il tempo trascorso
a
pensare al senso alla vita
senza
trovare, mai, una risposta;
sono
la tomba di tutto me stesso,
dentro
cui non sento più nulla,
ma
da cui non posso scappare
legato,
a questo incubo;
sono
ciò che non vorrei essere,
il
lato oscuro di me,
senza
nome, né una storia,
o
un futuro davanti:
solo buio.
Se
ho avuto un nome,
è
stato un caso,
se
qualcuno l’ha sentito,
ormai
l’ha dimenticato;
se
qualcuno mi ha incrociato,
non
mi ha mai visto.
Sono
nessuno e tutti,
il
lato oscuro di ogni persona,
la
notte dopo il tramonto,
il
buio dentro uno sguardo;
sono
l’attimo prima del tuono,
quel
secondo di puro silenzio,
sono
l’incubo che tempesta i pensieri
e
le speranze di una vita normale.
Sono
stato nessuno per troppo tempo,
sono
stato un numero come gli altri,
sono
stato un giocattolo sotto controllo,
sono
stato vittima di un assurdo destino;
adesso
basta, sono cambiato:
sono
l’opposto di tutto questo;
se
mi vuoi credere, ascoltami;
se
mi vuoi vedere, aspettami,
altrimenti
vai via.
Mi
hai lasciato vagare nel buio
perché non volevi che io vedessi
tutto ciò che mi circonda,
e ne avessi troppa paura;
mi hai lasciato perso in un sogno
da cui ormai non posso uscire,
da cui non posso più avere luce,
da cui ormai non posso scappare.
forse avevi ragione tu,
forse è, in fondo, meglio cosí:
forse è meglio non vedere
per far finta di stare bene,
annegare nell'illusione
che tutto sia reale,
perdere il senso anche del tempo,
della vita, delle emozioni.
Non voglio più provare niente,
non voglio più sentire rabbia
nè paura, dentro me,
non voglio più vedere il mondo;
forse è soltanto una fuga
che non ha nessuna speranza,
ma per troppo tempo ho vissuto
felice, nell'illusione.
Osservo in un cupo silenzio
il cuore di questa fiamma,
che lentamente si sta consumando,
ma che nessuno vuole fermare.
Finché ha avuto la forza
di scaldare, illuminare,
ognuno la ha osservata,
ognuno l'ha ringraziata;
poi, in un solo secondo,
tutto questo è finito,
ed è diventata un vecchio ricordo;
vedo troppe fiamme bruciare
per scomparire subito nell'ombra,
vedo troppe persone perse
alla ricerca di un inutile sogno;
vedo tutto passare in fretta,
senza lasciare nessuna traccia,
vedo attimo di luce scomparsa
e il buio che ci perseguita.
Non voglio più osservare
nessuna fiamma, spegnersi in silenzio,
non voglio più ascoltare
il silenzio che entra in me;
non voglio più aspettare
che il buio mi avvolga in sé.
Busserò
una sola volta,
e
poi, giuro, entrerò;
aspetterò
solo un secondo,
e
se rimarrà chiusa, la sfonderò.
Non
ho più voglia di parlare,
non
ho più voglia di ascoltare
altre
assurde promesse false
che
disturbano il mio silenzio.
Non
ho più voglia di aspettare
che
qualcosa cambi, ancora:
adesso
basta, è tutto finito,
adesso
basta: sto arrivando.
Non
cercare di fermarmi,
se
non mi guardi negli occhi;
non
cercare di parlarmi
per
non avere altri problemi;
non
chiedo che ci sia giustizia,
perché
ormai non ci credo più:
voglio
solo il rispetto,
la
lealtà, e niente più.
Non
cercare di scappare,
perché
lasci una traccia
troppo
grande per sparire,
troppo
sporca da pulire;
ho
passato giorni e giorni
a
pensare alla giustizia,
a
capire cosa fosse
quella
sensazione assurda;
adesso
tutto mi è chiaro,
mentre
busso alla tua porta.
