18 Aprile: Il Premier definisce "criminosi" i programmi di Enzo Biagi e Santoro
Da "La Repubblica" 19 Aprile 2002
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ROMA - "Cari telespettatori, questa
potrebbe essere l'ultima
puntata del Fatto. Dopo
814 trasmissioni non � il
caso di commemorarsi.
Eventualmente � meglio
essere cacciati per aver
detto qualche verit� che
restare al prezzo di
certi patteggiamenti".
Enzo Biagi si � rivolto
cos� stasera al pubblico
di RaiUno,
commentando le
dichiarazioni di Silvio
Berlusconi contro di lui,
Michele Santoro e
Daniele Luttazzi.
Ecco il testo dell'intervento di Biagi. "Non � un gran giorno per l'Italia: per quello che succede in casa e per quello che si dice fuori. A Milano lo sapete, un piccolo aereo da turismo � andato a sbattere contro il Pirellone, orgoglio dell'architettura italiana e uno dei simboli della citt�. E il pensiero corre subito alle torri di New York. |
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Disgrazia. Ma c'�, anche, chi all'estero parla di
crimine. Da Sofia il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, non trova di meglio che segnalare tre
biechi individui, in ordine alfabetico: Biagi, Luttazzi,
Santoro che, cito tra virgolette: "Hanno fatto un uso
della televisione pubblica - pagata con i soldi di tutti
- criminoso. Credo sia un preciso dovere della nuova
dirigenza Rai di non permettere pi� che questo
avvenga". Chiuse le virgolette.
Quale sarebbe il reato? Stupro, assassino, rapina, furto, incitamento alla delinquenza, falso e diffamazione? Denunci. Poi il presidente Berlusconi, siccome non prevede nei tre biechi personaggi pentimento o redenzione - pur non avendo niente di personale - lascerebbe intendere, se interpretiamo bene, che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente Berlusconi dia disposizione di procedere, perch� la mia et� e il senso di rispetto che ho per me stesso, mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri. Sono ancora convinto che in questa nostra Repubblica ci sia spazio per la libert� di stampa. E ci sia, perfino, in questa azienda che, essendo proprio di tutti, come lei dice, vorr� sentire tutte le opinioni. Perch� questo, signor presidente, � il principio della democrazia. Sta scritto, dia un'occhiata, nella Costituzione. In America, ne avr� sentito parlare, Richard Nixon dovette lasciare la Casa Bianca per un'operazione chiamata Watergate, condotta da giovani cronisti alle dipendenze di quel grande e libero editore che era la signora Katharine Graham proprietario della Washington Post. Questa, tra l'altro, viene presentata come televisione di Stato, anche se qualcuno tende a farla di governo, ma � il pubblico che giudica. Nove volte su dieci, controllare, "Il Fatto" � la trasmissione pi� vista della Rai. Lavoro qui dal 1961 e sono affezionato a questa azienda. Ed � la prima volta che un presidente del Consiglio decide il palinsesto, cio� i programmi, e chiede che due giornalisti, Biagi e Santoro, dovrebbero entrare nella categoria dei disoccupati. L'idea poi di cacciare il comico Luttazzi � pi� da impresario, quale lei � del resto, che da statista. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l'ultima puntata de "Il Fatto". Dopo 814 trasmissioni, non � il caso di commemorarci. Eventualmente, � meglio essere cacciati per aver detto qualche verit�, che restare a prezzo di certi patteggiamenti. Signor presidente Berlusconi, non tocca a lei licenziarmi. Penso che qualcuno mi accuser� di un uso personale del mio programma che, del resto, faccio da anni, ma per raccontare una storia che va al di l� della mia trascurabile persona e che coinvolge un problema fondamentale: quello della libert� di espressione. | |