Apprezzate gente, apprezzate !!!

 

Il “manipolo” di giovani è sceso in campo, sta cercando di far sentire la sua voce che, per quanto flebile, è espressione vera di quello che dovrebbe essere l’impegno di tutti : cambiare le sorti di questa nostra città.

Sul conto del nostro movimento è stato detto di tutto (o quasi); ci mancano gli insulti diretti ed il conto sarebbe completo. A detta dei “vati” della politica Bagnarese (loro sì che ci conoscono…) siamo nell’ordine : inconcludenti, poveri di contenuti, troppo esuberanti et cetera.

Ma chi ha varcato la soglia delle nostra sede, chi ha scambiato un po’ più di due chiacchiere con uno di noi, chi ha speso del tempo in nostra compagnia, non ha potuto invece tacere sulla (tutta nostra) ferrea intenzione di fare qualcosa che abbia un incontestabile valore positivo, di far valere l’identità di un gruppo puro. Andiamo incontro al nostro destino (qualunque esso sia) con una dignità che non possono di certo vantare coloro che fino ad oggi hanno inteso di aver bene amministrato la Casa Comunale; anzi (ma guarda il paradosso…), sono stati essi stessi, con la loro “Politica per pochi intimi”, una delle concause del proliferare dell’ ”associazionismo pro-loco”, tipico di una collettività allo sbando, povera di interessi e, cosa ancor più grave, rassegnata a che le cose vadano male sì, ma il più lentamente possibile.

I giovani, proprio perché tali, non accettano il disequilibrio fra le forze in campo, il gioco sporco, l’atteggiamento di chi, forte dei voti già in cascina (chissà perché si sentono così sicuri), “gioca a far politica” con noi, considerandoci, al più, alla stregua di qualche centinaia di preferenze elettorali.

I giovani hanno un’altra identità, si riconoscono più nei testi di Guccini (e scusate se è poco) che nei soliti rompicapi di come si faccia Politica a Bagnara; hanno interesse a fare bene, hanno voglia di far valere una logica nuova, fondata su principi veri accontentandosi, se questo dovesse accadere, di imporre un limite oltre il quale gli pseudo “nomi-nuovi” non potranno andare.

Se si vuole contribuire a questo progetto, basta avvicinarsi; siamo consapevoli di non avere tutte le soluzioni necessarie, ma si dovrebbe apprezzare la nostra intenzione di “non lasciare che sia”, si potrebbero sfruttare (ora si!) le capacità (e non sono poche) di ragazzi entusiasti di poter servire a qualcosa, si potrebbe essere più attenti nei confronti di ciò che per ora è poco più che un’idea ma che con le dovute sollecitazioni potrebbe trasformarsi in un’entità stabile nel nostro territorio. Anche perché, non ogni bambino cresciuto nella jungla diventa Tarzan……..

 

Fulvio Gambadoro

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