Sento
che ogni secondo
mi
ruba un pezzo di vita
passato
in attesa di ciò
che
so, non avverrà mai.
Mi
perdo nelle illusioni,
e
spero che il tempo si fermi,
ma
niente può far tornare
ciò
che non è stato vissuto.
Ho
solo ricordi sbiaditi,
di
momenti di pura follia,
dove
tutto appariva così vero
da
sembrare persino bello;
sono
solo illusioni lasciate
in
un angolo della mia mente,
perché
niente, ormai, è reale,
nemmeno
più queste parole.
Voglio
smettere anche di piangere,
e
di chiudermi dentro il silenzio,
di
far finta che il tempo si fermi
per
aspettare un'altra illusione;
voglio
tornare nel mio passato,
per
sentire ogni sospiro
che
non ho mai ascoltato,
troppo
preso dalla mia vita.
Forse
è meglio fermarsi,
e
smettere di pensare:
se
non c’è nessuna domanda
non
c’è bisogno di nessuna risposta;
forse
questo è il segreto:
il
sottile fiato del nulla
che
aiuta a vivere meglio;
se
vivere, si può chiamare.
Cerco
il riflesso del mondo
in
questa piccola, inutile pozzanghera;
cerco
qualcosa di vero
nel
nulla in cui mi perdo.
Chi
è che sta guardando
e,
in ginocchio, sta piangendo?
Chi
si è scontrato con il mondo
e
ha vinto, almeno una volta?
Chi
ha aperto gli occhi,
chi
ha trovato la strada,
e
ha voluto andare avanti
per
continuare a vedere?
Vedo
riflessi e ombre,
ma
nessuna persona reale;
tutto
è distorto dal vento
che
non vuole farmi capire.
Forse
c’è ancora qualcosa
che
però non riesco a vedere,
è
scuro, dietro a tutto,
e
scompare all’improvviso.
Se
tutto questo è finzione,
vorrei
un riflesso di verità;
se
in niente possiamo più credere,
allora
non piangiamo nemmeno;
se
il buio che vedo è vero,
allora
questa è la fine.
Ho
solo voglia di piangere,
ho
solo voglia di urlare,
ho
solo voglia che il mondo
scompaia
in questo momento.
Il
cuore mi sta per scoppiare,
e
non riesco più a respirare,
tutto gira troppo in fretta
e
sto cadendo giù, nel vuoto.
Sono
perdo dentro l’onda
nera
di questo pensiero,
sono
stanco di lottare
ogni
giorno, senza senso,
sono
spinto verso il nulla
da
qualcosa che non riesco
più
a fermare, a vedere,
ed
è intorno a me.
Fate
smettere questo rumore,
e
ridatemi il mio silenzio,
lasciate
stare ciò che, ormai,
non
mi avete ancora rubato;
troppi
sogni ho già lasciato
alle
spalle, via per sempre,
troppe
illusioni ho già perso
per
leggi che non sono mie,
troppe
lacrime ho già versato
per
non toccare, ormai, il fondo,
mentre
il nulla si avvicina,
silenzioso,
a me.
Sfonderò
il muro
di
questo silenzio,
cancellerò
il falso sorriso
da
tutti i vostri occhi.
Troppe
parole sprecate
alla
ricerca di un’altra scusa,
di
un’altra occasione per mostrare
di
cosa siete capaci;
troppe
lacrime ho sprecato cercando
di
capire il senso di questo:
adesso
basta, mi sono stancato,
mi
sono stancato.
Ho
perso troppe illusioni
per
coltivare le vostre ambizioni,
ho
lasciato i giorni passare
sperando
che si cancellasse tutto,
ho
cercato di voltare le spalle,
ma
non riesco più a non vedere:
ho
solo questo davanti agli occhi,
ho
solo questo nella mia mente.
