Monte Scaletta 2840 m – Traversata per il Sentiero R. Cavallero

 

Itinerario percorso il 4 settembre 2004 insieme a Francesca e Sergio Falchero e Sergio Fogu.

 

Mi incuriosiva da tempo il sentiero militare del Monte Scaletta, residuo bellico riconvertito in percorso escursionistico. Dopo una rapida ricerca su Internet, ho trovato le informazioni necessarie, e partire è stata questione di ore.

 

Peccato non essere riusciti ad ottenere analoghe informazioni sulla Ferrata degli Alpini all'Oronaye… a proposito, chi ne sapesse qualcosa…

 

 

  I torrioni da aggirare nella spettacolare discesa

 

 

Il Monte Vanclava e l'arrotondato Monte Scaletta
 

Massiccia montagna sulla cui cima panoramica, di rocce sedimentarie (dolomie del Trias), si trovano ancora i resti di una ex postazione militare risalente all'ultimo conflitto mondiale. Il Monte Scaletta sorge all'inizio del lungo e ramificato spartiacque tra la Valle Màira e la Valle Stura. L'itinerario d'accesso si sviluppa lungo un'ardita opera sentieristica ex militare di notevole interesse ambientale. Per effettuare questo percorso è indispensabile essere muniti di lampada a pila (tratto in galleria). La prima ascensione nota risale all'anno 1830, a opera del capitano Cossato dello Stato Maggiore Sardo.

Scaletta, localmente detta l'Eschaléto, è un toponimo che si pone in riferimento a un tipo particolare di sentieristica (a scalinata) su pendii ripidi e dirupati.

Note Tecniche

Numero Percorso:

3.5

Dislivello:

1027 m

Difficoltà:

EE

Percorrenza:

3 h 15 min

Periodo Consigliato:

luglio - agosto

 

Accesso

Monte Scaletta
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Valle Maira

Diramazione per Chialvetta e Pratorotondo. Dalla borgata di Pratorotondo, sede della Capanna Sociale Unerzio (1639 m), è possibile continuare l'avvicinamento lungo la strada che passa a monte dei caratteristici casolari di Viviere (1713 m) e raggiunge (tornante) il bivio Ciarbonet-Prato Ciorliero (1813 m CTR, km 6 da Acceglio).

Itinerario

Dal bivio a quota 1813 m (CTR), trascurato sulla destra il tronco per il Colle Ciarbonet (2206 m), si svolta sulla diramazione di sinistra che taglia verso sud, passa alla base del Vallone d'Enchiausa (palina) e, oltre un ponticello (1889 m CTR), si distende sull'erboso pianoro di Prato Ciorliero, dove si trovano alcuni diruti ex ricoveri militari. Poco prima del ponticello sul Torrente Unerzio (1889 m) si stacca sulla destra il sentiero (palina, segn. S10 e S11) che si spinge verso meridione nel rado lariceto sul versante sinistro orografico del Vallone di Unerzio, oltrepassa il Vallone Roccetta e sale sul dosso alla base della Costa Denti, che domina il sottostante Prato Ciorliero (c. 2030 m, stele con statua sacra). La mulattiera volge quindi a destra (O) e s'inoltra (c. 2050 m), presso la confluenza del Vallone Peroni, sul fondo dell'ondulato Vallone Costa Denti; poi, tra gli ultimi larici stacca quasi subito a sinistra (c. 2080 m, palina) la diramazione per la Comba Emanuel e, poco a monte (c. 2180 m, palina, segn. S11) la serpeggiante diramazione che sale al grande ex ricovero militare Escalon, ridotto ormai a rudere (2270 m). La mulattiera continua verso ovest, sul versante sinistro orografico del vallone fattosi ora più pietroso, poi, a quota c. 2400 m, riceve sulla sinistra un sentiero (via di ritorno), volge a destra (N) e s'inerpica su terreno ripido e franoso fino a sbucare sullo spartiacque interno Roccetta-Costa Denti, inciso dal Passo dell'Escalon (2415 m). Il sentiero prosegue ora con percorso meno ripido, piega in lento semicerchio verso sinistra (NO) alla base del versante orientale del Monte Scaletta e alla testata del Vallone Roccetta e raggiunge infine, verso sinistra (SO), il Colle della Scaletta, che segna lo spartiacque tra le valli Màira e Stura (2614 m, paline, ore 2,30).

Da questo punto l'itinerario diventa più impegnativo. Volgendo a sinistra si segue il sentierino "Roberto Cavallero" (segnalato con tacche rosse e blu) che sale la china di sfasciumi sbarrata poco sopra da una fascia rocciosa (crestone Nord), alla cui base svolta a destra (lato Roburent) e raggiunge il piccolo ingresso di una stretta galleria scavata nella roccia. Si percorre (utile la pila) la suggestiva galleria, angolata e lunga c. 40 m, uscendo sul versante opposto su un ripido e stretto canale di sfasciumi che si attraversa in pochi passi. Qui la traccia (segnalata) sale ripida, ma per breve tratto, sulla sponda destra orografica del canale, poi lo riattraversa e, verso destra, s'inoltra sul fondo di un suggestivo tratto in trincea che sale sul crestone Nord. Da questo punto la traccia continua sull'ampio dosso sommitale, passa leggermente a monte di un terminale di teleferica e raggiunge in breve la diruta casamatta con la piccola croce del Monte Scaletta (2840 m, 45 minuti).

Ritorno

Lungo l'itinerario di salita. È pure possibile seguire un percorso alternativo ad anello, di elevato interesse ambientale, lungo la traccia segnalata del crestone Sud-sudest che scende ripida su una prima forcella; di qui inizia un percorso di rara e suggestiva bellezza tra grandi frastagliature rocciose. Dall'intaglio la traccia sale brevemente sullo spartiacque, raggiunge una seconda forcella dalla quale si porta a destra (versante Roburent), si allunga brevemente in piano intagliata nella roccia (catene di protezione), quindi scende subito (catene di protezione) su una terza forcella caratterizzata da un muretto di pietre a secco (trincea). Da questo punto la traccia attraversa (lato Màira) un tratto di c. 20 m (catene) e raggiunge una quarta forcella dalla quale scende uno stretto canale franoso. Da questo punto il sentiero percorre per un breve tratto il crinale, poi ritorna verso destra sul versante Roburent e scende la ripida china di terra e detriti. Raggiunto il colletto 2603 m (CTR), si abbandona il sentiero "Roberto Cavallero" per svoltare a sinistra (versante Màira) lungo il sentierino che scende in un dedalo di canalini e chine franose sulla ripida parete; il superamento di alcuni tratti in frana richiede la dovuta cautela. Superata la parte più ripida il sentiero si staglia verso sinistra in direzione dell'evidente mulattiera che sale al Passo dell'Escalon, sulla quale si immette alla quota di c. 2400 m (ore 2,30, EE).

 

Relazione tratta dal sito della Provincia di Cuneo.

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