Romeo
veniva affettuosamente chiamato lo Zio perche' era come un orso
buono: aria seria e severa, molto riservato, ma dal cuore tenero. Lui
era l'attento custode del giardino: guai a qualsiasi gatto maschio che
osasse oltrepassare il confine per avvicinarsi alle ciotole dei miei gatti,
o piu' incoscientemente ancora, alle micie di corte! Allo Zio non sfuggiva
una mosca e fulminava i nemici con un terribile sguardo e subito dopo
si faceva coccolare senza ritegno...ma sempre con dignita', per non perdere
la sua fama di gatto serio e rispettabile.
Molto indulgente con i piccolini e affettuoso con
la Grigia Frizzy,
mi guardava con aria da vecchio
saggio...e pensare che quando fu abbandonato davanti a casa nostra la
vigilia di Natale era soltanto un barattolo con la pancia gonfia con un
musetto cosi' dolce da sembrare una micettina, e allora io lo chiamai
Botolina, ma in poco tempo la sua virilita' si fece notare e cosi' divenne
Romeo. Romeo aveva dell'eccezionale. Un giorno scomparve, ma noi subito
non ci allarmammo perche' era il periodo degli amori e lui andava a caccia
di gatte, solamente che questa volta tardava un po' a tornare a casa e
noi cominciavamo a preoccuparci.
Una
sera mio padre lo trovo' davanti alla porta di casa accasciato per terra.
Era a pezzi il povero Zio...un'auto lo aveva investito rompendogli il
bacino e lui si era trascinato con la sola forza delle zampe anteriori
fino davanti alla porta di casa, arrancando sui gradini in giardino...e'
commovente pensare che avesse fatto tanta fatica per arrivare da noi,
a casa sua, da chi gli voleva bene e lo avrebbe aiutato. Il veterinario,
quando lo vide, disse che se fosse stato un uomo non sarebbe sopravissuto
ad una cosa del genere, ma Romeo sopravvisse, anche se dopo questo terribile
incidente divenne piu' introverso e sembrava terribilmente stanco, come
invecchiato di colpo.