Non
ho più la forza di combattere,
perché
ormai non ho più fiato,
non
voglio più nemmeno ascoltare
una
sola altra parola;
lasciatemi
stare e dimenticatemi,
come
non fossi mai esistito;
forse
così sparirò immerso nel buio,
forse
così dimenticherò.
Mi
manca immensamente,
mi
manca da star male,
sento
il mondo che scompare
lentamente,
davanti a me.
Avrei
voglia di fuggire
nella
notte che mi circonda,
vorrei
smettere di pensare
e
trovare un po’ di pace;
ma
la vita mi brucia dentro,
più
violenta di un uragano,
più
pressante della pioggia
dentro
cui vorrei scomparire.
Se
il destino è già scritto,
io
lo cancellerò:
riscriverò
riga per riga,
perché
così mi sento vuoto;
sento
la vita che passa
ogni
giorno, troppo in fretta,
senza
che qualcosa cambi;
mi
manca immensamente
quella
sensazione vera
della
vita che comincia
che
non scappa solo via,
lentamente,
fino alla fine.
Mostrami
ciò che di magico
c’è
ancora in questa notte;
fammi
sognare un secondo
più
reale di queste parole;
regalami
una speranza
che
mi aiuti ad andare avanti,
poi
lasciami, dimenticami, cancellami,
come
se non fossi mai esistito.
Conserva
solo il ricordo
e i
sogni di questi momenti
persi
nell’assurda speranza
che
un giorno cambierà qualcosa;
non
mi guardare negli occhi,
non
ascoltare la mia voce,
non
mi cercare dentro il buio,
sono
il nulla che non ha un nome:
il
lato oscuro di ogni persona,
il
segreto mai confessato
che
esplode dentro la mente
ogni
volta che scompare il sole.
Ora
voglio solo andare via,
e
provare a scappare da me;
ora
voglio soltanto il silenzio
per
sentire se il mio cuore batte:
è
da troppo tempo che rincorro la vita,
ed
ho solo perso momenti
in
cui avrei potuto davvero vivere,
senza
sperare in promesse svendute.
Mostrami
ciò che di magico
c’è
ancora in questa notte,
perché
voglio dimenticare,
almeno
fino a domani.
Chissà
perché
dietro
alla follia
Non
c’è spiegazione;
chissà
perché
è
chiamata follia
e
non disperazione.
Nessuno
vuole vedere
perché
fa troppo male,
ma
da dentro il buio è difficile
trovare
la forza di uscire;
non
restano più altre emozioni,
e
tutto sembra lontano,
poi,
ad un tratto, il mondo sparisce
dietro
l’ultima lacrima persa.
Mi
fanno solo arrabbiare
tutte
le parole sprecate
per
cercare di non capire,
per
trovare un altro motivo,
per
pulirsi l’anima e i pensieri,
per
giustificare o trovare qualcosa
di
altro, dal vero motivo,
di
altro, se fa troppo male.
Ho
lasciato ogni discorso
a
chi ha voglia ancora di parlare
per
riempire il vuoto lasciato
dall’ultima
stella caduta;
follia,
viene chiamata,
per
far finta di non vedere.
La
osservo mentre mi guarda,
questa
sera sarebbe stata speciale;
questa
sera forse il tramonto
non
avrebbe spento il mondo.
Non
ho più parole da dire,
perché
non c’è giustizia, ormai;
i
miei sogni si sono persi nel vuoto
quando
si è voltata e mi ha visto;
non
so nemmeno cosa mi ha detto,
e
quanto tempo è passato,
so
solo che niente è cambiato
questa
notte, mentre cammino.
Mi
sono voltato e ho lasciato
tutto
dietro alle mie spalle:
il
futuro è diventato passato,
ogni
illusione è svanita
e
le speranze perse per sempre
dentro
il vortice di tutti i ricordi;
perché
ci sono cose che entrano dentro
e
lasciano solo cicatrici.
