Angolazioni Differenti – Luca Falchero

Anello del Gran Pays 2724 m


Foto 1 bello soddisfatto, appena raggiunto il col de Lechy...

 

Grande itinerario cicloalpinistico, con salita di soddisfazione e non troppo faticosa (anche la parte di sentiero, breve, permette di pedalare a tratti). magnifiche le (purtroppo poche) pedalate in salita sulla cresta, con un panorama mozzafiato.

Dalla cima, non ho resistito alla tentazione di buttarmi nel vallone di Lechy, anche sostenuto dall'ottima (e forse indispensabile) mappa della comunità montana: mi è andata bene! fino a Lechy si pedala nei pascoli, alla grande, poi la pendenza aumenta e il sentiero (attenzione a non perderlo!!!) si fa più ripido ed esposto. Chi ha pelo riesce a farlo quasi tutto in sella...

 

Accesso: da Torino a Nus con la A5, poi con la Statale 26 verso Aosta a Chetoz. Si imbocca una strada locale che, attraverso suggestive borgate, conduce a Chantignan, Vignil, Forneil e Ville sur Nus. Si seguono le indicazioni per Trois Villes, Effraz, fino al bivio posto pochi metri a valle del caseggiato di Avion – frazione di Quart, 1280 m (cartina CM indispensabile!)

 

Itinerario: Avion > Fonteil > Seyvaz > Valchourda > Col de Léchy > Gran Pays > Col de Lechy > Lechy > bivio nei pressi di Fontin > Brevaz > Effraz > Avion

 

Lunghezza: circa 35 km

 

Dislivello: 1450 m

 

Difficoltà: BCA (discesa OCA)

 

Cartografia: Comunità Montana Mont Emilius - 1:25000 "Les Sentiers" n°1 (in distribuzione gratuita presso la C.M. a Quart)

ICG 1:50000 4 – Cervino e Monte Rosa

 

Fondo stradale e Ciclabilità: SALITA: asfalto 10% sterrato 80%, sentiero 10% Ciclabilità 95%

DISCESA per l'itinerario di salita: CICLABILITA' 99%

DISCESA per anello completo: sentiero 45%, sterrato 40% asfalto 15% CICLABILITA' 90%

Salita: da Avion si sale verso Trois Villes, su asfalto, attraversando magnifici prati che regalano viste panoramiche sul gruppo TersivaEmilius e sui ghiacciai del Rutor. Si incontra lo sterrato per Seyvaz e Valchourda in località Fonteil 1423m (segnavia 3,4 e 5). Si tiene subito la sx ad un bivio, si affrontano due tornanti entrando nel bosco nel vallone di Saint Barthelemy (foto 2).


Foto 2si entra nel Vallone di Saint Barthelemy

 

Si segue la strada principale fino agli alpeggi Clavel, Seyvaz e Valchourda 2392m. Non ci sono tratti tecnicamente impegnativi: il fondo è sempre buono e soltanto l'ultimo kilometro per raggiungere Clavel ha pendenze dure.

Dai caseggiati di Valchourda, si abbandona la traccia per il colle di Saint Barthelemy, seguendo i segnavia 4 e 105, che salgono con una rampa non ciclabile alle spalle della stalla, fino ad una sorta di cengione pascolivo, che conduce in traverso verso sud-est al Col de Lechy 2585m (ciclabilità in salita Valchourda - colle 60% - foto 1 e 3).

 


Foto 3 le ultime prima del Col de Lechy. Il Gran Pays è il panettone detritico all'estrema destra.

 

Si risale il crestone nord del Gran Pays, erboso e di fine detrito, riuscendo in breve in cima: panorama bellissimo (si riesce anche a pedalare un po').

 

Discesa: la discesa dalla cima al colle è interamente in sella, restando il più possibile in cresta.


Foto 4 tra i pascoli dell'Alpe Lechy

Dal colle si può facilmente scendere lungo il percorso di salita (ciclabilità 99%), oppure buttarsi nel vallone verso est: si segue il sentiero che scende subito ripido tra i pascoli (foto 4), puntando all'alpe Lechy 2299m, raggiunta con un magnifico single track finale. Dall'alpe si scende il pianoro pascolivo a valle, seguendo tracce di bestiame, portandosi al pianoro verso dx, sotto un testone erboso detritico. Con traverso non ciclabile si taglia verso dx fino a raggiungere il sentiero (marcato in giallo e rosso) nei pressi di un caseggiato diruto.

 

Attenzione a non sbagliare percorso da Lechy a questo caseggiato, evitando le numerose tracce di bestiame che conducono su salti rocciosi che ostacolano l'accesso al vallone principale:

come linea generale, bisogna puntare da Lechy al pianoro pascolivo sottostante, poi traversare decisamente a dx, anche risalendo un pochino, sotto l'evidente bastionata rocciosa; si vede così sotto i nostri piedi un nuovo pianoro pascolivo, prima del quale si incontra la traccia del sentiero “ufficiale”, da seguire verso sx.

 

Il sentiero diviene ora più evidente, ripido ma sempre ciclabile (non ci sono pietroni, ma la pendenza è notevole – foto 5), affrontando alcuni tornantini esposti. In breve, sempre in traverso verso dx, si raggiunge una monorotaia in costruzione: se ne segue il tracciato, raggiungendo la sterrata che conduce a Fontin.


Foto 5 in discesa sulla mulattiera: ripido ma con un bel fondo

 

Le difficoltà sono terminate: si prende la sterrata verso sx, e con gran picchiata si arriva alla sterrata principale del vallone di Vessona. Andando a dx, in costante discesa, si raggiungono le borgate di Brevaz e Les Rencores. Dopo un tornante, si confluisce sull'asfalto, sempre in discesa, raggiungendo Arlod e Effraz. Ancora asfalto in discesa, si oltrepassa un ponte su una forra, un falsopiano, e in breve si chiude l'anello.

Indimenticabile il tratto di discesa su asfalto, belli rilassati per il giro appena concluso e con in faccia il magnifico panorama del gruppo TersivaEmilius: vi dispiacerà di non aver lasciato l'auto a Quart...!!!

 

 

 

Itinerario effettuato il 3/10/2004

 

 

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