Ultime dal Governo


Da La Repubblica (10/06/02):

Milano I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno confermato la condanna a 2 anni e 6 mesi in primo grado di Nicolò Querci e Marinella Brambilla. Entrambi lavoravano per l'attuale premier, il primo era segretario particolare di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi in occasione del primo periodo di presidenza del Consiglio nel 1994, la seconda segretaria personale del leader di Forza Italia.
I due erano stati condannati per falsa testimonianza nel processo che vedeva Berlusconi accusato di corruzione nella vicenda delle tangenti pagate alla Guardia di Finanza da quattro società del gruppo Fininvest.

Da La Repubblica (05/06/02):

ROMA La commissione Affari costituzionali ha approvato il disegno di legge sul conflitto di interessi; il provvedimento, che ha già ottenuto il via libera della Camera, va ora all'esame dell'aula di Palazzo Madama. Oggi a favore si sono pronunciati tutti i gruppi di maggioranza, mentre le opposizioni hanno votato compatte per il no. Il centrosinistra punta comunque sul referendum abrogativo, che potrebbe essere celebrato la prossima primavera.

(Rif.: Curzio Maltese, 1/03/02)

Da La Repubblica (05/03/02):

ROMA - PURTROPPO per noi, il problema italiano in Europa non si chiama più Bossi, ma Berlusconi. Da un paio di giorni, da quando è stata approvata la nuova legge sul conflitto d'interessi, la situazione è profondamente cambiata. Una cosa sono le parole, un'altra i fatti. Un'Italia più anti-europea è una congiuntura politica, un'Italia non-europea è un mutamento strutturale. Con un parallelo molto pesante, ma sostanzialmente vero, ieri il Financial Times ha scritto: "Nessuno dei paesi dell'Est Europa sarebbe ammesso nell'Unione se il primo ministro avesse un tale dominio sul 90% della tv nazionale".
Anche i circoli più bendisposti nei confronti di Berlusconi perché maldisposti nei confronti della sinistra, lo aspettavano infatti a questa prova del nove. Aveva promesso di risolvere il conflitto di interessi, non ha mantenuto la promessa . "La legge non cambia niente, è un foglia di fico", scrive il Financial Times.

Certo, poi c'è anche Bossi. Ieri Ciampi ha ricevuto due visitatori stranieri: il vicepresidente del Bundestag e il presidente del Portogallo. Entrambi gli hanno chiesto dell'Umberto: ma come, un ministro italiano che dice quelle cose dell'Europa?

Da La Repubblica (12/01/02):

ROMA - E' guerra aperta fra Claudio Scajola e Francesco Saverio Borrelli. Dopo la denuncia del procuratore generale di Milano, che nel discorso di apertura dell'anno giudiziario ha parlato della cancellazione delle scorte ai magistrati "che sostengono l'accusa nei processi contro Silvio Berlusconi", il ministro dell'Interno ha annunciato che denuncerà Borrelli. In una nota diffusa in serata, Scajola fa sapere che dopo le "affermazioni gravissime" di oggi "ha dato mandato ai legali perché procedano nelle sedi opportune per tutelare l'onore e la credibilità non già proprie, ma delle istituzioni stesse gravemente lese da siffatti atteggiamenti". Poi, a braccio, Borrelli aveva aggiunto: "Alludo, sì, alludo: alludo alle scorte tolte proprio a quei magistrati, sì proprio a quelli, che sostengono l'accusa contro il capo del governo". A questo punto del discorso, nell'aula di Milano c'è stato un applauso in segno di consenso con Borrelli. Un consenso che evidentemente Scajola non condivide.

Da La Repubblica (11/01/02):

ROMA - L'ampia depenalizzazione del falso in bilancio, reato che sarà punito per lo più con sanzioni amministrative, è stata approvata oggi dal Consiglio dei ministri. Il Cdm ha detto sì al decreto legislativo del ministro della Giustizia, Roberto Castelli, riguardante la parte della riforma del diritto societario che tratta proprio il falso in bilancio. Il primo a dare l'annuncio in serata è stato il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, lasciando Palazzo Chigi al termine della riunione di governo. [...] Così, il reato specifico di falso in bilancio è trasformato ora in un reato di "danno", perseguibile solo dietro querela di parte.