Perché
provo ancora a sperare,
perché
credo nei sogni,
perché
ho paura a parlare
e
cerco di essere vivo?
Niente
ha più importanza,
perché
tutto è finito, ormai;
ogni
notte sarà già vissuta
nel
peggiore dei miei incubi.
Si
è spenta un’altra candela
in
silenzio, come quando bruciava;
vivevo
nella sua luce
e
non me ne ero mai accorto.
Sono
rimasto al buio,
dentro
cui mi sono perso,
nessuno
si è accorto di nulla
perché
non ha fatto rumore;
ormai
solo questo è importante,
ed
il resto non ha importanza:
apparire
è meglio che essere,
sembrare
è ciò che si è.
Non
soffia nemmeno il vento
ed
il silenzio le porge rispetto,
rincorro
l’ultima luce
prima
che tutto finisca;
non
ho perso soltanto lei,
ma
tutto ciò che illuminava;
non
avevo mai apprezzato
ciò che faceva per me,
ma
non posso più ringraziarla;
ed
il resto, ormai, non conta.
Vivo
nella follia
delle
parole che non ho mai detto,
dei
pensieri che mi arrivano ogni giorno,
ma
che non vorrei mai ascoltare.
Vivo
in una illusione,
una
piccola goccia di nulla,
dove
tutto non è ciò che sembra,
dove
forse qualcosa è reale;
aspetto
un altro secondo
in
attesa che tutto sparisca,
che
capisca qual è il mio posto,
che
capisca se tutto ha un senso.
Scriverei
giorno e notte,
annebbiato
da questa ricerca
fino
a vedere davvero me stesso
anche
solo per un secondo;
scapperei
fino alla fine,
per
vedere un nuovo inizio;
tanto
qui non ho più nulla,
tanto
nessuno mi aspetta più.
Sono
perso nel buio del giorno,
nella
notte in cui non vivo,
in
un attimo in cui mi illudo
che
tutto sia ancora vero;
sono
in cammino sopra un filo,
e
troppe volte sono caduto
e
risalito dal fondo del nulla;
ma
adesso non ho più forza,
e
potrei sparire per sempre.
Mi
ha detto che voleva essere
ciò
che non è mai stata, o sarà;
mi
ha scritto ogni illusione
in
cui si è persa, per questa notte;
mi
ha parlato per ore ed ore,
ma
non mi ha detto una sola parola;
poi
ha pianto, senza controllo,
e
mi sono incantato a guardarla.
Mi
ha stretto una mano in cerca
di
un secondo di vero calore;
mi
ha lasciato, ed è scappata,
perché
non ha trovato un rifugio in me;
è
ormai quasi mattina, e non voglio più pensare
né
a lei, né al mondo, né a niente;
questo
silenzio mi sta distruggendo,
questa
finta calma mi opprime,
questo
lento, battito del cuore
vorrei
non mi esplodesse più
nel
poco di mente che resta,
che
non si è ancora persa.
Forse
aveva ragione,
forse
ho sbagliato tutto,
ma
adesso non voglio pensare,
ascolto
solo il tempo passare.
Perché
non c’è silenzio,
perché
c’è tanta luce,
perché
nessuno si ferma
per
cercare un’altra stella?
Perché
continuo a scrivere,
questi
lunghi, vecchi discorsi,
troppo
stanchi di lottare
una
guerra che è già persa?
Sono
solo vuoti intrecci
di
parole e sensazioni
che
ormai non provo più,
che
ormai sono passate.
Sono
piccoli sospiri,
uno
strappo nella vita
che
ci uccide lentamente
senza
che nessuno veda.
Forse
voglio non pensare,
forse
voglio una risposta
per
ogni domanda senza senso
che
mi occupa la mente;
forse
voglio solo un sogno
dentro
cui poter vedere
un
mondo in cui poter restare
senza
che la notte arrivi;
forse
voglio un po’ di vita
ed
un cuore che batta ancora;
forse
tutto è soltanto un sogno,
e
nel silenzio, mi alzerò.
