Angolazioni Differenti – Luca Falchero

SestriereWEB – MTB

Monte Banchetta 2823 m

E' la gita cicloalpinistica più dura che si possa effettuare partendo dal paese di Sestriere. Per la salita, si sfruttano le durissime piste di servizio degli impianti, dall'ottimo fondo ma dalla pendenza talvolta terribile.

Il paesaggio attraversato, sconvolto dalle piste da sci e dalle seggiovie, rivela insospettabili angoli di bucolica armonia, tra i radi lariceti del vallone del Chisonetto e le praterie d'alta quota dell'ultima parte di percorso, balconi panoramici sulle alte valli Troncea, Chisonetto e Ripa.

Accesso: si parte dall'obelisco di Sestriere (2035 m)

Itinerario: Sestriere – torrente Chisonetto – bar Chisonetto – stazione Nube – stazione di arrivo ex-funivia Banchetta – Monte Banchetta.

Lunghezza: circa 16 km A/R

Dislivello: 800 + 60 m

Difficoltà: OC

Cartografia: AsF 1:25000 10 – Briançon Sestriere

Fondo stradale e Ciclabilità: SALITA: sterrato 99%, sentiero 1%. Ciclabilità 98%

DISCESA per l'itinerario di salita: CICLABILITA' 99%

 

Salita Dall'obelisco del colle di Sestriere si percorre la via Pinerolo (ex statale 23) in direzione Pragelato, fino al termine della rossa costruzione Kandahar centre situata a destra. Si svolta nell'adiacente piazzale scendendo sul lato Chisone per pochi metri, andando ad imboccare una larga sterrata che, passando sotto la seggiovia Capret, costeggia il campo da golf e giunge presto ad un bivio: tenere il ramo di destra (quello a sinistra scende verso Borgata) e raggiungere una grossa costruzione che, a mo' di baita, ospita le sale di controllo dell'innevamento programmato della Via Lattea.

Poco dopo essa si è ad un nuovo bivio: si scende sulla sinistra, entrando nel lariceto del vallone del Chisonetto e sottopassando la seggiovia Trebials. Alla nostra sinistra, sul versante opposto, si nota la bella costruzione del Bar Chisonetto, in cima all'omonimo muro della pista che scende dagli anfiteatri sommitali della Banchetta. Con alcuni saliscendi la strada raggiunge il torrente Chisonetto, puntando verso la Rognosa che chiude l'anfiteatro di monti davanti a noi.

Si oltrepassa il torrente su un malridotto ponte in legno (2005 m - presso il ponte si unisce alla nostra strada una sterrata proveniente da Borgata: variante discesa 2), evitando le tracce che continuano lungo il vallone, e si inizia la tremenda salita del Chisonetto. Dapprima una lunga rampa dalla pendenza ancora accessibile, poi un breve ripiano tra i larici, poi ancora una rampa sinuosa davvero difficile da percorrere in sella. E' questo il benvenuto della Banchetta! Con sollievo si esce sulla piccola spianata del Bar Chisonetto (2089 m). La strada prosegue, con fondo peggiore, sulla sinistra del bar, risalendo la traccia di una pista, tagliandola in più punti. A 2160 metri circa, la pendenza cala e si traversa verso nord, per raggiungere la stazione di arrivo della sciovia Nube, affacciandosi sulla bella conca dell'Anfiteatro.

La strada passa su quest'altro versante, salendo con pendenza finalmente “umana” ad un colletto a monte della stazione della sciovia, da cui è possibile scendere al laghetto dell'Anfiteatro (variante discesa 1). Dal colletto (2240 m circa) la pista risale con otto tornanti i pendii erbosi che puntano verso la grande costruzione della stazione di arrivo dell'ex-funivia della Banchetta, dismessa una ventina di anni fa. Il fondo della strada si mantiene ottimo, anche se polveroso e difficile se fangoso. Un lungo traverso verso sud-est riporta nell'anfiteatro della Pla, attraversando i cavi di due seggiovie e giungendo ad una capanna metallica (2505 m). Ancora qualche svolta e la strada scompare, inghiottita dagli scavi della pista Olimpica di discesa libera. Non scoraggiatevi, sono pochi metri: puntate verso le rocce che separano questo versante dalla Val Troncea, avendo sopra di voi la stazione di arrivo della seggiovia e l'impressionante muro del Motta, e ritroverete una sterrata che taglia in falsopiano verso destra (sud), traversando a valle di uno speroncino roccioso. Comincia qui l'ultima sezione del percorso, formata da due lunghi traversi che si affaciano panoramici e aerei sui pascoli della Motta, paradiso del fuoripista primaverile. La pendenza è forte, ma ben pedalabile, il fondo della strada è buono.

L'ultimo traverso porta in cima al muro del Motta, poco sotto la stazione di arrivo dell'omonimo ski-lift. Qui consiglio di lasciare la mtb, e di risalire a piedi l'ultima china detritica, che conduce in breve alla piatta cresta sommitale della Banchetta, esposta verso la Val Troncea. La croce è a pochi passi. Preparatevi ora ad una discesa mozzafiato!

 

Discesa Si svolge lungo l'itinerario di salita, raggiungendo talvolta velocità incredibili...

Due varianti possibili, a dir la verità non consigliabili:

1.     Al colletto sopra il lago dell'Anfiteatro si può seguire la pista che raggiunge il pianoro, per poi imboccare un'altra pista molto ripida che porta direttamente a Borgata lungo il tracciato della “9”. Il fondo in questo caso non è però bello e le pendenze in certi punti sono esagerate.

2.     Arrivati al ponte sul torrente Chisonetto, si può poi scegliere se risalire al Sestriere, oppure se scendere ancora verso Borgata, costeggiando il torrente.

3.      

Mappa schematica del percorso (non in scala)

 

 

 

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