MANIFESTO DEGLI INGENUI NEL PAESE DEI FURBI
Dalla notte dei tempi, ma forse da ancor prima, a Bagnara si sente
parlare di programmi, sviluppo, progetti, ricambio politico, rilancio economico.
Inevitabilmente questi termini si sono svuotati di significato e contenuti,
e si sono tramutati in forme semantiche vuote, locuzioni troppo logore ed
abusate per poter esprimere qualcosa, parole astratte che servono a dare senso
concettuale a discorsi di facciata che ne sono privi, perché sorretti dalle
esigenze della real politik e, specie in periodi di campagna elettorale battente,
da precise strategie di calcolo. Forse anche il movimento di cui faccio parte
ha contribuito all’usura di questo lessico politico, già di per sé stantio.
I denigratori, o comunque gli avversari di Liberaleidee (dopo aver rivendicato
la paternità dei principi teorici propugnati dal movimento ed aver cercato
di mettere il cappello all’iniziativa) si riferiscono ad una certa congenita
logorroica inconcludenza ed alla insistenza
sul vaniloquio (a loro dire) politico e propagandistico, per spiegare i motivi
dell’inazione e l’assenza di modelli o proposte alternative credibili.
I supercritici dicono sarcasticamente che siamo il gruppo dei Cento
(con chiara allusione letteraria ai trecento giovani e forti della Spigolatrice
di Sapri), arguiscono che avremo vita breve (ma non si era sempre caldeggiato
l’impegno dei giovani in politica, o era solo un bluff?), argomentano una
presunta strumentalizzazione a nostra insaputa, insomma pare che Liberaleidee
sia il vaso di Pandora della ingarbugliata situazione locale. Detrattori a
parte, che cosa propone effettivamente LIBERALEIDEE? Premesso che il movimento
non dispone della sfera di cristallo e non possiede la pietra filosofale, in
soldoni, la linea d’azione del movimento si muove lungo tre filoni:
1.La necessità di riformare la pubblica amministrazione, l’apparato
burocratico, e la polizia municipale (considerate universalmente, e non a detta
di pochi intimi, l’anello debole della macchina comunale) secondo standard di
efficienza, produttività, trasparenza e professionalità;
2.La priorità imprescindibile di drenare tutti i fondi possibili
messi a disposizione, attraverso gli strumenti normativi e finanziari vigenti,
per dare nuovo impulso al paese e per cercare di fare aumentare il circolo
della moneta e stimolare l’investimento imprenditoriale, in forme private anche
provenienti da paesi limitrofi;
3.Il bisogno di
prendere coscienza delle problematiche ambientali (dissesto
idrogeologico,abusivismo edilizio incontrollato, erosione costa, ecc) e di
approntare piani di intervento a breve scadenza.
Un programma semplice da enunciare, ambizioso negli intenti, che
non elabora verità dogmatiche, ma lancia un doveroso grido di allarme, un
profondo monito alle persone di buonsenso, per non trasformare l’ex perla del
Tirreno in una città-dormitorio, o peggio ancora in una necropoli.
Non si può rimanere radicati all’idea dell’irrimediabilità e
dell’insolubilità dei problemi della nostra cittadina, tanto complessi quanto
atavici, e nella convinzione che, in quanto tali, essi debbano perdurare
infinitamente. Il disincanto e la disillusione verso la cosa pubblica, che la
politica dei nostri giorni ha irresponsabilmente contribuito ad alimentare, si
possono spiegare a mio avviso con l’assenza di nuove frontiere e di progetti di
ampio respiro. In fondo in queste consultazioni, il progetto
originario di un
impegno diretto in politica, prenderà consistenza, attraverso una lista civica
che non snatura i presupposti e i criteri di base stabiliti dallo statuto,
seppure dunque nella dimensione mediata dall’indispensabile cartello
associazionistico (era necessario coinvolgere una pluralità di soggetti
interessati a discorsi di prospettiva per Bagnara, che fossero portatori del
medesimo sentire comune).
Comunque andranno a finire le elezioni politiche ed amministrative, Liberaleidee quasi sicuramente, non si dissolverà il 14 maggio. Più che un augurio, si tratta di un impegno preso con la cittadinanza.
C.Careri