Si
perde in un pozzo nascosto,
la
speranza in un futuro,
mentre
il sole ha rubato di nuovo
quell’ultimo,
inutile sogno.
Non
mi resta più in mano niente,
tutto
è perduto, ormai;
mi
sono perso dentro il giorno
mentre
fuggivo dall’ultima notte.
Non
sento più il cuore che batte,
e
rimango fermo a guardare
mentre
tutto svanisce in silenzio,
mentre
il mondo va sempre avanti;
non
importa niente a nessuno
se
si è spenta un’altra speranza,
se
un altro giorno è finito
troppo
in fretta, per qualcuno.
Non
importa, perché non si trova
più
un senso per niente, ormai:
per
le stelle che restano in cielo
troppo
lontane per vederci persi,
per
il sole che nasce nel giorno
più
nero di qualsiasi notte;
si
perdono in me le speranze
perché
siamo soli, in questa follia,
ed
un’ombra per tutti gli altri,
solo
un mattone su cui costruire.
Ho
nascosto la mia speranza
perché
nel buio posso sognare,
perché
lì, almeno, nessuno
vuole
che sia come non sono.
Mi
nascondo dietro un specchio
per
vedere davvero il mondo;
ho
bisogno di capire se tutto
è
come lo vedo adesso.
Tutto
è pura follia,
peggiore
di ogni mio incubo;:
non
ha senso più nemmeno respirare
se
non si ha uno scopo preciso;
tutto
è soltanto guerra,
ma
quasi mai vince il migliore;
o
forse sì, ma quel migliore
non
ha per me nessun valore.
Nessuno
vuole perfezione,
basta
solo essere migliori,
e
non importa in che modo si arriva:
importante
è il risultato.
Non
sono queste le mie regole,
e
non ne accetterò mai delle altre;
se
qualcuno mi vuole schiacciare
faccia
pure, non c’è problema,
ma
non mi abbasserò mai a lottare
per
una guerra che non è più mia.
Voglio
solo avere il mio spazio,
la
mia strada, il mio passato,
ma
c’è sempre qualcuno che è pronto
a
rubarlo, in ogni momento;
sono
stanco di questa corsa,
e
continuo a chiudere gli occhi:
lo
spettacolo a cui sto assistendo
è
peggiore di ogni mio incubo.
Potrei
perdermi dentro un silenzio,
e
sarebbe per l’ultima volta,
non
so più dove mi trovo,
non
so più quello che penso.
Non
voglio un’altra notte,
non
voglio un altro domani,
non
voglio più aspettare
che
la vita mi scappi via;
ho
perso troppi sospiri,
ho
perso quell’unico attimo
che
avrebbe dato un senso
ad
ogni parola.
Vivo
correndo sul bordo
e
sento che sto per cadere,
non
riesco a trovare nessuno
che
ascolti il mio grido di aiuto;
ma
forse è meglio così,
che
si compia tutto il mio giorno
ed
arrivi la sera in silenzio
finchè
il buio mi avvolgerà;
solo
allora sentirò quel silenzio
che
per tanto tempo ho sognato,
come
incubo, e non illusione,
come
fine senza alcun senso.
Troppe
volte ho toccato il fondo
per
sentirmi dire che non è vero,
che
sono solo miei pensieri,
che
sono allucinazioni.
Non
ho più voglia di ascoltare
parole
inutili di chi non rispetto,
troppo
grandi per essere sincere,
costruite,
per essere vere.
Non
ho più voglia di far finta di niente,
che
sia sempre tutto a posto,
mentre
vedo tutto crollare
davanti
a me, ogni momento
Forse
ho davvero visto
ciò
che non si vuol vedere,
forse
ho aperto gli occhi
e
trovato il vero mondo.
Non
è falso ciò che dico,
ma
ciò in cui vivo, ogni giorno,
solo
frutto di illusioni
per
non farci più pensare.
