CORSI DI MEDITAZIONE
(dal 2000 al 2002)
 

OSSERVAZIONI DEGLI ALLIEVI
 

“Il lavoro sul sogno mi permette di osservare anche l’abito egoico che indosso e che molto spesso mi domina. Sto osservando il tipo di attaccamento che nutro per il mio Io. Comincio ad accusare l’Io, anche se, lo riconosco, esso mi è molto utile per sbrigare le cose quotidiane.
Vivo in uno stato sognante, nel quale mi sembra di percepire anche i sogni altrui.”
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“All’improvviso, sembra che io mi protenda in alto. Qualcosa all’interno spinge per uscire. Tutto rientra nel respiro, tutti i pensieri fastidiosi rientrano nel ritmo respiratorio. Non ho sentito più i battiti, nel respiro c’era leggerezza. Siamo tutti in cerchio e insieme formiamo un gran canale dove fluisce l’aria. Tutto è respiro, i passi, la voce (della guida, NB), le soste, i rumori, tutto entra in questo grande canale. Siamo un enorme polmone!”
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“Pensieri fastidiosi e ribelli mi tenevano legato, ed ero prigioniero. Sono riuscito anche a osservarli, anche se dopo un po’ venivo di nuovo trascinato via con loro, come se mi riassorbissero. La cosa che mi ha aiutato di più è stata il continuo movimento della voce (della guida, NB), che sembrava provenire da luoghi sempre diversi. Alla riapertura degli occhi non c’è stato solo un riadattamento fisico, ma anche un altro, credo, al livello della coscienza.”
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“Percepisco vari colori, e ho guardato il mio corpo dall’interno, con le sue viscere e i suoi organi. Sembrava una visione a raggi x.”
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“L’ultima volta non avrei voluto risvegliarmi, cioè tornare indietro dallo stato meditativo. Per tutta la seduta mi sono sentita molto lucida e “vibrante”. Era come se mi scorresse un’energia in tutto il corpo. Appena uscita dalla “seduta”, mi sono sentita molto carica. Durante il feedback (=la discussione della seduta, NB), ho cominciato a tremare, come se fossi attraversata dalla corrente elettrica.”
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“Durante l’incontro mi sembrava di percepire delle spinte molto intense. Il mio corpo era fermo, eppure sentivo che qualcosa lo muoveva. Le orecchie sembravano otturate, ma percepivo dei suoni acutissimi, che in realtà non erano presenti.
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“Spesso mi accorgo di osservare il respiro di notte, mentre dormo. Al mattino, in un risveglio parziale mi sembra di aver compreso molte cose nei miei sogni.”
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“Mi sento molto più sensibile, cioè più connesso o vicino, agli altri esseri, soprattutto quelli “non umani”. Durante la settimana ci sono stati anche vari atteggiamenti negativi, come alcune chiusure verso gli altri, resistenze e altro, ma mi ci identifico di meno, grazie al fatto che li osservo in uno stato meditativo. Riesco a intravedere in questa negatività un percorso su cui lavorare.”
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“Una strana energia, sottile, si traduceva in convinzione e voglia di immergermi sempre più nel profondo. Tutto il corpo lo voleva.”
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“Alla domanda “Chi sono io?” rispondeva il mio corpo, in particolare il cuore. Potrei dire di essere questa stessa pulsazione ritmica.”
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“Avevo l’impressione che qualcosa salisse dal basso verso la testa. A un certo punto, si è formata una sorta di linea di confine, che, partendo dal centro della fronte, divideva i miei due emisferi cerebrali. Quel punto era un centro: mi sorreggeva, rendendomi impassibile. La linea sembrava viva, come una barriera d’acqua di colore blu.”
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“Anch’io, come tutti i miei compagni di meditazione, oscillo tra stati di benessere e malessere, crisi e lisi, dolore e piacere. Gli oggetti più diversi mi si presentano alla mente in questo momento…Ma la cosa assolutamente nuova è che questa è una situazione privilegiata: durante la meditazione, infatti, passo in rassegna eventi reali o di fantasia in un’ottica del tutto nuova, senza alcun coinvolgimento emotivo e quindi con totale distacco: resto neutro davanti a tali produzioni (a differenza di quanto non riesco a fare nella vita ordinaria).”
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“Una strana percezione: come se intorno ad altri membri del gruppo si formasse un alone luminoso, blu e bianco, intorno alla testa. L’avevo già provata altrove, ma durante le sedute di meditazione essa diviene molto più intensa e arriva spontaneamente, come se fossi immerso in uno stato di coscienza più intenso di quello ordinario.”
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“A un certo momento ho avvertito la fusione di tutti i sensi, sciolti in una percezione unica, indistinta. Purtroppo la novità della cosa, nonché la sua gradevolezza, mi hanno fatto tentare di mantenerla; è subentrato lo sforzo di prolungarla e poi il desiderio di recuperarla: così l’ho persa definitivamente.”
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“La pratica che più mi ha interessato, finora, (un’impressione delle prime 4 sedute, NB) è quella del “vedersi dal di fuori” o “come in un film”. Credo che questo esercizio sia utile, perché permette di osservare il fluire della propria esistenza con maggiore serenità e distacco, equilibrio e obiettività, senza essere intaccati da giudizi impulsivi e stati d’animo perturbanti; ma anche per frenare la sete (nel senso buddhista) e il moto della volontà (schopenhaueriana).”
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“Il gruppo con cui sto condividendo quest’esperienza è ricchissimo di spunti e delle energie necessarie per avanzare gradualmente. Tutto ciò è incredibilmente vivo.”
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“Durante l’osservazione del respiro mi capita spesso di sentirmi in una postura che non è, in realtà, quella in cui mi trovo. Mi sembra di pendere da un lato o che la testa sia spostata.”
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“Quando la guida ha accennato al contatto con gli altri membri del gruppo, ho provato una sensazione di benessere. Tutti gli arti si sono addormentati e sono entrato in uno stato di rilassamento profondo, molto vicino al sonno.”
