
Bene, questa è la sezione riservata a tutti quelli che dicono che Legolas non parla! No non è vero^_- è per tutti ma almeno quelli che affermano che è muto dovranno ricredersi....oltre a non essere muto è anche abbastanza ironico per essere un Elfo!^__^ Poi ci sono anche estratti dal libro(o cmq ciò che Legolas non dice in prima persona) che parlano di lui.
Per ora faccio riferimento solo ai primi 2 capitoli della trilogia perchè sono ancora a metà del libroII(Le due Torri)e quindi non posso sapere di +! Le citazioni sono divise in due parti al momento: Legolas, e Legolas&Gimli; nella prima parte ci sono frasi dette da Legolas e pezzi presi quà e là dal libro che parlano cmq di lui. In Legolas&Gimli ci sono invece delle frasi che i due si scambiano(dal secondo capitolo in poi) dando vita a momenti di ironia^_^
Tutte le citazioni sono prese da "il Signore Degli Anelli" di J.R.R.Tolkien, ed. Rusconi; mentre le cose scritte tra parentesi in bianco sono miei "interventi".
~LegolaS~
"I più forti devono cercare una via, dite voi? Ma io dico: fate arare il campo al coltivatore, ma scegliete una lontra per nuotare, e per correre veloce su erbe e foglie, o sulla neve... un Elfo"
"chi sono e cosa dicono?"domandò Merry. "Sono Elfi", rispose Sam."Non udite le loro voci?" "Sì"disse Legolas"sono Elfi, e dicono che respirate così forte che potrebbero con una freccia trafiggervi al buio."(ROTFL!^_^)
'Frodo levò gli occhi sull'Elfo che lo sovrastava, alto, con gli occhi fissi nel buio, alla ricerca di un bersaglio da colpire. Scura era la sua testa, e cinta da una corona di stelle bianche ed aguzze che luccicavano nei neri stagni del cielo dietro di
lui.'
"No, il tempo non indugia mai",disse;"ma crescite e trasformazioni non sono uguali ovunque. Per gli Elfi il mondo gira, e gira al tempo stesso molto rapido e molto lento. Rapido perchè essi cambiano poco, mentre tutto il resto fugge via: e ciò è per loro un grande dolore. Lento, perchè essi non contano gli anni che passano, o perlomeno non li contano per sé. Le stagioni fuggenti non sono che onde sempre di ritorno nel lungo corso del tempo. Eppure sotto il Sole ogni cosa purtroppo è destinata a logorarsi e scomparire"
'Solo i passi di Legolas erano leggeri come sempre, e pareva che i suoi piedi sfiorassero appena l'erba, poichè non lasciavano traccia del loro passaggio; ma nel pan di via degli Elfi trovava tutto il necessario per sopravvivere, e il suo sonno, se sonno può essere chiamato dagli Uomini, consisteva nel far riposare la mente lungo gli strani sentieri dei sogni elfici, pur continuando a camminare ad occhi aperti nella luce di questo mondo'
"Ti taglierei la testa con la barba e tutto il resto, Messere Nano, se solo fosse un pò più alta da terra", disse Eomer."Egli non è solo", interloquì Legolas, tendendo il suo arco e sistemando una freccia con movimenti così veloci che lo sguardo quasi non riusciva a seguirli. "Moriresti prima di vibrare il colpo".
'Un cavallo piccolo e leggero, ma focoso e recalcitrante, fu consegnato a Legolas. Si chiamava Arod. Legolas chiese che fossero tolte sella e redini. "Non ne ho bisogno", disse, e con un agile balzo fu in groppa: con somma meraviglia di tutti ARod si mostrò mansueto e condiscendente con il nuovo padrone, obbedendo alla minima parola di comando: tale era infatti la maniera elfica di trattare tutti i bravi animali.'
"E' vecchio, molto vecchio" disse l'Elfo. "Così vecchio che mi par quasi di tornare giovane, una sensazione che non ho mai più provata dopo essermi messo in viaggio con dei bambini come voi. (ih ih ih) E' un bosco vecchio e impregnato di ricordi. Sarei stato felice quì, se fossi giunto in tempo di pace"
"Bene, io torno all'aria aperta a vedere che cosa fanno il vento e il cielo!" (^_^;;;;)
~Legolas & Gimli~
(Parlando di nemici uccisi...)"Due!" disse Gimli accarezzando la sua ascia. Aveva ripreso il proprio posto sulle mura.