Ma
non tutto è perfetto,
e
nell’illusione c’è dolore,
c’è
una fine incalcolata,
c’è
chi, purtroppo, riesce a vedere;
ma
non ho più nessuna voglia
di
spiegare queste parole:
ormai
sono passate, cancellate,
una
parentesi dentro il passato.
Ci
sono giorni in cui scende la nebbia
e
tutto diventa più grigio,
mattine
che arrivano in fretta
e troppe
sere irraggiungibili;
vorrei
soltanto tornare a casa,
vorrei
soltanto dormire,
vorrei
soltanto riuscire
a
dimenticare, un secondo, il mondo.
Quando
tutto comincia a tremare,
allora
è meglio fermarsi,
quando
è grigio, ma c’è ancora il sole,
allora
si è oltre il confine;
siamo
persi dietro illusioni
che
non riusciamo nemmeno a vedere,
perché
scompaiono troppo in fretta,
come
i sogni alla luce del sole.
Ci
sono notti talmente lunghe,
che
le stelle vorrebbero fuggire,
in
cui nell’aria si respira il nulla
in
cui viviamo, persi nel buio;
ci
sono notti da dimenticare,
ma
le cerco in ogni momento;
ci
sono urla che vorrei inseguire,
ma
è silenzio, ciò che sogno ogni notte,
ci
sono lacrime troppo pesanti
anche
per questa inutile mattina.
Ci
siamo noi,
ed
il resto non conta:
non
vogliamo più ascoltare
di
chi non ci vuole capire.
I
bravi ragazzi
non
scrivono poesie,
i
bravi ragazzi
non
hanno questi pensieri,
i
bravi ragazzi
non
aprono gli occhi
perché
così è molto più comodo.
Forse
viviamo in un mondo
o
in un tempo sbagliato, non so:
sentiamo
in ogni momento
la
realtà allontanarsi da noi;
siamo
gli unici eroi perdenti,
quelli
che hanno già rinunciato,
siamo
gli ultimi in ogni battaglia
e
scompariremo preso, in silenzio.
I
bravi ragazzi
non
piangono più,
i
bravi ragazzi
ascoltano
e imparano,
i
bravi ragazzi
sanno
sempre cosa è giusto
e
se non lo sanno, fingono bene.
Lasciamo
il tempo passare
ma
nessuno lo vuole accettare,
fuggiamo
dentro il buio
e
la luce ci fa paura,
perché
illumina tutto il vuoto
delle
parole che ascoltiamo,
mentre
sogniamo una vita normale
ogni
notte, in ogni incubo.
I
bravi ragazzi
guardano
il futuro,
i
bravi ragazzi
sanno
sempre le regole,
i
bravi ragazzi
non
hanno più anima,
i
bravi ragazzi
non
siamo noi
Ormai
non ho più paura,
ormai
non mi resta niente,
ora
che ho perso tutto,
ti
guardo dritto negli occhi.
Prova
rubarmi ancora,
ora
che le mie mani sono vuote,
prova
a scontrarti ancora,
ora
non mi sposto più;
prima
non potevo, non volevo,
prima
tutto era diverso;
hai
toccato ciò che non dovevi,
sei
andato oltre il confine,
sono
qui che ti aspetto,
ti
guardo negli occhi.
Non
c’è più odio, o rancore,
c’è
solo disgusto e rassegnazione;
ora
niente cambierà, lo so,
ma
qualcosa in me avrà un senso;
non
mi volterò più in dietro,
né
tornerò sopra i miei passi,
sono
deciso ad arrivare
fino
in fondo.
Non
ti nascondere, so che ci sei;
non
ti scomodare, arrivo io,
non
ti proteggere dietro a parole:
non
ho più voglia di ascoltare
altre
false promesse rubate
dietro
un nuovo sorriso costruito
per
concludere un altro inganno
con
la coscienza persa nel buio.
Fino
in fondo.