…(mal)destri
a destra
Che cosa accomuna Giuseppe Spoleti, esponente di punta dello SDI
di Bagnara e Carmelo Demaio, segretario della sezione locale di AN? Apparentemente
nulla, se non dettagli assolutamente insignificanti ed ipotetici, quali possono
essere il numero di scarpe, un’analoga passione sportiva, l’hobby per il passeggio
ecc.. I più addentrati nelle questioni politiche potrebbero addirittura ricordare
qualche memorabile reprimenda del grande inquisitore della destra (Demaio)
nei confronti del vicesindaco del centro-sinistra (Spoleti), strali oggi sepolti
accuratamente dalla polvere dell’oblio.
Oggi figurano entrambi allegramente come candidati (potenzialmente
“assessorabili”) nella Lista ‘Bagnara Domani’ e concorrono per
“sbancare” Palazzo S.Nicola.
Perché il PPI a Bagnara, caso anomalo, è collocato all’interno di
una coalizione di stampo destroide?
I diretti
interessati, maestri nella dialettica dell’ambiguità e del sotterfugio
politico, potranno rispondere in vari modi. E ancora, perché l’ex assessore
della giunta Frosina, Giuseppe Caia, pur essendo commissario dell’UDEUR di
Bagnara, forza che sostiene organicamente la candidatura a sindaco del dott.
Santi Zappalà, è stato epurato alla stregua di capro espiatorio dalla Corte
marziale del Polo?
Nelle elezioni amministrative i confini politici si sfumano fino a divenire quasi inesistenti e le differenze di carattere ideologico sono più annacquate, in quanto si dovrebbe ragionare in termini di problemi concreti. Inoltre una lista civica è sempre la sommatoria di esperienze e culture plurali e per certi versi trasversali. Si avverte inoltre una pericolosa deriva verso il pensiero unico dominante, una specie di omologazione generale, che conforma sostanzialmente gli attori che si muovono nell’agone politico e porta ad avere tutti simultaneamente ragione o torto, a seconda delle angolazioni.
Può servire solo questo a spiegare queste convergenze
funamboliche? Quali sono i veri motivi per cui una lista civica sia talmente
frastagliata ed eterogenea da aggregare ben dieci soggetti politici? Una delle
possibili verità è che il progetto politico conta poco, e che il pericolo
pubblico numero uno che unisce indistintamente è l’intramontabile Gregorio
Frosina e il suo partito sfilacciato, e che l’obiettivo è risultare vincenti al
voto del 13 maggio, perché il potere logora chi non ce l’ha, e per vincere si
possono sacrificare gli ideali, i principi e la coerenza, con buona pace dei
moralisti come noi… La vittoria ad ogni costo, a prescindere dalle eventuali
conseguenze (ingovernabilità, rissosità, incompatibilità) rappresenta il vero
mastice che sostiene il calderone elettorale chiamato ‘Bagnara Domani’.
LIBERALEIDEE