Traversata Chiomonte – Salbertrand per il Gran Serin e la Testa dell'Assietta.

La dorsale divisoria tra la Val di Susa e la Val Chisone è percorsa da un intrico di strade e mulattiere militari, costruite a più riprese già a partire dal Settecento, di cui restano abbondanti vestigia. Ci si imbatte nei ricordi dei sanguinosi scontri che si sono verificati quassù oltrepassando le trincee presso il Colle dell'Assietta, dove il 19 luglio 1747 infuriò una terribile battaglia tra le truppe francesi e quelle austro-piemontesi, dovuta al tentativo francese di invadere il Piemonte attraverso le Alpi. Negli anni poi, alle trincee si sono aggiunti i forti e le batterie, soprattutto ottocenteschi, delle quali resta come suggestivo esempio quello del Gran Serin.

Con la mtb e con un bel po' di fiato e gambe, è bello cavalcare queste creste assolate, districandosi tra piazzeforti e trinceramenti, caserme e rotabili militari di epoche diverse, consci che ormai le ultime cose che si potranno sparare quassù sono le… cartucce che si hanno in corpo, quando si arriva al Lago del Gran Serin, si vede il colle lì,  ad un passo, ma ce la si fa più…!

 

Casella di testo: Accesso: da Torino a Susa con la A32, poi con la Statale del Monginevro a Chiomonte. Finito il paese, sulla sx c'è il piazzale della Nova Scotia (vende pesce surgelato).
Itinerario: Chiomonte > Pian del Frais > Alpe d'Arguel > Colle del Gran Serin > Colle dell'Assietta > colle 2489 >  Gran Bosco di Salbertrand > Salbertrand > Chiomonte
Lunghezza: circa 50 km
Dislivello: 1994 m (calcolati al millimetro!)
Difficoltà: OCE, tecnicamente facile, ma terribilmente lungo…
Cartografia: 1:25000 AsF 12 Modane Bardonecchia Val di Susa;
1:50000 IGC 1 Val di Susa, Chisone e Germanasca.

           

Antefatto: Quando Marco, la sera alle otto, mi ha proposto di andare a fare la strada del Gran Serin in mtb, due pensieri hanno iniziato a vagarmi per la testa: il primo è stato il ricordo della magnifica cavalcata di cresta che si fa percorrendo la rotabile dell'Assietta, tra panorami mozzafiato e assolati pendii fatti apposta per la bicicletta; per il secondo, la mente è corsa a quattro anni prima , quando mi ero avventurato da solo sulla – cosiddetta sulle carte – Strada Nazionale del Gran Serin. Bene, ricordo che degli ultimi seicento metri di dislivello per arrivare al colle – sarà perché ero cotto, sarà perché il fondo era oggettivamente pessimo – me ne ero sparati un buon sessanta per cento spingendo la pesante bici tra sassi appuntiti, chiazze di neve e profondi solchi sinuosi.

Tanta è la voglia di andare in mtb e di ficcanasare nei forti dell'Assietta, che a Marco non l'ho confessato apertamente. Così, ignaro lui, alle nove di sabato undici settembre duemilaquattro, montavamo le roboanti mtb sul piazzale della Nova Scotia a Chiomonte.

 

Dal piazzale del pesce surgelato, si prende la Statale verso Exilles per una ventina di metri, svoltando subito a sx su un'asfaltata (quota 799 m), che passa sotto il ponte della ferrovia e diventa subito sterrata (bella e larga). Dopo qualche tornante in leggera salita, sulla sx si prende via del Ban, che con qualche saliscendi nel bosco raggiunge una nuova sterrata, più larga e polverosa, nei pressi di un tornante. Prenderla verso dx. Si inizia così una serie di mezzacosta che costeggiano bei prati falciati e borgate caratteristiche, alcune ben ristrutturate, prendendo quota e tagliando la linea della seggiovia abbandonata che collegava Chiomonte con il Frais.

Sempre tra boschi e prati, si oltrepassano numerosi bivi per le borgate limitrofe, seguendo sempre la strada principale, che giunge ad un bel pianoro pascolivo (foto1).

La strada attraversa il pianoro e si innesta nell'asfaltata che sale da Meana al Frais. Fatti pochi metri in salita, si prende a sx strada Gran Serin, che con piacevole mezzacosta nel lariceto arriva sulle piste da sci poco sopra Pian del Frais, raggiungendo un bivio con una strada che scende in paese (1550 m circa).

Si segue il ramo che sale, lambendo alcuni condomini immersi nel bosco, e raggiungendo la presa dell'acquedotto ove parte l'itinerario scialpinistico per la Ciantiplagna. Ancora curve nel bosco, dopo aver ignorato il bivio per l'alpe Soubeyran, una rampa più dura, poi il percorso spiana in località Carbonella, entrando nel fitto della foresta di larice ed abete bianco. Le case di Orsiera ci preannunciano che si è finito di scherzare: per arrivare al Gran Serin abbiamo 900 metri di dislivello da percorrere in sei km… fate voi i conti.

