La Questione G8
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Da
La Repubblica (31/08/2001) "Ho
visto cose sia all'interno che all'esterno dell'infermeria - ha continuato
Poggi - all'interno dell'infermeria mi ha colpito l'atteggiamento di
un medico che ha tolto ad una ragazza un piercing strappandoglielo dalla
faccia. Ho visto picchiare a destra e a sinistra, da tutte le parti,
in ogni occasione, in ogni frangente. Pugni nelle reni, pugni e calci
violenti. Picchiarono tutti: i poliziotti penitenziari a cui ogni tanto
si aggiungeva anche la polizia di Stato quando passava e non disdegnava,
però prevalentemente i penitenziari".
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Da
La Repubblica (29/07/2001) |
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"Sono
stato travolto da una carica perchè volevo aiutare una signora
che camminava in mezzo al lancio dei lacrimogeni.della polizia e alle
pietre degli anarchici. Mi son trovato davanto la polizia, non sono scappato
perchè non aveva senso, ho alzato lebraccia e mi hanno travolto
e bastonato. Da quel momento un inferno di botte, insulti e violenza durato
fino all'arrivo nel carcere di Alessandria." |
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"Dalle
due alle nove di sera in piedi sotto il sole, il sangue rappreso sulla
faccia, la voglia di svenire, la paura di farlo. Ogni volta che si provava
a dire qualcosa erano botte e insulti del tipo "meglio essere in
Cina così vi potevamo uccidere subito" (...) "Ci danno
il benvenuto i signori in grigioverde col giubbotto nero dei Gom, solito
trattamento: ginocchia a terra, calci e manganello. I colleghi della polizia
ci mettono in fila fronte al muro e guai a chi si gira"
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"Ero
in mezzo alla strada, proprio davanti al cancello della scuola Diaz, quando
sono arrivate le camionette. E ci sono rimasto intrappolato mentre i carabinieri
chiudevano i due lati della via. Quando ho visto un gruppo venirmi addosso
ho mostrato la tessera da giornalista. Mi hanno colpito subito con i manganelli.
Poi uno con lo scudo mi ha schiacciato contro il muro e l'altro mi ha
riempito di botte ai fianchi. (...) Pensavo che sarei morto e così
ho fatto finta di esserlo. Un carabiniere è venuto a sentirmi la
vena del collo e poi altri due mi hanno trascinato dentro la scuola, con
gli altri."
Mark Covell, giornalista inglese, un polmone bucato, qualche costola rotta, un paio di denti in meno. |
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