Da La Repubblica (9/01/02):

L'Aquila - Il Tar ha annullato le elezioni regionali che si erano tenute in Abruzzo nel 2000 e che avevano portato al governo della regione il candidato di An, Giovanni Pace. Il tribunale amministrativo regionale ha accolto un ricorso del centrosinistra, concordando con il fatto che il voto è stato viziato dalla presenza nelle liste di Forza Italia di Rocco Salini, ex presidente della giunta regionale che fu arrestato nel settembre del 1992 - nell'ambito dell'inchiesta sulla graduatoria per la distribuzione dei fondi comunitari Pop - e poi condannato a un anno e quattro mesi per falso, con una sentenza passata in giudicato.

Da La Repubblica (3-12/01/02):

[...processo SME... - La vicenda]

ROMA - "Non ho mai corrotto nessuno, qualcun'altro dovrebbe essere imputato nel processo Sme": Silvio Berlusconi rassicura i ministri del suo governo a margine della riunione di oggi del consiglio. Spiega la sua totale estraneità alla vicenda, chiarendo che non esiste alcun motivo per un suo coinvolgimento."Sono tranquillo, non si può pensare che abbia speso miliardi per corrompere qualcuno", ha detto il presidente del consiglio.

MILANO - Il giudice Guido Brambilla torna al suo posto nel collegio giudicante del processo Sme che vede imputati Silvio Berlusconi e Cesare Previti. Il presidente della Corte d'appello di Milano Giuseppe Grechi ha deciso che Brambilla "sarà applicato" (ovvero continuerà il suo lavoro), "a tempo pieno" e fino al 31 ottobre 2002, nella corte del difficile processo.

Il presidente della corte d'Appello di Milano, Giuseppe Grechi, quattro giorni fa aveva inviato una lettera al ministero chiedendo chiarimenti sul provvedimento che invitava Brambilla a prendere possesso delle sue funzioni di magistrato di sorveglianza "nei termini di legge". Questa frase lasciava spazio a due interpretazioni. La prima: l'applicazione stabilita dal ministero mesi fa per consentire a Brambilla di terminare il processo, è nulla, quindi già dal 31 ottobre scorso il giudice sarebbe dovuto andare a ricoprire il nuovo incarico. La seconda: resta valida l'applicazione (che era per tre mesi) e Brambilla si trasferirà al tribunale di sorveglianza a febbraio. In quest'ultimo caso il processo sarebbe potuto proseguire.

ROMA - Forza Italia parla di "golpe" e accusa la sinistra di "sciacallaggio". L'Ulivo critica il ministro della Giustizia Castelli di essere responsabile di ingerenza pesanti sul normale svolgimento di un processo. Un membro del Csm annuncia che boicotterà per protesta l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Tanto può scatenare un processo. Specie se è uno di quelli storici: il caso Sme-Ariosto in cui sono imputati tra gli altri Silvio Berlusconi e Cesare Previti. Lo scontro incominciato in aula prosegue fuori nei palazzi delle istituzioni giudiziarie e dei partiti.
Anna Finocchiaro, responsabile Giustizia dei Ds: "Disporre come è avvenuto nel processo Sme-Ariosto che il giudice Brambilla, per il quale era stato disposto che mantenesse il suo incarico fino alla conclusione del processo, prenda invece immediatamente possesso del nuovo incarico, significa affossare quel processo". Ad attaccare Castelli è anche Francesco Bonito, capogruppo Ds in commissione Giustizia: "Mai il potere esecutivo aveva operato con tanta spudoratezza e con tanta disonestà di intenti per impedire che un processo facesse il suo corso". Critiche anche da Franco Monaco (Margherita): "Castelli fa da spalla a Previti. La sua missione è quella di fare da killer dei processi a carico di Berlusconi e compagni".
E naturalmente anche uno dei diretti interessati degli attacchi della maggioranza, il procuratore capo di Milano Gerardo D'Ambrosio si difende dicendosi "assolutamente stupito" della mancata proroga al giudice a latere. E D'Ambrosio spiega il suo disappunto con un esempio: "Cosa direbbe la gente se a saltare, per la proroga negata a un giudice, fosse un processo che conta una cinquantina di imputati detenuti i quali, in attesa che si rifaccia il procedimento, riuscissero a ottenere la libertà per decorrenza termini? Sarebbe di una gravità immensa".

Da La Repubblica (6-9/01/02):

[...dimissioni di Ruggiero...]