La pendenza si fa dura: si percorre il bel bosco fino ad una radura, dove la strada devia verso sx, disegnando un tornante (1844 m), per poi tagliare un pendio roccioso, raggiungendo con begli scorci panoramici l'Alpe d'Arguel (1957 m, fontana), magnifico balcone sulla media Val di Susa.

Il costone che si alza verso sud sopra l'alpe non lascia dubbi: la strada sale da lì. E da qui mi ricordavo che il fondo peggiorava notevolmente. Fortunatamente da pochi anni la rotabile è stata migliorata, anche con interventi di regimazione delle acque, per permettere al margaro dell'Alpe d'Arguel di salire con le mandrie ai pascoli più alti. E noi ciclisti non smetteremo mai di ringraziarlo…

Quattro duri tornanti e si esce dal bosco, sui 2200 metri, raggiungendo un pianoro – moquette dove, vedendo i lunghi tagli che fa la strada sopra la nostra testa, si resta pietrificati: sembrano interminabili (foto2). Forse lo sono, forse no, dipende dalla gamba. Il fondo comunque è buono, la strada interamente ciclabile, e in meno tempo del previsto si riesce, con un panoramico mezzacosta finale (foto3), alla conca del Lago Grande del Gran Serin (2499 m, foto 4), ormai a due tornati dal colle (2545 m). Chi ha ancora tanta birra in corpo può svoltare a sx, verso la Ciantiplagna. Noi ci siamo accontentati di salire ancora verso il Gran Serin (2589 m, la carta però dice 2610 circa), entrando in ciò che resta della caserma, giusto sotto la spettacolare batteria. Con quattro tornantini si può raggiungere la cima.

Scesi al forte, la strada decide che è ora di scendere, e con due panoramici tagli (foto4), piomba sul Colle dell'Assietta (2472 m), dove arriva la strada che sale da Pian dell'Alpe.

Altra possibilità per chi ha ancora un bel po' di birra: dal colle del Gran Serin si scende in Val Chisone per una bella mulattiera inerbita, fino ad incrociare la strada Pian dell'Alpe – Assietta a quota 2309 m. da qui si può risalire al colle dell'Assietta, o scendere su Fenestrelle.

Dal colle dell'Assietta, dove più forte infuriò la terribile battaglia di 257 anni fa, bisogna risalire poco sotto l'omonima Testa (2566 m), dove c'è l'obelisco che ricorda quell'episodio. Il panorama qui è bellissimo, la cima si raggiunge con due passi dalla strada, che si ferma a quota 2540 m circa.

Si scende, finalmente in modo definitivo, passando poco sotto la Testa di Mottas – una  strada raggiunge in pochi metri la cima (2545 m), dove c'è una batteria – e raggiungendo, in vista del monte Gran Costa (altra deviazione possibile, per centocinquanta metri di dislivello), un evidente bivio posto cento metri prima del colle 2489 m, dove su un grande cartello di legno è riportata l'indicazione per la Strada dei cannoni. Si entra così nel Gran Bosco di Salbertrand, seguendo la traccia tra gli ampi pascoli, e con numerose, ampie svolte, si perde quota sul sentierino inerbito, fino ad un nuovo bivio (2310 m circa): a dx si va all'Alpe Selle e a Montagne Seu. Noi abbiamo seguito la diramazione di sx (segnavia 5), proseguendo sulla strada dei cannoni, che con magnifico percorso in diagonale entra nel bosco, alternando magnifici tratti inerbiti a costoni terrosi e attraversamenti di torrentelli. E' una discesa facile tecnicamente, ma estremamente suggestiva: è il più bel sentiero ciclabile che abbia mai percorso finora (foto 5).

Da uno spiazzo a quota 2111 m il sentiero si trasforma in strada forestale, che scende poco ripida collegandosi alla militare Monfol – Colle Blegier (2059 m, cartello in legno). Non resta che seguire le indicazioni per Salbertrand, percorrendo le vie più affollate del Parco del Gran Bosco, passando dalla fascia dei larici a quella dell'abete rosso, poi dell'abete bianco, poi, dopo il bivio per Montagne Seu e quello per Monfol, quella delle Latifoglie. Con una lunga teoria di tornanti si piomba su Salbertrand, al ponte sulla Dora (1021 m, al parcheggio dove inizia l'asfalto continuare diritto).

Per tornare a Chiomonte si risale sulla Statale, una rampa dura, poi picchiata su Exilles e falsopiano fino alla Nova Scotia.

Che giro…! (immagini panoramiche: qua sotto la testa dell'Assietta dal Gran Serin; all'inizio della relazione: il forte del Gran Serin).

Itinerario percorso il giorno 11 settembre 2004 con Marco Orsello

 

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