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“Mi scendevano delle lacrime sul viso, ma non ero triste, né ne ero realmente partecipe; la vividezza mi sembra comportare un certo livello di disidentificazione.”
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“Certe volte vorrei andare più in profondità nella meditazione. Così, alla fine dell’incontro, precisamente sul finale, forse in virtù di una spinta inconscia, mi sembra di andarci proprio, sempre più in fondo…”
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“Mi sembra di scendere dentro un tunnel (nel lavoro con le sensazioni, NB), dentro un pozzo. Riemergono immagini della mia infanzia, come torrenti di fango liquidi.”
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“A volte mi sento così “sensibilizzato” da percepire persino uno stimolo insignificante o minimo, quale la luce di una lampadina, come un’esperienza sconvolgente, forse intollerabile. Mi sento come immerso in un mare di argilla (o di plastilina), quasi fosse un’esperienza psichedelica. Le mie percezioni sono l’unica cosa di cui mi fido: è questo forse il Buddha da uccidere?”
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“Tutto fluisce: è una sensazione oceanica. Le energie permangono nel tempo di un microspazio; è una fortuna che non stagnino, che non si sedimentino i sentimenti d’odio, i rancori, le sfide e le debolezze. Sospira, si riempie, si ossigena: è questo che invece tira a poppa, un vento che rigonfia le vele del presente tessuto, riconosce la sua dirazione: una barca che solca gli oceani più duri…”
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“Torno all’essenza, la sacra cosmica essenza che conosce un’unica via: la vacuità. È luogo non luogo, parete senza pareti, povertà di ricchezza: forse l’unica certezza.”
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“Ci sono stati momenti di agitazione mentale. Sembrava che riemergesse qualcosa del passato. Poi, a un certo punto tutto era sensazione, il mio corpo, il mio io, io. Io ero un insieme di atomi e l’atomo era il tutto. Sono giunto a scompormi o a sgretolarmi, forse non esisteva nulla di composto chiamato corpo o…Tutto è durato poco.”
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“Sono riuscito a mantenere gli occhi semiaperti: tutto appariva diverso. L’impressione è stata quella del crollo di tutti i mattoni di cui è composta la coscienza. Le sensazioni si susseguivano freneticamente.”
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“Ho sperimentato l’utilità della tecnica appresa anche durante la settimana: meditando in solitudine, mi sono controllato nelle situazioni emotive perturbanti, in modo da addormentarmi con più facilità (soffro di una lieve insonnia).”
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“Avevo l’impressione di essere entrata nello stato che precede l’addormentarsi (ipnagogico, NB). C’era una brezza dolce, una grande imperturbabilità e la leggerezza; percepivo il mio corpo o involucro senza alcun dolore: leggero e intero, come fosse sollevato da terra e impregnato da uno strano luccichìo.
Sentivo proprio la presenza del gruppo, e respiravamo tutti la stessa aria, all’unisono.”
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“Ho avuto l’impressione di percepire il passaggio dallo stato ordinario di veglia a un altro.”
"Sono stato inondato di bianco per buona parte della meditazione nell'ultima seduta. Ancora più del bianco come colore si è presentata spesso una luce, con intensità e provenienza diverse. Dalla sommità del cranio cominciano a uscire, come da una fontana zampillante, i colori dell'arcobaleno. Sento una grande energia che mi arriva dal gruppo. La luce bianca mi invade e sento che ora è parte del mio corpo. Anche ciò che sta intorno a me diventa luminoso. Essere inondati dal bianco è la sorpresa di vedere e sentire la purezza dentro e fuori di noi. Il bianco ha continuato ad accompagnarmi durante la settimana insieme ad apparizioni fugaci di viola, azzurro e rosso. Da qualche giorno compare ogni tanto un colore verde quasi fluorescente. Ieri notte ho avuto un'esperienza molto forte: mi è sembrato di toccare il grande nulla, ed è completamente svanita ogni forma di pensiero; mi sono trovato circondato da una grande luce." ***
"In alcune occasioni mi è successo di avvertire come un senso del sacro, legato ad emozioni interiori di fiducia, meraviglia e una profonda commozione per me stesso e la natura umana, per la mia storia personale e per quella di persone a me vicine e che condividono o hanno condiviso con me questa strana, meravigliosa inspiegabile narrazione. In questo momento godo di una forma di accettazione più ampia, che mi permette di osservarmi da una prospettiva nuova che forse prima non conoscevo, o che magari non avvertivo presente come ora." ***
"Attraverso l'auto-osservazione riesco a vedere perfettamente quasi tutto il mio corpo. La meditazione mi infonde un sentimento di grande pace interiore, che mi accompagna anche durante la settimana. Potevo quasi toccare il silenzio, lo sentivo come una grande forza sopra di me, che piano piano dalla testa mi entrava dentro e s'impossessava completamente di tutta me stessa. Durante il corso sull'autostima, quando abbiamo ascoltato il suono del flauto, io mi sono trovata all'unisono con questo strumento. Ho sentito la sua agonia, e anche il suo dolore struggente. Poi, quando sono entrate le percussioni, mi sono separata dal flauto e da tutto ciò che mi circondava. Sono entrate in un mondo di luce e irreale, avvolgente, fluttuante. Non mi trovavo più con i membri del gruppo, ma ero giunta da sola in uno stato di coscienza mai conosciuto prima, da cui è stato un po' faticoso allontanarmi." ***
"Sono stato travolto dall'energia sia fisicamente che psichicamente. Tutte le emozioni o i contenuti mentali prima di arrivarmi come tali mi giungevano in uno stato che sento come originario, cioè come manifestazioni di una stessa energia; è intervenuta l'esperienza pura della interiorità. Si formava un campo energetico tutto intorno al mio corpo, mentre aumentava in genere la percezione. Mi sembrava di toccare questa energia e di provare una sensazione tattile molto pronunciata. Inoltre avevo la sensazione di trovarmi in ogni punto di questo campo energetico." ***
"Ascoltavo la mia voce, il mio suono; uno in particolare mi rendeva particolarmente armonica. Era una specifica tonalità che si presentava spontaneamente."

