Il rospo e l’acqua calda (di Paulo Coelho)
Da questo spunto
cerchiamo di trarre qualche insegnamento:
Varie ricerche
biologiche dimostrano che un rospo, messo in un recipiente con la stessa acqua
della “sua” palude, rimane immobile per tutto il tempo in cui riscaldiamo
l’acqua fino alla sua ebollizione. Il rospo non reagisce al graduale aumento
della temperatura e muore quando l’acqua bolle.
Risultato: gonfio e
felice.
Al contrario, un
rospo che viene fatto immergere in un recipiente con acqua in ebollizione,
salta fuori immediatamente.
Risultato: mezzo
ustionato però vivo.
Delle volte siamo rospi bolliti, non ci rendiamo conto dei mutamenti. Pensiamo che nella nostra acqua tutto sia molto bello o che ciò che è negativo passerà, perché è sempre e soltanto una questione di tempo. Siamo disposti a morire, esitando immobili ed apatici nell’acqua che si riscalda gradualmente! I rospi bolliti non capiscono che, oltre ad essere efficienti (eseguire con certezza le cose), bisogna essere efficaci (fare le cose certe). Ci sono rospi bolliti che credono ancora che la cosa fondamentale sia l’obbedienza al proprio status e l’aspettare (che prima o poi cambierà..) e non si rendono conto che spesso bisogna reagire. In tutto questo dove stà la verità??
E’ meglio uscire ustionati da una situazione,
ma vivi e pronti a reagire.
Giuseppe Vuolo