"Due?", ripetè Legolas. "Ho fatto di meglio, ed ora dovrò andare in cerca di frecce perdute: le mie sono tutte esaurite. I miei conti ammontano almeno a venti; ma ciò rappresenta solo qualche foglia in una foresta"
(Parlando di nemici uccisi 2...)"Ventuno!", gridò Gimli. Vibrò un altro colpo a due mani, atterrando l'ultimo Orchetto. "Ora il mio conto supera di nuovo quello di Messer Legolas"
(Parlando di nemici uccisi 3...) "Ventuno!", disse Gimli.
"Bene!", disse Legolas. "Ma io ora sono a due dozzine. Il pugnale ha avuto da fare quassù"
"ma non c'è da disperarsi, finchè ti abbiamo con noi. Dov'è Gimli?"
"Non so", rispose Aragorn. "L'ultima volta che lo vidi stava combattendo dietro le mura, ma il nemico ci allontanò l'uno dall'altro"
"Ahimè! Queste sono cattive notizie", disse Legolas.
"E' forte e robusto", disse Aragorn. "Speriamo che riesca a rifugiarsi nelle caverne. Lì starebbe al sicuro per un pò. Più al sicuro di noi. E' un tipo di rifugio che dovrebbe proprio piacere a un Nano".
"Lo spero veramente", disse Legolas. "Ma rimpiango che non sia passato da queste parti, perchè desideravo comunicare a Messer Gimli che i miei conti ammontano ora a trentanove"
(Parlando di nemici uccisi4...) "Quarantadue, Messer Legolas!", gridò. "Ahimè! La mia ascia è scalfita: il quarantaduesimo aveva un collare di ferro. E tu a quanto sei arrivato?"
"Mi superi di un punto", rispose Legolas. "Tuttavia non provo rancore, tanto sono felice di vederti in piedi!"
"Mi commuovi, Gimli!", disse Legolas. "Mai ti avevo sentito parlare in questo modo. Rimpiango quasi di non aver veduto le caverne. Suvvia! Facciamo un patto: se usciremo ambedue salvi dalle insidie che ci attendono, faremo un viaggio insieme. Tu visiterai con me Fangorn, e io verrò poi con te a vedere il Fosso di Helm!.
"Questa non sarebbe la via del ritorno che preferirei scegliere", rispose Gimli. "Ma sopporterò la visita di Fangorn, se prometti di accompagnarmi nelle caverne e di condividere la mia ammirazione".
"Te lo prometto", disse Legolas.
'Mentre uscivano dalle fronde del bosco, Legolas si fermò voltandosi a guardare con rimpianto. Improvvisamente lanciò un'esclamazione.
"Vi sono occhi!", disse. "Occhi che guardano dalle ombre dei rami! Non avevo mai veduto occhi simili".
Gli altri, sorpresi dal suo grido, s'arrestarono e si girarono; allora Legolas fece per ritornare sui propri passi.
"No, no!", gridò Gimli. "Fa' quel che vuoi se sei pazzo, ma lasciami prima smontare da questo cavallo! Non voglio vedere occhi di alcun genere!".
'Il Vecchio Ent li scrutò a lungo e poi si rivolse a ciascuno di loro. Con Legolas parlò per ultimo e disse:" Hai dunque percorso tutta la strada che ci separa dal Bosco Atro, mio buon Elfo? Era assai una grande foresta anticamente!"
"E lo è ancora", rispose Legolas. "Ma noi che vi dimoriamo non siamo mai stanchi di vedere nuovi alberi. Desidererei tanto visitare il Bosco di Fangorn! Vi ho appena messo piede, ma non sarei più voluto tornare indietro".
Gli occhi di Barbalbero brillarono di contentezza. "Spero che il tuo desiderio si realizzi prima che i colli invecchino ancora", disse.
"Verrò se la fortuna me lo permetterà", disse Legolas. "Ho fatto un patto col mio amico che, se tutto va bene, visiteremo insieme Fangorn... col tuo permesso".
"Accoglierò con piacere qualunque Elfo desideri accompagnarti", rispose Barbalbero.
"L'amico di cui parlo non è un Elfo", bensì Gimli, il figlio di Glòin che vedete quì". Gimli si inchinò profondamente, e l'ascia scivolatagli dalla cinta cadde in terra con fragore.
"Huum, Hm! Ah, vedo!", disse Barbalbero guardandolo cupamente. "Un Nano portatore di un'ascia! Huum! Sono pieno di buona volontà nei confronti degli Elfi, ma tu chiedi troppo. Questa è un'amicizia assai strana!"
"Ti parrà forse strana!, rispose Legolas, "ma finchè vivrà Gimli io non mi recherò a Fangorn da solo.(;_; che tenero!) La sua ascia non è destinata agli alberi, bensì alle teste degli Orchetti, o Fangorn, Padrone del Bosco di Fangorn. Ne ha tagliate ben quarantadue nel corso della battaglia".'