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ALCUNE ESPERIENZE
 

Ampia produzione di immagini, talvolta ipnagogiche. Percezioni soggettive di rumori, colori o profumi. Formicolii e dolori corporei. Calore o sensazione di freddo. Impressione di spinta o di contatto fisico. Respirazione in vari punti del corpo (per es., le guance). Sospensione del giudizio. Confusione mentale. Percezione di figure soggettive. Identificazione con animali. Casi di sincronicità. Aumento o diminuzione del sonno senza perdita di “energie”. Consapevolezza dell’autocontrollo. Vuoto mentale. Transfert di vario genere nei confronti della guida (honeymoon, poi disattesa). Effetto Zeigarnik o di sospensione tra un ciclo di esercizi e un altro. Percezione dell’aura o del bozzolo. Esaltazione o rassegnazione, distacco, autosvalutazione. Percezione “Venere di Milo”. Percezione “capovolta” o alterata del corpo, rispetto alla posizione effettiva. Sensazione di vertigine o di uscita dal corpo; espansione del corpo. Torpore. Aumento della deglutizione. Sentimenti di amore e di aggressività, o di coesione, verso gli altri membri del gruppo. Rievocazione di immagini pittoriche. Percezione dell’insignificanza dell’esistenza. Voglia di ridere o di piangere. Stati alterati di coscienza, più o meno alterati. Sensazioni oceaniche. Flashback e rievocazione dell’infanzia. Sdoppiamento corporeo. Lievi impressioni “regressive” di vite precedenti (suscitate dai cenni sulla reincarnazione). Stati d’animo mutevoli.
Aumento dell’attività onirica, ricordata o meno, cui segue, talvolta, un arresto della stessa attività o del ricordo. Impressione di trovarsi in uno stato sognante. Sogni lucidi spontanei, che si arrestano alla prima fase (“consapevolezza del sognare”). Marcata presenza del sognatore sulla scena onirica. Sogni “affollati”, ricchi di personaggi. Sogni “veri”(vividi) e ambientati nel passato (ritorno all’infanzia). Sogni o impressioni nella veglia di matrice prenatale o perinatale (Grof). Sogni profetici.

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NB: le norme per l'iscrizione ai Corsi si trovano qui


 

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