Il presidente del Consiglio ha anche glissato sulle difficoltà a tenere insieme il doppio incarico: "Credo di essere la persona giusta al posto giusto e mi ci diverto pure", ha detto, riferendosi alla sua nuova qualifica di responsabile ad interim degli Esteri. "Credo di saper far bene - ha aggiunto - perchè ci vuole un imprenditore, un innovatore, un organizzatore".
[...]
"Ci troviamo - ha detto il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto uscendo dalla riunione - di fronte a una crisi politica molto seria del governo, e non credo si possa risolvere con una pezza, l'interim al presidente del Consiglio". "Resta in piedi - osserva ancora il segretario del Pdci - un problema politico grande come una casa: chi determina la politica estera del governo? Bossi e Tremonti o i cosiddetti moderati del Polo? Ad oggi la linea di Bossi e Tremonti prevale con il licenziamento di un ministro nostro avversario, ma sicuramente stimato a livello internazionale".

[...]
Sul fronte internazionale, va registrata la richiesta di chiarimenti sulle dimissioni di Renato Ruggiero avanzata da Mario Monti: il commissario Ue alla Concorrenza, in una nota, chiede a Berlusconi "di far emergere con chiarezza una sua linea sull'Europa attraverso un dibattito chiarificatore in seno alla maggioranza, e senza slogan che proiettano in Europa un'immagine poco degna dell'Italia".

Da La Repubblica (27/9/01):

BRUXELLES - "Se si cominciano a fare differenze fra civiltà siamo finiti". Romano Prodi boccia senza appello la sortita di Silvio Berlusconi, che ieri aveva invocato la superiorita della cultura occidentale su quella islamica. L'intervento del premier italiano ha molto preoccupato le autorità di Bruxelles, che oggi sono scese in campo per chiarire che espressioni come quelle non rispecchiano la posizione europea. Una severa critica al presidente del Consiglio è arrivata infatti anche dal primo ministro belga - e presidente di turno dell'Unione - Guy Verhofstadt: "Non posso credere che abbia potuto fare certe dichiarazioni così denigranti per l'Islam. Affermazioni del genere possono alimentare in modo pericoloso un sentimento di umiliazione che può condurre all'allontanamento e alla divisione tra due mondi".

Quasi contemporaneamente, Louis Michel - il ministro degli Esteri belga che guida una delegazione europea in visita al Cairo - definiva "inaccettabili" le parole di Berlusconi. E spiegava: "Ho solo una cosa da dire: che il valore dell'Europa non permette di considerare che una civiltà sia superiore ad un'altra. Questo non è nelle nostre convinzioni. Questo contraddice i valori europei ed il comunicato pubblicato venerdi scorso a Bruxelles all'unanimità dai capi di governi e di stato europei".

Da La Repubblica (7/9/01):

ROMA - Nostalgie da Minculpop nella Regione Lazio guidata da Francesco Storace: il suo governo di centrodestra vuole istituire una commissione di esperti "che analizzi i contenuti dei libri di storia usati nella scuola dell'obbligo" perché, secondo il capogruppo di An Fabio Rampelli, delfino del presidente Storace, "i testi usati abitualmente negli istituti superiori sono troppo filo-marxisti e non garantiscono il pluralismo culturale".

Da La Stampa (10/8/01):

"l'elenco delle cose fatte comprende nell'ordine: legge Tremonti per le imprese, azzeramento delle tasse di successione, blocco della riforma dei cicli scolastici. Quindi: legge-obiettivo per le grandi opere, contratto di lavoro europeo, emersione del sommerso, libertà di ristrutturare case e negozi, provvedimenti a favore di inventori e nuove tecnologie, riforma del diritto societario e da ultimo devoluzione". "Naturalmente nessuno di questi provvedimenti ha avuto il timbro di nessuna delle due Camere" - ricorda il quotidiano torinese -, "però secondo Berlusconi rappresentano la prova che il governo è stato puntuale".

Da Il Manifesto (4/8/01):

Falso in bilancio depenalizzato : "c'è un altro paese in Europa dove la commistione tra interessi privati e pubblici è così smaccata e arrogante?", si chiede Bruno Perini nell'editoriale del Manifesto. E ancora: "E' questo che intendeva l'onorevole Berlusconi quando, in campagna elettorale, prometteva agli italiani che nei cento giorni avrebbe risolto il conflitto d'interesse? Evidentemente sì". Conclude amaro Bocca: "I cittadini sanno, ma gli va bene così

Da La Repubblica (3/8/01):

Il provvedimento sul falso in bilancio, scrive Maltese, "guarda caso permetterebbe a Silvio Berlusconi di liquidare d'un colpo le ultime pendenze giudiziarie del suo gruppo, come si sforzano di ripetere in un tormentone in queste ore tutti i deputati dell'opposizione. Ma qui, per incanto, la Casa delle Libertà ha ritrovato l'intransigente la fedeltà ai valori comuni, il garantismo perso nelle giornate di Genova e il liberismo sepolto dal Dpef".

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